eggià sempre colpa della polizia di stampo marxista-leninista :roll:
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eggià sempre colpa della polizia di stampo marxista-leninista :roll:
ok i corsi d'aggiornamento di questo tipo nn c'entrano assolutamente nulla e dovrebbero essere tagliati. (anke se il primo soccorso mi sa ke è utile se un alunno si sente male)Quote:
I corsi di aggiornamento: tutti immancabilmente incentrati sui metodi dell’autoapprendimento, oppure su ciò che non c’entra assolutamente nulla con la professione insegnante (sicurezza, prevenzione incendi, primo soccorso, privacy...).
la legge 137 infatti metterà il voto in condotta come parte rilevante nella valutazione di scrutinio (sotto il 6 si viene bocciati).Quote:
I colleghi: si dividono tra quelli che ti osteggiano a spada tratta e quelli che ti suggeriscono di lasciar stare per non rovinare il clima di pace raggiunto e non far ricadere anche su di loro le ire della preside
- Gli alunni e la loro preoccupante diffusissima maleducazione (speriamo che il voto in condotta e le sanzioni disciplinari servano ad arginare il degrado morale che affligge le scuole!).
be insomma x far funzionare la skuola qst dv succedere x forza...Quote:
La porta... sì anche la porta dell’aula che con il suo continuo “toc toc” interrompe continuamente la lezione rompendo il miracolo dell’attenzione e del silenzio a fatica conquistati: una circolare da firmare, la collega delle medie che ti contatta per il progetto continuità, l’esperto di musica che piomba in classe e porta via tutti per il progetto “voce che canta”, l’esperto di teatro che arriva poco dopo per il progetto “voce che parla”, la psicologa che si presenta con il sorriso beota sulla faccia pensando di risolvere con esilaranti giochini la piaga del bullismo. (...eccetera... Tutto condito di un clima di ansia e disorientamento).
la parte in cui parla dello psicologo nn è corretta. ok molti studenti considearano lo psicologo qualcosa di inutile... ma nn è così, serve in una scuola questa figura. così forse diminuerebbero i suicidi di studenti depressi da voti, o da prof str, o altro.
bè riguardo alle feste se nn ci fossero studieremo continamente senza freno (niente ponti, ne festività ecc.) e qst sarebbe in parte giusto, ma nn so te ma io un pò di pausa dallo studio la preferisco.Quote:
Le feste: le peggiori nemiche della scuola. La visibilità (balli, canti, mostre fotografiche, cartelloni e realizzazioni pseudoartistiche) è l’imperativo categorico che accomuna tutti i fumosi, disparati e frammentari “progetti didattici” che riempiono il POF e alla cui elaborazione viene immolato gran parte del tempo dei nostri maledetti incontri collegiali.
kqm dai in fondo la legge 137 è giusta nella maggiorparte delle sue parti :):)
Quote:
Perché i Baroni cavalcano la protesta
La riforma che non esiste
La situazione delle nostre università è paradossale: studenti e professori infatti contestano contro una riforma che ancora non esiste. Esistono, è vero, i tagli, ma non sono drammatici: in media il 3% l’anno (1,4 miliardi in cinque anni su una spesa complessiva di circa 10 miliardi l’anno). Si parte da tagli quasi nulli nel 2009, mentre poi le riduzioni diverranno via via crescenti per raggiungere la media del 3% nell’arco di un quinquennio. Un taglio non certo terribile, dunque, visto che la stessa Conferenza dei rettori ha riconosciuto che in Italia la spesa per studente è più alta che in Francia e in Gran Bretagna.
Promozioni automatiche
Ma i baroni universitari cavalcano la protesta per mantenere intatto il loro potere. Un esempio? Nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per settemila posti in più fra ricercatori e professori (ordinari e associati). I 4 mila posti di professore saranno semplicemente promozioni automatiche di persone che sono già da anni dentro le università, e i concorsi saranno rigorosamente finti, con buona pace di qualsiasi giovane ricercatore che voglia far valere le proprie qualità.
10 anni ipotecati
Ebbene: se questi concorsi andranno in porto, si potrà smettere di parlare della riforma dell’università, perché per dieci anni non ci sarà più posto per nessuno e ai nostri studenti migliori non rimarrà che andare all’estero. Lo stesso Umberto Eco, invitato all’università di Siena, ha bacchettato gli studenti contestatori dicendo: “I tagli danneggiano più i professori che voi, è molto curioso che facciate una battaglia del genere per i baroni”.
I giuslavoristi
La politica finora non ha mai affrontato il problema dei concorsi universitari e del sistema moltiplicatore di cattedre e degli insegnamenti, nonostante gli allarmi lanciati di tanto in tanto dall'interno degli atenei. Qualche anno fa fu Gino Giugni, padre dello Statuto dei lavoratori, a sollevare il problema con un articolo sul Corriere della Sera. Giugni, riferendosi a quella parte di mondo accademico - i giuslavoristi - che conosceva di più, rivelava: "C’è una gestione combinata nella selezione dei giovani studiosi". Ma a mettere il dito sulla piaga fu Pietro Ichino, oggi deputato del Pd e professore all'università statale di Milano: "Una cupola regola i concorsi universitari per le cattedre di diritto del lavoro. Solo chi si sottomette alle regole della cooptazione può vincere".
La "cupola" dei baroni
Le denunce di Giugni ed Ichino hanno prodotto un dossier raccolto dalla Guardia di Finanza che contiene decine di dichiarazioni a verbale di professori universitari stanchi di dover fare i conti con un vero e proprio trust di cattedre e concorsi. Achille Serra, ex commissario anticorruzione e ora deputato del Pd, confermò l'anno scorso che la situazione di "parentopoli" nelle università italiane è gravissima. Nei fascicoli inviati dal commissario anticorruzione alla procura di Roma si traccia l'organizzazione di una vera "cupola" formata da "baroni" che regolerebbe cattedre e concorsi nelle università italiane, attraverso, soprattutto, le commissioni di esami, che vengono costituite in modo tale che "a vincere sia sempre il candidato della facoltà universitaria che ha bandito il concorso e che è sostenuto dal professore della cattedra, componente la commissione".
La Guardia di Finanza, da parte sua, ha preso in esame una cinquantina di bandi appurando che l’80 per cento di quanti avevano fatto domanda ai concorsi si erano ritirati prima degli esami e quasi tutti quelli che li avevano superati avevano svolto attività nella stessa università che aveva bandito il concorso. Una vera e propria cooptazione, dunque, in cui non c’è spazio per la meritocrazia. E poi sarebbe il governo a far fuggire i nostri giovani ricercatori all’estero…!!!
Che schifo oggi. Merda.
Sono dei veri e propri stronzi. E non mi venissero a dire che pure noi li prendiamo e li ammazziamo, ma vaffanculo.
Che s*****.
Attenzione:
Studenti manovrati dalla sinistra che non sa perdere,
?lottano? contro una riforma inesistente (x le università)
come Don Chisciotte contro i mulini a vento.
per più di 1 settimana ci sono state manifestazioni senza nessun disordine. stranamente dopo che cossiga ha detto: infiltriamo i delinquenti cosi fanno casino e la polizia può manganellare, tutto ciò è avvenuto veramente. e chi c'è di mezzo ancora? l'estrema destra.
Per tutti quelli d'accordo con questa legge,io credo vivamente che ci saranno solo malcontenti,per non parlare dei licenziamentii,ma tanto che vi frega a voi:roll:.
Io mi sono trovata benissimo anche con la vecchia legge,se non ci sarebberò mai stati cambi e gente con un altra faccia forse sarei arrivata a detestare davvero un prof che vedo ogni santo giorno 5 ore su 5 -.-.
E perfavore ,invece di fare passi avanti a me sembra che se ne facciano molti di più in dietro.E poi penso che chi voglia studiare va avanti anche con la vecchia legge,ma almeno non ci sarebbe stato un taglio di personale.
gia oBo :roll: chissà come mai dopo le parole di Cossiga è successo :roll: chissà :x
sempre l'estrema destra :078:
Ti consiglio di informarti meglio, l'università protesta su questo
L 133/2008
ed in particolare sull'articolo 16. Non è di certo colpa mia se i Mass media come sempre fanno disinformazione; lo facevano con Prodi e lo fanno ora Con Berlusconi
si contesta anche il fatto che questo decreto legge è stato fatto passare in sordina sfruttando il caos che già la riforma Gelmini ed altri eventi italiani (tipo immondizia nel sud) stavano producendo sui mass media e sulla dormiente(?) opinione pubblica
sono d'accordo, non è il decreto 137 del 1 settembre 2008 (decreto gelmini) a creare il malcontento nell'università ma la legge 133 del 6 agosto 2008. in realtà tratta di molte cose e anke dell'università all'articolo 16.
infatti la mia domanda iniziale era xkè sl ora ci si ribella a una legge del 6 agosto; forse il decreto (ormai legge) 137 ha conseguenze su di esso??? nessuno mi ha risp...
kmq io il decreto l'ho letto e confrontato (sicuramente alcune kose nn mi sono kiare) ma non ho trovato riferimenti alla legge 133...
kmq le ipotesi ke hanno fatto gli universitarie per il quale stanno protestando so ke nn sono kiaramente esplicate nella legge 137 ma quasi sicuramnte saranno la conseguenza dei tagli ai fondi x la ricerca e ciò ke preoccupa gli universitari è ke: o si sospendono ricerke poko importanti o aumenteranno le tasse agli studenti. (qst è stato detto da un'universitaria ke oggi ha fatto un corso al nostro liceo durante l'autogestione; sono state dette anche altre kose ma nn mi dilungo)
la diminuzione del numero di corsi universitari x me è giusta poikè circa 14 corsi vengono seguiti da un sl studente!!!!! (la nostra professoressa d'italiano ha detto ke a un corso di scienze nn mi ricordo kosa c'erano come candidati sl suo figlio e un'altro studente; qst è un chiaro esempio)
x quanto rigurda i licenziamenti degli insegnanti c'è da dire ke kmq è impossibile pagare tutti quanti se si vuole mandare avanti l'italia...
certamente è un'ingiustizia, (inoltre come ho detto prima sono favorevole ai più maestri) ma d'altronde prima o poi si doveva fare; nn si sarebbe potuti andare avanti così qst tagli prima o poi andavano fatti...trpp stipendi
Ragazzi adesso la colpa è solo dell'estrema destra? :risatina:
Io non sono d'accordo nemmeno su questo. Cioè è chiaro che, visto che si deve risparmiare, non si può avere un solo studente ma credo si debba trovare il modo di permettere determinati corsi. universitari poiche, ancdhe se vi sonopochissime persone, sono lauree di grande qualità e molto ricercate.
Ne sono un esempio io (eravamo in 3 nel mio corso mentre tutti gli altri erano a Biologia Sanitaria) e la mia ragazza che ora che si è laureata in biotecnolgie farmaceutiche ha un sacco di offerte e possibilità di lavorare e fare esperienza.
Ciò perchè nei campi scientifici serve gente specializzata e non. ad esempio, semplici biologi che fanno le analisi.
Io sarei piùpropenso ad eliminare quelle lauree triennali dove vi è bassissima affluenza, perchè le lauree specialistiche credo che abbiano molto più senso di esistere anche se per pochi. Inoltre, bisogna a mio avviso verificare l'esistenza di "doppioni" ovvero di quei corsi di laurea doppi presenti in diverse facoltà.Qui un esempio è biologia sanitaria, che un tipo formava coloro che analizzavano sangue, urine ecc.... presso gli ospedali i lab d'analisi e un analogo corso di laurea fatto pochi anni fa dalla facoltà di medicina.
Però ribadisco che corsi di laurea come Proteomica, Biologia ambientale, Biotecnologie farmaceutiche ecc... deono esistere anche se magari gli iscritti sono pochi perchè è il mercato internazionale che richiede queste figure!
ma non sono ancora finite ste manifestazioni del *****?
se non t interessano queste cose perché non vai altrove? hai rotto i coglioni...
la rovina dell'Italia son quelli come te :evil: sempre a criticare ma mai attivi o interessati perché tanto voi la sedia da scaldare sotto al culo ce l'avete :evil:
tornando in topic... son molto d'accordo con Killu :roll: le specialistiche son essenziali perché servono ad affinare le doti e le conoscenze degli studenti... senza nulla togliere ai dottorati di ricerca sempre più a secco di soldi... e qui in Italia son ben pochi i privati interessati ad investire in ricerca... che merda
sempre a criticare?........ahahahah ma se i constestatori che vanno in piazza....ah beh vanno per elogiare.....ahhahaha
dimmi tu; 1 settimana e più di protesta nelle piazze e zero casini, addirittura le forze dell'ordine che sono "d'accordo" con i manifestanti; poi berlusconi inizia dicendo che bisogna bastonare i manifestanti nella parti molli, ritira il tutto, e infine arriva cossiga. oggi succede questo. e le forze dell'ordine che fanno davanti a gente con in mano spranghe e roba simile? li lasciano passare :lol:
mi meraviglio di te... i tagli alla scuola sono della finanziaria, non del decreto...
le manifestazioni non sono solo pro scuola ma anche guidata dalla sinistra...
prof che minacciano bocciature a chi non sciopera, aule occupate, prof che istigano allo sciopero... si fa così...
il problema sono i docenti, andate a vedere per cosa chiedono finanziamenti...
andate a vedere che caxxate pubblicano pur di ricevere fondi... testimonianza diretta, seguendo una formula, il risultato non è quello aspettato... basta modificare alcune parti a caso in maniera che poi riesca...
va be' io sono un povero ignorante lo so...
Domani è diventato un optional andare a scuola.
La mia, almeno, non è chiusa, sono state comunicate solamente possibili variazioni d'orario riguardanti l'uscita anticipata.
Io, da una parte, sostengo la manifestazione in piazza come diritto inviolabile di rifiutare ciò che al popolo non sta bene, ma a guardare i filmati che adesso seguo su Matrix, rimango basita e sconvolta.
Non è quello, il tipo di manifestazione che sostengo. Non è la violenza gratuita tra giovani politicizzati che io sostengo. Non sono le mazze di ragazzini che hanno lo stesso bisogno di educazione, malgrado i colori dei partiti ai quali aderiscono, che io sostengo. E non sostengo nemmeno i voli di pugni, schiaffi, sedie, tavole e riscaldatori a fungo in mezzo alle piazze italiane con le forze dell'ordine che se ne stanno affianco a guardare.
Oggi si è cercato di ottenere un morto in piazza Navona per potersi lanciare le colpe a vicenda.
Quello che non sopporto, non sostengo ed a dire il vero - quello che ODIO, è la strumetalizzazione dei disagi dei studenti italiani per un fine politico.
Porca*******, non c'è stata abbastanza violenza nel passato?
Ma andate a svuotare le proprie frustrazioni sui sacchi di sabbia..
solo la prima rata viene 380 euro. la seconda varia a seconda dell'isee.
ok, consideriamo che a breve le tasse raddoppieranno, perché i soldi da qualche parte dovranno pur entrare... sono la bellezza di 740 euro di prima rata.
ora parliamo della seconda rata.
prendiamo un italiano "medio" e consideriamo la quinta fascia della sapienza (varia a seconda dell'uni)
paga 284 euro di tasse, e vince una borsa di studio di circa 2500 euro se fuori sede. sì, perché nel 90% dei casi avrà perso 2000 euro perché non ha il contratto a casa.
ok, immagina che raddoppi la seconda rata. siamo a circa 568 euro.
568+740= 1308 euro di sole tasse.
ok, mi dici, ci sono 2500 euro di borsa di studio.
il suddetto ragazzo ha culo, e trova una doppia a 250 euro.
250x
12=
3000 euro di affitto all'anno.
aggiungici che questo ragazzo spenderà circa 20 euro per mangiare a settimana, e togliendo le settimane che passerà a casa... contiamo una quarantina di settimane. 20x40=800 euro per mangiare.
aggiungi 40 euro ogni due mesi di bolletta, considerando che questo ragazzo abbia il culo di non dover pagare 25 euro mensili di condominio. 40x6=240 euro.
ora facciamo due calcoli.
entrate borsa di studio
2500 euro
uscite costo vita
1308 + 3000 + 800 + 260= 5368 euro.
ora, contaci anche i soldi dei libri. e mettiamo che per ogni esame di 8 crediti vadano via 50 euro di libri. contiamo circa 8 esami l'anno...
non mi far andare avanti.
dico solo che ora grazie ai tagli dei fondi quei 2500 euro, probabilmente, non ci saranno più.
e fra l'altro, non ci fare troppo affidamento. se non hai un tot di crediti non puoi manco prenderla la borsa di studio. cosa sacrosanta eh per carità... però.
ora, dopo sti due conti, siccome leggo molta disinformazione, ti chiedo. ora che è passata la riforma testa di minchia, me la paghi tu l'università? :roll: perché io di voglia di studiare ne ho tanta.
allura, ieri abbiam fermato due tizi che c'erano al bordello.
parlavano in romanaccio, e poco ci abbiamo capito.
quindi distribuiamo le colpe. (anche se ad attaccar briga sono stati i ragazzi di blocco studentesco).
quelli di destra si son messi in prima fila al senato, e a protestare c'erano sia i ragazzi dell'università che i "pischelli de quinnici anni" stando alla definizione della mia fonte xD
i ragazzi dell'università hanno detto per ben tre volte a quelli di blocco studentesco di andarsene perché non c'entravano nulla.
al che sono arrivati quelli dei centri sociali, che glielo hanno chiesto un po' meno gentilmente.
quelli di blocco studentesco lì hanno reagito male, molto male, e sono volate le mazzate.
la mia fonte ha poi finito con "so stato mmezz'ora coi pischelli a dirglie de non se spaventà, che nun era successo nnniente".
ora xD ci è sembrato di capire questo...
sicuramente!!!! quoto
anke questo è il ragionamento di prima ke i soldi x le ricerche se nn ne eliminano alkune li prenderanno dagli studenti attraverso le tasse come ha detto holly!
ripeto xò ke l'aumento delle tasse non è scritto ne nella legge 133 nè 137 (legge gelmini), ma si pensa ke sarà una possibile (quasi sicura) conseguenza
Ehm...
Li fa schifo avere più soldi? :roll:
Perchè mi sono andato a leggere cosa vuol dire fondazione privata.
In sostanza l'università rimane statale, solo che i privati hanno la facoltà di metterci deontro dei soldi.
Perchè dovrebbero farlo?
Per avere poi dei cervelli pronti :matrix:
Non mi pare qualcosa su cui protestare :roll:
Università di Firenze: a lezione di vinsanto
Olio extravergine, Chianti classico, Vinsanto, Rosso toscano e grappa: roba di prima qualità quella con l’etichetta Villa Montepaldi. Prodotta con il sudore di esperti braccianti. E un po’ anche con quello di tutti noi. L’azienda agricola, difatti, è foraggiata con generosità dall’Università di Firenze, proprietaria di questi 40 ettari a San Casciano Val di Pesa. Utilità? Discutibile: l’ultimo avvistamento di uno studente alla “fattoria dell’università “, come la chiamano vezzosamente i professori, risale a qualche anno fa. E l’azienda è in perenne perdita, nonostante i milioni di euro versati dall’ateneo. Che, tra un buon bicchiere di rosso e un crostino intinto in olio pregiato, ha un deficit di almeno una settantina di milioni di euro che rischia di raddoppiare nel 2010. A Firenze si spendono praticamente tutti i finanziamenti statali per pagare il personale. Lo fanno in tanti. Le economie devono partire da lì. Eppure quest’anno l’università, nonostante la voragine in cui è cascata, ha già bandito 43 concorsi per ricercatore.
Università di Siena: centinaia di milioni di debiti
Negli ultimi anni, mentre l’ateneo accumulava passivi, sono stati aperti tre nuovi poli: a Colle Val d’Elsa, San Giovanni Valdarno e Follonica, che si aggiungono alla sede di Grosseto. E a quella di Arezzo: qui brillano i corsi di laurea in storia dell’antichità (tre iscritti) e in società, culture e istituzioni d’Europa (sette allievi). La gestione del vecchio rettore Tosi, in carica dal 2002 al 2005, ha lasciato 160 milioni di debiti. Periodo in cui il costo per il personale è aumentato costantemente, arrivando, tra docenti e amministrativi, a un dipendente ogni 3,9 studenti. In questa situazione, invece che proporre riduzioni della spesa, nell’ultimo anno sono stati stabilizzati 300 amministrativi e sono stati banditi concorsi per 43 ricercatori.
Università di Genova: assunzioni nonostante il deficit milionario
A Genova hanno assunti 34 di ricercatori, oltre a 17 professori. Peccato che l’anno scorso sia comparso un buco di 15 milioni di euro. La Corte dei conti sta indagando sulle cause.
Università La Sapienza di Roma: deficit ed assunzioni
Alla Sapienza il bilancio del 2007 è stato chiuso con 40 milioni di euro di deficit. L’ex rettore Renato Guarini, in carica fino a settembre 2008, aveva dunque annunciato un notevole contenimento della spesa per il personale. Il proclama si è tradotto in una nuova infornata di cattedre: 186 solo quest’anno.
Università dell’Aquila: corsi con solo otto iscritti
Per Ferdinando Di Iorio, rettore dell’Università dell’Aquila (in lizza per la candidatura a governatore abruzzese con la Sinistra arcobaleno) le proposte del Governo Berlusconi sarebbero un colpo mortale a coloro che riescono, nonostante tutto, a fare ricerca di eccellenza. Il suo ateneo, però spende il 95,5 dei finanziamenti statali per il personale e ha un disavanzo di 12 milioni di euro. Eppure non centellina: vanta un corso per infermieri ad Avezzano, un altro in economia del turismo a Sulmona e quello, più disgraziato, in ingegneria agroindustriale a Celano, con soli otto iscritti.
Università della Sicilia: medici di troppo
Anche al Policlinico dell’Università di Messina i conti non tornano da anni. Tanto che dal 2004 la Regione Siciliana non approva un bilancio. Il deficit è di 40 milioni di euro. Per metà dovrebbe essere ripianato dall’ateneo, che insiste a non mettere da parte 1 euro, anzi. Il sito dell’università annuncia le selezioni per 90 amministrativi. Il rettore, Francesco Tomasello, va avanti a bandire: 74 posti per docenti e ricercatori solo nel 2008. Vi è carenza di personale? Al contrario: per il ministero, solo nella facoltà di medicina ci sono 320 medici di troppo. Non insegnano né fanno ricerca, sono solo inutili, anche se vengono pagati lautamente, e la regione partecipa alle spese. Come accade all’Università di Enna, la Kore, quarto polo siciliano nato grazie all’attivismo del senatore del Partito democratico Mirello Crisafulli, leader elettorale della zona. Tutto privato, promisero i politici quando si trattò, nel 2004, di ottenere le dovute autorizzazioni. Lo Stato non ci metterà un soldo, ribadirono. Ma la regione sì: un contributo di 2 milioni l’anno. Poi c’è la provincia, con 800 mila euro. Altri 400 mila arrivano dalle esangui casse dei comuni di uno dei territori più poveri d’Italia.
Università della Basilicata: accumuli di debiti
È andata così all’Università della Basilicata. Nel 2005 è entrata in esercizio provvisorio: nelle casse non c’erano più soldi. Poi è intervenuta la regione: ha concesso 3 milioni di euro l’anno fino al 2007, saliti ora a 5. Qualche tempo dopo, a febbraio del 2008, il figliolo di un ex assessore della giunta lucana ha vinto un concorso da ricercatore nella nuova facoltà di economia.
Università di Napoli: esempio virtuoso
Alla Federico II di Napoli il rettore, Guido Trombetti, ha recentemente annunciato di avercela fatta da solo: L’ultimo bilancio è in perfetto pareggio. Il penultimo invece era in profondo rosso: 10 milioni di euro. Poi però è cominciata l’era del rigore, che si è tramutata in un aumento delle spese per il personale del 4,5 per cento. Risultato: l’università sborsa per i dipendenti più di quanto gli trasferisca lo Stato. Avanzano 11 milioni: le tasse pagate ogni anno dagli studenti. Ma per far funzionare il più elefantiaco ateneo del Meridione sembrano pochini. Invece bastano, addirittura avanzano, tanto da permettere di bandire quest’anno ben 37 concorsi per docenti e 54 per ricercatori.
perchè non paragoni questa notizia alle perdite di alitalia o delle banche?
perchè in questo caso lo stato non ci butta dentro miliardi? per altro soldi miei pagati con le tasse che avrei preferito vedere nell'università che in alitalia o altrove.
Lo stato non ci butta dentro miliardi? :| Ma se sono sue le università... i soldi li ha sempre dati mi sembra.
Il tuo discorso vale se le università le avesse vendute a qualcuno. Come per Alitalia. Almeno avremo una società che funziona e che riaprte da zero.
Qui si sta fecendo lo stesso discorso. Cioè si vogliono i bilanci in pubblico e gli sprechi controllati (cioè eliminati). Dai obo lo sai anche tu.
Quote:
La fabbrica dei docenti di Francesco Giavazzi. Articolo pubblicato da Il Corriere della Sera il 28 ottobre 2008
La situazione nelle nostre università è paradossale. Studenti e professori protestano contro una riforma che non esiste; il ministro, preoccupato dalle proteste, non si decide a spiegare quel che intende fare per riformare l'università. L'unica certezza è che nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per 2.000 posti di ricercatore e 4.000 posti di professore ordinario e associato, ai quali seguiranno, entro breve, altri 1.000 posti di ricercatore. In tutto 7.000 posti, più del dieci per cento dei docenti oggi di ruolo.
I 4.000 posti di professore saranno semplicemente promozioni di persone che sono dentro l'università. Le promozioni avverranno secondo le vecchie regole, cioè con concorsi finti. E' assolutamente inutile che un giovane ricercatore che consegue il dottorato a Chicago o a Heidelberg faccia domanda: di ciascun concorso già si conosce il vincitore. I 3.000 concorsi per ricercatore assicureranno un posto a vita ad altrettanti dottorandi che lamentano la loro condizione di precari. In tutte le università del mondo ad un certo punto si ottiene un posto a vita, ma ciò avviene solo dopo aver dimostrato ripetutamente di saper conseguire risultati nella ricerca.
Qui invece si chiede la stabilizzazione per decreto senza neppure che sia necessario aver conseguito il dottorato. Il ministro ha ereditato questi concorsi dal suo predecessore e non pare aver la forza per cambiarli e assegnare i posti secondo criteri di merito piuttosto che di fedeltà. Gli studenti ignorano tutto ciò e sembrano non capire l'importanza di meccanismi di selezione rigorosi, in assenza dei quali le università che frequentano vendono favole. In quanto ai professori, buoni, buoni, zitti, zitti. Se questi concorsi andranno in porto ogni discussione sulla riforma dell'università sarà d'ora in poi vana: per dieci anni non ci sarà più posto per nessuno e ai nostri studenti migliori non rimarrà altra via che l'emigrazione.
La legge finanziaria dispone un taglio ai fondi all'università che è significativo, ma non drammatico: in media il 3% l'anno (1,4 miliardi in 5 anni su una spesa complessiva di circa 10 miliardi l'anno). Si parte da tagli quasi nulli nel 2009, mentre poi le riduzioni diverranno via via crescenti per raggiungere la media del 3% nell' arco di un quinquennio. Il taglio non è terribile, anche considerando che la stessa Conferenza dei rettori ammette che in Italia la spesa per studente è più alta che in Francia e in Gran Bretagna. Comunque reperire risorse è sempre possibile: ad esempio, si potrebbero cancellare le regole sull' età di pensionamento approvate dal governo Prodi, ritornare alla legge Maroni e investire i denari così risparmiati nella ricerca e nell'università. Né mi parrebbe osceno far pagare tasse universitarie più elevate alle famiglie ricche e usare il ricavo in parte per compensare i tagli, in parte per finanziare borse di studio per i più poveri.
Come spiega Roberto Perotti in un libro che chiunque si occupa dell'università dovrebbe leggere («L'università truccata», Einaudi, 2008) tasse uguali per tutti sono un modo per trasferire reddito dai poveri ai ricchi. I dati dell'indagine sulle famiglie della Banca d'Italia, citati da Perotti, mostrano che il 24% degli studenti universitari proviene dal 20% più ricco delle famiglie; solo l'8% proviene dal 20% più povero. Nel Sud la disparità è ancora più ampia: 28% contro 4%. Il ministro Gelmini afferma che il suo modello è Barack Obama: forse il ministro non sa quanto costa a una famiglia americana mandare il figlio in una buona università. In una delle migliori, il Massachusetts Institute of Technology, la frequenza costa 50.100 dollari l'anno (40.000 euro), ma il 64% degli studenti che frequentano il primo livello di laurea riceve una borsa di studio.