Pure io mi baso sulla mia esperienza. Migliaia di bambini si sono trovati piu che bene anche con piu maestri, e la scuola elementare oggi è tra le migliori al mondo.
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secondo me si. anzi, detto meglio: si vuole evitare la cosiddetta "scalata sociale" che almeno in america (la prendo per esempio visto che è questo il modello che si vuole "imporre" anche qui) era qualcosa che avveniva molto spesso. partendo dal basso era possibile salire a posizioni migliori, e anche viceversa.
qui invece si cerca di bloccare questo procedimento, discriminando in base al reddito.
io credo che non bisogna in nessun modo tagliare i fondi per far cassa (anzi andrebbero aumentati, visto che siamo secondo l'ocse maglia nera mondiale sia per numero di laureati sia per i finanziamenti), ma andar contro i cosiddetti "baroni" e il nonnismo, alleggerire il carico fiscale sulle famiglie per quanto riguarda trasporti, affitto e libri. ad ora secondo me i problemi principali sono questi.
finisco con le parole di un altro utente con cui mi trovo d'accordo:
Quote:
E' vero.. In democrazia l'ignoranza delle masse è lo strumento di potere più potente.. Mass media e istruzione sono i mezzi attraverso i quali esercitarlo.
Vorrei sapere una cosa!Secondo voi le autogestioni e le occupazioni delle scuole di tutta italia si fermeranno se domani il decreto venisse approvato?
Perchè quando volete citate sempre le fonti statistiche dell'Europa e quando non vi fanno comodo non le leggete neppure? E' questo che mi dà fastidio. Es. il costo di uno studente (tanto x citarne una a tema, ma sono molti i dati che la Gelmini ha dato...)
Per il resto non concordo ma i motivi li ho già detti :)
No di certo, è sempre meglio saltare qualche giono di lezioni in più :lolll:
ciao a tt sn nuovo io faccio il 4 scientifiko di un liceo di roma.
ho letto il decreto 137 e confrontato con la legge 133 del 6 agosto.
ok nel decreto 133 si parla dell'università, ma kmq è del 6 agosto 2008; leggendo il 137 ho trovato riferimenti alla 133 solo nell'articolo riguardante il maestro unico e i libri di testo, ma riferimenti al 133 assolutamente nessuno.
quindi xkè solo ora ci si ribella x la legge 133? forse indirettamente il 137 ha conseguenze su questo??
risp
scusate ma ho letto solo 3 pagine della discussione poi non ce la facevo più.
voglio confermare ciò ke diceva lakeofire:
infatti io ieri sono stato ad una manifestazione sicuramente (e non ditemi di no) la metà e più dei liceali che era presente, era lì x saltare lezioni e per divertirsi e fare una kosa nuova...
kmq nn siamo tutti totalmente scemi. Anke se nn abbiamo letto il decreto abbiamo capito ke qualchecosa in questo decreto non va... poi si sa al liceo si fa qualunque cosa x nn fare lezione. adesso ke l'ho letto (e credo almeno in parte capito XD) credo che la gelmini voglia attuare cambiamenti ke in effetti sono necessari. A parte il maestro unico, ke in effetti è una cattiva idea, poikè un bambino come ha precisato qualcuno sopra (ora non mi ricordo ki) ha bisogno di avere rapporti con più maestri soprattutto x quanto riguarda la situazione psicologica poikè avere lo stesso maestro x tutta l'ora è veramente asfissiante. Inoltre un solo maestro (come ha detto qualcun'altro sopra) non riuscirebbe a insegnare in modo soddisfacente ed efficace tutte le materie; la suddivisione delle materie in più professori è ottima (infatti la scuola elementare italiana è considerata la migliore).
a parte questo e il discorso delle università (ke ankora nn mi è kiaro km vi ho detto prima) il decreto 137 x me è necessario; ma cambiamento improvviso così radicale sarà stato sicuramente messo in conto dalla gelmini e gli altri (almeno credo). a mio parere avrebbe dovuto fare tutto ciò attraverso un processo più lento e non così improvviso ke come si è visto ha scatenato proteste in tutta italia.
OT mi viene in mente il paragone con filippo II e il controllo del portogallo.
vbb basta se no ricado nello studio...XD
grazie x qst forum di discussione grazie alle vostre opinioni oggi ho kiarito alkune kose ke non mi erano chiare
ciao
p.s. la gelmini ha acceso la miccia... se il decreto passa esplode la bomba
Non ho letto l'intera conversazione, quindi mi limito a riportare la mia opinione: questa riforma non s'ha da fare, ne ora ne mai.
Per il semplice fatto che non risolve i problemi! E' vero, la scuola italiana ha molto da perfezionare,ma non è certo da quanto la Gelmini intede trattare, che la situazione migliorerà.
Ma cominciamo dalle cose semplici:
Maestro unico comporterà seri tagli di personale. E' già difficile trovare lavoro, in più molti insegnanti si ritroveranno licenziati.
Cosa dire poi di quei bambini, che sono spaventati dall'insengnate che fa preferenze? Tutto il giorno da una persona di cui hanno paura?
Inoltre l'insegnante impartirà ai bambini il PROPRIO metodo di studio agli alunni.
Grembiulini: ecco qui ci sta dietro un luuungo discorso sull'eugaglianza e bla bla.Fatto sta che questo risolverà l'amletico dubbio di molte mamme.
Ralph Lauren o Lacoste? Woolrich o Moncler? A questo punto direi molliamo le asce e mettiamo loro una foglia di fico..
Voto in condotta: potrebbe diventare un pericoloso mezzo di potere fra gli insegnanti
Pensa davvero di ristabilire l'equilibrio nella scuola italiana così? mah..
Concordo conte. O meglio, sul maestro unico, sicuramente la via migliore era quando andavo a scuola io che erano 3 mi pare. PErò è anche vero che tra 1 e 40 come adesso, l'1 funzionava sicuramente meglio. Quindi perchè non provare? :)
Per il resto è vero molti protestano ma non conoscono il decreto. Non è per dare dell'ignorante ma è n confronto anche con quando andavo a scuola io. Soprattutto alle superiori chi segue e sa le cose è la minoranza...
Già da qui ho capito che il decreto non l'hai nemmeno letto o cmq non ti sei per nulla informata.
ecco queste sono le uniche cose di cui sono daccordo con mariastella.......a parte il maestro unico su cui non mi esprimo in quanto io ne avevo 3 e quindi non so cosa voglia dire averne uno......che poi uno non sarà...ma cmq....magari leggiti il decreto o almeno le pagine di questa discussione.....
E' appena stata approvata dal senato.
La riforma gelmini è legge: è il momento di vedere cosa succederà per le piazze e per le università.
La protesta è stata fino ad ora trasversale e compatta, personalmente mi auguro che ora diventi solo più forte, altrimenti non sarà valsa a nulla.
11:18 http://www.repubblica.it/s.gif Momenti di tensione a piazza Navona Momenti di tensione tra alcuni studenti in piazza Navona. Qualche schiaffo e calcio è volato quando sono entrati in contatto alcuni esponenti del blocco studentesco che da stamane, insieme ai ragazzi dei licei romani stanno manifestando contro l'approvazione del dl Gelmini. Dalle prime ricostruzioni gli attimi di tensione, si sono avuti quando un camioncino dei giovani di destra ha tentato di lasciare la piazza lanciando slogan. A quel punto, dagli studenti sono nati dei cori come ''siamo tutti antifascisti'' e ''fascista carogna ritorna nella fogna''. I gruppi sono entrati così in contatto senza che, la polizia, sia intervenuta.
11:40 http://www.repubblica.it/s.gif Uds: tre studenti feriti dopo scontri a piazza Navona Tre studenti feriti dopo gli scontri tra i manifestanti dell'Uds a piazza Navona e un gruppo di giovani di destra del Blocco Studentesco. E' quanto denuncia l'Uds: "A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra - spiegano - due studenti a piazza Navona riportano gravi traumi alla testa e un ragazzo riporta un orecchio lacerato. E' scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica".
11:58 http://www.repubblica.it/s.gif Piazza navona, ancora cariche degli studenti di destra Continuano a piazza Navona le cariche di un centinaio di ragazzi di destra del 'blocco studentesco' che, a colpi di cinture, caschi e bottiglie, stanno costringendo i manifestanti dell'Unione degli studenti (Uds) a scappare per i vicoli circostanti.
11:57 http://www.repubblica.it/s.gif Piazza Navona, divisioni anche tra i cori
Le divisioni tra gli studenti si stanno manifestando anche nei cori a piazza Navona con una parte dei manifestanti che scandisce il coro "siamo tutti antifascisti" mentre quelli del Blocco rispondono con "siamo tutti studenti". Le forze dell'ordine, inizialmente assenti in piazza Navona, vi stanno facendo ora il loro ingresso.
11:57 http://www.repubblica.it/s.gif Tensioni tra studenti a piazza Navona
Tensione in piazza Navona tra studenti di opposto colore politica, a quanto riferito da alcuni studenti un gruppo di circa 50 ragazzi appartenenti al Blocco Studentesco, movimento di estrema destra, ha colpito altri studenti con caschi e cinte per guadagnare le prime file del presidio di fronte al Senato. Due studenti universitari sono stati feriti al volto. "Ero a terra e mi hanno colpito in 20 con cinte e caschi" dice Alessandro studente del liceo Newton, ferito dietro alla nuca. Altri 2 studenti de La Sapienza sono seduti a piazza delle Cinque Lune con ghiaccio in testa e segni di ferite al volto. "Sono arrivati con la camionetta quelli del Blocco Studentesco e ci hanno caricato con caschi bottiglie e moschettoni" racconta uno studente universitario, mentre attende di essere medicato dal 118.
http://img184.imageshack.us/img184/4458/asdkv8.gif
Da me hanno occupato sociologia; quei *****ni non aspettavano altro:risatina:
Tra l'altro trattasi della stessa facoltà in cui nacquero le BR..
Eccolo, il Maestro di pedagogia http://img184.imageshack.us/img184/4458/asdkv8.gif
no il maestro unico è totalmente sbagliato. Un solo maestro, come già detto, nn può insegnare più materie nel modo come lo farebbe un professore specifico. inoltre c'è la questione psicologica dell'alunno. Pensa se tu in un liceo avessi sempre lo stesso professore ad ogni ora e magari a quel professore stai antipatico o pure lui sta antipatico a te.....ti passerebbe la voglia si studiare. lo stesso vale per le elementari. Quindi avere più professori è conveniente (senza xò esagerare xkè trpp professori costano trpp).Quote:
Inviato da deghejo http://forum.fuoriditesta.it/images/...s/viewpost.gif
il maestro unico era meglio, ora tutte queste maestrine mammine perdono tempo a far giocare i bambini, non insegnando piu nulla
inoltre tutto ciò e confermato dala fatto ke la nostra scuola primaria, col sistema di più professori, è considerata tra le migliori... quindi xkè cambiarla?
invece si.. basta solo assumere maestri un po' + preparati..
qui in belgio ogni anno ha la sua maestra specializzata a seconda di dv deve insegnare nella prima, seconda, terza,.. e i ragazzi escono 100 volte + preparati ke in italia.. basta dire ke mio fratello in terza sta facendo cose ke la mia maestra di quinta nn mi riusciva a spiegare.. -.-"
comunque si vedrà.. :)
questo vale x te....
ma se, come ho già detto prima, il bambino è antipatico o gli sta antipatico l'insegnante??? oppure quell'insegnante è uno str? (anke se credo ke alle elementari sia difficile). oppure se qst insegnante non è in grado di mantenere il controllo della classe? (i bambini sono peggio dei liceali). avere più mestri comporta molti vantaggi
http://gisrael.blogspot.com/2008/09/...-migliore.html
nn centra molto con la gelmini ma almeno vedi com'è organizzata "una tra le scuole migliori del mondo"..
te non hai minimamente presente cosa vuol dire fare l'insegnante
ergo non sparare a zero :roll: abbi rispetto per chi si fa il culo da mattina a sera a scuola tentando di insegnare :x
ora s chiede a mia madre insegnante elementare di insegnare lei inglese... puoi esser bravo quanto vuoi ma molti insegnanti devo partire da zero... e io che studio inglese da anni ed anni non conosco mica tutte le cose di modo da esser capace di insegnarlo... c vuole un insegnante madrelingua...
Per una scuola pubblica migliore:
12:51 http://www.repubblica.it/s.gif Berlusconi: "Correzioni per la scuola privata" "Vorrei e sono deciso a mantenere la finanziaria così com'è, ma ciò non vieta che ci siano dei margini" per alcune modifiche "per esempio nella distribuzione delle risorse dei vari ministeri ho colto delle cose nella scuola privata che vanno corrette". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi durante un incontro a Confcommercio.
Quote:
Intervento del senatore Giuseppe Valditara a proposito del decreto Gelmini:
Signor Presidente, onorevole Ministro, onorevoli colleghi, dirò subito che il dibattito sul decreto Gelmini ha raggiunto in queste settimane toni inaccettabili. Sulla scuola non si può fare demagogia ingannando gli Italiani. Nelle piazze, sui media, nelle scuole, sono state sparse ad arte autentiche menzogne da professionisti della disinformazione, il tutto per legittimare forme illegali di contestazione che danneggiano in primo luogo il diritto di tanti giovani di poter fruire del servizio scolastico che lo Stato deve garantire a tutti. Voglio sperare che gli esponenti di un partito dalle solide radici democratiche come il PD, pur nella legittima diversità delle posizioni, prendano nettamente le distanze da chi sparge veleni e fomenta disordini. In questi giorni abbiamo sentito di tutto: che si licenzierebbero insegnanti, si abbasserebbe l'obbligo scolastico, si chiuderebbero le scuole di montagna addirittura che le lezioni oltre le 24 ore settimanali sarebbero a pagamento e verrebbero affidate a cooperative private. Abbiamo anche sentito che si abolirebbero le mense scolastiche costringendo i bambini a tornare a casa per il pranzo. Tutto questo è semplicemente falso. Mi atterrò dunque ai contenuti del provvedimento che ci apprestiamo ad approvare.
Gli obiettivi principali del decreto Gelmini
Due sono gli obiettivi cardine che ispirano l'azione riformatrice di questa maggioranza: primo, una scuola che dia finalmente una formazione di qualità a tutti e per tutti offra una opportunità; secondo, il rispetto dei diritti dei contribuenti che pagano le tasse non per foraggiare velleitarismi veterosindacali ma per avere servizi efficienti. Il decreto in oggetto contiene misure ampiamente condivise: l'introduzione dell'educazione civica; i voti semplici e chiari al posto di giudizi complessi, spesso confusi o contorti; le riaperture delle graduatorie per gli iscritti al 9° ciclo SSIS che erano stati pregiudicati nella scorsa legislatura, a dimostrazione tra l'altro che questo Governo tiene fede agli impegni presi in Parlamento (ricordo qui un nostro ordine del giorno votato in Senato a luglio). Questo Governo rimedia dunque agli errori fatti da chi lo ha preceduto. Il decreto ridà valore al voto di condotta che ritorna dunque a responsabilizzare lo studente; lo voglio affermare qui con grande chiarezza: essere contro una valutazione della condotta significa perpetuare le nefaste idee sessantottine che hanno contribuito non poco ad indebolire l'autorevolezza della nostra scuola e dei nostri insegnanti.
La situazione reale della scuola italiana
Le polemiche si sono concentrate soprattutto sul cosiddetto "maestro unico". Si è detto addirittura che noi distriggeremmo così la scuola elementare migliore al mondo. Vediamo però come stanno in realtà le cose. «L'Unità» titolava il 24 settembre scorso: «L'OCSE sbugiarda la Gelmini: ottima la scuola elementare». Nel corso dell'articolo si leggeva, però, solo che l'Italia è il Paese che più spende per la sua scuola elementare (6.835 dollari per alunno, contro la media OCSE di 6.252$): dunque, «l'Unità» ha scambiato l'eccellenza con il costo, la scuola elementare sarebbe eccellente in quanto molto costosa; un criterio assai discutibile. Interessante, per altro, un dato tratto dal Libro bianco di Fioroni, che cito testualmente: «È più alta in Italia rispetto ad altri Paesi, sia per la matematica, sia per la lettura, la percentuale di studenti poveri di competenze (che non raggiungono il livello necessario per svolgere i compiti elementari)». Ciò non solo con riguardo ai quindicenni, ma «analoghe difficoltà si segnalano, infatti, anche per gli studenti di scuola secondaria di primo grado [medie, ndr]». Una rilevazione INVALSI del dicembre 2005 avente ad oggetto studenti di prima media non a caso rilevava che solo uno studente su quattro sapeva calcolare il perimetro di un triangolo (che si dovrebbe imparare alla scuola elementare), due su tre ignoravano la forma di un triangolo rettangolo, uno su tre ha sbagliato addirittura le addizioni con calcoli decimali. Già questi dati dovrebbero far riflettere chi parla di scuola elementare ottima. Vi sono però altri dati interessanti. Il TIMSS 2007, che analizza i risultati ottenuti dagli studenti di quarta elementare in matematica, colloca il nostro Paese al quindicesimo posto su 22 Paesi partecipanti al test, pensate dopo Cipro e la Repubblica Moldava, con un arretramento notevole rispetto agli anni Settanta. Ma soprattutto, a fronte di Paesi che hanno il 38% di alunni che raggiungono rendimenti avanzati, l'Italia è fanalino di coda con solo il 6% di studenti con prestazioni di eccellenza. Non diversamente nelle scienze. Se, infatti, Paesi come la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e il Giappone oscillano fra il 12 e il 15 per cento di studenti che hanno livelli avanzati di prestazioni, l'Italia si colloca appena sopra la media con il 9%. Come sottolineano i rapporti internazionali, la scuola elementare italiana manca di «politiche educative che incentivino l'eccellenza negli studenti».Con riguardo alla lettura le cose stanno diversamente: siamo all'ottavo posto. Ma se andiamo a leggere la rielaborazione dei dati fatta da Mauro Laeng e da Aldo Visalberghi su analoghe rilevazioni internazionali degli anni Settanta vediamo un arretramento di ben tre posizioni: negli anni Settanta eravamo al quinto posto.
Il maestro unico
Che la scuola elementare italiana con il maestro unico fosse fra le migliori d'Europa lo riconosceva esplicitamente l'onorevole Soave del PCI-PDS intervenendo in Aula alla Camera in sede di dichiarazione di voto sulla legge che introduceva i tre maestri nel 1990. Insomma, una prima conclusione è che con i tre maestri, nonostante la enorme lievitazione dei costi, i risultati non sono migliorati anzi sono persino peggiorati. Ciò spiega perché nessun Paese europeo abbia adottato il modulo. In alcuni Paesi europei vi è semmai un insegnante prevalente che svolge 1'80-90 per cento della didattica e insegnanti con competenze particolari (lingua straniera, informatica eccetera). Un altro mito da sfatare è la maggiore preparazione professionale di docenti che si dedicherebbero all'insegnamento di discipline specifiche: come noto infatti la preparazione degli insegnanti elementari non è disciplinare ma unitaria. Questo proprio perché, come ben sanno i pedagogisti, alle elementari conta soprattutto l'organicità dell'apprendimento e la unitarietà dell'indirizzo educativo e culturale. Insomma quello che si deve evitare semmai è una differenziazione educativa che rischia di stordire e confondere l'alunno. In un bell'editoriale sul Corriere della Sera, Giuseppe de Rita ha giustamente sottolineato, difendendo la scelta di tornare al maestro unico, che i nostri bambini hanno bisogno di un maestro che sappia, cito testualmente: «Ricentrare la scuola elementare sulla sua primordiale funzione di formazione e di sentimenti. Hanno bisogno pertanto di qualcuno che li aiuti ad operare una sintesi, e per questo hanno bisogno di una necessità di certezze e di chiarezza di riferimenti, piuttosto che di una dispersione specialistica».
Come si è arrivati ai tre maestri?
Perché dunque è stato introdotto in Italia il modulo con i tre maestri? Sono andato a rileggermi l'intervento di Ortensio Zecchino, all'epoca senatore democristiano e poi ministro dell'università nei Governi D'Alema e Amato, che votò contro la legge del 1990 voluta fortemente dalla sinistra democristiana e condivisa ideologicamente dal PCI-PDS. Affiorano considerazioni più che mai attuali: «La riforma che ci apprestiamo a varare consegna al Paese una scuola elementare che con la sua nuova organizzazione contrasta con la pressante esigenza del nostro tempo di offrire un sapere unitario, quale valore etico ed insieme esigenza utilitaristica legata quest'ultima alla flessibilità professionale che sempre più spesso si impone nell'arco di una stessa vita lavorativa e che può essere soddisfatta soltanto sul presupposto di un'autentica formazione di base». E ancora: «frantumiamo l'insegnamento per affidarlo ad una pluralità di insegnanti con identica preparazione di base». Ed ecco arrivata la risposta alla nostra domanda: alla base del modulo vi è «la pressione di quanti hanno inteso così tutelare in modo improprio interessi di categoria»... «stando così le cose» - diceva Zecchino - «non resta che prendere atto dell'esistenza di uno schieramento che ha inteso privilegiare il momento sindacale... svalutando il momento formativo e culturale». Era la stessa ispirazione di altre leggi che in quegli stessi anni hanno, quelle sì, devastato la scuola italiana imponendo un reclutamento fondato su corsi abilitanti di poche ore, prescindendo dal merito e dalla selezione. La pedagogia che ha ispirato il modulo con i tre maestri, al di là di qualche buona intenzione, ha finito comunque con l'esprimere una tendenza verso il relativismo culturale e verso la banalizzazione della professionalità, direi pure che ha favorito lo scadimento della professionalità. Era la pedagogia che ispirava soprattutto la posizione del PCI-PDS che si risolse a votare contro la legge del 1990 solo perché essa conteneva la figura dell'insegnante prevalente che, leggo testualmente nell'intervento del Capogruppo comunista in Commissione: «svalutava la rilevanza del lavoro di gruppo» e prevedeva livelli differenziati di impegno didattico fra i maestri. Proprio per venire incontro alle critiche dei comunisti e alle pressioni sindacali la circolare attuativa violò la legge (perché la legge del 1990 introduceva il maestro prevalente e non il modulo) ed eliminò la figura dell'insegnante prevalente imponendo il team di insegnanti con pari competenze ed impegno. Una circolare attuativa che sotto il ricatto dei sindacati e del Partito Comunista violò una legge dello Stato.
Le perplessità della sinistra sul modello a tre maestri
Le perplessità su questo modello organizzativo erano emerse del resto già nella 7a Commissione del Senato nella XIII legislatura, all'interno della stessa maggioranza di centrosinistra. In una risoluzione votata nel maggio 1997 si legge che «occorre ovviare ai rischi di frammentazione e secondarizzazione dell'insegnamento elementare». Dopo aver quindi rifiutato l'eccesso di specializzazione, si sottolineava come «ai fini della qualità del rapporto educativo fra insegnanti ed alunni va risolto il problema della necessità di contenere entro limiti accettabili il numero delle figure docenti che intervengono per gruppi di alunni». Persino nel Libro bianco di Fioroni si legge un passaggio interessante, laddove, dopo aver stigmatizzato l'enormità della spesa per studente, si osserva che essa deriva fra l'altro da specifiche previsioni normative e al riguardo si fa riferimento esplicito «all'organizzazione dell'insegnamento nella scuola elementare», concludendo che questa spesa molto elevata «è il segno di problemi e di notevoli spazi e opportunità di miglioramento nella allocazione delle risorse».
L'ora di cambiare è arrivata
È giunta l'ora di voltare pagina una volta per tutte: noi vogliamo cambiare questo modello demagogico e sindacale di una scuola che privilegia il momento occupazionale rispetto agli interessi delle famiglie e degli studenti; vogliamo cambiare una scuola che insegna la deresponsabilizzazione e coltiva il relativismo. Voi a questo modello di scuola siete rimasti aggrappati e rischiate così di vanificare ogni vostra evoluzione seriamente riformista. Consentitemi di dirvelo: ho seguito i dibattiti in Commissione, speravo in un colpo d'ala, mi sembra di essere ritornato a qualche anno fa quando eravate ancora fortemente legati a quelle logiche portate avanti dalla CGIL che rappresentano il passato.
Insegnante prevalente affianco ad insegnanti specialisti
Ancora qualche riflessione: già i fautori della riforma sostenevano che il modulo era necessario per affrontare la vera novità rispetto alla scuola del passato. L'insegnamento della lingua inglese: inglese ed aggiungo io informatica, sono due autentiche novità educative, novità che danno vita anche in alcuni Paesi europei all'affiancamento di specialisti rispetto al maestro unico. Proprio a questo riguardo tuttavia il decreto Gelmini chiarisce che non spariranno gli insegnanti specialisti, affiancheranno quello che appare dunque come un insegnante prevalente e non come un maestro unico. L'articolazione dei quadri orari su 24, 27 e 30 ore settimanali a scelta delle famiglie, a cui va aggiunto il tempo mensa, impone del resto la presenza di docenti specialisti.
La manovra finanziara vuole valorizzare l'impegno e la preparazione degli insegnanti.
Il Libro bianco che voi avete tanto decantato conferma semmai a p. 11 una valutazione ampiamente diffusa su ciò che serve veramente al miglioramento del nostro sistema scolastico. Le indagini internazionali - si legge - suggeriscono che l'efficacia dell'azione educativa è determinata in modo decisivo da forme integrative della retribuzione degli insegnanti, fondate sul merito, mentre non risulta rilevante, lo afferma testualmente il Libro bianco, a tale fine, la diminuzione delle classi ed il numero di ore di insegnamento. Dunque valorizzare i professori, il numero delle classi ed il numero di ore non è decisivo. E qui tocchiamo due punti invece decisivi: la manovra finanziaria ha stabilito che il 30% delle risorse risparmiate con i tagli di organico, fra cui quelli legati all'introduzione del maestro prevalente serviranno a valorizzare economicamente l'impegno e la preparazione degli insegnanti. Si tratta di una cifra enorme: 2 miliardi e 300 milioni di euro, quando l'aumento concesso dal contratto Moratti, il più remunerativo degli ultimi quindici anni per i docenti, fu di 800 milioni di euro da distribuire a tutti. Qua 2 miliardi e 300 milioni di euro. È una autentica svolta che dovrebbe consentire di pagare finalmente di più gli insegnanti meritevoli. Infine, proprio l'art. 4 del decreto Gelmini afferma testualmente che una parte delle risorse risparmiate a seguito della soppressione dei moduli saranno destinate ad aumentare il tempo scuola sulla base delle richieste delle famiglie. Dunque, il maestro prevalente non pregiudicherà, anzi favorirà ancora più di oggi le madri lavoratrici che hanno necessità di un sistema scolastico che accolga i loro figli nelle ore pomeridiane. Ora occorre fare i passi successivi: dobbiamo riformare la formazione ed il reclutamento di docenti; realizzare un sistema di valutazione dei risultati delle scuole; studiare criteri efficaci che consentano di premiare gli insegnanti più bravi. Questa, e con queste prospettive, è la riforma che noi andiamo convintamente e compattamente a votare, una riforma che corrisponde ad una concezione chiara della scuola e della società. Noi ci preoccupiamo oggi di difendere il futuro dei nostri figli, voi siete l'ultimo baluardo di quella demagogia veterosindacale che ha sfasciato la nostra scuola ed indebolito la nostra società.
Ricordiamoci poi le pacifiche proteste:
ANSA.it - Photonews - Scontri a Roma tra studenti di destra e sinistra
Vista la foto della pacifica protesta. Già, ma quelli coi manganelli tricolori non credo siano leninisti internazionalisti :lol:
Colpa del fotografo comunista che non ha fotografato quelli della sua banda che avevano un T 55 fornito dai compagni kolkoziani di Stalingrado?
Che tristezza, tutto questo sciaratto e nessuno che li ascolta... francamente ormai la protesta in piazza sta diventando sempre di più un grido nel deserto.
Buahahah ma sono proprio in formazione da battaglia http://img184.imageshack.us/img184/4458/asdkv8.gif
Che gente di merda.
Vabbè, è chiaro che non si picchiano da soli.
13:26 http://www.repubblica.it/s.gif Roma, sono 14 i fermati del Blocco studentesco Sono in tutto 14 gli studenti fermati oggi a piazza Navona dalle forze dell'Ordine durante gli scontri tra giovani di destra e sinistra. Secondo quanto si apprende i fermati, portati al commissariato Trevi per i primi accertamenti, sarebbero tutti aderenti a Blocco Studentesco.
Eh. I poliziotti comunisti http://img184.imageshack.us/img184/4458/asdkv8.gif