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Pellicce di cani e di gatti: le indossiamo incosapevolmente

  1. #1
    Too Many Humans Oregon
    Uomo 29 anni da Venezia
    Iscrizione: 17/10/2006
    Messaggi: 17,171
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    Predefinito Pellicce di cani e di gatti: le indossiamo incosapevolmente

    Dietro giacche, cappelli, guanti, borse, sciarpe, e accessori - anche a basso costo – ornati di pelo, si nascondono veri e propri intarsi di pellicce provenienti da animali appositamente scuoiati vivi. Volpi, procioni, cani e gatti. Spesso crediamo che nel nostro caso gli intarsi siano finti. Ma non è così.





    Giacche con cappuccio di pelliccia

    Il mercato delle pellicce, o meglio si dovrebbe parlare più specificamente del mercato degli inserti in pelliccia, le tipiche bordure di folto pelo che ornano i cappucci delle giacche, nasconde una realtà di un orrore inimmaginabile. Quasi nessuno comprerebbe più questi capi d’abbigliamento se conoscesse la loro vera origine: la sofferenza che nascondono è qualcosa di inaudito e proviene direttamente dalla Cina. Gli animali cosiddetti ‘da pelliccia’ quali volpi, procioni, conigli, ma anche cani e gatti (che in Cina non sono considerati animali d’affezione) vengono allevati in condizioni indescrivibili: tenuti in gabbie dove possono a malapena rigirasi, costantemente esposti a venti freddi per favorirne l’infoltimento del pelo, spesso impazziscono, arrivando anche ad automutilarsi, a causa della reclusione e della privazione dei più elementari bisogni etologici tipici della loro specie, quali la socializzazione e la territorialità.
    Questi animali dopo aver sofferto a lungo per la libertà negata vanno incontro ad una morte terribile. Prelevati dalle gabbie e sollevati per la coda con delle pinze, vengono portati nel luogo del massacro. Appesi ad un gancio, vivi e perfettamente coscienti, gli vengono amputate le zampe con un coltello, letteralmente segate; poi, con tutta calma, gli viene sollevata la pelle delle zampe posteriori e strappata violentemente dal corpo. Gli animali durante lo scuoiamento sono ancora vivi in quanto lo stordimento che viene praticato, sbattendoli a terra violentemente, non ha che un effetto momentaneo, per cui poi si risvegliano al momento della scuoiatura.
    Se questo non bastasse, l’animale, così completamente cosciente e privato della sua pelle, rimane in vita per altri 5 – 10 minuti… Questo avviene in Cina ed è stato documentato grazie all’Associazione Svizzera per la Protezione degli Animali e l’Associazione East International che hanno condotto nell’inverno del 2004/2005 la prima investigazione al mondo sulle condizioni di vita degli animali “da pelliccia” negli allevamenti cinesi, nelle principali province in cui è praticato questo tipo di allevamento (Shandong, Heilongjiang, Jilin, Hebei).
    Le riprese video di tali investigazioni sono disponibili sul web per chiunque abbia voglia di verificare con i propri occhi (People for the Ethical Treatment of Animals (PETA): The animal rights organization | PETA.org, Protezione Svizzera degli Animali PSA) ciò che è veramente difficile credere, ma che purtroppo è realtà.
    L’atrocità di un mercato che mette in atto simili barbarie a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia non è tuttavia così lontana come sembra. Al contrario, la ritroviamo in casa nostra: ogni volta che entriamo in un grande magazzino o in un negozio d’abbigliamento, nel reparto dei giacconi è purtroppo molto frequente trovare la serie di quelli con cappuccio impellicciato, dove quella pelliccia così soffice, calda, morbida, decisamente ‘carina’ per alcuni, non riesce proprio ad evocare, nella mente di chi non sa, nulla di sanguinoso o immorale. Anche perché, diciamolo, molti credono veramente che si tratti di pelliccia sintetica; invece quella pelliccia è vera, tanto quanto lo sono le sofferenze che hanno subito gli animali ai quali apparteneva, e che nessuno aveva diritto a strappargli.

    ATTENZIONE. PRESENZA DI IMMAGINI FORTI

    Spesso dietro al cappuccio del nostro giaccone si nascondo pellicce di cane e di gatto

    Negli ultimi decenni il mercato della pelliccia in seguito alle campagne di sensibilizzazione promosse dalle varie associazioni animaliste, tra cui l’OIPA e la Lav, ha subito una fortissima battuta d’arresto andando incontro, alla fine degli anni ’80, ad una vera e propria crisi, registrando un vertiginoso calo (di oltre il 30%) delle vendite dei prodotti. A livello mondiale si è passati da una produzione di 48 milioni di animali nel 1988 a 31 milioni nel 1997, scesi ancora a 29 milioni nel 1999 [Fonte: Oslo Fur Auction]. Nel nostro Paese il numero di aziende complessivamente impiegate nel settore della pellicceria (allevamenti, case d’asta, conciatori, grossisti…) si è ridotto notevolmente, passando da oltre 6.000 unità nel 1991 a 3.752 nel 2002 (fonte:16° Osservatorio pellicceria italiana) anche se il dato più sorprendente è la progressiva e netta diminuzione degli allevamenti nel corso degli anni: dai 170 nel 1988 ai soli 50 nel 2002 (fonte: Camera di Commercio)
    La riduzione delle vendite di pellicce ha determinato un’energica reazione delle industrie del settore e la conseguente necessità di ricercare un altro sistema per rilanciarne la commercializzazione. L’industria ha quindi escogitato, subdolamente, un nuovo modo per riproporre un capo, la pelliccia, che sembrava avere altrimenti i giorni contati, in quanto le ragioni etiche portate all’attenzione dalle associazioni animaliste avevano avuto reale presa sull’opinione pubblica al punto che la pelliccia in senso tradizionale non era più un prodotto in grado di adattarsi alle nuove tendenze, perché eticamente non accettato.
    Stravolta nella forma, nella funzione (non più come indumento intero, per coprire e tenere caldo, ma come guarnizione, semplice ornamento), nella dimensione, perfino nel colore, la pelliccia venne riformulata sotto forma di ‘inserto’, ossia di piccolo ritaglio con cui rifinire bordi, cappucci, polsini, cuciture, risvolti, ecc...
    A partire dai primi anni novanta gli stilisti lanciarono quindi la nuova moda: giacche, cappelli, guanti, borse, sciarpe, e accessori di qualunque tipo ‘ornati’ di pelo animale, certi che il consumatore apprezzasse il nuovo prodotto, non essendo più in grado ormai di ricondurre così facilmente quel piccolo ritaglio di pelliccia, così camuffato e rimpicciolito, ad un animale, o comunque al concetto di pelliccia. E così infatti è stato.

    ATTENZIONE. PRESENZA DI IMMAGINI FORTI

    Agli animali, ancora vivi, vengono tagliate le zampe

    Le guarnizioni di pelo vero hanno invaso il mercato, disorientando l’acquirente il quale di fatto alimentava il business della pelliccia senza effettivamente rendersene conto. Il fatto stesso che capi di abbigliamento così ‘addobbati’ siano stati pensati per giovani e giovanissimi, proposti a prezzi accessibili, spesso decisamente economici (oggi si trovano nelle bancarelle anche a 30 euro) ha indotto a pensare che la pelliccia non ‘potesse’ essere vera. Sono in molti, poi, a credere che quel ritaglio di pelliccia, ancorché vero, sia comunque il sottoprodotto e lo scarto di lavorazioni di pellicce intere, più costose, e che sarebbe stato altrimenti buttato. Questa supposizione è completamente sbagliata in quanto il mercato cinese che alleva e scuoia gli animali in questo modo è invece rivolto espressamente al confezionamento di giacche con bordi in pelliccia: questa viene conciata e poi esportata in Europa dove le case di moda, dai marchi più prestigiosi a quelli della moda giovane, la lavorano cucendola su giacche e accessori.
    Quando pensando di metterci al riparo dall’essere complici del massacro che avviene in Cina verifichiamo con sollievo la targhetta con scritto ‘made in Italy’ stiamo cadendo ancora una volta nella trappola. Infatti un capo made in italy può contenere un elemento di finitura di pelliccia proveniente dall’estero, senza che sussista alcun obbligo per il produttore di indicarne l’origine. Inoltre, le specie animali impiegate per gli inserti sono differenti e ovviamente meno pregiate: cani, gatti, procioni, conigli e volpi. Per le pellicce intere invece in genere si allevano visoni e cincillà.

    ATTENZIONE. PRESENZA DI IMMAGINI FORTI

    Molti esemplari vengono uccisi per soffocamento per non rovinare le pellicce

    La parte in pelliccia del capo di abbigliamento non viene etichettata perché non vige appunto l’obbligo quando il materiale in questione costituisce una minima parte del prodotto, come appunto una bordura; quando compare un’etichetta è sempre a titolo volontario e questo avviene perché il produttore ci tiene in quel caso a specificare l”autenticità” della pelliccia. Allo stesso tempo, però, per mettere a tacere la coscienza del cliente non vuole rivelare la vera specie dell’animale, che spesso è cane o gatto, e utilizza pseudonimi e nomi di fantasia quali: wildcat, housecat, special skin, asian jackal, asiatic racoonwolf , dogue of China, gae wolf, gubi, kou pi, ecc… Questo sia perché la sensibilità dei clienti europei sarebbe turbata dall’idea di avere pelle di cane sulle spalle, sia anche per un problema di reali divieti, introdotti in Europa, che riguardano il solo commercio delle pellicce di cane e di gatto.
    In Italia l'allevamento, l’importazione e il commercio delle pelli di cane e di gatto è illegale dal 2004 grazie alla legge 189/04 sui maltrattamenti degli animali. Naturalmente le associazioni animaliste e gli stessi consumatori - che stanno prendendo sempre più coscienza di ciò che indossano anche sull’onda della cultura del consumo critico - stanno cercando di accelerare il più possibile il processo di contrazione del mercato della pelliccia che dagli anni ‘90 ad oggi è comunque in atto, anche se, come detto, ancora lontano dall’essere definitamene debellato proprio a causa della moda degli inserti.

    ATTENZIONE. PRESENZA DI IMMAGINI FORTI

    La pratica dello scuoiamento di animali ancora vivi è qualcosa di indescrivibile

    Il principio al quale si appellano è, nemmeno a dirlo, di ordine etico: un paese non potrà mai definirsi civile fino a quando permetterà il commercio, sul proprio territorio, di capi di abbigliamento derivanti da simili atrocità. In seguito ad azioni di pressione di AIP (Attacca l’industria della pelliccia), da tre anni a questa parte, alcune importanti catene di abbigliamento sono state convinte ad adottare una politica “fur free”, ossia a non vendere più abbigliamento che contenga pellicce.
    Tra le altre troviamo UPIM, La Rinascente, Oviesse, COIN, Coop, Guess, Zara, Stefanel. La speranza è che sull’esempio di queste grandi catene di negozi che hanno il potere di influenzare un’ampia fetta di mercato, il trend di giovani e meno giovani subisca una significativa svolta verso un abbigliamento cruelty free, per lo meno per quello che concerne le pellicce, ossia il mercato che uccide gli animali appositamente ed esclusivamente per la loro pelliccia.

    Pellicce di cani e di gatti: le indossiamo inconsapevolmente | Consumo Etico - Terranauta.it

    Ultima modifica di The Dark Side; 20/1/2012 alle 10:17 Motivo: Inseriti spoiler
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  2. # ADS
     

  3. #2
    Sempre più FdT _HaRmOnY_
    Donna 29 anni da Pesaro-Urbino
    Iscrizione: 23/5/2007
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    nascondi quelle dannate foto, mi fai vomitare di prima mattina?!? almeno specifica immagini forti, cavolo!!!!!!!!!!!!

    comunque lo so, sempre saputo putroppo, il cosiddetto FINTO pelo non è affatto finto, ecco perchè non compro un accidenti di niente che abbia anche solo un peletto. queste cose fanno schifo, nessuno fa niente e la gente è idiota, se ne frega e compra una cosa PERCHè è BELLA senza pensare a quale costo ci sia dietro. gli animali non contano niente, molta gente ammette senza problema che "a me degli animali non importa poi tanto", come se non fossero creature viventi e non soffrissero tanto quanto me e te.
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    sbagliando s'impara,ma le conseguenze del danno non si cancellano...

  4. #3
    Randagio
    Utente cancellato

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    Sensibilizzate e facciamo smettere sto schifo! E non risparmiatevi nel dire a chi le indossa che stanno indossando un cadavere di un cucciolo, una cacassa o che sono orrende.. perchè lo sono!
    E mi dispiace siano state oscurate le immagini,.. tutti dovrebbero vedere... e i macelli avere i muri di vetro!!! Diventereste tutti vegetariani!
    A Oregon e Half shadow piace questo intervento

  5. #4
    Sempre più FdT _HaRmOnY_
    Donna 29 anni da Pesaro-Urbino
    Iscrizione: 23/5/2007
    Messaggi: 3,201
    Piaciuto: 409 volte

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    Sensibilizzate e facciamo smettere sto schifo! E non risparmiatevi nel dire a chi le indossa che stanno indossando un cadavere di un cucciolo, una cacassa o che sono orrende.. perchè lo sono!
    E mi dispiace siano state oscurate le immagini,.. tutti dovrebbero vedere... e i macelli avere i muri di vetro!!! Diventereste tutti vegetariani!
    tutti dovrebbero vedere ma c'è chi è già sensibile in merito e vorrebbe risparmiarsi di starci male
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    sbagliando s'impara,ma le conseguenze del danno non si cancellano...

  6. #5
    *of the Moon* The Dark Side
    Donna 35 anni
    Iscrizione: 23/5/2011
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    Sensibilizzate e facciamo smettere sto schifo! E non risparmiatevi nel dire a chi le indossa che stanno indossando un cadavere di un cucciolo, una cacassa o che sono orrende.. perchè lo sono!
    E mi dispiace siano state oscurate le immagini,.. tutti dovrebbero vedere... e i macelli avere i muri di vetro!!! Diventereste tutti vegetariani!
    Credo che sia mio diritto avere la libertà di scegliere se voglio vedere delle immagini o meno.
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    E quando ti sarai consolato [ci si consola sempre], sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo.

  7. #6
    "Etiamsi omnes, ego non" imok
    Uomo 33 anni
    Iscrizione: 1/5/2005
    Messaggi: 16,404
    Piaciuto: 3492 volte

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    Quote Originariamente inviata da Randagio Visualizza il messaggio
    Sensibilizzate e facciamo smettere sto schifo! E non risparmiatevi nel dire a chi le indossa che stanno indossando un cadavere di un cucciolo, una cacassa o che sono orrende.. perchè lo sono!
    E mi dispiace siano state oscurate le immagini,.. tutti dovrebbero vedere... e i macelli avere i muri di vetro!!! Diventereste tutti vegetariani!

    Tu dici?
    "Se gommo tiene io vince gara, se gommo non tiene io come bomba dentro montagna..." (Markku Alèn)

  8. #7
    Temperance
    Donna
    Iscrizione: 15/1/2006
    Messaggi: 28,775
    Piaciuto: 9512 volte

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    Non ho mai voluto indossare nulla che avesse anche solo un bordo di pelliccia. Anche finta, mi fa troppo senso. Oramai anche quelle sintetiche son fatte così bene da fare impressione.
    A Nuvolablu piace questo intervento
    La foto della scuola non mi assomiglia più
    Ma i miei difetti sono tutti intatti

  9. #8
    FdT svezzato
    Uomo 25 anni
    Iscrizione: 28/9/2011
    Messaggi: 110
    Piaciuto: 21 volte

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    Ammazza oh, mica i cinesi si limitano a mangiare cani e gatti, ci fanno pure i vestiti !1!!!11!!
    Purtroppo il mondo non è fatto a misura dell'uomo occidentale...

  10. #9
    Gio
    Gio
    Uomo 23 anni
    Iscrizione: 20/7/2011
    Messaggi: 2,388
    Piaciuto: 1075 volte

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Temperance Visualizza il messaggio
    Non ho mai voluto indossare nulla che avesse anche solo un bordo di pelliccia. Anche finta, mi fa troppo senso. Oramai anche quelle sintetiche son fatte così bene da fare impressione.
    Lo stesso vale per me. Non aggiungo altro per non apparire offensivo.
    Non potendo schivare il pericolo, vi corse incontro.
    [Alessandro Manzoni]

  11. #10
    Amazzone Doc Juliet Miller
    Donna 25 anni da Venezia
    Iscrizione: 13/1/2008
    Messaggi: 3,582
    Piaciuto: 744 volte

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    Mi vien da piangere
    ~ Ho ipotecato la rabbia per un posto in prima fila. ~

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