non ci posso credere :lol:
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In una lettera inviata a Berlusconi, Fini e Schifani il capo dello Stato
richiama i poteri che la Costituzione gli conferisce in materia di legiferazione d'urgenza
"Basta con i decreti Omnibus"
Napolitano richiama premier e Camere
http://www.repubblica.it/2009/03/sez...4861_50080.jpg Giorgio Napolitano
ROMA - "Basta decreti Omnibus", un richiamo tecnico, ma fermo, datato 9 aprile 2009 quello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato in una lettera al premier Silvio Berlusconi, ai presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani e al ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Dei contenuti della missiva nei giorni scorsi è arrivata voce in ambienti di maggioranza e di governo.
Napolitano fa riferimento al 'decreto-incentivi', un testo che in origine si componeva di 7 articoli, ma che in Parlamento è stato modificato con un maxi-emendamento che ha fatto 'lievitare' il provvedimento fino a determinare l'introduzione di altri 10 articoli, comportando un onere di un altro miliardo e trecento milioni di euro. Napolitano ricorda che non si tratta del primo caso del genere e rammenta di essere intervenuto in passato sulla delicata questione della emendabilità dei dl.
Il richiamo del capo dello Stato è ai rigorosi limiti imposti dalla Costituzione. Il centro della questione posta è che la scelta di sottoporre per la promulgazione al presidente della Repubblica un decreto in prossimità della scadenza, soprattutto se si tratta di un provvedimento modificato in modo sostanziale, non consente al capo dello Stato l'esercizio dei poteri di garanzia che la Costituzione ha previsto per la prima carica dello Stato.
Napolitano nella missiva ricorda che è sempre a lui che la carta costituzionale affida il compito di verificare i requisiti di necessità e urgenza, così come di valutare se intervengano oneri aggiuntivi. L'invito è dunque quello a non far mancare la preventiva determininazione dei contenuti della manovra nel testo originariamente approvato dal governo, perché questo espone a una dilatazione della facoltà di emendamento ben al di là del criterio dell'attinenza dell'oggetto del decreto. Fra le conseguenze, elenca Napolitano, quello dell'allungamento dei tempi dell'esame e dell'approvazione e un difficile vaglio del governo per quanto riguarda il contenuto degli emendamenti, a partire dal loro impatto finanziario.
L'ultimo appello di Napolitano, rivolto a premier, governo e presidenti delle Camere, è quello di collaborare per garantire nel modo più efficace il funzionamento delle istituzioni.
Napolitano stranamente si sta svegliando ultimamente.........pero non perde mai il vizio di scrivere....fa solo quello, qualcosa di + concreto no??
Purtroppo è tutto quello che è in grado di fare.
premier chiede che i giornali smettano di riempire pagine su questo argomento
"Se ci sono responsabilità emergeranno, ma ora pensiamo alla ricostruzione"
Inchieste, il procuratore a Berlusconi
"Inchieste non sono perdita di tempo"
Napolitano: "Il bilancio del sisma aggravato dallo sprezzo delle regole"
Franceschini: "Basta insulti dal capo del governo, smetta di attaccare le toghe"
http://www.repubblica.it/2009/04/sez...2954_15250.jpg
L'AQUILA - "Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute". E' l'ennesimo attacco del presidente del Consiglio ai media e alla magistratura, e in particolare a quelli che dopo il terremoto stanno mettendo in luce le tante zone d'ombra del sistema edilizio abruzzese. Più di una semplice tirata d'orecchie, poco meno di una censura, dunque, tanto che il premier si spinge ad un vero e proprio "invito" alla stampa: "Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste".
"Quando ci sono questi eventi - insiste dall'Aquila il Cavaliere, - c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità ci devono essere prove consistenti".
"A me sembra inverosimile - continua -, un costruttore che costruisce su una zona sismica e risparmia sul ferro e sul cemento può essere solo un pazzo o un delinquente". E comunque, conclude, se ci sono state responsabilità nei controlli non sono della mia parte politica, in quanto negli anni passati questa regione e questa provincia sono state amministrate dalla sinistra".
La replica del procuratore. L'inchiesta sui crolli a L'Aquila ''non e' una perdita di tempo''. Cosi' il Procuratore del capoluogo abruzzese, Alfredo Rossini, ha commentato le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ''Non vedo che nesso possa esserci tra la ricostruzione e l'accertamento delle eventuali responsabilita''.
L'accusa di Napolitano. Sul tema interviene anche il capo dello Stato, che punta l'indice contro il "disprezzo per il bene comune e per le regole" che emerge dalle inchieste sulla costruzione di tanti palazzi crollati con il terremoto in Abruzzo.
Il presidente parla di comportamenti "dettati dall'avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo per l'interesse generale e dall'ignoranza dei valori elementari di giustizia e solidarietà". "E - continua - persino quando oggi pensiamo all'Abruzzo, e soffriamo per le vittime dei danni provocati dal terremoto non possiamo non ritenere che anche qui abbia contato in modo pesante, abbiamo contribuito alla gravità del danno e del dolore umano da esso provocato, anche questi comportamenti: sprezzo delle regole, disprezzo dell'interesse generale e dell'interesse dei cittadini".
Il Pd: "Il premier smetta di insultare".Il presidente del Consiglio pensi all'emergenza e alla ricostruzione e provi ad usare, se ci riesce, un pò di senso di responsabilità, come stanno facendo tutti: l'opposizione, gli enti locali e la magistratura". Così il segretario del Pd Dario Franceschini replica alle affermazioni del premier. Contrattccando: "E' un insulto dire che sono un intralcio all'emergenza e alla ricostruzione quelle inchieste che sono invece dovute in base alla legge e che cercano di accertare le responsabilità di abusi e violazioni di norme nelle costruzione di edifici che, con il loro crollo, hanno causato la morte di tante persone. Berlusconi la smetta anche di giocare a scaricabarile, tentando di coinvolgere l'attuale gestione degli enti locali in responsabilità che, se accertate, vanno indietro negli anni e coinvolgono molti livelli dello Stato".
Inchieste, il procuratore a Berlusconi "Inchieste non sono perdita di tempo" - cronaca - Repubblica.it
Ma dai non stiamo lì a vedere perchè 'ste strutture son crollate, ricostruiamole col nostro orgoglio nazionale e il nostro bell'eurino, poi dopo, forse, se ne ho voglia, se la gente se ne ricorderà, se non si potrà risalire a me, faremo qualche indagine...
“Impieghiamo il nostro tempo nella ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono successe. (…) Mio padre diceva una cosa: se uno nasce col piacere di fare del male ha tre scelte: può fare il delinquente, il pm o il dentista».
Che schifo. :?
Per mafiolo fare giustizia significa fare del male. :?
Terremoto, seconda domenica nelle tendopoli. Anche Fini sbugiarda Berlusconi: giuste le inchieste
http://www.unita.it/img/upload/image...i_pompiere.jpgSeconda domenica di post-sisma nelle tendopoli dell'Aquila dove la terra ancora trema e dove non hanno però sosta il lavoro dei soccorritori e l'inchiesta giudiziaria sulle responsabilità dei crolli. Dopo la domenica di Pasqua anche questa sarà una giornata con la celebrazione di messe tra gli sfollati. Il rettore della basilica di San Bernardino, resa inagibile dal sisma, la celebrerà al palasport di Pescara, la città dove hanno trovato rifugio molte delle persone rimaste senza casa.
Ieri sono state ancora registrate diverse scosse, la più forte di magnitudo 3.8, nella giornata della settima visita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in Abruzzo, durante la quale ha assicurato che le case distrutte o lesionate saranno ricostruite al 100% e che non ci saranno nuove tasse per finanziare gli interventi. Ma è stata anche la giornata in cui è giunto il richiamo di Napolitano a riflettere su quanto «abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore umano comportamenti di disprezzo delle regole».
L'inchiesta della magistratura per l'accertamento delle eventuali responsabilità dell'accaduto ha segnato nuovi passi avani: nuovi sequestri, tra cui quello del Convitto Nazionale, ma anche di documenti, come il telegramma con il quale il sindaco dell'Aquila chiedeva, cinque giorni prima del terremoto, lo stato di emergenza in relazione agli eventi sismici che continuavano a ripetersi. Soprattutto è stato il giorno nel quale sono state raccolte denunce e deposizioni di scampati ai crolli, come i ragazzi della casa dello studente che hanno confermato la presenza di crepe e le rassicurazioni di un tecnico circa il fatto che era tutto a posto.
Proprio all'inchiesta si è riferito Berlusconi chiedendo che si faccia, ma senza frenare la ricostruzione. Un'affermazione alla quale ha reagito il procuratore Adriano Rossini dicendo che gli accertamenti non sono una perdita di tempo, ma che ha suscitato anche le critiche dell'opposizione che ha letto nelle parole del premier un attacco alla magistratura.
Terremoto, seconda domenica nelle tendopoli. Anche Fini sbugiarda Berlusconi: giuste le inchieste - l'Unità.it
si è risvegliato......
bravo Fini :D
Questa volta concordo con Fini, senza dubbio
E questa chicca?
:lol:
YouTube - G20: Ministri al cesso, Berlusconi nomina
nel governo non c'e di meglio che fare polemica per distrarre dai fatti
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25 aprile, La Russa contro i partigiani rossi "Non vanno celebrati come liberatori"
L'unica certezza, al momento, è che Silvio Berlusconi parteciperà sabato, per la prima volta, alle celebrazioni per il 64° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Anche se non è ancora chiaro dove. Le ultime indiscrezioni parlano di Montelungo, dove si recherà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma restano ancora in piedi le ipotesi di una nuova visita del premier nelle zone terremotate dell'aquilano o che partecipi nel pomeriggio alla tradizionale manifestazione nazionale organizzata dall'Anpi a Milano, dove lo ha invitato nei giorni scorsi il segretario del Pd Dario Franceschini.
Dal suo entourage, non trapela altro. Ma è sufficiente a far salire ulteriormente la tensione tra maggioranza e opposizione. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa rilancia: "I partigiani rossi meritano rispetto, ma non possono essere celebrati come portatori di libertà". Pronta la replica del portavoce del Pd Andrea Orlando: "La Russa ha oltrepassato il segno. Fare distinzioni tra partigiani buoni o cattivi è intollerabile oltre che menzognero nei confronti della verità storica". Chiede rispetto anche Pierluigi Castagnetti del Pd: "Quelle di La Russa sono solo manifestazioni di incapacità ad accogliere il senso storico di quella pagina gloriosa della storia d'Italia". Sulle barricate pure l'estrema sinistra. Per Oliviero Diliberto del Pdci "il premier farebbe meglio ad andare in Sardegna perché non si può diventare antifascisti in un sol colpo", mentre il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero aggiunge: "Se non dichiara apertamente il suo antifascismo, la sua partecipazione sarebbe solo una presa in giro degli italiani".
Ma anche il centrodestra si divide. Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto invita il premier a "non dover dimostrare le sue credenziali a Franceschini andando a farsi fischiare in piazza Duomo a Milano, come è già successo a Bossi e alla Moratti". Nel frattempo, a Milano è già partito sul sito Indymedia il passaparola negli ambienti vicini ai centri sociali e alla sinistra antagonista. Al grido: "Berlusconi se ne stia a casa. Antifascisti sempre". Tanto che il verde Carlo Monguzzi lancia un appello a tutte le anime della sinistra: "Se Berlusconi verrà a Milano ci sarà una piazza divisa in due: la prima fischierà Berlusconi, la seconda il Pd che l'ha invitato. Pensiamo solo a organizzare una grande manifestazione, non a Berlusconi".
Il governatore lombardo Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti prendono ancora tempo e si affidano al premier. "Mi consulterò con Berlusconi, ma nel '95 partecipai e fui fischiato" - precisa il primo. "Sto valutando, anch'io sentirò il premier" - sottolinea la seconda, che nel 2006 fu costretta ad abbandonare la manifestazione insieme al padre Paolo Brichetto Arnaboldi, ex deportato a Dachau. Il suo predecessore Gabriele Albertini, ora eurodeputato del Pdl, però non ha dubbi: "Il sindaco di Milano non può mai mancare sul palco di Piazza Duomo. E se il caso si prende i fischi, come è capitato a me. Le istituzioni non possono dimenticare che Milano ha ricevuto la medaglia d'oro". (reoubblica)
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parole in liberta o e giusto che si dimetta per la onorabilità del esecutivo :roll:
Ma lol
lasciamo perdere quel decelebrato di la russa...
Bel coraggio che ha l'estrema sinistra a parlare di "verità storica" quando per primo uno dei loro li ha smerdati completamente, e cioè Gianpaolo Pansa.
Abbiano almeno il buon gusto di tacere e di capire che parte di quei partigiani della libertà dell'Italia se ne fotteva allegramente, e voleva solo farci passare da Mussolini ad un'emanazione di Stalin.
Al contrario di tanti altri che invece rispetto lo meritano sul serio
La Russa ha ragione da vendere.
E Berlusconi può anche star a casa visto che i civilissimi sostenitori del 25 Aprile di sicuro non lo accoglieranno come dovrebbero.