No..non farmici pensare,per favore:cry:
Visualizzazione stampabile
airfrance avrà il 25% di azioni e quindi sarà il principale azionista..
http://www.corriere.it/economia/09_g...4f02aabc.shtml
l'abbiamo ufficialmente presa nel culo da Berlusconi e dai suoi amichetti del cai :risatina:
Oggi ha volato :roll:
Come inzio però nn è tanto bene visto alcuni voli cancellati u.u
Peccato che questi pochi imprenditori non si limitino al campo affaristico in Italia :040:
In altri paesi, come magari in America, esercitano pressioni più o meno forti.
Ma da noi si intrinsecano nella politica, nell'industria, nel commercio, nei rapporti con l'estero, nell'informazione... E sono sempre gli stessi nomi.
Mi domando come mai. :roll:
Sono sempre gli stessi nomi perchè sono gli imprenditori più grandi che abbiamo :D e stiamo sempre là :D Quelli sono, ad avere i soldi. Non è il salumiere sotto casa ad essere a capo di multinazionali, ergo è ovvio che non sarà lui ad avere forti rapporti politico-industriali con l'estero :D
Non sto dicendo che sia tutto bello ed allegro, dico solo che è fin troppo scontato, e che non può essere altrimenti
I soldi si fanno anche tramite l'informazione.....gli editori sono imprenditori come tutti gli altri. Considerando che servono TANTI soldi per mandare avanti un giornale o un telegiornale, è ovvio che non tutti se lo possono permettere e che dunque si ricade nel discorso di prima....i grandi ricchi quelli sono....in Italia abbiamo certi nomi, in America ce ne saranno altri, in Giappone idem, in Svezia lo stesso, in Sudafrica lo stesso, eccetera.....
L'America da questo punto di vista è un Paese particolare, un popolo con una cultura differente per quanto riguarda l'informazione.....lì ci godono ad andare contro le multinazionali, i politici eccetera, cercando apposta scoop con estrema attenzione.....qui e da altre parti è il contrario. E' proprio una questione di mentalità
a Roma il vertice tra il sindaco di Milano Letizia Moratti e Silvio Berlusconi.
Nasce il fronte per salvare il city airport
Cai: nuovi voli intercontinentali a Malpensa solo limitando Linate alla navetta. Formigoni: inaccettabile
http://milano.corriere.it/media/foto...E--180x140.JPG Il caos martedì a Linate (Tam Tam) MILANO — Undici voli intercontinentali in più su Malpensa valgono il funerale di Linate? Questa la domanda che interroga il Nord. La proposta di Cai è chiara: la compagnia può passare da tre a 14 voli intercontinentali a Malpensa soltanto se Linate si limita alla navetta Milano-Roma. Ma per Milano il sacrificio dello storico aeroporto alle porte della città è un prezzo molto caro. Per i prossimi giorni nell'agenda dei vertici di Cai ci sono incontri con la giunta della Camera di commercio di Milano e con il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Oltre che con Sea, la società controllata dal Comune di Milano che gestisce gli scali milanesi. Mentre oggi, a Roma, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, incontrerà Silvio Berlusconi.
Intanto la posizione del fronte del Nord prende forma. In Sea la proposta di Cai è vista come la classica offerta fatta per incassare un rifiuto. Se non altro perché 14 collegamenti intercontinentali sono tre in meno rispetto ai 17 garantiti dalla compagnia di bandiera fino al 30 marzo dell'anno scorso. Netta fin d'ora anche la presa di posizione del «governatore» della Lombardia, Roberto Formigoni: «La proposta di Cai è inaccettabile. A questo punto solo la liberalizzazione delle rotte può rilanciare Malpensa. E penso sia alle rotte intercontinentali che al Milano-Roma».
Diana Bracco, presidente della società di gestione dell'Expo oltre che di Assolombarda, è preoccupata sia per la grande esposizione del 2015 che per la competitività delle imprese del territorio: «Il ridimensionamento di Linate può essere valutato solo a fronte di un reale sviluppo di Malpensa come hub». Non chiude nessuna porta la Camera di Commercio di Milano: «Quattordici collegamenti intercontinentali sono un'offerta da valutare. Certo, molto dipenderà dalla distribuzione e dall'appetibilità delle destinazioni», valuta il segretario generale, Pier Andrea Chevallard. Linate è la seconda casa dei milanesi che si muovono per lavoro. Scalo affollato durante la settimana e vuoto nel weekend. Nel 2008 sono passati da Linate 9.266.152 passeggeri (di cui circa 2.400.000 diretti a Roma). Poco meno della metà di Malpensa.
Ridurre l'aeroporto a navetta Milano-Roma significherebbe sacrificare 2.000 posti di lavoro. E tagliare 569 frequenze settimanali su 11 destinazioni italiane e 12 europee. Tra queste ultime Londra e Francoforte, città da cui milanesi e lombardi spesso partono per altri continenti. Una fuga di passeggeri indigesta per Cai. D'altra parte compagnie come British Airways e Lufthansa potrebbero ricorrere in Europa contro un taglio dei voli a Linate. Film già visto undici anni fa. Anche nel '98, attraverso il decreto Burlando, si tentò la strada dello svuotamento di Linate per lanciare Malpensa. Ma la norma venne bocciata dall'Ue. Il ridimensionamento dello scalo alla periferia di Milano richiederebbe quindi i tempi necessari a gestire l'operazione con Bruxelles.
Resta il fatto che costringere 6.800.000 passeggeri a decollare e atterrare da Malpensa invece che da Linate per Milano non è sacrificio da poco. Lo scalo nella brughiera dista ottanta euro di taxi solo andata e 40 minuti con il treno delle ferrovie Nord. Nelle promesse dei politici Malpensa avrebbe dovuto collegare Milano con il mondo. Così non è. Secondo i dati del Certet Bocconi, a fronte di 153 voli intercontinentali giornalieri da Londra Heathrow, 142 da Parigi e 136 da Francoforte ce ne sono una cinquantina da Malpensa, di cui 3 garantiti da Alitalia (New York, San Paolo e Tokio). Nell'aprile 2008 Alitalia ha cancellato 17 destinazioni intercontinentali. Da allora sette sono state servite da altri vettori (tra queste Dubai, Shangai e Chicago). Ma le rotte assenti all'appello sono ancora molte. Mai rimpiazzati, per esempio, i collegamenti per Mumbai, Miami, Buenos Aires. La strada per realizzare il sogno di Malpensa hub è ancora lunga e in salita. «Forse la via più convincente resta quella della liberalizzazione delle rotte — riflette Oliviero Baccelli, vicedirettore del centro di economia dei trasporti dell'università Bocconi di Milano —. Per diventare un hub Malpensa ha bisogno del contributo di più compagnie».
Rita Querzé
14 gennaio 2009
leggere la stampa francese ieri faceva venire voglia di dare una testata al primo "galletto" che trovavi per strada... :(
Ci prendono per il culo ed hanno ragione, questo è il problema.
chi mi aspettav di trovare?.. tanto per cominciare hai rotto tanto le palle (tu berlusconi) per mantenere la cosa italiana e chiami cordata italiana un gruppo di imprenditori che tutto sono fuorchè italiani.. e poi ci butti in mezzo la peggio gentaglia del pianeta.. ne discutemmo già all'epoca
solo in Francia ci deridono? :roll:
mica solo in francia ci deridono eh...
rieccoci qui, la situazione alitalia non si è per niente calmata nonostante le promesse del dio in terra pelato e dei soldi da parte di Cai. e se i tre sindacata maggiori vanno per una volta uniti vuol dire che il problema c'è veramente..Quote:
OMA (Reuters) - I sindacati dei trasporti chiedono ad Alitalia un tavolo per affrontare le numerose questioni aperte e minacciano due giorni di sciopero. Lo si legge in un comunicato unitario emesso al termine della riunione degli organismi di categoria di Cgil, Cisl Uil e Ugl
Nella nota si legge che le segreterie nazionali hanno deliberato "l'unificazione delle singole vertenze in corso attraverso l'apertura della vertenza generale, aprendo formalmente la prima fase della procedura di raffreddamento per tutte le categorie dei Lavoratori del gruppo Alitalia Cai-AirOne -Eas mettendo a disposizione di questa vertenza un pacchetto di 48 ore di sciopero".
I sindacati lamentano il mancato rispetto delle normative per i dipendenti che hanno familiari e situazioni svantaggiate; le frizioni nate fra i dipendenti di Alitalia e i colleghi di AirOne frutto dei comportamenti dell'azienda; la paventata vendita della manutenzione..
Alitalia, sindacati minacciano 48 ore sciopero senza confronto | Business | Reuters
dovevamo vendere agli stranieri, a quest'ora avremmo meno problemi. e invece no, che bello pensare all'autarchia :045:
E la situazione più bella non la sai!
Mio padre che attualmente lavora all'Atitech di Capodichino è attualmente in aspettativa poichè stanno "attendendo" riguardo la questione "vendita della manutenzione" affidata a un certo Lettieri.
Tale Lettieri è stato precedentemente imputato ed è tuttora indagato per aver portato sull'orlo del fallimento (tramite aiuti politici e mafiosi) svariate aziende; in seguito le ha comprate per un tozzo di pane e ha incassato i contributi europei; fatto ciò, lasciava fallire le aziende.
Giusto per dare un'idea.
ma poi fatemi capire una cosa perchè io dovrei sborsare 150 euro per fare palermo roma con alitalia quando cn la ryaner lo pago 30 euro?
sbabam :o
voglio proprio sentire come prenderanno questa notizia i padani dal ***** sempre duro.Quote:
ANNUNCIO DELLA COMPAGNIA
Nuova Alitalia: il nostro hub a Fiumicino
È la sconfitta di Malpensa
L'Ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno:
«Presto accordo con Adr, Roma sarà la base principale»
È finito dopo dieci anni il derby Fiumicino-Malpensa. Dopo una lunga guerra che nel tempo ha portato al trasferimento di numerose rotte sullo scalo lombardo, la nuova Alitalia ha scelto: l'aeroporto romano «Leonardo da Vinci» sarà la principale base operativa della compagnia. A giorni verrà sottoscritto un accordo quadro con Adr relativo a infrastrutture e servizi aeroportuali. A ufficializzare la scelta di Fiumicino come scalo primario della compagnia, sono stati oggi i vertici di Alitalia, il presidente Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli, nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, il presidente dell'Enac Vito Riggio e il presidente di Adr Fabrizio Palenzona. E la scelta di puntare su Fiumicino, hanno annunciato Sabelli e Colaninno, si concretizzerá nei prossimi giorni proprio con la firma di un accordo quadro con la societá che gestisce gli aeroporti romani.
SCHEMA CONTRATTUALE - «Con Adr in questi mesi - spiega Sabelli- abbiamo lavorato benissimo. Stiamo per firmare un accordo di lungo termine. Abbiamo concordato uno schema contrattuale per il periodo 2009-2010 per 100 milioni di euro l'anno per i servizi aeroportuali».
Come sottolinea Sabelli, si tratta di un impianto contrattuale articolato su due fasi: «Ci sará una coda del vecchio contratto per il 2009 mentre il nuovo contratto partirá nel 2010. Per noi è cosa fatta e contiamo di firmare l'intesa nei prossimi giorni».
INFRASTRUTTURE - Oltre ai servizi aeroportuali, l'accordo quadro prevede una serie di interventi infrastrutturali per arrivare al traguardo del terminal unico dedicato ad Alitalia. In una prima fase, innanzitutto, si procederá, annuncia Sabelli, al completamento dei servizi sulla tratta Roma-Milano, con gate e finger dedicati. In una seconda fase il terminal A verrá destinato ad Alitalia e ai partner di Skyteam mentre nel 2011 è prevista anche un'estensione al terminal B. Successivamente, con la realizzazione del nuovo molo, tutte le operazioni di Alitalia e le compagnie di Skyteam verranno concentrate nel nuovo terminal A.
FORMIGONI - «Nel momento in cui Alitalia dirà che non intende garantire il servizio necessario al nord, noi solleveremo il problema del monopolio». Da Toronto, dove si trova impegnato in missione istituzionale, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta così la decisione di Alitalia. «Alitalia - aggiunge Formigoni - ha fatto una dichiarazione scontata, quella che è nata per essere una grande compagnia nazionale si conferma invece una compagnia che riduce i propri piani a livello regionale. Al nord ha tagliato il 90% dei voli da Malpensa e ha notevolmente ridotto anche i collegamenti internazionali e anche a Linate è zoppicante». «Il monopolio - conclude Formigoni - ha senso solo per brevi periodi e se è utile al Paese. A questo punto si dia la possibilità ad altre compagnie internazionali di utilizzare le tratte (in particolare la Milano-Roma) affinché sia garantito un adeguato servizio anche al nord e alla Lombardia».
MILANO - La decisione di Alitalia lascia l'amaro in bocca a Milano. Il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati subito commenta che «i soldi del Nord vanno a finanziare il Sud». Le critiche di Penati sono per il governo ma anche per il sindaco di Milano. «A furia di fare lo scendiletto del governo amico - dice - il sindaco Moratti è stato battuto da Gianni Alemanno 5 a 0». Penati chiede subito un incontro col governo al tavolo Milano perché «a furia di non convocarlo questo è il risultato: la non certezza dei fondi Expo col rischio che vengano stornati per il terremoto mentre quelli per il ponte sullo Stretto sono già stati messi in sicurezza; nessuna parola sul fatto che mancano agenti. Si dice che va tutto bene e c'è un delitto al giorno, oggi l'ultima notizia negativa è che Alitalia non sceglie Milano ma Roma». Qui le aziende dell'indotto di Malpensa (e non solo) sono in difficoltà e ai dipendenti di Alitalia che sono quasi tutti del Centro si assicurano sette anni di cassa integrazione. E in più c'è anche la direttiva Tajani votata all'ultima seduta del Parlamento europeo che ha congelato gli slot inutilizzati dalle compagnie aeree per questo momento di crisi, un'ostacolo in più per la ripresa di Malpensa per cui invece da più parte si chiede la liberalizzazione dei voli. «L'ex sindaco Gabriele Albertini è stato coerente con gli interessi del nord ed è stato uno dei pochi che ha votato contro la direttiva - conclude -. Il sindaco Moratti non ha detto nulla e il risultato è avere una compagnia italiana più piccola e il congelamento degli slot: si vuol far morire Malpensa».
http://roma.corriere.it/roma/notizie...51826700.shtml
il governo non aveva promesso che avrebbe fatto il possibile per tenere attiva malpensa?
in generale ormai alitalia = truffa agli italiani.
ma chi se ne frega di alitalia? malpena non è che viene disattivata se alitalia sceglie come base operativa un altro aereoporto
xò sti ***** abbiamo la compagnia di bandiera ahhhhhh dimenticavo l’Air France-KLM è entrata a suo tempo cn il 25% se non sbaglio che cmq significa il controllo di fatto,il risultato è che l'italianità si è andata a benedire e noi l'abbiamo data ai francesi a minor prezzo rispetto a quando ci furono le prime offerte,chi paga i 4 miliardi?.............che domande scontate:D
mi aspettavo che accadesse questo. Fosse per me sarebbe gia' fallita
ma gli slogan del primo anno del Silvio non erano stati:
Risolto caso Alitalia
Risolta l'emergenza Rifiuti
Risolto allarme Sicurezza...
sarà...
mi pare che abbiano buttato solo un bel pò di fumo negli occhi alla gente che ovviamente continua a bersi le stronzate che vengono sbandierate dal nostro governo su giornali e tv come atti di grande patriottismo quando in realtà nel resto del mondo sono viste come manovre losche e alquanto inutili e populiste...
Bè, sarebbe comunque un grosso accrescimento di quell'aeroporto, se la compagnia di bandiera avesse accettato di farne la sua base. Sarebbe stato "ossigeno" per quello :D
Giusto che Formigoni a sto punto invochi l'apertura anche a compagnie straniere per l'aeroporto. Deve pur tirare acqua al suo mulino, al suo posto farei la stessa cosa.