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L'importanza dei soldi

  1. #71
    ;
    Donna 30 anni da Piacenza
    Iscrizione: 7/1/2006
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    Quote Originariamente inviata da Jamila Visualizza il messaggio


    Detto questo, io volevo esprimere lo stesso pensiero di Dade. Hai un aspirazione, perché non assecondarla? Quando i soldi che prendi ti permettono di vivere decentemente per me basta. Non bisogna "annullarsi" per i soldi, quindi sono dell'idea che se hai la reale possibilità di un lavoro che ti gratifichi di più, e che ti faccia crescere devi buttarti. La vita è una, se non facciamo ciò che ci piace che campiamo a fare?
    Il fatto è che qui non si sta dicendo "lascio il lavoro da 4000€ al mese per quello da 1000€", ma si parla di lasciare il lavoro senza avere un'alternativa più o meno solida.
    Io, personalmente, è una cosa che non riesco a concepire. Sarà che ho sempre pensato che piuttosto che niente è meglio piuttosto.. sarà che non è un periodo così roseo da poter gettare all'aria un'opportunità lavorativa.. sarà..


    A morrigan piace questo intervento
    A bird doesn't sing because it has an answer, it sings because it has a song.

  2. # ADS
     

  3. #72
    Moderatrice Holly
    Donna 30 anni
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    Quote Originariamente inviata da Fiona Gallagher Visualizza il messaggio
    Perché, se a me un lavoro non piace significa che sia un lavoro denigrante o di merda come dici te?

    Io parlo della mia esperienza personale e delle persone che hanno fatto il mio stesso percorso universitario.
    Studiamo letteratura 5 anni per insegnare o per lavorare nel turismo, e questo paese non te lo permette nel primo caso (o comunque a condizioni difficilissime) e idem nel secondo, perché il 90% dei lavori sono stagionali. E bada bene Holly che io non parlo da camera mia dicendo cose che ho sentito dire, io lavoro da mo', ho fatto colloqui da mo', conosco le agenzie da mo'.
    Entrare in un'azienda è oserei dire quasi impossibile perché chi ha studiato economia/marketing e sa un po' di inglese ti passa avanti. Nel mio caso, a me non interessa - occhio, non è un lavoro di merda per questo! Lavorare in un outlet significa guadagnare minimo 1200€, lavorare nei fine settimana, avere a che fare con stranieri. A me fa orrore. Ho sempre detto ai miei genitori che avrei preferito fare la cameriera o pulire i cessi - parole testuali - che lavorare in quell'ambiente. E' una colpa? o.O

    Poi sicuramente una persona non decide di studiare 5 anni letteratura per arrivare a lavorare in un negozio. Se qualcuno lo fa con quell'intento nulla da dire, per carità, ma mi suonerebbe un po' strano. Ah, che qui negli outlet ti tengano un anno e poi scatti il ricircolo di colloqui non lo dico nemmeno, è ovvio purtroppo.

    Della capa non rispondo, ho scritto ovunque il mio pensiero...

    Posso chiederti quali ragionamenti ti sembrano che generalizzino troppo? Mi hai incuriosita!
    Non ho detto che TU hai detto che sono lavori degradanti, ma era un discorso che mi pare emergeva un po' ovunque.

    I lavori nel turismo non sono (solo) stagionali, ma purtroppo quando questo ti offrono inizialmente ti tieni questo.
    Il mercato del lavoro fa schifo, ma o ci mettiamo tutti a braccia conserte o intanto ci adattiamo. Visto che, ahimè, non siamo una generazione combattiva, anzi purtroppo siamo molto passivi. E te lo dico perché penso che il lavoro stagionale lo conosco meglio di tutti qui dentro perché io lavoro o meno a seconda di come va il mercato del mio settore in quel periodo, quindi figurati. Poi per fortuna sono stata in disoccupazione poco negli ultimi anni, ma ti assicuro che mi è capitato.

    Anche questa cosa è un nì.
    Nel mio settore d'azienda sono quasi tutti laureati in lingue. Io no. E una volta imparato il lavoro, l'azienda studia le attitudini oltre alle conoscenze, e anche se magari il mio inglese è peggiore di quello di un laureato in lingue (ma pure questo non è necessariamente vero), su alcune cose sono più brava di altri e determinate mansioni vengono assegnate a me piuttosto che ad altri.
    Questo per dirti che ogni azienda funziona a modo suo.


    Non è una colpa. Ma non capisco.
    Se sei laureata in lingue, come mai ti fa orrore lavorare con gli stranieri?
    Non è una critica eh, sono curiosa che poi per me è una figata, anche se certi li strozzerei (e ti assicuro che il cliente più difficile è l'italiano). Poi ci si adatta. Io è da un mese di fila che tutti i sabato sera lavoro fino a tardi. A me non pesa, anzi, quando fai i turni ti organizzi con altri turnisti, quindi perdi molto l'esigenza di avere il week end libero. Poi ovviamente è abitudine. La prima volta che sono uscita di casa di domenica alle cinque e sentivo la gente per strada urlarsi "daje rega' che seratone" un po' mi prendeva male, poi non ci badi più.

    Generalizzi perché snobbi il lavorare in un negozio.
    Io mi sono laureata in cinque anni con 110 e lode in un'università pubblica prestigiosa.
    Il mio curriculum lo avevano tutti: OVS, Bata, Zara, TUTTI. Non brand di lusso eh!

    Ti rifaccio la stessa domanda:
    Hai idea di quanto venga pagato un laureato che fa l'addetto vendite per un brand di lusso?
    Hai idea di quanto garbo e savoir-faire serva per avere a che fare con il cliente che davvero spende?
    Qui intendo generalizzare.
    Commessa = piega' i vestiti nei negozi.
    Dove lavoro io ci sono solo quasi brand altissimi e ti assicuro che le commesse non solo sono tutte laureate in lingue (e la seconda lingua è russo o cinese) ma sono sempre bellissime (anche i commessi, sono dei ragazzi sempre molto belli e sia ragazze sia ragazzi hanno portamenti molto signorili). La realtà è molto complessa.

    Non prenderla come una critica, ma tolto l'insegnamento quasi tutto ciò che rimane per la laurea in lingue è il turismo (a parte determinati lavori in ufficio). Se già togli il lavoro sui week end ti sei precluso metà delle possibilità lavorative. E te lo dico perché lavoro in un settore in cui cercano quasi ed esclusivamente laureati in lingue (e non lavoro in un outlet XD)

    Comunque "pulire i cessi" è veramente un'espressione brutta, è un lavoro onestissimo, magari non adatto al profilo di un laureato. Idem il cameriere. Non li userei con questo tono dispregiativo.
    Difficile dire se il mondo in cui viviamo sia una realtà o un sogno.

  4. #73
    Overdose da FdT Fiona
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    Quote Originariamente inviata da Holly Visualizza il messaggio
    Non ho detto che TU hai detto che sono lavori degradanti, ma era un discorso che mi pare emergeva un po' ovunque.

    I lavori nel turismo non sono (solo) stagionali, ma purtroppo quando questo ti offrono inizialmente ti tieni questo.
    Il mercato del lavoro fa schifo, ma o ci mettiamo tutti a braccia conserte o intanto ci adattiamo. Visto che, ahimè, non siamo una generazione combattiva, anzi purtroppo siamo molto passivi. E te lo dico perché penso che il lavoro stagionale lo conosco meglio di tutti qui dentro perché io lavoro o meno a seconda di come va il mercato del mio settore in quel periodo, quindi figurati. Poi per fortuna sono stata in disoccupazione poco negli ultimi anni, ma ti assicuro che mi è capitato.

    Anche questa cosa è un nì.
    Nel mio settore d'azienda sono quasi tutti laureati in lingue. Io no. E una volta imparato il lavoro, l'azienda studia le attitudini oltre alle conoscenze, e anche se magari il mio inglese è peggiore di quello di un laureato in lingue (ma pure questo non è necessariamente vero), su alcune cose sono più brava di altri e determinate mansioni vengono assegnate a me piuttosto che ad altri.
    Questo per dirti che ogni azienda funziona a modo suo.


    Non è una colpa. Ma non capisco.
    Se sei laureata in lingue, come mai ti fa orrore lavorare con gli stranieri?
    Non è una critica eh, sono curiosa che poi per me è una figata, anche se certi li strozzerei (e ti assicuro che il cliente più difficile è l'italiano). Poi ci si adatta. Io è da un mese di fila che tutti i sabato sera lavoro fino a tardi. A me non pesa, anzi, quando fai i turni ti organizzi con altri turnisti, quindi perdi molto l'esigenza di avere il week end libero. Poi ovviamente è abitudine. La prima volta che sono uscita di casa di domenica alle cinque e sentivo la gente per strada urlarsi "daje rega' che seratone" un po' mi prendeva male, poi non ci badi più.

    Generalizzi perché snobbi il lavorare in un negozio.
    Io mi sono laureata in cinque anni con 110 e lode in un'università pubblica prestigiosa.
    Il mio curriculum lo avevano tutti: OVS, Bata, Zara, TUTTI. Non brand di lusso eh!

    Ti rifaccio la stessa domanda:
    Hai idea di quanto venga pagato un laureato che fa l'addetto vendite per un brand di lusso?
    Hai idea di quanto garbo e savoir-faire serva per avere a che fare con il cliente che davvero spende?
    Qui intendo generalizzare.
    Commessa = piega' i vestiti nei negozi.
    Dove lavoro io ci sono solo quasi brand altissimi e ti assicuro che le commesse non solo sono tutte laureate in lingue (e la seconda lingua è russo o cinese) ma sono sempre bellissime (anche i commessi, sono dei ragazzi sempre molto belli e sia ragazze sia ragazzi hanno portamenti molto signorili). La realtà è molto complessa.

    Non prenderla come una critica, ma tolto l'insegnamento quasi tutto ciò che rimane per la laurea in lingue è il turismo (a parte determinati lavori in ufficio). Se già togli il lavoro sui week end ti sei precluso metà delle possibilità lavorative. E te lo dico perché lavoro in un settore in cui cercano quasi ed esclusivamente laureati in lingue (e non lavoro in un outlet XD)

    Comunque "pulire i cessi" è veramente un'espressione brutta, è un lavoro onestissimo, magari non adatto al profilo di un laureato. Idem il cameriere. Non li userei con questo tono dispregiativo.
    Vedi Holly, io avevo già capito che i tuoi post non erano una risposta al topic ma un'occasione per puntare il dito contro di me e volerti mettere su un ripiano più alto del mio. Lo sapevo, come sapevo che non hai letto tutti i post e le mie risposte nel topic - non hai tempo, lo capisco, ma è frustrante dover ridire le stesse cose mille volte come un bambino che si difende da un adulto - ma ho voluto provarci lo stesso. Certe cose che hai scritto lanciano un messaggio ben preciso e che mi dà molto fastidio per non dire mi irrita, così come il fatto che - appunto - ribadisci cose a cui ho già risposto.

    Vuoi far emergere che snobbo certi lavori, che cerco una carriera altissima solo perché ho studiato, che considero il pulire i cessi un lavoro aberrante, che non conosco il mondo del lavoro, che non conosco la realtà, che sono convinta sia tutto rose e fiori ecc ecc?
    Voilà, lo faccio io per te, così facciamo prima e non stiamo a risponderci per mille post.


    Per quanto riguarda il lavorare con gli stranieri, non è quello che mi fa orrore.
    Effettivamente da come ho scritto sembrava, ero appena tornata a casa.
    Amo gli stranieri, se fossi meno fifona sarei all'estero, ora, invece che in casa con la coperta di pile a starnutire in mezzo ai miei due nipotini che urlano e corrono. Odio semplicemente l'ambiente luxury degli outlet, quando portavo il curriculum dentro di me pregavo sempre che non mi chiamassero. Avrei preferito un lavoro sottopagato al tailleur e la "fama" di un Burberry o un Tod's. Eppure conosco tanti che ci lavorano e dicono che è tutta impressione, ma non è un ambiente pesante. Boh, non voglio sapere se è vero oppure no.

    @scazzula2 una mia amica fa il tuo stesso lavoro!! Tra l'altro anche la sua capa è una scassaminchia.
    Secondo me quel settore - amministrativo ma anche corrieri/trasporti è particolarmente "a corsa" e stressante, perché chiunque conosco che ci lavora - come mia sorella, lei lavora in un corriere - è nervosissimo. Ti sento sempre molto sereno, come fai? ç_ç Io pensavo di iscrivermi ad acqua gym per scaricare la tensione...

  5. #74
    Moderatrice Holly
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    Quote Originariamente inviata da Fiona Gallagher Visualizza il messaggio
    Vedi Holly, io avevo già capito che i tuoi post non erano una risposta al topic ma un'occasione per puntare il dito contro di me e volerti mettere su un ripiano più alto del mio. Lo sapevo, come sapevo che non hai letto tutti i post e le mie risposte nel topic - non hai tempo, lo capisco, ma è frustrante dover ridire le stesse cose mille volte come un bambino che si difende da un adulto - ma ho voluto provarci lo stesso. Certe cose che hai scritto lanciano un messaggio ben preciso e che mi dà molto fastidio per non dire mi irrita, così come il fatto che - appunto - ribadisci cose a cui ho già risposto.

    Vuoi far emergere che snobbo certi lavori, che cerco una carriera altissima solo perché ho studiato, che considero il pulire i cessi un lavoro aberrante, che non conosco il mondo del lavoro, che non conosco la realtà, che sono convinta sia tutto rose e fiori ecc ecc?
    Voilà, lo faccio io per te, così facciamo prima e non stiamo a risponderci per mille post.


    Per quanto riguarda il lavorare con gli stranieri, non è quello che mi fa orrore.
    Effettivamente da come ho scritto sembrava, ero appena tornata a casa.
    Amo gli stranieri, se fossi meno fifona sarei all'estero, ora, invece che in casa con la coperta di pile a starnutire in mezzo ai miei due nipotini che urlano e corrono. Odio semplicemente l'ambiente luxury degli outlet, quando portavo il curriculum dentro di me pregavo sempre che non mi chiamassero. Avrei preferito un lavoro sottopagato al tailleur e la "fama" di un Burberry o un Tod's. Eppure conosco tanti che ci lavorano e dicono che è tutta impressione, ma non è un ambiente pesante. Boh, non voglio sapere se è vero oppure no.

    @scazzula2 una mia amica fa il tuo stesso lavoro!! Tra l'altro anche la sua capa è una scassaminchia.
    Secondo me quel settore - amministrativo ma anche corrieri/trasporti è particolarmente "a corsa" e stressante, perché chiunque conosco che ci lavora - come mia sorella, lei lavora in un corriere - è nervosissimo. Ti sento sempre molto sereno, come fai? ç_ç Io pensavo di iscrivermi ad acqua gym per scaricare la tensione...
    Non ti do addosso perché non mi interessa darti addosso.

    Se tu ti esponi, devi accettare i pareri degli altri, positivi o negativi che siano. Altrimenti eviti di esporti.

    A me "pulire i cessi" dà fastidio come espressione e te lo faccio notare. Poi se tu sei convinta di essere nel giusto, senza offesa, sticazzi, non è che a me appena m'allontano dal pc cambia qualcosa a me continua a dar fastidio, a te non pare strano, ognuno resta della sua opinione.

    Poi scrivi 'na cosa, poi ti rispondo sulla base di ciò che leggo, mi rispondi male, dopo due minuti "no ma ho scritto io di fretta non si capiva".



    Guarda che non ti ho mai dato della snob perché su alcune cose siamo d'accordo.
    Ma se anziché rispondere piccata (perché ti ripeto, non ti do addosso perché non mi interessa farlo), leggessi con attenzione, ti renderesti conto che io - come altri - ti sto solo dicendo una cazzata: è sacrosanto avere delle ambizioni, specie per chi ha un titolo di studio adeguato, ma purtroppo la realtà è molto difficile quindi bisogna sapersi adattare a costo di darsi i pizzichi sullo stomaco. Che ci sta di strano? O di offensivo? O dove ti ho dato addosso?
    Ti ripeto, per curiosità, non per offesa, non riesco proprio a comprendere dove ti avrei trattata male.

    Poi ci sta che un lavoro ti faccia schifo, è così per tutti.
    Difficile dire se il mondo in cui viviamo sia una realtà o un sogno.

  6. #75
    fan di peppa pig scazzula2
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    Quote Originariamente inviata da Fiona Gallagher Visualizza il messaggio
    @scazzula2 una mia amica fa il tuo stesso lavoro!! Tra l'altro anche la sua capa è una scassaminchia.
    Secondo me quel settore - amministrativo ma anche corrieri/trasporti è particolarmente "a corsa" e stressante, perché chiunque conosco che ci lavora - come mia sorella, lei lavora in un corriere - è nervosissimo. Ti sento sempre molto sereno, come fai? ç_ç Io pensavo di iscrivermi ad acqua gym per scaricare la tensione...
    si... effettivamente a volte capita che qualcosa va storto o ci si riduce all'ultimo momento e bisogna correre correre correre

    come capita pure che ci becchiamo i cazziatoni noi per errori/ritardi commessi dagli altri reparti...

    ma vabbè... diciamo che caratterialmente queste cose le reggo bene... e con capi e colleghi ho un ottimo rapporto... quindi boh... non lo so nemmeno io come faccio ma sta di fatto che non sono uno di quelli che sente il bisogno di sfogarsi e scaricare la tensione del lavoro su cose e/o persone

    comunque si... per combattere lo stress acqua gym, yoga, pilates e ste robe qui da come so io dovrebbero essere indicate... ho delle mie amiche e anche mia madre che hanno testato con mano e dicono di averne tratto dei benefici

    comunque tornando sulla questione del lavoro io in linea generale sono d'accordo con holly e le altre... ok le ambizioni... ok che sarebbe giusto lavorare nel settore per cui si è studiato e sono stati fatti dei sacrifici per "specializzarsi"... però se dopo tanti tentativi non si trova bisogna adattarsi... e in situazioni di bisogno anche un pò "abbozzare"... o accettare "quello che passa il convento"

    però nel caso specifico tuo mi sento di darti ragione... perchè di fatto tu "lasceresti un lavoro" solo per modo di dire

    da come ho capito devi rimanere almeno fino a gennaio... poi se loro ti chiedono di fare qualche altro mese tu diresti di no... il succo è questo o ho capito male io?

    non ci sono prospettive per un rinnovo del contratto dopo che la ragazza che sta in maternità tornerà a tempo pieno... e te lì dentro ci stai malissimo... quindi IMHO la domanda non è "vale la pena di lasciare un lavoro perchè la capa è stronza?"... la domanda vera è "vale la pena continare a stare male (col rishio di rovinarsi la salute) per 2/3/o quanti sono mesi di lavoro in più? (considerando pure che in questo periodo devo fare la tesi di laurea?)"

    e per come la vedo io la risposta è NO... decisamente NO!
    A Hulk piace questo intervento
    artemisia
    io ti lovvo
    oh mia bella!

  7. #76
    Overdose da FdT Fiona
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    Quote Originariamente inviata da scazzula2 Visualizza il messaggio
    si... effettivamente a volte capita che qualcosa va storto o ci si riduce all'ultimo momento e bisogna correre correre correre

    come capita pure che ci becchiamo i cazziatoni noi per errori/ritardi commessi dagli altri reparti...

    ma vabbè... diciamo che caratterialmente queste cose le reggo bene... e con capi e colleghi ho un ottimo rapporto... quindi boh... non lo so nemmeno io come faccio ma sta di fatto che non sono uno di quelli che sente il bisogno di sfogarsi e scaricare la tensione del lavoro su cose e/o persone

    comunque si... per combattere lo stress acqua gym, yoga, pilates e ste robe qui da come so io dovrebbero essere indicate... ho delle mie amiche e anche mia madre che hanno testato con mano e dicono di averne tratto dei benefici

    comunque tornando sulla questione del lavoro io in linea generale sono d'accordo con holly e le altre... ok le ambizioni... ok che sarebbe giusto lavorare nel settore per cui si è studiato e sono stati fatti dei sacrifici per "specializzarsi"... però se dopo tanti tentativi non si trova bisogna adattarsi... e in situazioni di bisogno anche un pò "abbozzare"... o accettare "quello che passa il convento"

    però nel caso specifico tuo mi sento di darti ragione... perchè di fatto tu "lasceresti un lavoro" solo per modo di dire

    da come ho capito devi rimanere almeno fino a gennaio... poi se loro ti chiedono di fare qualche altro mese tu diresti di no... il succo è questo o ho capito male io?

    non ci sono prospettive per un rinnovo del contratto dopo che la ragazza che sta in maternità tornerà a tempo pieno... e te lì dentro ci stai malissimo... quindi IMHO la domanda non è "vale la pena di lasciare un lavoro perchè la capa è stronza?"... la domanda vera è "vale la pena continare a stare male (col rishio di rovinarsi la salute) per 2/3/o quanti sono mesi di lavoro in più? (considerando pure che in questo periodo devo fare la tesi di laurea?)"

    e per come la vedo io la risposta è NO... decisamente NO!
    Concordo su tutto, non ho neanche una virgola da contestare.
    Come ho detto più volte io stessa, una persona prova, tenta (se ne sente la necessità, non è un passaggio obbligato), dopodiché se non dovesse andare si mette l'anima in pace e si adatta al famosissimo convento. Le bollette da sole non si pagano e prima o poi c'è il bisogno di indipendenza totale - più prima che poi.
    Ma almeno fa dei tentativi, prima. Se vuole.

    Comunque vi aggiorno: ho parlato con la mia capa giovedì pomeriggio.
    Le ho parlato col cuore in mano e la voce che mi tremava tipo orale della maturità, riassumendo la situazione: la maternità obbligatoria, otto mesi, l'ho coperta totalmente (il contratti scade oggi, tra l'altro). Quella facoltativa scelta dalla ragazza - firmerò domani - parte lunedì e finisce il 15 gennaio, sono tre mesi. Anche quella la coprirò tutta. Le ho semplicemente chiesto se, qualora trovassi qualcosa nel mio settore, posso considerarmi "libera" o ci si aspetta che io resti lì ad ogni costo. Penso di aver avuto una faccia bastonata tale che lei è stata gentilissima e comprensibilissima. So che è una facciata, alla ragazza incinta disse "torna quando vuoi, anche a un anno di età del bimbo", e adesso la fa sentire in colpa perché non rientra a 4 ore mentre sfrutta la facoltativa. E' falsa. Ma io mi attengo alle sue parole e mi ha detto "Noi non ti diamo prospettive, e lo sai. Qui rimarresti fino a fine marzo, forse giugno, ma poi non ci sarebbe un'assunzione. Rinunciare a qualcosa che fa parte del tuo percorso per stare qui 5 mesi non è il caso, pensa a te stessa e te lo dico anche sapendo che saremo con l'acqua alla gola. Se lei non torna non è colpa tua (frecciatona per lei, povera ragazza)." @scazzula2, io a settembre parlai col figlio del titolare - ossia colui che ha voluto assumermi - e gli ho chiesto se finita la sostituzione, c'era anche una minima speranza di assunzione. E lui mi ha detto che il lavoro c'è, ma non così tanto da potersi permettere una persona in più, anche se gli dispiaceva.

  8. #77
    Overdose da FdT Dade
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    @Holly Ci sono commessi e commessi. Il mio era un esempio per dire che ci sono alcuni lavori che sono più precari di altri purtroppo. E il mio è un generalizzare è un dato di fatto.
    Mio fratello che fa il commesso da Gutterige pur avendo una invalidità ha meno possibilità di me di mantenere il suo lavoro a lungo, ma non perché è stupido ma perché il tipo di lavoro che fa non gli permette tutta questa aspettativa, io non ce la vedo sarò stronzo eh.
    E l'esempio l'ho fatto soprattutto per dire che le persone si accontentano troppo facilmente per avere un lavoro che non ti da prospettiva.

    Io non sono d'accordo sull'accettare ciò che passa al convento. Io non sputo sugli altri lavori li ho fatti, ma siccome voglio fare una certa cosa nella mia vita(manco così impossibile, quello che faccio può farlo chiunque), perché dovrei fare altro? Poi magari tra 10 anni mi do al contadino(grandissimo mestiere) chi lo sa
    Poi anche con la ricerca del lavoro, non è una gran mossa cercare a cazzum.

    @Fiona Gallagher hai fatto benissimo. E spero davvero che tu te ne possa andare il prima possibile.
    Felice l'uomo che trova rifugio in se stesso.

  9. #78
    Sempre più FdT morrigan
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    Io continuo a non capire perchè una persona non possa essere felice e appagata nello svolgere alcuni lavori come il commesso (visto che questa figura è stata presa più volte a d esempio). Lasciando perdere grandi firme e negozi di alto livello, perchè una persona che lavora in un negozio di abbigliamento piuttosto che di casalinghi o qualsiasi altra cosa, dovrebbe vedere il proprio lavoro come precario vista la scarsa possibilità di maggiori prospettive in termini di carriera/guadagni?
    Insomma,va bene che chi ha studiato vuole raggiungere i propri obiettivi, va bene che ci sono persone che si accontentano perchè hanno bisogno di soldi, ma ci sono anche persone che sono felici del loro lavoro, che lo amano! Ci sono persone a cui piace vendere cose, o fare altri lavori, benchè siano modesti. Ci sono persone che lasciano lavori di successo per dedicarsi alla produzione di ortaggi, coltivazioni, ecc. Questa cosa si chiama "passione" e ci sono persone che amano fare ciò che altri odiano fare.

    E' verissimo che molte persone si accontentano per necessità, perchè, francamente, sputare sul lavoro oggigiorno non è una mossa particolarmente astuta, è pur vero che se si hanno aspettative, ci si deve assolutamente provare, vero anche che per lavoro non si può perdere la salute (anche se lo spirito si sacrificio va sviluppato ovunque), ma è altrettanto vero che si può scegliere un lavoro modesto per scelta, per amore, per passione.
    Il tutto secondo mio modesto parere, senza voler far cambiare idea a nessuno o prendere nessuno di mira, solo non capisco perchè se uno fa un lavoro che in futuro non permette di arrivare chissà dove, dovrebbe passare come un rammollito .

    Che poi, ora che penso, non è nemmeno detto, perchè uno può fare il commesso per anni e poi, un giorno, arrivare ad aprire un negozio proprio, perchè no
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    "Ma non mi lamenterò più. Ho ricevuto la vita come una ferita e ho proibito al suicidio di guarire la cicatrice. Voglio che il Creatore ne contempli, in ogni ora della sua eternità, il crepaccio spalancato."
    Lautréamont

  10. #79
    Overdose da FdT Dade
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    @morrigan non ci prendiamo in giro su. Alcuni lavori non ti puoi mantenere per tutta la vita. Non è essere felici il problema ma quanto tu puoi rimanere in posto senza essere mandato a casa. Sono tra i lavori più cercati e anche i più precari. Pensare il contrario è avere il prosciutto sugli occhi.
    Ma perché andarmi a cercare un lavoro che so di partenza che è precario quando posso aspirare a qualcosa di meglio? Non dico lavorare in banca eh.
    Non è sputare sul lavoro e farsi una prospettiva futura. Se avessi ascoltato le persone che ragionano così sarai precario, sottopagato, con un lavoro che non mi piace e a 35 anni ancora con i miei genitori.
    Boh sembra di non venir compreso
    Felice l'uomo che trova rifugio in se stesso.

  11. #80
    "Etiamsi omnes, ego non" imok
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    @morrigan non ci prendiamo in giro su. Alcuni lavori non ti puoi mantenere per tutta la vita. Non è essere felici il problema ma quanto tu puoi rimanere in posto senza essere mandato a casa. Sono tra i lavori più cercati e anche i più precari. Pensare il contrario è avere il prosciutto sugli occhi.
    Ma perché andarmi a cercare un lavoro che so di partenza che è precario quando posso aspirare a qualcosa di meglio? Non dico lavorare in banca eh.
    Non è sputare sul lavoro e farsi una prospettiva futura. Se avessi ascoltato le persone che ragionano così sarai precario, sottopagato, con un lavoro che non mi piace e a 35 anni ancora con i miei genitori.
    Boh sembra di non venir compreso

    Non vorrei dire, ma un contratto a tempo indeterminato, è lo stesso che si faccia la commessa, il muratore o l'ingegnere.
    Cambieranno le ore, la paga oraria, i bonus, ma non è che un commesso domani viene lasciato a casa e il bancario no...

    Poi scusa, ma quali sarebbero per te i lavori non precari?
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    "Se gommo tiene io vince gara, se gommo non tiene io come bomba dentro montagna..." (Markku Alèn)

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