Originariamente inviata da
drkheart
Mi vergognavo (perfino adesso, forse, mi vergogno); giungevo al punto che provavo un certo occulto, anormale, vigliacchetto godimento a tornare, alle volte, in un'infame notte di Pietroburgo, nel mio angolo, e sentire fortemente che anche quel giorno lì avevo fatto un'infamia, che ancora una volta quel che era fatto in nessuna maniera si poteva disfare, e rodermi internamente e segretamente, rodermi coi denti per questo, dilaniarmi e succhiarmi al punto che l'amarezza, alla fine, si convertiva in un'ignominosa, maledetta dolcezza e, alla fine, in vero autentico godimento!
Memorie del sottosuolo
Forse anche qui mi considereranno un ragazzino, e sia. C'è anche chi mi crede un idiota, non ho mai scoperto perchè. In verità, sono stato talmente malato da non essere molto diverso da un idiota; ma com'è possibile che sia idiota anche adesso, quando, io per primo, mi accorgo che la gente mi considera tale?
Io entro e penso: "Mi credono idiota, ma io sono intelligente, e loro non lo sospettano nemmeno".
L'idiota
Fedor Dostoevskij