Esatto, 11.
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Io non ho neancora capito xkè nelle leggi ad personam, che causano questi danni, non si sia neancora arrivati al punto di farle per davvero ad personam.
sinceramente a me non me ne frega nulla se berlusconi si fa una legge che gli impedisce di andare in galera a lui e i suoi amici, potrebbe benissimo specificare che la "legge ha effetto solo sulla persona del presidente del consiglio, nel qual caso il suo cognome sia berlusconi".
E non sono ironico.
Razionalmente parlando:
Ora come ora berlusconi e altri politici(visto che nn è l'unico suppongo) si fanno leggi ad personam che nel singolo caso del reato commesso dal politico non è che ai cittadini vada a cambiare poi molto, se nn da un punto di vista morale. Il problema pratico coinsiste invece nel fatto che in questo modo si vanno a proteggere anche criminali che arrecano danni concreti ai cittadini, danni tangibili(vedi caso della ragazza che viene stuprata per esempio).
Adesso, visto che queste leggi si fanno dietro un velo di ipocrite motivazioni, che tutti sanno essere delle giustificazioni e basta(poi ci sono quelli con le fette di salame sugli occhi, ma è un problema della razza umana quello), sarebbe molto meglio ammettere che i politici si reputano ormai al di sopra del principio per il quale devono sottostare alla legge e pertanto si potrebbe accettare che si facciano leggi mirate per essi, ma solo per essi. Alla fine avremmo le conseguenze negative che abbiamo adesso, solo che non si moltiplicherebbero per un'infinità di crimini.
Poi certo, la cosa più razionale sarebbe impedire che al governo ci vadano politici collusi con la mafia, criminali, raccomandati, idioti(fondamentalmente non mi importerebbe molto se un politico fosse un mafioso, quello che mi preoccupa è la sua idiozia, non mi va di affidare il paese nelle mani di un gruppo di idioti, lo reputo peggiore di affidarlo nelle mani di un gruppo di criminali, che seppur delinquendo da una parte, dall'altra tenterebbe di risanare il sistema economico del paese), ma purtroppo viviamo in un paese e siamo un popolo che si attiene al principio "se una persona non uccide o non ruba direttamente non è un criminale, poichè cose come il falso in bilancio non uccidono nessuno ne impoveriscono nessuno", il problema è che invece impoveriscono il paese, e con esso tutti noi...
Le persone dovrebbero CAPIRE la politica, il problema è che adesso le persone la vedono soltanto al di dietro della cortina di pregiudizi della propria classe politica di appartenenza.
Non ho mai concepito un soggetto hce si ritenga di destra o di sinistra, la vita è troppo complicata per poter essere riassunta in pochi principi fondamentali, eppure pullulano i fedeli dell'orientamento politico, e spesso sono troppo ottusi per aprirsi a idee politiche di altri schieramenti.
Veltroni ha avuto un'ottima idea, e lo stesso berlusconi, creare dialogo tra opposizione e governo(che poi siano state solo parole è un'altro discorso), è qua la democrazia, imporre la volonta del piu forte diventa una dittatura della maggioranza, che non porta a niente. Il problema è che è utopica una democrazia simile, e non per colpa della corruzione dei politici o altro, è colpa del sistema nel quale viviamo, dove si da più peso all'apaprenza che ai fatti, e sopratutto, dove la popolazione non ha le conoscenze adeguate per valutare l'operato di una forza politica, ma lo valuta in base alle dichiarazioni della corrente politica (o anche dei giornalisti, o di chi vuoi te) che non è mai obbiettiva e quindi si scade nelle conseguenze peggiori, giungendo a dibattiti sterili.
Certo che solo in Italia, tra i Paesi occidentali, si può usare il parlamento tranquillamente per leggi ad personam..
Se domani sera ciò accadesse, si terrebbe un regolare processo, visto che la legge è estesa fino ai processi avviati prima del 30 gennaio 2002 (non sono sicurissimo del mese).
Quindi il problema non sussiste.
E se ci fosse un caso di stupro prima del 30 gennaio 2002 che dev'essere anocra risolto, mi pare che la magistratura dorma <.<
Alla fine dei conti è colpa dei magistrati se si è fatta questa legge, visto che secondo le affermazioni loror erano oberati dal lavoro.
Con questa manovra è un pò più difficile trovare scuse e almeno i crimini più gravi, si spera, verranno risolti.
Ah scusa, ho omesso che era solo per gli stupri commessi prima del gennaio 2002, immagino che il fatto che quelli successi antecedentemente vengano puniti sia di enorme consolazione per le vittime di tali stupri.
ps:Certo, i magistrati sono tutti fannulloni fanatici dell'estrema sinistra, che non aspettano altro di mettere le mani su berlusconi.
se i magistrati sono sommersi di lavoro, si può dire che la maggior parte della colpa più che del singolo magistrato fannullone, sia attribuibile alla lentezza della macchina burocratica e legale, se per legge un processo si svolge secondo determinati tempi, non è di certo colpa della magistratura, se non in minima parte.
pps:è possibilissimo che un reato di stupro commesso prima del 2002 non sia neancora iniziato.
Purtroppo NON è così.
Come diceva Lower, se venisse stuprata domani, ma anche se anche fosse stata stuprata 5 anni fa, il processo si farebbe tranquillamente.
L'esempio era sbagliato, non c'era anche bisogno di sostenerlo..:)
Ps:se un reato di stupro è stato commesso nel 2001 dubito che il processo non sia nemmeno iniziato..ma forse se 7 anni non sono stati sufficienti per un processo per stupro (che di solito invece inizia in breve tempo) la colpa dev'essere del berluska...con tutti i procedimenti che ha sta intasando lui il sistema giudiziario!!:lol:
Sono «almeno 100mila» i processi che dovranno essere sospesi per un anno una volta che diventerà legge l’emendamento al dl sicurezza approvato in Senato.E’ l’Associazione nazionale magistrati a fornire le cifre delle ricadute della norma che sospende i provvedimenti per alcune tipologie di reato commesse prima del 30 giugno 2002. Un impatto, avverte il segretario, Giuseppe Cascini, che rischia di creare «un caos senza precedenti» negli uffici giudiziari, mettendo "in ginocchio" il sistema giustizia. I REATI CHE NON SARANNO PUNITI - Sequestro di persona; stupro; rapina; furto in appartamento e con strappo. Sono alcuni dei reati puniti con meno di dieci anni e per i quali dunque scatterà lo stop dei relativi processi per effetto dell'emendamento al dl sicurezza. A fare l'elenco dei procedimenti che per un anno «saranno chiusi in un armadio» è l'Associazione nazionale magistrati, che avverte: «Sembra che il legislatore abbia deciso che i reati puniti con meno di 10 anni di reclusione siano bagatelle. Ma non è così: sono invece il 90 per cento dei reati, quelli di maggior allarme sociale». Nella lunga lista ci sono anche l'estorisone, l'associazione per delinquere, la bancarotta fraudolenta, lo sfruttamento della prostituzione, l'usura, l'omicidio colposo per colpa medica e quello con violazione delle norme sulla circolazione stradale. «Come potremo dire ai genitori di una persona morta in un incidente stradale, o alla vittima di uno stupro - ha detto Cascini - che il processo non si fatà perchè il fatto non è ritenuto grave?». Diversi i paradossi segnalati dall' Anm a cui porterà l'applicazione di questa norma: lo studente che cede gratuitamente una dose di hashish a un coetaneo sarà processato prima dello straniero irregolare che violenta una studentessa alla fermata del tram; e la stessa sorte toccherà al giovane che ruba un cellulare a un coetaneo minacciandolo con un temperino rispetto al chirurgo che durante un'operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino.
Guarda che non ho detto che sono d'accordo su questa norma; ho solo detto che l'esempio era una cazz*ta e che non mi sembrava il caso di quotarlo..:)
In ogni caso, il semplice fatto che ci siano processi che durano da 10 anni e che un sacco di reati finiscano prescritti implica che il sistema così com'è non funziona.
Se funzionasse l'istituto della prescrizione dovrebbe trovarsi solo nei libri di testo come nozione teorica, ma purtroppo non è così.
Che gli interventi da fare siano altri e ben più incisivi non lo metto in dubbio.
Che però questa norma "metta in ginocchio" il sistema lo contesto; il sistema è già in ginocchio. Reati puniti con pene ridicole, processi infiniti, reati prescritti, scappatoie, pene che vengono inflitte e poi vengono scontate in mille modi, gente che viene condannata ad anni di carcere e non fa neanche un giorno, ecc. ecc.
E' già stato detto che Berlusconi è stato eletto in molise? :roll: E che ancora non ha fatto niente per il molise? :roll: e che dovrebbe farlo per non dimostrare che ha scelto il molise solo per comodo? :roll: E che di Pietro gliel'ha fatto notare? :roll:
E che lui non ha risposto? :roll:
no.. credo di no .. :lolll: d'altronde se non si parla di impronte digitali o di clandestini fucilati non vale la pena parlarne x i berlusconiani
Ah no perchè erano stati stanziati dei fondi da di Pietro per gli abitanti di San Giuliano di Puglia e per la costruzione della Termoli-San Vittore. :roll:
Soldi che sono stati ritirati dallo stesso Berl. :roll:
Dai, ma parliamo di Alitalia che c'è da divertirsiXD
Alitalia: si pensa a una mini-compagnia - Corriere della Sera
Solo voli nazionali, 10.000 esuberi, ...
Meglio questo o AirFrance eh?
Ah già, è vero, la cordata italiana, ora dovrebbe essere pronta, non è vero?
Non è vero?
ma no ma no.. la cordata arriva.. dovrebbe essere da qualche parte nella tenua di arcore :lol: quante cazzate
Antonio Di Pietro: Signor Presidente del Consiglio che non c’è (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Gianfranco Fini: Onorevoli colleghi, per favore! Prego, onorevole Di Pietro.
Antonio Di Pietro: Signor Presidente del Consiglio che non c’è (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Gianfranco Fini: Onorevoli colleghi, vi prego di non disturbare l’oratore! Prego, prosegua pure onorevole Di Pietro.
Antonio Di Pietro: Signor Presidente del Consiglio che non c’è (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Gianfranco Fini: La prego di proseguire, onorevole Di Pietro.
Antonio Di Pietro: Ancora una volta lei fa l’incallito furbacchione. Lei utilizza lo strumento del decreto-legge per farsi ancora una volta i cavoli suoi.
Matteo Brigandì: Presidente, il turpiloquio no!
Antonio Di Pietro: Oddio, è vero che l’articolo 77 della Costituzione ammette che in casi straordinari di necessità e urgenza il Governo può adottare, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, ma certamente i nostri padri costituenti non pensavano mai che tra i casi straordinari di necessità e urgenza vi dovesse essere anche quello di un Presidente del Consiglio in carica che, per paura di una condanna penale per corruzione in atti giudiziari, si emanasse, da sé medesimo, con il suo consiglio di amministrazione una legge per sospendere il suo processo.
Dica la verità, signor Presidente del Consiglio che non c’è, lo sapeva e lo sa pure lei che una furbata del genere non si può fare. Per questo ha usato un altro trucchetto. Non ha inserito nel testo originario (il decreto-legge da sottoporre al vaglio preventivo del Presidente) la norma che sospende processi in corso, ma l’ha fatta introdurre da qualche suo dipendente successivamente in Parlamento come emendamento. Bravo furbacchione! Così ha raggirato, sì, ha proprio raggirato anche il Capo dello Stato a cui spettava il primario compito del vaglio costituzionale a norma del quinto comma dell’articolo 87 della Costituzione.
Per queste ragioni noi, deputati dell’Italia dei Valori, chiediamo alla Camera dei deputati di non procedere all’esame del decreto-legge n. 92 del 2008, perché quanto disposto dall’articolo 2-ter del decreto in questione viola l’articolo 77 della Costituzione. Sappiamo bene che la maggioranza di questo Parlamento farà finta di non leggere, di non vedere, e di non riflettere sull’articolo 77 della Costituzione, ma il problema è proprio qui: la Costituzione, a una maggioranza parlamentare che ha deciso di servire gli interessi personali del capo del Governo, interessa poco.
Ugualmente chiediamo, affinché questa nostra richiesta pregiudiziale rimanga agli atti, che sia dichiarata l’incostituzionalità del predetto articolo 2-ter del decreto n. 92 del 2008, sempre rispetto all’articolo 77 della Costituzione, per estraneità assoluta della norma che dispone la sospensione dei processi. Perché questo? Perché quando avete emanato questo decreto-legge avete detto che questo provvedimento doveva servire ad apprestare un quadro più efficiente per contrastare fenomeni di illegalità diffusa collegati all’immigrazione illegale e alla criminalità organizzata. Ora, ci dica signor Presidente del Consiglio che non c’è, che ci azzecca la sospensione del processo a suo carico con il fatto che così facendo si riesce a combattere meglio la criminalità organizzata o l’illegalità diffusa? O forse ci azzecca, ci azzecca (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!
Ancora una chicca, signor Presidente del Consiglio che non c’è, di cui dovrebbe proprio spiegarci la ratio: perché ha scelto proprio la data del 30 giugno 2002 come parametro temporale per individuare quali processi sospendere? Che cavolo sarà mai successo di così importante prima di tale data che deve essere sospeso ad ogni costo, altrimenti la giustizia non funziona più? E perché mai, se gli stessi reati sono avvenuti dopo tale data, non importa più e possono essere perseguiti?
Se lo scopo dichiarato di alleggerire il lavoro dei giudici da reati a basso contenuto di allarme sociale fosse vero, ciò dovrebbe valere sia per i reati commessi prima sia per quelli commessi dopo il 30 giugno 2002. Anche per questa ragione, quindi, chiediamo l’approvazione della questione pregiudiziale, declaratoria di incostituzionalità, che sappiamo voi non approverete ma sappiamo anche che resterà agli atti, cosicché, in seguito, quando la Corte Costituzionale ne prenderà atto, qualcuno rifletterà su come ha usato il proprio mandato.
Riteniamo, inoltre, che sia del tutto incompatibile con l’ordinamento costituzionale una norma che riconduce un aggravamento obbligatorio della pena alla mera sussistenza di uno status personale. Mi riferisco all’articolo 1, comma 1, lettera f) del decreto-legge in esame, dove è introdotta una circostanza aggravante comune: trovarsi nel territorio nazionale, vale a dire l’aggravante della nazionalità della persona sottoposta ad indagine. Vorrei ricordare che gli articoli 2 e 7 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ma anche gli articoli 3, 10 e 11 della Costituzione non pongono differenza tra nazionalità, sesso, razza e quant’altro. Stabilire un’aggravante semplicemente perché il fatto è commesso da uno straniero, piuttosto che da un italiano, è un’illogicità, una incongruenza e anche una disparità di trattamento inaccettabile in uno Stato di diritto. Andando avanti di questo passo stabiliremo anche aggravanti anche per chi è di colore nero invece che di colore bianco, per chi è di razza ebrea invece che di razza ariana, per chi è zingaro invece che cittadino italiano (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Dunque, mi sembra che questa norma contenga tutti i parametri per una dittatura alle porte. Riteniamo che sia incostituzionale tale norma e, in particolare, l’articolo 2-bis del decreto-legge anche perché, dando precedenza ad alcuni reati rispetto ad altri, viola l’articolo 112 della Costituzione.
L’articolo 112 della Costituzione è quello che a voi e a lei, signor Presidente del Consiglio che non c’è, non piace, e che stabilisce il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale; ma a noi dell’Italia dei Valori piace perché l’obbligatorietà dell’azione penale pone tutti in modo uguale di fronte alla legge; non tutti, quindi, meno qualcuno.
Noi riteniamo che l’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti devono essere uguali di fronte alla legge, sia un articolo di cui essere fieri e che non deve essere calpestato, neanche per ragioni di urgenza, quali sono quelli di salvaguardarsi dai processi in corso. Riteniamo, signor Presidente del Consiglio che non c’è, che la sospensione riguardante un numero ingente di dibattimenti, creerà un’ulteriore dilatazione dei tempi della giustizia e, quindi, in questo senso, violerà ancora una volta l’articolo 111 della Costituzione.
Vogliamo che anche questo resti agli atti, perché con questa norma non si dà più efficienza alla giustizia ma si rallenta il corso della giustizia e si impedisce di avere giustizia, soprattutto alle parti lese per le quali il procedimento non prevede la possibilità che venga negata la sospensione su loro richiesta. Le parti lese devono soltanto subire ciò che il legislatore stabilisce e, quindi, non possono difendersi in alcun modo. Si dice che la parte civile costituita può trasferire l’azione in sede civile, come se in sede civile vi fosse la stessa possibilità di acquisire la prova dei fatti penalmente rilevanti che in sede penale.
Non capiamo proprio per quale ragione questa norma assegna al presidente del tribunale - mi riferisco al comma 8 dell’articolo 2-ter del decreto-legge - e non al giudice naturale il compito di accogliere la richiesta dell’imputato: il presidente del tribunale in via amministrativa e non il giudice naturale assegnato e precostituito per legge.Vogliamo che resti agli atti anche questo - sebbene sappiamo che a voi non interessa nulla, così come buona parte della Costituzione -, e cioè che questa disposizione viola l’articolo 25, primo comma, della Costituzione, perché viola la disposizione sull’assegnazione al giudice naturale precostituito per legge e viola anche il diritto di difesa, quello che tanto decantate, ma che boicottate quando non vi serve (articolo 24 della Costituzione).
Che dire poi della violazione dell’articolo 79 della Carta costituzionale, con riferimento alla sospensione facoltativa, quella cioè ancorata alla prossimità della prescrizione, quella che costituisce una sorta di vera e propria amnistia occulta, applicata al di fuori dell’articolo 79 della Costituzione, appunto, senza prevedere nemmeno un termine preciso per la ripresa dell’attività processuale dopo la sospensione. Si dice: si sospenda, poi anche se non si riprende più, non fa niente. Sicché, alla fine, si realizza un’amnistia occulta senza che una legge sull’amnistia occulta lo possa decidere. Insomma - e concludo - signor Presidente del Consiglio che non c’è, non crediamo, a differenza di altri colleghi, che la vostra sia una scelta politica: crediamo che sia una scelta personale ed un uso personale delle funzioni pubbliche, che lei e il suo Governo state portando avanti.
Gianfranco Fini: Concluda, prego.
Antonio Di Pietro: Per noi dell’Italia dei Valori deve essere chiaro che la via maestra non è quella di ripristinare una generale garanzia costituzionale per tutti: per noi la via maestra è l’articolo 3 della Costituzione, per cui tutti sono uguali di fronte alla legge e lei, signor Presidente del Consiglio, si faccia giudicare come tutti gli altri, e la smetta di cercare, attraverso la legge, di sfuggire alle maglie della giustizia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico).
:cry: perchè di pietro non è presidente del consiglio :cry:
:lol:
Intercettazioni, niente Matrix Berlusconi non va da Mentana - Politica - Repubblica.it
e ora non va a matrix per paura dei gossip :lol: :lol:
mamma mia :lol:
comunque per berlusca ormai tutto ammorba la politica: gossip, giudici ecc.. lui invece è il salvatore
:lol:
ma come si fa.. come si fa.. come si fa?? .. lo zimbello dell'intero pianeta è il nostro rappresentante..
propongo di spostare qeusto topic in testi divertenti
Perchè solo il 5% degli italianoi lo ha votato u.u
Poi dovreste spiegarmi una cosa: secondo voi Berlusconi ha fatto due leggi ad personam contro i processi o una?
Perchè voi dite del decreto blocca-processi, ma mi pare che la lodo Schifani a sto punto basti e avanzi.
Allora non sarà che, almeno per la blocca processi, non è una legge ad personam, ma un modo x accellerare i processi?