eh invece se non cade.. xD
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Se non dovesse cadere magari in 2 anni e mezzo il PD per magia diventa un partito e le mille correnti si mettono finalmente d'accordo e Bersani la smette di dire stronzate e di mettere quei manifesti inguardabili e il partito tira fuori un programma elettorale serio e condivisibile e non fanno alleanze improbabili solo per raccattare voti e poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata.
L'ira di Bossi: pronti all'esecutivo tecnico
"Il governo non può telefonare alla polizia"
«Dobbiamo prepararci. Il governo tecnico è alle porte. E noi andremo all'opposizione. Per certi versi è pure un bene». La sua analisi è spietata. E non lascia spazio a vie di fuga. Fini valuta la rottura col Pdl, ma vuole arrivarci sulla giustizia e non sul Rubygate
di CLAUDIO TITO
EPPURE il quadro dipinto ieri da Umberto Bossi ha colto di sorpresa pochi dei membri della segreteria della Lega riunita d'emergenza ieri a Via Bellerio. Il braccio di ferro ininterrotto con Gianfranco Fini, gli esodi che stanno travagliando il Pdl e ora lo shock del «Rubygate» stanno facendo crollare le azioni del quarto esecutivo Berlusconi.
Tutti fattori che l'istinto politico del Senatur ha captato con nettezza. Infatti, davanti ad un centrodestra che un "colonnello" berlusconiano definisce «sfinito e depresso», si sta facendo sempre più largo la tentazione del blitz, della spallata al governo. Nelle ultime 48 ore, i contatti tra il segretario del Pd Bersani, il leader Udc Casini, il presidente della Camera Fini e il capogruppo democratico Franceschini si sono via via intensificati.
Soprattutto si è accelerato il pressing sul capo di Futuro e Libertà. Che mai come in questo momento ha iniziato concretamente a valutare l'idea di «rompere». Nei colloqui che Fini ha avuto con i vertici del suo movimento e con i rappresentanti dell'opposizione, ha fatto capire che stavolta «qualcosa è cambiato». «Ma il campo su cui far cadere il governo - è il suo ragionamento - non può essere quello delle compagnie femminili del premier». Il «Rubygate», insomma, non può essere l'appiglio per disarcionare il Cavaliere. I finiani, semmai, ora alzeranno il tiro su due fronti: la giustizia (lo stesso Fini ha dato il primo segnale ieri), e su «l'abuso di potere».
Il percorso, dunque, non è più quello fissato fino alla scorsa settimana. Non si tratta di aspettare le amministrative di primavera per «cuocere» il presidente del consiglio. Perché, come Casini ha fatto notare ai suoi interlocutori prima di partire per gli Stati uniti, «Berlusconi non sarà mai più così debole». Una debolezza non solo politica ma connessa al «malessere» dei vertici dell'Amministrazione pubblica, alla «freddezza» di ampi settori della Confindustria e alla distanza che le gerarchie ecclesiastiche hanno frapposto tra Palazzo Chigi e Oltretevere. Una considerazione che ha colpito non poco il presidente della Camera. E che sta corroborando le riflessioni di Bersani e Franceschini.
Non a caso l'opzione di presentare nei prossimi giorni una mozione di sfiducia sul caso «Ruby» per coinvolgere subito i finiani è stata accantonata. Sia il segretario Pd che il capogruppo hanno recepito il messaggio dei finiani: «non potete pretendere di farci votare la sfiducia su una cosa del genere». Ma sul resto la tensione verrà subito alzata. Nel Pdl poi è ormai scattata la sindrome del «si salvi chi può».
Molti dei «maggiorenti» del Popolo delle libertà hanno cominciato a parlare con franchezza persino con gli uomini del centrosinistra: «Così non si va avanti, non abbiamo più un leader. Forse è addirittura meglio che facciate un governo tecnico». L'esodo verso Fli e Udc è senza sosta, in modo particolare a livello locale. E intanto il presidente del consiglio si sente sempre più «accerchiato» e sospetta l'esistenza di un piano per «screditarmi a livello internazionale».
Per non parlare della crudezza con cui ieri Bossi ha parlato di Berlusconi e della sua coalizione. Con i big lumbard è stato pesantissimo nei confronti dell'inquilino di Palazzo Chigi anche in riferimento alla vicenda «Ruby». «Ma come gli viene in mente di chiamare la Questura. Un uomo del governo non può farlo, è a dir poco inopportuno. Questa è una cosa che danneggia noi. Ci fa perdere voti, soprattutto a Milano. Come lo spieghiamo?». E ancora: «Il redde rationem sarà a gennaio. Prepariamoci, Silvio cadrà e noi andremo all'opposizione. E ci resteremo. Qualcuno mi dice di un governo Tremonti, ma non esiste. Noi stiamo con Silvio. Tanto il governo tecnico dura comunque poco. Poi si torna al voto. E tutto sommato, prima delle urne, se stiamo un po' all'opposizione ci fa bene. Ci rigenererà».
L'obiettivo leghista è far arrivare la legislatura almeno fino a febbraio, quando scadranno i termini per i pareri da formulare ai decreti sul federalismo. Scaduti quei termini, i decreti entreranno in vigore. «A noi basta», ha ripetuto il Senatur. Che nel frattempo ha aperto di fatto la campagna elettorale. Il prossimo 20 novembre, infatti, si riunirà il «Parlamento del nord» che giaceva in sonno da anni: «Lì inizieremo a rullare i tamburi».
Una situazione senza vie di fuga di cui il Cavaliere ora inizia a preoccuparsi. «Al consiglio europeo - si è sfogato ieri con i fedelissimi - si parlava solo di quella Ruby. Avevano tutti in mano il New York Times. Ma se arriviamo a dicembre, il governo tecnico se lo scordano». Con l'ultimo scandalo, però, si è riaperto anche il fronte della Chiesa. Gianni Letta è dovuto correre ai ripari. Ha obbligato il premier a partecipare lunedì prossimo ad un meeting sulla famiglia organizzato da Carlo Giovanardi e a prevedere una manovrina a dicembre per finanziarie le scuole cattoliche. Il tutto mentre giovedì scorso si verificava un'assoluta novità per il centrosinistra. Quasi l'intero stato maggiore democratico (ad eccezione di Bersani) è stato ricevuto da Mons. Fisichella e da Josè Martins, ex prefetto della Congregazione per la santificazione. D'Alema, Franceschini, Finocchiaro hanno conversato per quasi un'ora con i due prelati. Segno che davvero nelle sale ovattate del Vaticano qualcosa è cambiato.
(30 ottobre 2010)
L'ira di Bossi: pronti all'esecutivo tecnico "Il governo non può telefonare alla polizia" - Repubblica.it
io credo che la storia di Ruby e della telefonata in questura non c'entrino poi molto...
Lega e Pdl non si sono mai amati....Bossi si sarà rotto le palle che tutte le energie del governo sono indirizzate a tentare di varare leggi che salvino il culo a Berlusconi, a discapito del federalismo, unico punto che teneva i padani legati ai berlusconiani....
la cosa veramente triste, però, è che Berlusconi cade a picco nei sondaggi..e il Pd non sale....fosse stato un paese con una sinistra anche solo lontanamente seria, adesso quest'ultima avrebbe il 40% dei consensi :lol:
PD :181:
Non c'è che dire, Berlusconi è diventato un maestro nel farsi del male da solo e nel complicarsi la vita da sè...
Dovrebbe vendere il Milan e diventare interista, almeno troverebbe gente con queste sue stesse tendenze :183::183:
a come si fa a dare consenso al pd?
cioè che roba è il pd?
io il nome di 5 esponenti che non siano quelli super blasonati del pd così adesso a menadito non saprei dirli..
Questa del libretto non l'avevo mai sentita! :lol::lol::lol:
Sono anche io orgoglioso di questo premier in versione pedofilo-buonsamaritano.
“Stupidità”, “abuso di potere”, “casini”
Da Libero e il Giornale rasoiate e ironia su B.
“Stupidità sconcertante”, “abuso di potere”, “casini autoprocurati e non complotti”. Insomma, “il Cavaliere si dia una calmata”. Firmato Belpietro, Veneziani, Facci, Feltri.
L’emorragia di consensi e la solitudine sempre più marcata di Silvio Berlusconi è tutta qui, nelle parole scritte oggi da giornalisti e opinionisti storicamente pronti a difendere il Capo e a contrattaccare con tutte le armi. Oggi, invece, non è andata così: è tutto un susseguirsi di critiche. E le prime pagine di oggi di Libero e Il Giornale spiegano addirittura meglio delle inchieste giornalistiche e giudiziarie il guaio politico in cui si è cacciato il premier.
Gli schiaffi più forti arrivano da Libero, con Filippo Facci che, nella sua rubrica in prima pagina, non usa giri di parole: “Non si può campare pensando sempre che gli altri sono peggio, che i giudici sono comunisti e che Fini è un traditore: anche se ci fosse del vero in tutto quanto. Non si può passar la vita a difendere il privato di Berlusconi se poi Berlusconi non fa niente per difendere dal suo privato noi”. L’opinionista di Libero non si limita a prendere le distanze dal premier sull’ormai famosa notte del 27 maggio (“Se di notte il premier non telefona a Obama ma a Nicole Minetti, e se la liberazione di una cubista marocchina è divenuta la missione più rilevante della nostra politica estera, la colpa non è mia”), ma tira in ballo con un’ironia velenosa anche l’assenza di dirigenti di peso nel Pdl: “Se dietro Berlusconi non c’è un partito ma c’è solo lui, oltre a una serie di soldatini imbarazzanti, la colpa forse è addirittura sua”.
Stupisce anche il tono tutt’altro che accomodante con cui il direttore Maurizio Belpietro tenta la difesa d’ufficio del premier, sostenendo la tesi che “il reato di abuso di ufficio non esiste nel codice penale del nostro Paese”, quindi Berlusconi non è perseguibile (“Esisteva fino a qualche anno fa l’abuso d’ufficio”, continua Belpietro, “ma per fare un piacere a Prodi è stato modificato”). La sostanza politica dell’articolo è, però, ben chiara. E durissima nelle parole scelte: “La stupidità sconcertante – scrive Belpietro – con cui, la sera del 27 maggio, il presidente del Consiglio si è infilato nel pasticcio di Ruby, è una questione che peserà sulla sua immagine e sul suo consenso”. Non è abbastanza chiaro? Ecco un passaggio ancora più diretto: “Per come la vediamo noi, a differenza delle volte scorse, il Cavaliere è messo male e rischia davvero di lasciarci le penne”.
Se Libero usa parole pesanti, allineandosi nell’analisi ai tanto odiati quotidiani “di sinistra”, il Giornale di via Negri non è da meno. E affronta il problema, pur sempre in chiave difensiva, ma senza risparmiare critiche. Sotto al titolo “Un’altra escort, che barba”, il foglio diretto da Alessandro Sallusti pubblica un doppio editoriale: “Le mi perplessità sul premier” di Marcello Veneziani e “Le mie perplessità sugli altri” di Vittorio Feltri. Nel primo, l’intelletturale di destra si interroga: “Ma si può far cadere un governo sul bunga bunga?” La risposta è sostanzialmente no, ma il commento sulla condotta di Berlusconi è comunque durissimo: “E’ brutto che un presidente del Consiglio frequenti una ragazza di 17 anni e che la frequenti magari negli stessi luoghi in cui incontra leader politici e uomini di Stato”. Non è tutto, perché Veneziani attacca il premier proprio sulle parole usate nell’autodifesa: “Non si può chiamare aiuto umanitario il sostegno a un’escort alle prese con la polizia. Questo è anche un abuso di potere”. E ancora: “Avremmo voluto un profilo più rigoroso, uno stile di vita più sobrio ed un senso dello Stato, della Nazione e una sensibilità storica e culturale che non vediamo”.
Di tutt’altro tenore l’articolo di Vittorio Feltri, che se la prende con i perbenisti e con gli “argomenti da Inquisizione” usati dall’opposizione, ma chiude con un avvertimento: “D’accordo che la sinistra specula. D’accordo che vi è un palese accanimento giudiziario contro di lui, ma il Cavaliere si dia una calmata. Non si può andare avanti così, che barba”. Ancora più esplicita la chiusura di Feltri: “Berlusconi si persuada: le idee correnti sono pericolose perché vengono dal popolo, e lui è solo al popolo che deve i voti. In politica occorre adattarsi al sentimento comune, anche se non lo si condivide”.
Previsioni catastrofiche per il governo anche da parte de Il Tempo, quotidiano romano che esprime posizioni vicinissime alla maggioranza. Il direttore Mario Sechi sceglie il titolo “Sta per arrivare il botto”. E traccia una road map in sette punti che parte con “Silvio Berlusconi che sarà indagato alla procura di Milano per la vicenda della telefonata in questura” e, passando per Fli e la Lega che spingono verso la crisi, arriva a Napolitano che apre un giro di consultazioni con tutte le forze politiche. “Ordinate i popcorn e state incollati alla poltrona, nel Palazzo sta per saltare tutto”.
Il Fatto Quotidiano » Media & regime » “Stupidità”, “abuso di potere”, “casini”Da Libero e il Giornale rasoiate e ironia su B.
ormai è sempre più solo
passi per Fini
passi per la Lega
passi per la confindustria
passi per il mondo cattolico
passi per l'opinione pubblica internazionale
ma quando anche i giornali che lo osannavano e difendevano a qualunque costo fino a 2 giorni fa lo lasciano solo, vuol dire che l'incantesimo ventennale di Berlusconi ha esaurito il suo effetto.
ironia della sorte...2 novembre,il giorno dei morti, possiamo praticamente considerare morto il Berlusconismo...
chi resterà insieme a lui fino alla fine?
Bondi?
Cicchitto?
Bonaiuti?
chi di quell'armata brancaleone di soldatini imbarazzanti?
Ha decisamente agito MOLTO male con la Ruby-Karima-Rubacuori-e-soprattutto-Rubacazzi.
Critiche sacrosante, e prendo nota con soddisfazione che anche giornali tradizionalmente più vicini a lui abbiano saputo dire ciò che c'era da dire :045:
D'accordissimo su tutto ma mi è venuto da pensare: ""Chi potrebbe sostituire Berlusconi alla guida del Pdl ?"" L'unica risposta che mi viene in mente è: NESSUNO. Il Pdl è semplicemente un'appendice di Berlusconi e quando lui non si candiderà più il grande partito delle libertà si sgretolerà in men che non si dica.
la penso come te
il PDL è soltanto un'appendice di Berlusconi....quando prima o poi Silvietto si leverà dalle palle (speriamo perchè impegnato a fare un lungo soggiorno a prendere il sole a scacchi) il "sultanato delle (sue) libertà" svanirà nel nulla..
e tutti i suoi elettori diranno "chi? il PDL? mai sentito...."
Se Fini fosse coerente, adesso farebbe cadere questo governaccio...Me la voglio vedere tutta!
Se Fini si dovesse VERAMENTE alleare con Casini, piuttosto voto Forza Nuova...e non scherzo...:181:
Un voto a quello stronzo democristiano non lo darò mai, e se Fini accetta di accompagnarsi ad uno del genere è stronzo allo stesso modo...e quindi neanche lui merita il mio voto.
Siete degli illusi.
La stessa pletora diceva così anche quando votava e non ammetteva di farlo per la DC.
La realtà è che l'italiano medio è e asservito al potere, ha bisogno di una figura alla Berlusconi a cui leccare il deretano.
Se Berlusconi anche morisse stamattina, ci saremmo liberati di un antipatico delinquente, ma il vero nemico non è lui, è la nostra mentalità disonesta, mafiosa, di gente sempre pronta a schiacciare il più debole e a inchinarsi di fronte al più forte, in barba a qualsiasi democrazia e parità dei diritti.
ma il mio discorso era molto molto più diretto di quanto tu abbia inteso..
non intendevo affatto dire "scomparso Berlusconi, tutto torna ok..."
ma, semplicemente, direttamente, senza giri di parole,senza doppi sensi
"scomparso Berlusconi, scompare il PDL"
e questo è innegabile...
certo, tutti i suoi leccapiedi fedelissimi si ricicleranno in qualche altro partito, questo si sa.....ma il concetto stesso di PDL, CASA DELLA LIBERTà, FORZA ITALIA ecc ecc, ovvero un concetto di partito fondato sulla fedeltà assoluta ad un capo supremo, con concetti puerili e banali come Amore, Libertà, Fedeltà, quello sì che scomparirà....appunto perchè verrà a mancare una figura catalizzante come Berlusca!
Quote:
Fini pronto a sfiduciare Berlusconi
Se sarà crisi, sarà «al buio». La mediazione di Umberto Bossi è fallita. Gianfranco Fini non arretra: vuole anzitutto le dimissioni di Silvio Berlusconi. Ma il premier da Seul respinge al mittente la proposta e lo sfida a sfiduciarlo in Parlamento. «Siamo pronti a farlo» risponde Italo Bocchino. La prova di forza potrebbe arrivare presto. E non sarà sul ritiro della delegazione di Fli dal governo, comunque confermata per lunedì. I finiani assicurano che la Finanziaria, la legge di stabilità, sarà approvata ma se il governo porrà la fiducia – sentenzia Bocchino – «noi non la voteremo».
http://adv.ilsole24ore.it/5/www.ilso...730?_RM_EMPTY_
Tradotto: si asterranno e probabilmente motiveranno il loro non voto con parole inequivocabili. L'ipotesi di un Berlusconi bis, della cosiddetta «crisi pilotata» è già tramontata. A non volerla sono infatti entrambi i protagonisti, ovvero Fini e il Cavaliere, convinti ambedue che da questa partita possa uscire un solo sopravvissuto.
Bossi, ieri mattina, puntuale alle 11,30 si è presentato negli uffici del presidente della Camera accompagnato dai ministri Maroni e Calderoli, insomma lo stato maggiore dei Lumbard. Un incontro fin troppo annunciato e che ha infastidito non poco Berlusconi. Il Senatur ha messo sul piatto la cosiddetta «crisi pilotata», ovvero le dimissioni del premier, a cui verrebbe garantito il reincarico per la formazione di un nuovo governo. Per rendere appetibile la proposta, la Lega avrebbe aperto, offrendo ai finiani poltrone ministeriali e (si sussurava ieri in Transatlantico) la mancata conferma nell'esecutivo degli ex colonnelli di An Ignazio La Russa e Altero Matteoli. Ma Fini ha detto «no», confermando per lunedì, subito dopo il rientro di Berlusconi da Seul, le dimissioni dal governo della componente finiana. E per far capire che non è intenzionato ad arretrare, ha addirittura prospettato a Bossi alcuni possibili candidati a sostituire il cavaliere: Giulio Tremonti o Angelino Alfano. Come dire che il punto fondamentale, «di non ritorno» è il passaggio di testimone da parte di Berlusconi nonché l'allargamento della maggioranza di governo all'Udc.
Bossi tenta di lasciare aperto ancora uno spiraglio. Dopo aver riunito i suoi viene circondato dai cronisti ai quali dice: «Meglio una crisi pilotata che una crisi al buio, uno spazio ancora c'è». Ma poco dopo da Montecitorio Fini fa sapere che «le cose sono assi più complicate di come le racconta il leader della Lega». Anche perché tra le condizioni poste da Fini c'è l'allargamento della maggioranza all'Udc, mentre Bossi invita i centristi «ad andare al mare».
Ma a dire no al Carroccio è in primis Berlusconi. L'iniziativa della Lega non è piaciuta e le parole del Senatur insospettiscono lo stato maggiore del partito nonostante lo stesso leader della Lega abbia ribadito la sua «fedeltà a Berlusconi». Una riunione lunga, di circa tre ore al termine della quale si ribadisce (Quagliariello) che «la legislatura va avanti con questo premier e con questo governo», quanto allargamento all'Udc «dipende – dice Cicchitto – dal contesto». Il sospetto sotterraneo è su cosa potrebbe fare Bossi una volta che la crisi fosse formalmente aperta. Una crisi non pilotata solitamente prevede un mandato esplorativo per verificare se ci sono le condizioni per dar vita a un nuovo governo. Ieri Fini ha fatto (provocatoriamente) il nome di Tremonti, di Alfano e ovviamente di Letta ma si parla anche di Maroni o di Pisanu. Gli indizi non mancano.
Il Pdl è in subbuglio. A riunione già iniziata si è presentato La Russa. Fino a quel momento al vertice stavano partecipando solo ex Fi. «Non era un caso», fa sapere un berlusconiano. Ma fuori dalla porta sono rimasti anche ex azzurri di peso come l'ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che non ha affatto gradito l'esclusione. Anche perché da Scajola dipende il posto in lista di diversi deputati che, temendo di essere fatti fuori, potrebbero decidersi a dar vita a una vera e propria fronda per mantenere viva la legislatura. Le defezioni verso Fli si sono per ora arrestate, anche se – dice più di qualcuno – «per accontentare i vari Massidda (il senatore pdl indeciso tra restare o andare con Fini, ndr) rischiamo di moltiplicare i malumori».
Fini pronto a sfiduciare Berlusconi - Il Sole 24 ORE
senza cambiare legge elettorale è tutto inutile..
Allargamento all'UDC?!?! NOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! :evil:
Tutto (o quasi...) ma non un centrista bastardo re-inserito nella destra!!! Finalmente ce n'eravamo liberati ed ora ce lo dobbiamo ritrovare di nuovo in casa? NO! Veramente arrivo a votare Forza Nuova, *****, "non morirò democristiano" (cit.)
Concordo invece sugli eventuali nomi alternativi di Tremonti e Letta ma soprattutto di Maroni...assolutamente no ad Alfano, per carità...
che disastro..
Può uscirne qualcosa di buono, per come la vedo io...ma NON con una destra che si allarga a Casini...se ciò dovesse accadere allora sarei perfettamente d'accordo con te nonchè ancora più felice di votare "La Destra" di Storace come già sto facendo da quando quel partito è nato...
Mai mai ruoli istituzionali importanti a gentaglia leghista che un giorno giura sulla costituzione ed il giorno dopo ci sputa su.
Si deve cambiare la legge elettorale, rendere cioè effettivo il principio di rappresentanza ed elezioni. Anche se, che il Parlamento produca una legge elettorale decente, mi sembra impossibile.
sono proprio curioso di vedere come si formeranno le due coalizioni, credo che alla fine della fiera Casini rimarrà nuovamente da solo e che i due schieramenti saranno PDL+Lega+FLI e PD+IDV+VENDOLA.
ozzeus, per me sarebbe paradossale se dopo tutto questo casino FLI tornasse a braccetto con Lega e PDL :|
certo, mai dire mai, però.....
Infatti :045: A meno che a capo del PDL non ci sia qualcuno di gradito a Fini, che infatti provocatoriamente ha fatto dei nomi proprio in questo senso, includendo anche un leghista, Maroni appunto.
A me non dispiacerebbero Maroni o Letta...Tremonti non saprei, ha avuto luci ed ombre...Alfano NO, non ce lo voglio.
io credo sarà Letta....non che lo speri (ma non c'è comunque nessun'altro che mi aggrada, sia chiaro) ma lo credo...