La paura uccide la mente.
- Frank Herbert
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La paura uccide la mente.
- Frank Herbert
Non camminare dietro di me, non saprei dove condurti.
Non camminare davanti a me, potrei non seguirti.
Cammina al mio fianco e saremo sempre amici.
Albert Camus
Regala la tua assenza a chi non da' valore alla tua presenza.
O. Wilde
L`anima ha il suo peso.
( Il castello errante di Howl )
Tutti abbiamo dentro un'insospettata riserva di forza che emerge quando la vita ci mette alla prova.
[Isabel Allende]
Le ferie sono finite. Sono tornata a Milano e ho impegnato la prima settimana a combattere contro la forsennata Sindrome da Rientro che mi ha – come da manuale – assalita.
Mettiamo subito le cose in chiaro: non solo la Sindrome da Rientro esiste, ma ci sono sindromi da rientro e sindromi da rientro. Con tutto il rispetto, tu, che lavori nella tua città e che il rientro significa SOLO tornare in ufficio, ecco tu non hai una minchia a che vedere con noi, che il rientro è una rivoluzione copernico-esistenziale, ogni anno, ogni estate, ogni check in, ogni Ciao-siamo-stati-bene-ci-vediamo-a-Natale.
Tecnicamente la Sindrome da Rientro Terrons è una roba che per capirla devi prendere la peggiore sindrome premestruale, moltiplicarla per la frustrazione di un campionato mondiale di calcio perso ai rigori, elevarlo a un dolore simile a una vescica sul tallone mentre indossi un paio di scarpe nuove, e forse vagamente ci sei.
Per definire meglio i sintomi e i rimedi di questa brutta patologia, mi sono confrontata con un panel di amiche vagine rigorosamente Made in Sud. Siamo così giunte a stilare l’elenco delle fasi salienti di questo critico fenomeno che colpisce, senza pietà, la popolazione terrona che ad ogni fine agosto deve impacchettare anima e vestiti nella valigia di cartone e ripartire per il vituperato nord:
1. Prime Avvisaglie: tipicamente si manifestano a una settimana esatta dal termine del periodo vacanziero e i sintomi più evidenti sono frasi come “Non voglio tornare a Milano” oppure “Voglio restare qui“
2. Riduzione: a quel punto intervengono immediati gli agenti riduttori, volgarmente detti “amici e parenti”, che ti dicono frasi come: “Ma non pensarci da adesso!“, “Ma è presto“, “Goditi le ferie“, “Non rovinarti gli ultimi giorni!” e via discorrendo.
3. Passione: nel senso biblico del termine, come la passione di Gesù Cristo, il dolore, la sofferenza. Un male sordo che ti parte da un punto indistinto nelle budella e non ti lascia più, aumentando in intensità con lo scorrere del tempo. Il culmine della Passione si ha il giorno prima della partenza, quando tutto è già volto al rientro e il terrone saluta ogni più piccolo dettaglio della sua vita meridionale con un pathos ottocentesco che nemmanco Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “Ciao mare”, “Ciao litoranea”, “Ciao friselle”, “Ciao casa” and so on.
4. Disperazione: il giorno del ritorno dalle ferie estive è di default nella Top 5 dei giorni di merda dell’anno. Ci va direttamente, come le voci pre-compilate nel bollettino del Canone Rai, come le lauree ad honorem a Umberto Eco. Sono cose che stanno lì, nell’ordine della natura. Dal momento in cui ti svegli a quello in cui ti addormenti in un’altra città, l’ultimo giorno di ferie è un concentrato di disperazione allo stato puro. Il primo pianto di solito arriva dopo il caffé, il tempo sufficiente a riattivare le sinapsi e mettere lucidamente a fuoco il nefasto avvenire. Si tratta di pianti anche piuttosto composti, di lacrime inesorabili, contro le quali nulla si può, cose che ti occludono le vie respiratorie ma non ti uccidono, dolori che t’accompagnano e a volte manco si esprimono. E così per tutto il giorno, raggiungendo il climax naturalmente in aeroporto, al momento dei saluti, del mi-raccomando-a-te-no-mi-raccomando-a-voi. Dei controlli. Delle mani che fanno “ciao” da lontano e delle facce deformate in smorfie di strazio e melodramma.
5. Implosione (decollo/atterraggio): dall’imbarco all’arrivo alla casa nordica, è puro stordimento, silenzio, annientamento mentale, bisogno di dormire e di non sentire.
6. Depressione Amletica: è la fase successiva, in cui inizi a porti interrogativi iperbolici sulla tua esistenza, sul perché non te ne sei rimasta alla casa tua, sul perché non hai scelto, chessò, di affettare mortadella per il resto dei tuoi giorni, in un posto dove saresti stata più felice, vicina alle persone che ami, che ora vivi con chi capita e non con chi vorresti e questo è assai diverso, che se fossi stata la moglie cornuta e borghese di un tarantino mediocre le cose sarebbero andate diversamente e blablabla. E i tuoi affetti. E devi trovare un modo per essere indipendente. Inventare un lavoro, ecco un lavoro, un’idea, un’idea, l’indipendenza, un’idea, un’idea, blablabla.
7. Somatizzazione: dopo il rientro – in genere caratterizzato da pioggia e 10 gradi in meno rispetto alla località da cui provieni – sei un patetico relitto sub-umano: hai mal di testa, tossisci, starnutisci, hai nausea, disturbi intestinali, imperfezioni cutanee.
8. Narcolessia&Pigrizia: rientrato dalle ferie, sentirai un indiscriminato bisogno di dormire, sempre. La sera del primo giorno di lavoro, per esempio, in barba alla casa da rimettere in sesto e alle valige da disfare (che se Iddio vuole resteranno intonse ALMENO una settimana), vai a dormire alle 21. Sempre per non sentire. Sempre perché, anche se vieni dal sud, hai il jet-lag manco arrivassi dalla Polinesia.
9. Tentata condivisione: arriva sempre, nella Sindrome da Rientro Terrons, di solito al terzo giorno di degenza, un momento in cui pretendi di giustificare agli occhi di chi ti circonda, seppur sommariamente, il tuo miserabondo stato fisico ed emotivo. Magari cerchi solo di creare empatia col prossimo e nel farlo azzardi una battuta, una riflessione, una parola sullo scenario post-bellico che c’hai dentro. Sbagliato! Nel momento in cui lo fai, è scientificamente provato, incontri solo discendenti biologici di Tonino Guerra nati sotto il segno di Unieuro che prorompono in illuminanti esternazioni inutilmente razionali e para-positive, come “Beata te che almeno hai un lavoro a cui tornare“, oppure “Almeno tu le ferie le hai fatte“, oppure “Se stai male a Milano, vattene” oppure “Scusa ma non ti mancano i tuoi spaZZi, la tua indipendAnzA?” e altre cose completamente fuori-asse rispetto alla Sindrome da Rientro Terrons che stai attraversando, esattamente come Jim Morrison attraversò il deserto (perché lo attraversò, giusto?).
10. Negazione passiva/attiva: chiuso in un microcosmo di alienante solitudine emotiva, il terrone capisce che i suoi unici interlocutori possono essere altri terroni sofferenti. Così passa dalla Negazione Passiva (durante la quale ha guardato ossessivamente le fotografie delle ferie persuadendosi di poter intraprendere viaggi spazio-temporali, tornare indietro di 20 giorni e ricominciare tutto daccapo), alla Negazione Attiva (organizzare sedute di auto-aiuto tra amici meridionali, guardare tutti i ponti possibili nei successivi 8 mesi e prenotare il maggior numero di biglietti aerei e ferroviari che le proprie finanzie concedano).
E infine c’è lei, la Rassegnazione: solo dopo aver dilapidato diverse centinaia di euro in prossime fughe dalla sua quotidianità, trascorsi ormai almeno 6-7 giorni dal rientro, il terrone può chetarsi e accettare il suo destino. Tornare a infarcire i suoi ragionamenti di parole come “outfit” e “feedback”. Pagare una birra 8 euro senza batter ciglio. Cenare al fusion. Varcare la soglia di una palestra assurdamente costosa al weekend. Pianificare aperitivi con due settimane di anticipo.
Resta il fatto che finché ci sarà una Sindrome da Rientro Terrons così acuta, significherà che casa sarà ancora casa, stracolma d’amore, irrinunciabile, proprio così, semplice com’è.
Come il dondolo in giardino. Come il caffé di mia madre al mattino. Come nuotare con mio padre fino alla boa. Come le risate con i miei cugini. Come i panzerotti dei miei zii. Come le bombette impanate. Come fumare super-puzzone sugli scogli e vedere un milione di stelle cadenti. Come i ricci di Pea. Come i cani che abbaiano lontani. Come un’impepata di cozze al Jamaica. Come il fizzo di pesce della Discesa Vasto. Come i messaggi di Frecciagrossa per andare al mare mentre ancora dormo e le confessioni notturne su un balcone di periferia. Come le guance che fanno male dal ridere. Come una spiaggina. Come una puccia uccelletti e patatine. Come il mio giardino, le birre raffo, le micro-lattine di coca-cola, come shhh-non-fate-casino, come vedere l’alba e trascinarsi a letto e il giorno dopo ricominciare. Daccapo. Insieme.
(Cit:Sindrome da Rientro Terrons | memoriediunavagina)
sticazzi :lol: Morta dal ridere ma con una vena di depressione..
Nascondo me stesso per sfuggirti.
Ora che infine m'hai preso,
colpiscimi, guarda se indietreggio.
Finisci per sempre la partita.
Se alla fine tu vinci,
strappami tutto quello che ho.
Ho avuto risate e canzoni
in capanne lungo la strada,
in palazzi superbi -
ora che sei entrato nella mia vita
fammi piangere, guarda
se sai spezzare il mio cuore.
Tagore
"Nuddu ammiscatu cu nenti", ripeteva lei quando parlavamo della nostra morte. "Mi sta bene, essere il Nenti del tuo Nuddu. Una volta polvere, mi piacerebbe se fossimo trasportati da una spirale di vento a Pedrara. Così ammiscati, il Nuddu di te e il Nenti di me cadranno come pioggia sugli oleandri che costeggiano il fiume, quelli dai tronchi attorcigliati e piegati dalle fiumare, con i grappoli di fiori che lambiscono l'acqua."
- Il veleno dell'oleandro
Così tanti sogni, così pochi cassetti.
CHI E' PIU' PAZZO? IL PAZZO O IL PAZZO CHE LO SEGUE?
[vedi anche su "Argomenti liberi" ]
Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte
non possa mai entrare nel tuo cuore.
Non attaccare nessuno per la sua religione;
rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue.
Ama la tua vita, migliora la tua vita,
abbellisci le cose che essa ti da.
Cerca di vivere a lungo
e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo.
Prepara una nobile canzone di morte per il giorno
in cui ti incamminerai verso la grande separazione.
Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico,
anche se straniero, in un posto solitario.
Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno.
Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.
Se non trovi nessun motivo per ringraziare,
la colpa giace solo in te stesso.
Non abusare di niente e di nessuno,
per farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche
e priva lo spirito delle sue visioni.
Quando arriverà il tuo momento di morire,
non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura,
e quando arriverà il loro momento essi piangeranno
e pregheranno per avere un 'altro poco di tempo per vivere
la loro vita in maniera diversa.
Canta la tua canzone della morte
e muori come un eroe che sta tornando alla casa.
Capo Tecumseh
"se ti senti inutile come un pastello bianco sevi solo trovare qualcuno che preferisce disegnare sulla carta nera."
"la mia ancora il mio ancora."
"l'impossibile è un limite alla mente.non dell'anima e nemmeno del cuore."
"un amico non è chi ti regala la rosa ma chi ti toglie le spine."
"se ami la rosa devi amare anche le spine."
"non innamorarti della persona più bella del mondo ma di quella che rende il tuo mondo più bello."
"non piangere perché è finito ma sorridi perché c'è stato."
"dio mi ha dato la vita e tu... sei la ragione per viverla..."
" vorrei essere una farfalla.. libera e volare via.. da qui.."
"fai che la tua vita sia un sogno e non che i sogni siano ila tua vita."
"la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare."
"smetterò di amati quando un pittore cieco disegnerà il rumore di un petalo di rosa cadere sul pavimento di cristallo di... un castello mai esistito."
"ti amo."
"basta crederci."
"ognuno di noi ha un un paio di ali... ma solo chi sogna ...impara a volare..."
"non dire tutto ciò che sai, non credere a tutto ciò che ascolti, non fare tutto ciò che puoi. mantieni dentro di te un giardino segreto..."
"ognuno di noi è un opera d'arte non sarà mai amata da tutti ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile!"
"non dico che posso fare tutto... dico solo che lo farò lo stesso, nonostante tutto..."
"se non posso andare via, viaggerò con la mente... e nessuno potrà impedirmelo."
"in due parole posso riassumere tutto ciò che ho imparato sulla vita: vai avanti."
" ci servirebbero tre vite:una per sbagliare, una per correggere gli errori, una per riassaporare il tutto..."
"non cancellare nessun giorno della tua vita, perché i giorni più belli ti hanno regalato la felicità... quelli brutti ti hanno dato l'esperienza... e quelli peggiori ti hanno insegnato a vivere."
" tieniti stretti i tuoi amici e ancora più stretti i tuoi nemici."
L'ultima ispezione
Il guerriero arrivò di fronte a Dio,
in attesa del suo turno,
sperando che le sue scarpe fossero lucide,
scintillanti come i bottoni della divisa.
"Fatti avanti, vecchio guerriero,
cosa devo fare di te?
Hai sempre porto l'altra guancia?
Hai frequentato come si deve la mia Chiesa?"
Il guerriero alzò le spalle e rispose:
"No, Signore, immagino di no,
perché chi di noi porta armi
non può essere sempre un santo.
Ho dovuto lavorare spesso di domenica,
e il mio linguaggio a volte era tremendo,
e mi è capitato di essere violento,
perché il mondo è un posto duro.
Ma non ho mai preso
una monetina che non fosse mia,
anche quando facevo un sacco di straordinari,
e i conti di casa schizzavano alle stelle.
E non ho mai ignorato nemmeno una richiesta di aiuto,
anche se magari tremavo di paura,
e qualche volta, Dio perdonami,
ho pianto come una femminuccia.
Lo so che non merito un posto
tra questa gente,
non mi volevano mai avere intorno,
a parte quando dovevo scacciare le loro paure.
Se hai un posto qui per me, Signore,
non serve che sia grande.
In vita mia mi sono sempre accontentato,
quindi se non hai molto da darmi, io capirò."
Si fece silenzio intorno al trono,
dove di solito si affollano i santi,
mentre il guerriero restava dritto, in silenzio,
aspettando il giudizio del suo Dio.
"Vieni ed entra, mio guerriero,
hai portato bene i tuoi fardelli,
ora cammina in pace per le vie del Paradiso,
all’Inferno ci sei stato abbastanza."
(Anonimo)
- La felicità non può attuarsi mai. Anche se le circostanze vengono superate, la natura trasporta la lotta dall'esterno all'interno e, a poco a poco, muta il nostro cuore abbastanza perché desideri una cosa diversa da ciò che gli vien dato di possedere. E se la vicenda è stata così rapida che il nostro cuore non ha avuto il tempo di mutare, non per questo la natura dispera di vincerci, in una maniera più tardiva, è vero, più sottile, ma altrettanto efficace. Allora, all'ultimo istante il possesso della felicità ci vien tolto, o piuttosto, a questo stesso possesso la natura, per un'astuzia diabolica, dà incarico di distruggere la felicità. Avendo fallito in tutto quanto rientra nel campo dei fatti della vita, la natura crea un'estrema impossibilità, l'impossibilità psicologica della felicità. Il fenomeno della felicità non s'avvera o dà luogo alle reazioni più amare.
Marcel Proust
Segui tranquillamente la tua strada nelmondo, in mezzo al frastuono e all’ansia frenetica , senza dimenticare la pace racchiusa nel silenzio. Mantieni buoni rapporti con tutti, fin quando è possibile farlo senza mostrarsi troppo arrendevoli. Esprimi in modo chiaro e pacato la tua veritàe presta ascolto agli altri, per quanto ottusi ed ignoranti, perché anche lorohanno una storia alle spalle. Evita le persone chiassose ed aggressive che possono fuorviarti. Se ti confronterai con gli altri, potrai montare insuperbia o amareggiati, perché ci sarà sempre qualcuno migliore o peggiore dite.
Gioisci dei tuoi successi, così come dei progetti che coltivi, ed interessati alla tua carriera, per quanto modesta sia,perché rappresenta un bene concreto, nelle alterne vicende del tempo. Non perdere di vista la prudenza in tutte le iniziative di affari, perché il mondo è pieno di insidie, ma non lasciarti accecare dalla diffidenza, perdendo di vista le virtù che pure esistono: al mondo vi sono molti che si sforzano di raggiungere ideali elevati e l’eroismo si pratica dovunque. Resta fedele a te stesso; soprattutto non simulare sentimenti di affetto e non essere cinico riguardo all’amore, perché nonostante l’aridità ed il disincanto, è perenne come l’erba. Accetta lo scorrere del tempo,arrendendoti con dignità al declino della gioventù. Alimenta la tua forza spirituale, affinché ti protegga di fronte ad avversità improvvise, ma senza lasciarti prendere la mano dall’immaginazione; molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Pur seguendo una sana regola di vita, sii indulgente con te stesso; sei un figlio dell’universo non meno degli alberi edelle stelle. Hai il diritto di essere qui e l’universo segue senz’altro il suo corso naturale, che ti sia chiaro o meno. Quindi cerca di essere in pace con Dio, qualunque significato abbia per te e quali che siano le tue pene e le tue aspirazioni nella rumorosa confusione della vita.
Resta in pace con la tua anima. Nonostantegli affanni, le delusioni e i sogni infranti il mondo è pur sempre meraviglioso. Sii prudente ma cerca di essere felice! (Da un testo anonimo del 1692 affisso nella Cattedrale di St.Paul a Baltimora )
Quando le tue gambe sono stanche, cammina con il cuore.
Paulo Coelho
"Quando sei nella steppa, non c'è nient'altro oltre a te. Chilometri e chilometri di nulla. Nessuna casa, nessun albero, solo tu, nel centro della prateria. Nella steppa non puoi nasconderti da niente, da nessuno. Nemmeno da te stesso."
Non è la specie più forte a sopravvivere, nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento.
Charles Darwin
Or non vedi che l'occhio abbraccia la bellezza di tutto il mondo? LEONARDO DA VINCI:rosa:
La distanza e gli anni non possono cancellare il tempo...
Soprattutto se ha segnato il periodo più bello della tua vita!:rosa:
Nulla si sa, tutto si immagina. Federico Fellini.:ok:
Se canti la bellezza anche se sei solo nel cuore del deserto avrai ascolto. GIBRAN
Penso...quindi vivo!
Or non vedi che l'occhio abbraccia la bellezza di tutto il mondo? LEONARDO DA VINCI
La bellezza è quando la vita rivela il suo volto santo. GIBRAN
La vita è bella se noi la rendiamo tale!:rosa::060:
Chi non ha rispetto per se stesso non può mai avere rispetto per gli altri!
Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi. J.F. Kennedy
Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li fa arrabbiare di più. Oscar Wilde
La purezza di mente e la pigrizia sono incompatibili.
Chi segue il cammino della verità non inciampa.
Mahatma Gandhi
Chi vive nel passato è come correre voltato, non sai dove si va.
:082: