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Io, studente leghista perchè mi vergogno dell’unità d’Italia

  1. #1
    HPf2280
    Utente bannato

    Predefinito Io, studente leghista perchè mi vergogno dell’unità d’Italia

    Caro professor Galli della Loggia,
    sono uno studente universita­rio di 24 anni con una certa pas­sione per la storia. Sono un leghista, ab­bastanza convinto. E lo confesso: se fac­cio un bilancio, certamente sommario, dall’Unità nazionale ad oggi, le cose per cui vergognarmi mi sembrano maggiori rispetto a quelle di cui essere fiero.
    Penso al Risorgimento, alla massone­ria e al disegno di conquista dei Savoia, rifletto sul fatto che nel Mezzogiorno fu­rono inviate truppe per decenni per seda­re le rivolte e credo che queste cose abbia­no più il sapore della conquista che della liberazione. E penso, ancora, al referen­dum falsato per l’annessione del Veneto e al trasformismo delle elite politiche post-risorgimentali. E poi il fascismo, con la sua artificiosa ricostruzione di una romanità perduta e imposta a un popolo eterogeneo e diviso per 1500 anni che della «romanità classi­ca » conservava ben poco: la costruzione di una «religione politica» forzata al po­sto di una «religione civile» come invece avvenne in Francia con la Rivoluzione, che fu davvero l’evento fondante di un popolo. In Italia l’unica cosa «fondante» potrebbe essere stata la Resistenza: ma anche lì, a guardare bene, c’era una Linea gotica a dividere chi la guerra civile l’ave­va in casa da chi era già in qualche manie­ra libero.
    E poi la Prima Repubblica, che si salva in dignità solo per pochi decenni, i pri­mi, e poi sprofonda nei buio degli anni di piombo con terrorismo di sinistra e stra­gi di destra (o di Stato?), nel clientelismo politico più sfrenato, nelle ruberie, nelle grandi abbuffate che ci hanno regalato uno dei debiti pubblici più grandi del mondo.
    Quanto alla Seconda Repubblica, l’ab­biamo sotto agli occhi: la tendenza dei partiti a trasformarsi in «pigliatutto» multiformi e dai programmi elettorali quasi identici, con le uniche eccezioni di Di Pietro e della Lega. Il primo però è de­stinato a sparire con Berlusconi, che è la ragione del suo successo: quando svani­rà la causa, svanirà anche l’effetto. Anche la Lega dopo Bossi potrebbe sparire, ma almeno a sorreggerla ci sono un disegno, un’idea, per quanto contestabili.
    Guardo allo Stato poi e alla mia vita di tutti i giorni e mi viene la depressione. Penso a mia mamma che lavora da quan­do aveva 14 anni ed è riuscita da sola a crearsi un’attività commerciale rispettabi­le e la vedo impazzire per arrivare a fine mese perché i governi se ne fregano della piccola-media impresa e preferiscono continuare a buttar via soldi nella grande industria. E poi magari arriva anche qual­che genio dell’ultima ora a dire che i com­mercianti son tutti evasori. Vedo i miei dissanguarsi per pagare tutto corretta­mente e poi mi ritrovo infrastrutture e servizi pubblici pietosi. Vedo che viene negata la pensione di invalidità a mia zia di 70 anni che ha avuto 25 operazioni e non cammina quasi più solo perché ha una casetta intestata. E poi leggo che nel Mezzogiorno le pensioni di invalidità so­no il 50% in più che al Nord. Come faccio a sentire vicino, ad amare, a far mio uno Stato che mi tratta come una mucca da mungere e in cambio mi dice di tacere?
    Non ho paura degli immigrati, né so­no ostile a chi ha la pelle differente dalla mia. Mi preoccupo però di certe culture. Per esempio mi spaventano i disegni di organizzazioni come i Fratelli musulma­ni, ostili verso l’Occidente, e mi fan pau­ra le loro emanazioni europee. Non vo­glio barricarmi nel mio «piccolo mondo antico», ma ho realismo a sufficienza per pensare di non poter accogliere il mondo intero in Europa. La gente che entra va integrata, ma io credo che la possibilità di integrazione sia inversamente propor­zionale al numero delle persone che en­trano. Eppure, se dico queste cose, mi danno del «razzista». Non mi creano pro­blemi le altre etnie, mi crea problemi e fastidio invece chi le deve a tutti i costi mitizzare, mi irrita oltremodo un multi­culturalismo forzato e falsato. Mi spaven­tano l’esterofilia e la xenomania, secondo le quali tutto ciò che viene da fuori deve essere considerato acriticamente come positivo, «senza se e senza ma». In prati­ca ho paura che l’Italia di domani di italia­no non avrà più nulla e che il timore qua­si ossessivo di non offendere nessuno e di considerare ogni cultura sullo stesso piano, cancelli quel poco di memoria sto­rica che ancora abbiamo. Mi crea profon­do terrore la prospettiva che la nostra ci­viltà possa essere spazzata via come ac­cadde ai Romani: mi sembra quasi di es­sere alle porte di un nuovo Medioevo con tutte le incognite che questo può ce­lare. E ho paura, paura vera. Sono razzi­sta davvero oppure ho qualche ragione?

    Io, studente leghista Perché mi vergogno dell’Unità d’Italia - Corriere della Sera


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  3. #2
    FdT-dipendente
    Uomo 31 anni da Bergamo
    Iscrizione: 14/7/2008
    Messaggi: 1,903
    Piaciuto: 0 volte

    Predefinito

    Vorrei conoscerlo e stringergli la mano.
    She comes in colors ev'rywhere;
    She combs her hair
    She's like a rainbow


  4. #3
    SS-Hauptsturmführer Wittmann
    Uomo 37 anni da Reggio Emilia
    Iscrizione: 21/12/2007
    Messaggi: 5,371
    Piaciuto: 799 volte

    Predefinito

    Ci sono parecchi spunti interessanti e considerazioni condivisibili.
    Verloren ist nur, wer sich selbst aufgibt.

  5. #4
    FdT-dipendente
    Uomo 31 anni da Bergamo
    Iscrizione: 14/7/2008
    Messaggi: 1,903
    Piaciuto: 0 volte

    Predefinito

    No, ma è una lettera scritta da un leghista, trasuderà di certo ignoranza e razzismo da ogni parola.
    She comes in colors ev'rywhere;
    She combs her hair
    She's like a rainbow


  6. #5
    Eurasia
    Utente cancellato

    Predefinito

    Ha esposto in maniera romanzesca abbastanza da sembrare meno leghista di altri, per questo motivo le sue argomentazioni appaiono più condivisibili e moderate di tanti altri buffoni che tengono alta la bandiera del partito da lui votato. Non è ignorante, ma semplicemente xenofobo.
    Non sono d'accordo quando afferma che l'Italia fa entrare chiunque senza i tanti "se" e "ma" che dovrebbero essere richiesti dal caso, per il resto è sicuramente tutto politicamente e diplomaticamente condivisibilile.

  7. #6
    FdT-dipendente
    Uomo 31 anni da Bergamo
    Iscrizione: 14/7/2008
    Messaggi: 1,903
    Piaciuto: 0 volte

    Predefinito

    xenofobo?
    She comes in colors ev'rywhere;
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    She's like a rainbow


  8. #7
    Sempre più FdT
    Uomo 51 anni da Firenze
    Iscrizione: 20/6/2008
    Messaggi: 2,501
    Piaciuto: 5 volte

    Predefinito

    certo che la storia d'italia non è soltanto una storia gloriosa ci sono state tante cose che non sono andate per il verso giusto, tanti errori, e pure qualche scheletro nell'armadio ma credo che l'unità d'italia sia stata una buona cosa di cui essere fieri

  9. #8
    Scrivano Lucien
    Uomo 34 anni da Imperia
    Iscrizione: 10/10/2008
    Messaggi: 2,441
    Piaciuto: 655 volte

    Predefinito

    Da "Non ho paura degli immigrati" in poi, si dichiara la Bestia
    Attir'd with stars, we shall forever sit
    triumphing over death, and chance, and thee, o Time

  10. #9
    Eurasia
    Utente cancellato

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da TheLord Visualizza il messaggio
    xenofobo?

    Non ho paura degli immigrati, né so­no ostile a chi ha la pelle differente dalla mia. Mi preoccupo però di certe culture. Per esempio mi spaventano i disegni di organizzazioni come i Fratelli musulma­ni, ostili verso l’Occidente, e mi fan pau­ra le loro emanazioni europee. Non vo­glio barricarmi nel mio «piccolo mondo antico», ma ho realismo a sufficienza per pensare di non poter accogliere il mondo intero in Europa. La gente che entra va integrata, ma io credo che la possibilità di integrazione sia inversamente propor­zionale al numero delle persone che en­trano. Eppure, se dico queste cose, mi danno del «razzista». Non mi creano pro­blemi le altre etnie, mi crea problemi e fastidio invece chi le deve a tutti i costi mitizzare, mi irrita oltremodo un multi­culturalismo forzato e falsato. Mi spaven­tano l’esterofilia e la xenomania, secondo le quali tutto ciò che viene da fuori deve essere considerato acriticamente come positivo, «senza se e senza ma». In prati­ca ho paura che l’Italia di domani di italia­no non avrà più nulla e che il timore qua­si ossessivo di non offendere nessuno e di considerare ogni cultura sullo stesso piano, cancelli quel poco di memoria sto­rica che ancora abbiamo. Mi crea profon­do terrore la prospettiva che la nostra ci­viltà possa essere spazzata via come ac­cadde ai Romani: mi sembra quasi di es­sere alle porte di un nuovo Medioevo con tutte le incognite che questo può ce­lare. E ho paura, paura vera. Sono razzi­sta davvero oppure ho qualche ragione?
    Per quanto mi riguarda un discorso del genere equivale a dire "Non ho paura degli scarafaggi, ma solo quando stanno a debita distanza".

  11. #10
    FdT-dipendente
    Uomo 31 anni da Bergamo
    Iscrizione: 14/7/2008
    Messaggi: 1,903
    Piaciuto: 0 volte

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Eurasia Visualizza il messaggio
    Per quanto mi riguarda un discorso del genere equivale a dire "Non ho paura degli scarafaggi, ma solo quando stanno a debita distanza".

    Uh? Allora sei veramente brava a leggere tra le righe, perchè io lo trovo un discorso equlibrato, e che condivido al 99%.

    Per me equivale a dire "non ho paura degli scarafaggi, a meno che mi mordano"

    gli scarafaggi mordono?pungono?o fanno semplicemente schifo di per sè?
    She comes in colors ev'rywhere;
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