Guarda che noi rispondevamo a QUESTO post, eh ^^
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Sarebbe anche ora che i processi invece di durare i secoli avessero un limite massimo di 6 anni...
Ma questo non può essere semplicemente imposto per legge, bisogna creare le condizioni perchè ciò accada.
Eh bene, infatti è esattamente la stessa cosa detta in un modo simile. Ossia che durano troppo, che dovrebbero durare meno ma che questo non è certo il modo per farlo.
(Seguita tra l'altro da questo:
guarda che non sto dicendo che sono d'accordo col modo di agire...
Del fatto che dovrebbe durare di meno pensa che siamo tutti, d'accordo, ma ribadisco che una manovra che penalizza semplicemente questo e non dà gli strumenti per permettere ai giudici di velocizzare i processi, è fin dannosa..)
ma i votanti di berlusconi vogliono che lui si salvi dai suoi processi?
secondo me alcuni si :roll:
ma non ci si stanca mai di questo personaggio...cioè anche chi è di destra non è stanco di farsi prendere per il culo dal loro leader..io non dico votate comunista ma almeno non votate lui per uscire di questa situazione di merda in cui si parla sempre e solo degli affaracci del premier che in un modo o nell'altro deve uscire incensurato dalla sua avventura politica...sentire le parole di Casini deve far riflettere cioè ha praticamente detto diamogli l'immunità che se questo mette le mani sulla giustizia è una tragedia...e Casini non mi sembra un trotskista ...
Quote:
Bersani: «Hanno seri problemi». Il "finiano" granata: «Clima irrespirabile»
«Se la maggioranza non è compatta
si deve andare a elezioni anticipate»
Schifani: «Se viene meno la compattezza sul programma del governo, la parola deve tornare agli elettori»
«Se la maggioranza non è compatta si deve andare a elezioni anticipate» - Corriere della Sera
che poi è quello che dicevano loro due anni fa XD
la barzelletta del governo italiano XD
Anche se si andasse ad elezioni anticipate, cosa cambierebbe? Purtroppo non esiste una valida e solida alternativa. Ormai la politica è diventata da tempo uno squallido gioco tra chi tifa il candidato piu sporco, discutibile e improponibile in quella che è sempre piu una repubblica delle banane.
Via libera del Cdm al Codice delle autonomie
Calderoli: taglio di 50.000 poltrone
Roma -Il Consiglio dei ministri ha approvato il Codice delle Autonomie che individua le funzioni fondamentali di Province e Comuni, semplifica l'ordinamento regionale e degli enti locali, e delega il Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali, razionalizzazione delle Province e degli Uffici territoriali del Governo, riordino di enti ed organismi decentrati. «Questa riforma - ha spiegato il ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli - era attesa da almeno tre legislature, ovvero dal varo della modifica del Titolo V. Con il cosiddetto Codice delle Autonomie, infatti, andiamo finalmente a definire le funzioni delle Autonomie locali, stabilendo chi fa che cosa, e ad eliminare migliaia di enti dannosi, con consistenti risparmi di spese per la macchina pubblica e un complessivo snellimento delle strutture amministrative».
La logica è quella di sfoltire la rappresentanza politica dalle piccole città fino alle grandi metropoli e portera' al taglio di circa 34.000 tra consiglieri comunali, circoscrizionali e provinciali e di circa 15.000 assessori comunali e provinciali.
Ad attestare la sforbiciata all’attuale plotone di consiglieri comunali e provinciale, nonché quello degli assessori, le tabelle allegate al provvedimento. Oggi l’esercito dei consiglieri comunali conta 120.490 uomini; con la nuova normativa saranno 29.345 in meno per un taglio del 24%. Stessa limatura per i membri dei parlamenti provinciali: oggi sono 3.246, domani saranno 2.650 per una riduzione del 18%. Analogo discorso per i governi degli enti locali: 14.543 assessori comunali in meno (-41%) e 220 assessori provinciali in meno (-26%).
Difficile fare i calcoli precisi ma, sempre Calderoli, valutava un risparmio di circa 150 milioni di euro, solo per il capitolo comunale. E le comunità montane? «Cesseranno di esistere a livello dell’ordinamento statale e passeranno, come deciso dalla Corte costituzionale, sotto le Regioni. Le Regioni se vorranno farle esistere dovranno fare una loro legge, rispondere rispetto ai loro elettori e pagarsele».
io non sono certo di aver capito.. è che sono particolarmente capra in ste robe qua..
in pratica tolgono gente ai comuni, province regioni e compagnia bella dando maggiori compiti al governo centrale? (detta per quelli con la licenza elementare insomma)
No, non credo ci sia una sterzata a favore del governo centrale, più che altro c'è una maggior chiarificazione della suddivisione dei compiti, ed uno sfoltimento di personale in eccedenza.
Per esempio, tempo fa si disse che in Campania c'erano un numero di assessori, impiegati ed in genere onorevoli assurdamente alto rispetto al numero di abitanti, al contrario ad esempio che in Lombardia.
Credo, CREDO ripeto, che la riforma di Calderoli sia per porre fine o almeno ridurre questo malcostume. Già diversi mesi fa avevo sentito parlare di questo progetto di riforma, e mi fa piacere vedere che a quanto pare non è stato dimenticato :D
io ancora non ho capito nella fattispecie cosa succede.. c'è troppa gente nei vari enti e verrà licenziata?
Direi di no, da un lato nessun maggiore compito al governo centrale, si limita a definire meglio le competenze (spesso confuse) tra i vari enti locali.
Dall'altro sfoltisce un po' le poltrone delle cariche elettive, nel senso che non si licenziano gli impiegati dei comuni o delle regioni ma dalle prossime elezioni ci saranno un pochino meno posti disponibili per consiglieri, assessori, ecc. (quel taglio di 50.000 persone si riferisce infatti a consiglieri, assessori e compagnia) e si inizia a eliminare qualcuno dei milioni di enti inutili..
beh bene allora!
E chissà che magari non faccia da "porta d'ingresso" per la tanto sospirata abolizione delle province.... :D
In ogni caso era nel programma, e noto con piacere che ALMENO QUESTO stanno cercando di farlo rispettare.
Ora vedremo se passerà l'esame del Parlamento
io quando si parla di economia (si sarà notato in precedenza) faccio finta di niente.. prendo un oliva.. do' un morsetto guardando il quadro al muro e appena tutti sono voltati swishhhhhh sparisco :lol:
Si in effetti non vorrei aver parlato troppo presto...ma se qualcuno vota contro o cerca di affossarla (magari perchè ha amici o parenti sistemati in questo o quel consiglio) spero venga inchiappettato da un toro impazzito.
Sull'argomento, consiglio a chi si vuole guastare la giornata il libro "la casta"..
:lol:
non ti preoccupare il governo pensa proprio a te che non conosci l'economia basta che tu smetta di fare il disfattista
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Tremonti: «Nel 2010 Pil all'1%» Il ministro:«Partiamo dal -6%. Riforma fiscale entro la fine della legislatura». Marcegaglia: serve sforzo corale
ROMA - Nel 2010 il Pil italiano potrebbe risalire all'1%. Giulio Tremonti mostra un certo ottimismo parlando all'assemblea degli industriali di Roma. «Può essere che chiudiamo il 2010 con un segno positivo del Pil, particolarmente positivo: 1% oppure di più di 1%» ha detto il ministro dell'Economia, evidenziando che «la cosa importante è che partiamo da un -6%». Il titolare di via XX Settembre ha ricordato che nel 2008 il Pil è calato dell’1% e nel 2009 si ridurrà di circa il 5%. Ecco perché se il 2010 chiuderà con un segno positivo questo vuol dire che «si risale dopo aver perso il 6% in due anni».
«PREFERISCO DISCUTERE PRIMA IN CDM»- Parlando agli industriali capitolini Tremonti ha affrontato temi economici, ma non solo. «Sono un uomo all'antica, preferisco discutere prima nel consiglio dei ministri e poi in Parlamento» ha detto il ministro. «La crisi non è un week-end, non è un party ma è qualcosa di più complesso che tutti stiamo vivendo. Abbiamo fatto alcune cose fondamentali che sono come l’aria, te ne accorgi solo quando ti manca. Abbiamo garantito tutti i servizi essenziali, dalla scuola alla sicurezza» ha aggiunto il ministro replicando non esplicitamente alle polemiche sollevate dal ministro Brunetta, che aveva parlato di «veti ciechi» da parte del ministero del Tesoro.
«NO AI DOTTOR STRANAMORE» - Parlando della Finanziaria, Tremonti è stato chiaro. «Ricette magiche» non ce ne sono, e sarebbe «da irresponsabili prestare attenzione ai tanti dottor Stranamore». «I tagli sono immaginati su due voci fondamentali, la prima delle quali è quella sui trasferimenti alle imprese: certo, se si immagina un trasferimento alle imprese per 13 miliardi ad uno verrebbe da dire: accidenti, perché non ci ho pensato prima io, era così facile?» ha spiegato il ministro secondo il quale «andando a vedere dietro quelle somme che cifrano 13, 11 e poi 10 miliardi nel triennio ci sono le Ferrovie, le Poste, i crediti alle imprese, il trasporto pubblico locale. Si tratta di una serie di voci, credo, difficilmente tagliabili».
IRPEF E SANITÀ - Stesso discorso secondo il ministro vale per la sanità. Tagliarla è impossibile perché «costa meno, meglio della media europea, e mediamente ha un rendimento superiore». «Davvero pensate che si può tagliare la sanita? Davvero pensate che si può dire ad un lavoratore ti taglio l'Irpef ma ti taglio anche la sanità?» ha detto il ministro replicando indirettamente alle proposte di taglio alla spesa come quelle avanzate dal presidente della Commissione Finanze del Senato Mario Baldassarri.
RIFORMA FISCALE - «Faremo una riforma fiscale ma in una prospettiva lunga e nel rispetto dei vincoli di bilancio» ha poi annunciato Tremonti. «Ne ho iniziato a parlare con il presidente del Consiglio e continuerò a farlo. La faremo al termine della legislatura e sarà rivolta al lavoro e alla famiglia».
MARCEGAGLIA: «SERVE UNO SFORZO CORALE» - A Tremonti si è rivolta la numero uno di Confindustria Emma Marcegaglia, sottolineando la necessità di uno sforzo corale di fronte alla crisi. «Chiedo al ministro - ha detto la leader degli industriali - di aprire un dibattito serio e non demagogico sulla riduzione della spesa pubblica corrente improduttiva per investire quelle risorse in infrastrutture e ricerca per far ripartire il paese». Il presidente di Confindustria, nel corso dell'assemblea degli imprenditori romani, ha precisato che si tratta di «una richiesta nel medio termine, non da fare ora in finanziaria».
Marcegaglia ha poi definito "inutile" la contrapposizione tra il partito del rigore e e quello della spesa. «Confindustria non è nè del partito del rigore nè di quello della spesa. Si iscrive al partito che vuole progettare il futuro del paese. Il Paese ha ritrovato la capacità di fare rigore nei conti pubblici ed è positivo. Ora serve anche capacità di fare sviluppo». A Tremonti Confindustria chiede quindi, nel medio termine, "una riflessione sulla spesa improduttiva", individuando "non per questa Finanziaria" le aree dove tagliare per reperire risorse.
OLIMPIADI 2020 A ROMA - «Sostengo con energia e soddisfazione la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020». Lo ha detto il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, intervenendo all'Assemblea della Uir. «Lavoreremo tutti insieme affinchè ci sia una candidatura forte e autorevole», ha aggiunto.
Ah che politica quella di Berlusconi...!
Vi chiedo.. qualcuno si è accorto che "casualmente" tutta l'attenzione dei media e degli italiani di conseguenza si è spostata dai problemi di Berlusconi a quelli della moralità di Marrazzo (e seguito ben udibile in tv)?
Magicamente lui risolverà i suoi problemi coprendo con un velo di fumo gli occhi di tutti.
Sondaggi: Pdl al 38.6%, centrodestra vicino al 50% e Pd al 28.4%. 10 punti di distacco tra le due coalizioni
Ci sarà un motivo no ?
O tutta l'Italia è pazza oppure il Governo Berlusconi sta lavorando bene .
A me pare la seconda .......
E' la prima vale il 28,4 %....:ok: :038:
Qualcuno è più perfetto di altri modestamente .....
Si,ma se fai cosi apertamente il troll ti fai scoprire subito....non c'è gusto.
Il Fazioso Liberale . it :lol:
Non ci credo che esista un sito simile e che ci sia qualcuno che crede a quello che scrivono lì sopra :lol: