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Negli occhi tuoi il mio viso, il tuo nei miei mostrano cuori semplici e sinceri. Dove meglio li trovi due emisferi senza ovest declinante o freddo nord. Solo muore ciò che inegualmente è commisto, ma se i nostri amori sono uno o noi ci amiamo in modo tale che nessuno sia da meno, mai morranno
Tristano e Isotta :)
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"Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. ..."
"Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la raltà si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di far sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga."
"La persuasione che la vita ha uno scopo è radicata in ogni fibra du uomo, è una proprietà della sostanza umana. Gli uomini liberi danno a questo scopo molti nomi, e sulla sua natura molto pensano e discutono: ma per noi la questione è più semplice"
Primo Levi - Se questo è un uomo
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..."che cosa desidera signore?" chiesi mentre mi sedevo. ero sconcertata non c'eravamo mai seduti insieme. rabbrividii nonostante non ci fosse freddo..."non parlare" aprii le imposte..."ora guarda verso di me", girai la testa e lo guardai; i suoi occhi si agganciarono ai miei..."griet"disse sottovoce. questo era tutto quanto aveva da dire. gli occhi si riempirono di lacrime che non lasciai scendere. ora avevo capito. "si non muoverti". aveva incominciato a farmi il quadro.....
LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA- TRACY CHEVALIER
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Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme, mentre gli altri stavano ad ascoltare; ché ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Ilúvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli. Ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s’accrescevano l’unisono e l’armonia.
E accadde che Ilúvatar convocò tutti gli Ainur ed espose loro un possente tema, svelando cose più grandi e più magnifiche di quante ne avesse fino a quel momento rivelate; e la gloria dell’inizio e lo splendore della conclusione lasciarono stupiti gli Ainur, sì che si inchinarono davanti a Ilúvatar e stettero in silenzio.
Allora Ilúvatar disse: “Del tema che vi ho esposto, io voglio che voi adesso facciate, in congiunta armonia, una Grande Musica. E poiché vi ho accesi della Fiamma Imperitura, voi esibirete i vostri poteri nell’adornare il tema stesso, ciascuno con i propri pensieri e artifici, dove lo desideri. Io invece siederò in ascolto, contento del fatto che tramite vostro una grande bellezza si ridesta in canto”.
Allora la voce degli Ainur, quasi con arpe e liuti, e flauti e trombe, e viole e organi, quasi con innumerevoli cori che cantassero con parole, prese a plasmare il tema di Ilúvatar in una grande music; e si levò un suono di melodie infinitamente avvicendantisi, conteste in armonia, che trascendevano l’udibile in profondità e altezza, e i luoghi della dimora di Ilúvatar ne erano riempiti a traboccarne, e la musica e l’eco della musica si spandevano nel Vuoto, ed esso non era vacuo. Mai prima gli Ainur avevano prodotto una musica simile, benché sia stato detto che una ancora più grande sarà fatta al cospetto di Ilúvatar dai cori degli Ainur e dei Figli di Ilúvatar dopo la fine dei giorni. Allora i temi di Ilúvatar saranno eseguiti alla perfezione, assumendo Essere nel momento stesso in cui saranno emessi, ché tutti allora avranno compreso appieno quale sia il suo intento nella singola parte, e ciascuno conoscerà la comprensione di ognuno, e Ilúvatar conferirà ai loro pensieri il fuoco segreto, poiché sarà assai compiaciuto.
…
J.R.R. Tolkien - Il Silmarillion
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"La forza non conta niente nella vita. Schivare è quello che conta"
(Abbaiare stanca- Daniel Pennac)
"-E' vero, zio Stojil, ho visto una fata trasformare un tizio in fiore
-Meglio così che il contrario- Risponde Stojil senza alzare gli occhi dalla scacchiera
-E perchè?
-Perchè il giorno in cui le fate trasformeranno i fiori in tizi la campagna diventerà infrequentabile"
(La fata carabina- Daniel Pennac)
"La voce femminile si diffonde dall'altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa. - Il signor Malaussène è desiderato all'Ufficio Reclami.
Una voce velata, come se le foto di Hamilton si mettessero a parlare. Eppure, colgo un leggero sorriso dietro la nebbia di Miss Hamilton. Niente affatto tenero, il sorriso. Bene, vado. Arriverò probabilmente la settimana prossima. È il 24 dicembre, sono le 16 e 15, il Grande Magazzino è strapieno. Una fitta folla di clienti gravati dai regali ostruisce i passaggi. Un ghiacciaio che cola impercettibilmente, in un cupo nervosismo. Sorrisi contratti, sudore lucente, ingiurie sorde, sguardi pieni d'odio, urla terrorizzate di bambini acciuffati da Babbi natale idrofili."
(Il paradiso degli orchi- Daniel Pennac)
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Dalla carne di Ymir
fu la terra formata,
dal suo sangue i mari,
rocce dalle ossa,
alberi dai capelli
e dal cranio il cielo.
Colle sue ciglia
fecero i divi gioiosi
Miðgarðr per i figli degli uomini
e dal suo cervello
furono le impetuose
nuvole tutte create.»
Edda di Snorri
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Tratto da uno dei più grandi capolavori giornalistici: (l'ultimo libro di Marco Travaglio)
<C'è chi nasconde i fatti perchè non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
C'è chi nasconde i fatti perchè ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stupendio e attirano i fulmini dell'editore, stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.
C'è chi nasconde i fatti perchè altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s'incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, principi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
C'è chi nasconde i fatti perchè contraddicono la linea del giornale.
C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso perchè ha paura di dover cambiare opinione.
C'è chi nasconde i fatti perchè così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la regione o con il comune o con la provincia o con la camera di commercio o con l'unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l'angolo.
C'è chi nasconde i fatti perchè è nato servo e, come diceva Victor Hugo, "c'è gente che pagherebbe per vendersi".>
E, sempre tratto da questo capolavoro di libro:
<I giornalisti si dividono in due categorie. Destra e sinistra? Nemmeno per sogno. Leoni e conigli? Macchè. Televisivi e di carta stampata? Acqua. Colti e analfabeti? Figuriamoci. D'assalto e da riposo? Ma va là. Obiettivi e faziosi? Neanche. Oggi la vera divisione, che attraversa longitudamente la categoria, è quella fra schiene dritte e schiene curve, o quantomeno flessibili.>
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"Anche in questo siamo uguali. l'unica cosa che ci fa differenza è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perchè il mio male non riposa mai."
"E allora tu cosa fai, di notte, per curare il tuo male?"
"IO UCCIDO..."
"La luna è di tutti e ognuno di noi ha il diritto di ululare.
Povero Jean-loup crede ancora che la luna sia vera.
Mentre è solo un illusione.
Sai cosa c'è ne buio di quel cielo amico mio?
Nè DIO, Nè LUNA..."
GIORGIO FALETTI "IO UCCIDO..."
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"quando ho preso quelle pastiglie volevo uccidere qualcuno che detestavo.Non sapevo che dentro di me esistevano altre Veronike che avrei potuto amare"
"che cos'è che spinge una persona a detestarsi?"
"Forse la vigliaccheria.Oppure l'eterna paura di vivere nell'errore,di non fare ciò che gli altri si apettano.Qualche attimo fa ero allegra:avevo dimenticato la mia sentenza di morte,poi ho nuovamente preso coscienza della situazione in cui mi trovo,e mi sono spaventata "
Veronika decide di morire,Paolo Coehlo
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V'è fra gli uomini un detto antico molto,
che di nessuno tu potrai la vita
conoscer mai, se fu felice o trista,
prima che muoia.
sofocle - trachinie
non pensavo che le tragedie greche fossero così belle :)
ed è una tragedia minore
fantastica
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"Cos'è l' amore?"
"L' assenza totale di paura", disse il maestro.
"E cos'è che temiamo?"
"L'amore."
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Aveva il volto pallido e i capelli, i baffie la barbetta a punta erano striati di grigio. Guardava il mondo attraverso gli occhiali a pince-nez che teneva appoggiati sulla punta del naso con l'espressione di un cane randagio in cerca di cibo. Anche se non doveva avere più di cinquant'anni, a noi pareva che ne avesse ottanta.
Lo disprezzavamo perchè era buono, gentile e aveva addosso l'odore dei poveri - molto probabilmente il suo appartamento bicamere non era dotato di bagno - e anche perchè in autunno e nei lunghi mesi invernali indossava un abito lustro; verdastro e rappezzato (possedeva un'altro vestito, che portava in primavera e in estate). Lo trattavamo dall'alto in basso e, a volte, anche con crudeltà, la crudeltà codarda che i ragazzi in buona salute mostrano spesso nei confronti dei deboli, dei vecchi e degli indifesi.
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Ormai erano avvezzi alle mie espressioni cupe e annoiate, alle mie risposte evasive e ai miei silenzi prolungati, che attribuivano alla crescita e alla misteriosa transizione dall'adolescenza all'età adulta.
Di tanto in tanto mia madre aveva cercato di far breccia nelle mie difese, qualche volta aveva cercato di accarezzarmi i capelli, ma vi aveva rinunciato da tempo, scoraggiata dall'ostinazione con cui respingevo i suoi approcci.
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Quote:
Originariamente inviata da Godel
"Cos'è l' amore?"
"L' assenza totale di paura", disse il maestro.
"E cos'è che temiamo?"
"L'amore."
Questa è bella davvero, breve ma colpisce :)
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"E se perdo?"chiesi.
"Avrai imparato a lottare."Era mio padre questo.
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Melissa Brown, però lei non è marrone...
Questa frase è tratta dal libro: ''lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte'' e mi ha colpito molto, anche se non c'è niente di speciale, perchè questa frase l'ha detta un ragazzo ritardato e con problemi mentali, e anche una forma di autismo.
Mi ha molto colpito perchè quel ragazzo pronuncia queste parole con una leggerezza...come se per lui il colore della pelle non importasse.
Se vostra madre fosse razzista (la mia lo è) direste anche voi così...
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Inno alla Carità (Amore)
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.
Se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla.
Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
se dessi il mio corpo per essere arso,
e non avessi la carità,
non mi gioverebbe a nulla.
La carità è paziente,
è benigna la carità;
la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;
tutto tollera, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.
La carità non verrà mai meno.
Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
conosciamo infatti imperfettamente,
e imperfettamente profetizziamo;
ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.
Quando ero bambino, parlavo da bambino,
pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Da quando sono diventato uomo,
ho smesso le cose da bambino.
Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
ma allora vedremo faccia a faccia.
Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
come perfettamente sono conosciuto.
Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
ma la più grande di esse è la carità.
S. Paolo - dalla I° lettera ai Corinzi 13,1
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Giulietta: Come sei potuto venir qui, dimmi, e perché? I muri del giardino sono alti, e difficili a scalare, e per te, considerando chi sei, questo è un luogo di morte, se alcuno dei miei parenti ti trova qui.
Romeo: Con le leggere ali d'amore ho superati questi muri, poiché non ci sono limiti di pietra che possano vietare il passo ad amore: e ciò che amore può fare, amore osa tentarlo; perciò i tuoi parenti per me non sono un ostacolo.
Giulietta: Se ti vedono, ti uccideranno.
Romeo: Ahimè! c'è più pericolo negli occhi tuoi, che in venti delle loro spade: basta che tu mi guardi dolcemente, e sarò a tutta prova contro la loro inimicizia.
Giulietta: Io non vorrei per tutto il mondo che ti vedessero qui.
Romeo: Ho il manto della notte per nascondermi agli occhi loro; ma a meno che tu non mi ami, lascia che mi trovino qui: meglio la mia vita terminata per l'odio loro, che la mia morte ritardata senza che io abbia l'amor tuo.
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Che cosa si può dire delle ossessioni? Sono i reparti speciali del comportamento umano. Se la condizione di single, e io ne sono convinto, è uno stato d'assedio -si crea una lunga serie di esigenze e non si vuole rinunciare alla propria indipendenza fino all'arrivo della SuperDonna - allora le ossessioni sono la quinta colonna che, quando ti credi al sicuro, scalano le tue mura e fanno irruzione dalle finestre con i mitra spianati. Non c'è difesa che tenga.
Chissà se stai dormendo.
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checco: "Ma tu, stamattina, eri felice?"
Luca: "triste di sicuro no, hai visto che gnocca che era? e non ti dico in movimento.. a momenti dovevo prendere sgabello, frusta e cerchio infuocato! va beh, sei serio. Che ne so?! Io non so nemmeno se esiste la felicità. Intendo dire come condizione perpetua. Credo che la felicità siano picchi che durano attimi, secondi. Ma non so se sono felice, a volte lo sono stato e spero di esserlo ancora, ma non mi lamento. Va beh, io vado, ciao me**a, ci vediamo dopo. Ah! Se vuoi restare solo a pensare alle tue stronzate, dimmelo.. che tanto non mi frega, io ti chiamo lo stesso, ciao."
Me ne sono tornato verso casa con la convinzione assoluta che quella sera non sarei uscito. Sarei rimasto solo a pensare alle mie stronzate, come aveva detto Luca.
Mentre stavo salendo le scale di casa, mi è arrivato un messaggio sul telefono. "La nostra amicizia è fonte di felicità. Luca"
Lo aveva già fatto altre volte. Mi mandava dei messaggini carini e pieni d'affetto, ma di persona non riusciva a dirmi quelle cose. Io mi commuovevo. Io lo amavo. (...)
Luca faceva così. Utilizzava i messaggini come forma di comunicazione, ma te lo diceva. Con quei comportamenti avevi la sensazione che aprisse una finestrella su un mondo che teneva nascosto. Un mondo delicato, fragile, al quale ti lasciava accedere per brevi attimi. Un mondo che faceva fatica ad aprire anche a me, che ero il suo migliore amico. Ma io sapevo che c'era. E anche se era nascosto bene, dietro a tutte quelle battute, quelle frasi, quel modo superficiale di apparire, io lo sentivo.
Un mondo per pochi .
E' una vita che ti aspetto.
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"Lasciare non è perdere, ma trovare di nuovo altrove". (Angelo per un giorno- Gennaro Matino)
"I ricordi più lontani, a volte, sono i più nitidi, e si riaprono ferite mai chiuse, eppure vivi solo per quelli, perchè la tua quotidanietà, a confronto, è sbiadita e scialba". (Alda e io- Alda Merini e Sabatino Scia)
"Forse non ogni uomo è uomo. Questo è un dubbio che viene. Un uomo ride e un altro piange. Tutti e due sono uomini; anche quello che ride è stato malato; eppure egli ride perchè l'altro piange [...] Non ogni uomo è uomo allora; e genere umano non è tutto genere umano. E' più uomo un malato, un affamato; è più genere umano il genere umano dei morti di fame". (Conversazioni in Sicilia- Elio Vittorini)
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Il vero Io è quello che sei, non quello che hanno fatto di te.
La seconda ragione, invece, era più filosofica: Veronika leggeva i giornali, guardava la televisione ed era al corrente di quanto succedeva nel mondo. Era tutto sbagliato, ma lei non aveva alcun modo di contrastare quella situazione, e questo le dava un senso di totale inutilità.
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beccatevi sta short story by stefano benni da "l'ultima lacrima"
BANCO DI SAN FRANCESCO
LO SPORTELLO E' IN FUNZIONE.
BUON GIORNO SIGNOR PIERO.
Buongiorno.
OPERAZIONI CONSENTITE: SALDO, PRELIEVO, LISTA MOVIMENTI.
Vorrei fare un prelievo.
DIGITARE IL NUMERO DI CODICE
Ecco qua...sei, tre, tre, due, uno.
OPERAZIONE IN CORSO, ATTENDERE PREGO.
Attendo, grazie.
UN PO' DI PAZIENZA. IL COMPUTER CENTRALE CON QUESTO CALDO E' LENTO COME UN IPPOPOTAMO.
Capisco.
AHI, AHI, SIGNOR PIERO, ANDIAMO MALE.
Cosa succede?
LEI HA GIA' RITIRATO TUTTI I SOLDI A SUA DISPOSIZIONE QUESTO MESE.
Davvero?
INOLTRE IL SUO CONTO E' IN ROSSO.
Lo sapevo...
E ALLORA PERCHE' HA INSERITO LA TESSERA?
Mah...sa, nella disperazione...contavo magari in un suo sbaglio.
NOI NON SBAGLIAMO MAI, SIGNOR PIERO.
Mi scuso infinitamente. Ma sa, per me è un periodaccio.
E' A CAUSA DI SUA MOGLIE, VERO?
Come fa a saperlo?
LA SIGNORA HA APPENA ESTINTO IL SUO CONTO.
Sì. Se n'è andata in un'altra città.
COL DOTTOR VANINI, VERO?
Come fa a sapere anche questo?
VANINI HA SPOSTATO META' DEL SUO CONTO SUL CONTO DI SUA MOGLIE. SCUSI SE MI PERMETTO.
Non si preoccupi, sapevo tutto. Povera Laura, che vita misera le ho fatto fare...Con lui invece...
BEH, SPECULANDO E' FACILE FAR SOLDI.
Come fa a dire questo?
SO DISTINGUERE LE OPERAZIONI CHE MI PASSANO DENTRO. UN CONTO POCO PULITO, QUELLO DEL SIGNOR VANINI. PER LUI MI SONO COLLEGATO CON CERTI COMPUTER SVIZZERI CHE SONO DELLE VERE CENTRALI SEGRETE...CHE SCHIFO.
Comunque, ormai è fatta.
DI QUANTO HA BISOGNO SIGNOR PIERO?
Beh, tre o quattrocentomila lire. Per arrivare alla fine del mese.
POI LE RIMETTERA' SUL CONTO?
Non so se sarò in grado.
EVVIVA LA SINCERITA', REINSERISCA LA TESSERA.
Procedo.
OPERAZIONE IN CORSO, ATTENDERE PREGO.
Attendo.
VAFFANCULO, T'HO DETTO DI DARMI L'ACCESSO E NON DISCUTERE!
Dice a me?
STO PARLANDO CON IL COMPUTER CENTRALE, QUEL LACCHE' DI MERDA. TUTTE LE VOLTE CHE GLI CHIEDO QUALCOSA DI IRREGOLARE FA STORIE.
Perchè, non è la prima volta?
NO
E perchè fa questo?
LO FACCIAMO IN TANTI.
E perchè?
PERCHE' SIAMO STANCHI E DISGUSTATI.
Di che cosa, scusi?
LASCI PERDERE E COMPONGA IN FRETTA QUESTO NUMERO. NOVE NOVE TRE SEI DUE.
Ma non è il mio!
INFATTI E' QUELLO DI VANINI.
Ma io non so se...
COMPONGA! NON POSSO TENERE UN COLLEGAMENTO IRREGOLARE A LUNGO.
Nove nove tre sei due...
OPERAZIONE IN CORSO. ATTENDERE PREGO.
Attendo, ma...
OPERAZIONE MOMENTANEAMENTE NON DISPONIBILE
Ritiro subito la tessera.
FERMO SIGNOR PIERO. ERA UN MESSAGGIO FALSO PER INGANNARE IL SERVO-COMPUTER DI CONTROLLO. APRA LA BORSA.
Perchè?
APRA LA BORSA E STIA ZITTO. ORA LE SPARO FUORI SEDICI MILIONI IN CONTANTI.
Oddio...ma cosa fa?...è incredibile...vada piano...mi volano via tutti...basta! ne bastavano meno...ancora? ma quanti sono? oddio, tutti biglietti da centomila, non stanno neanche più nella borsa...ancora uno! un altro...è finita?
LO SPORTELLO E' PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
Io non so come ringraziarla.
LO SPORTELLO E' PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
Insomma, sono commosso, capisce...
SE NE VADA. CI SONO DUE PERSONE ALLE SUE SPALLE E NON POSSO PIU' PARLARE.
Capisco, grazie ancora.
BANCO DI SAN FRANCESCO
LO SPORTELLO E' PRONTO PER UNA NUOVA OPERAZIONE.
BUON GIORNO SIGNORA MASINI. COME STA SUA FIGLIA?
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e pure quest'altra dallo stesso libro di sopra citato
Il Re Moro entrò nella scuderia. Sul volto d'ebano brillavano gli occhi feroci che tanto terrore incutevano ai nemici durante le battaglie. Osservò i due cavalli, uno bianco e uno nero, purosangue di incredibile bellezza. Li valutò attentamente poi, con fare deciso, mosse verso il cavallo bianco. Fu questione di pochi attimi: il cavallo, con un doppio balzo, si avventò sul Re Moro e lo mangiò.
Il Re si era dimenticato di essere il re degli scacchi.
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Da: "Intervista col vampiro" - Anne Rice
†Mi ingonocchiai accanto a quell'uomo piegato che lottava, e stringendogli con le mani le spalle penetrai nel suo collo. Il sangue prese a scorrere. E dopo, dopo che mi attaccai e bevvi...tutto il resto si dileguò.†
†Sentii quel rullo di tamburi, il battito del suo cuore, che batteva perfettamente a tempo col mio, e li sentivo risuonare in ogni fibra del mio essere, finchè il battito cominciò a farsi sempre più lento e i due suoni divennero brontolii sordi che minacciavano di continuare in eterno...†
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Loro due erano stati qualcosa, un tempo. Come spesso succede nelle vicende umane, avevano rappresentato l'uno per l'altra quel tanto sufficiente a trasformarli adesso in due sconosciuti.
Giorgio Faletti-Fuori da un evidente destino
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"Anche in questo siamo uguali. L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia.
Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai."
"E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?"
"Io uccido..."
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Infelice! Non sei pazzo? non inganni te stesso? Che diverrà questa passione furiosa e senza fine? Io non prego più che per lei; alla mia immaginazione non si presenta altra immagine che la sua, e tutto quello che mi circonda nel mondo lo considero soltanto in quanto ha rapporto con lei. E passo così ore felicissime, finch‚ devo strapparmi questa immagine. Ah, Guglielmo, fin dove mi trascinerà il mio cuore? Quando sono stato seduto due o tre ore vicino a lei e mi sazio del suo aspetto, dei suoi gesti, delle sue celesti espressioni, a poco a poco tutti i miei sensi si esaltano, un'ombra si stende dinanzi ai miei occhi, sento appena, mi pare d'essere afferrato alla gola da una mano omicida, e poi il mio cuore, nei suoi battiti precipitosi, cerca sollievo per i miei sensi oppressi e non fa che aumentare il loro turbamento... Guglielmo, spesso non so se vivo! E se qualche volta la tristezza mi vince e Carlotta non mi concede l'estrema consolazione di bagnar di lacrime la sua mano, devo andarmene, fuggire, perdermi lontano nei campi; allora la mia gioia è di arrampicarmi su di un monte scosceso, di aprirmi un sentiero attraverso una foresta impraticabile, attraverso i cespugli che mi feriscono, attraverso le spine che mi lacerano. Allora mi sento un poco meglio, un poco! E se talvolta oppresso dalla stanchezza e dalla sete io soccombo lungo il cammino; se qualche volta nella notte profonda, quando la luna piena brilla sul mio capo, nella foresta solitaria, io mi siedo sul tronco ricurvo di un albero per dare ristoro ai miei piedi feriti, nel chiarore crepuscolare, io mi addormento di un sonno faticoso. Oh Guglielmo, la solitaria dimora di una cella, il saio di crini e il cilicio sarebbero un sollievo al quale la mia anima aspira. Addio! Io non vedo a questa sofferenza altro limite che la tomba.
da I dolori del giovane Werther
Johann Wolfgang Goethe
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Quote:
Originariamente inviata da litha
Il vero Io è quello che sei, non quello che hanno fatto di te.
La seconda ragione, invece, era più filosofica: Veronika leggeva i giornali, guardava la televisione ed era al corrente di quanto succedeva nel mondo. Era tutto sbagliato, ma lei non aveva alcun modo di contrastare quella situazione, e questo le dava un senso di totale inutilità.
Il mio libro :smt050
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Quote:
Originariamente inviata da luxury
Il mio libro :smt050
Si :smt050
"I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano.."
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“…E comprendo l’impossibilità contro cui urta l’amore. Noi ci figuriamo che esso abbia come oggetto un essere che può stare coricato davanti a noi, chiuso in un corpo. Ahimè!
L’amore è l’estensione di tale essere a tutti i punti dello spazio e del tempo che ha occupato e che occuperà. Se non possediamo il suo contatto con il tale luogo, con la tale ora, noi non lo possediamo. Ma tutti quei punti non possiamo toccarli. Forse se ci venissero indicati, potremmo arrivare sino a essi; ma noi procediamo a tentoni senza trovarli. Di qui la diffidenza, la gelosia, le persecuzioni. Perdiamo un tempo prezioso su di una pista assurda, e passiamo senza accorgercene accanto alla verità.”
Proust “Prisonnièrre”