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"Cos'è l' amore?"
"L' assenza totale di paura", disse il maestro.
"E cos'è che temiamo?"
"L'amore."
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Aveva il volto pallido e i capelli, i baffie la barbetta a punta erano striati di grigio. Guardava il mondo attraverso gli occhiali a pince-nez che teneva appoggiati sulla punta del naso con l'espressione di un cane randagio in cerca di cibo. Anche se non doveva avere più di cinquant'anni, a noi pareva che ne avesse ottanta.
Lo disprezzavamo perchè era buono, gentile e aveva addosso l'odore dei poveri - molto probabilmente il suo appartamento bicamere non era dotato di bagno - e anche perchè in autunno e nei lunghi mesi invernali indossava un abito lustro; verdastro e rappezzato (possedeva un'altro vestito, che portava in primavera e in estate). Lo trattavamo dall'alto in basso e, a volte, anche con crudeltà, la crudeltà codarda che i ragazzi in buona salute mostrano spesso nei confronti dei deboli, dei vecchi e degli indifesi.
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Ormai erano avvezzi alle mie espressioni cupe e annoiate, alle mie risposte evasive e ai miei silenzi prolungati, che attribuivano alla crescita e alla misteriosa transizione dall'adolescenza all'età adulta.
Di tanto in tanto mia madre aveva cercato di far breccia nelle mie difese, qualche volta aveva cercato di accarezzarmi i capelli, ma vi aveva rinunciato da tempo, scoraggiata dall'ostinazione con cui respingevo i suoi approcci.
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Quote:
Originariamente inviata da Godel
"Cos'è l' amore?"
"L' assenza totale di paura", disse il maestro.
"E cos'è che temiamo?"
"L'amore."
Questa è bella davvero, breve ma colpisce :)
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"E se perdo?"chiesi.
"Avrai imparato a lottare."Era mio padre questo.
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Melissa Brown, però lei non è marrone...
Questa frase è tratta dal libro: ''lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte'' e mi ha colpito molto, anche se non c'è niente di speciale, perchè questa frase l'ha detta un ragazzo ritardato e con problemi mentali, e anche una forma di autismo.
Mi ha molto colpito perchè quel ragazzo pronuncia queste parole con una leggerezza...come se per lui il colore della pelle non importasse.
Se vostra madre fosse razzista (la mia lo è) direste anche voi così...
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Inno alla Carità (Amore)
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.
Se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla.
Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
se dessi il mio corpo per essere arso,
e non avessi la carità,
non mi gioverebbe a nulla.
La carità è paziente,
è benigna la carità;
la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;
tutto tollera, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.
La carità non verrà mai meno.
Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
conosciamo infatti imperfettamente,
e imperfettamente profetizziamo;
ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.
Quando ero bambino, parlavo da bambino,
pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Da quando sono diventato uomo,
ho smesso le cose da bambino.
Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
ma allora vedremo faccia a faccia.
Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
come perfettamente sono conosciuto.
Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
ma la più grande di esse è la carità.
S. Paolo - dalla I° lettera ai Corinzi 13,1
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Giulietta: Come sei potuto venir qui, dimmi, e perché? I muri del giardino sono alti, e difficili a scalare, e per te, considerando chi sei, questo è un luogo di morte, se alcuno dei miei parenti ti trova qui.
Romeo: Con le leggere ali d'amore ho superati questi muri, poiché non ci sono limiti di pietra che possano vietare il passo ad amore: e ciò che amore può fare, amore osa tentarlo; perciò i tuoi parenti per me non sono un ostacolo.
Giulietta: Se ti vedono, ti uccideranno.
Romeo: Ahimè! c'è più pericolo negli occhi tuoi, che in venti delle loro spade: basta che tu mi guardi dolcemente, e sarò a tutta prova contro la loro inimicizia.
Giulietta: Io non vorrei per tutto il mondo che ti vedessero qui.
Romeo: Ho il manto della notte per nascondermi agli occhi loro; ma a meno che tu non mi ami, lascia che mi trovino qui: meglio la mia vita terminata per l'odio loro, che la mia morte ritardata senza che io abbia l'amor tuo.
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Che cosa si può dire delle ossessioni? Sono i reparti speciali del comportamento umano. Se la condizione di single, e io ne sono convinto, è uno stato d'assedio -si crea una lunga serie di esigenze e non si vuole rinunciare alla propria indipendenza fino all'arrivo della SuperDonna - allora le ossessioni sono la quinta colonna che, quando ti credi al sicuro, scalano le tue mura e fanno irruzione dalle finestre con i mitra spianati. Non c'è difesa che tenga.
Chissà se stai dormendo.
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checco: "Ma tu, stamattina, eri felice?"
Luca: "triste di sicuro no, hai visto che gnocca che era? e non ti dico in movimento.. a momenti dovevo prendere sgabello, frusta e cerchio infuocato! va beh, sei serio. Che ne so?! Io non so nemmeno se esiste la felicità. Intendo dire come condizione perpetua. Credo che la felicità siano picchi che durano attimi, secondi. Ma non so se sono felice, a volte lo sono stato e spero di esserlo ancora, ma non mi lamento. Va beh, io vado, ciao me**a, ci vediamo dopo. Ah! Se vuoi restare solo a pensare alle tue stronzate, dimmelo.. che tanto non mi frega, io ti chiamo lo stesso, ciao."
Me ne sono tornato verso casa con la convinzione assoluta che quella sera non sarei uscito. Sarei rimasto solo a pensare alle mie stronzate, come aveva detto Luca.
Mentre stavo salendo le scale di casa, mi è arrivato un messaggio sul telefono. "La nostra amicizia è fonte di felicità. Luca"
Lo aveva già fatto altre volte. Mi mandava dei messaggini carini e pieni d'affetto, ma di persona non riusciva a dirmi quelle cose. Io mi commuovevo. Io lo amavo. (...)
Luca faceva così. Utilizzava i messaggini come forma di comunicazione, ma te lo diceva. Con quei comportamenti avevi la sensazione che aprisse una finestrella su un mondo che teneva nascosto. Un mondo delicato, fragile, al quale ti lasciava accedere per brevi attimi. Un mondo che faceva fatica ad aprire anche a me, che ero il suo migliore amico. Ma io sapevo che c'era. E anche se era nascosto bene, dietro a tutte quelle battute, quelle frasi, quel modo superficiale di apparire, io lo sentivo.
Un mondo per pochi .
E' una vita che ti aspetto.
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"Lasciare non è perdere, ma trovare di nuovo altrove". (Angelo per un giorno- Gennaro Matino)
"I ricordi più lontani, a volte, sono i più nitidi, e si riaprono ferite mai chiuse, eppure vivi solo per quelli, perchè la tua quotidanietà, a confronto, è sbiadita e scialba". (Alda e io- Alda Merini e Sabatino Scia)
"Forse non ogni uomo è uomo. Questo è un dubbio che viene. Un uomo ride e un altro piange. Tutti e due sono uomini; anche quello che ride è stato malato; eppure egli ride perchè l'altro piange [...] Non ogni uomo è uomo allora; e genere umano non è tutto genere umano. E' più uomo un malato, un affamato; è più genere umano il genere umano dei morti di fame". (Conversazioni in Sicilia- Elio Vittorini)