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L'adolescente americano è multimediatico e multitasking

  1. #1
    Ser Nwanko
    Ospite

    Predefinito L'adolescente americano è multimediatico e multitasking

    NEW YORK - In camere da letto diventate bunker high-tech gli adolescenti americani guardano al televisione mentre chattano online, navigano su siti web, si scanbiano foto digitali e sms sui cellulari e giocano ai video- games in molti casi simultaneamente. E i compiti, quando? Sempre nello stesso periodo.



    Un rapporto appena pubblicato negli Usa scopre il fenomeno del multi-tasking che per i genitori di adolescenti e preadolescenti e' una quotidiana realta': usando piu' di un gadget high tech alla volta, ad esempio giocando al Game Boy mentre ascoltano musica sull'Ipod, i ragazzi americani - ma vale per molte altre societa' industriali avanzate - accumulano ogni giorno otto ore e mezzo di esposizione ai media. In realta', rispetto a sei anni fa, il tempo che un teen-ager passa davanti ai media e' lo stesso. E' il ''multi-tasking'' che crea l''effetto cumulo' e che rischia di rendere oggi controproducente lo storico grido di battaglia di madri e padri: ''Vai in camera a fare i compiti''. Un terzo dei ragazzi interpellati nel rapporto ha ammesso che, mentre suda sui libri di scuola, parla anche al telefono, viaggia sul Web, manda Sms, tiene la tv accesa e ascolta musica in cuffia.

    EFFETTI SU CONCENTRAZIONE INCERTI - ''I ragazzi consumano molti tipi di media contemporaneamente. Non sappiamo se sia bene o male'', ha commentato Drew Altman, presidente della Kaiser Family Foundation che ha pubblicato il rapporto intitolato 'Generation M: i media nella vita dei ragazzi tra otto e 18 anni'. E Vicky Redout, la sua vice: ''Gli effetti del 'multi- tasking' sono ancora vaghi. Non diciamo necessariamente che il tempo passato sui media sia mal speso, ma bisogna capire come influisce sulla gia' fragile capacita' di concentrazione dei ragazzi''.

    Kaiser e' una organizzazione indipendente che studia l'effetto dei mass media sull'infanzia: qualche anno fa mise a rumore la sua scoperta che un largo numero di famiglie americane mettevano una tv in camera ai figli fin dalla tenera eta' di due-tre anni. Rispetto al primo rapporto della Fondazione nel 1999 il tempo passato dai teen-ager e dai pre-teenager davanti a videogiochi e computer e' piu' che raddoppiato. Quasi nove ragazzi su dieci vivono oggi in case in cui c'e' almeno un computer, sette su otto hanno una piattaforma di qualche tipo per videogiochi.

    UNA GENERAZIONE DI SUPERFICIALI? - Lo studio della Kaiser ha provocato la reazione preoccuipata di molti addetti ai lavori: secondo Jane Healey, psicologa dell'eta' evolutiva di Vail in Colorado, ''il multi-tasking sta addestrando i nostri figli a fare tante cose superficialmente e nulla in profondita'. Saranno mai attrezzati a far fronte non solo a problemi tecnologici ma anche a problemi umani?''. E Diane Levin che insegna teorie dell'educazione al Wheelock College si e' chiesta ''cosa significhi lavorare essendo costantemente interrotti. Come riesci a far proprii pensieri o idee?''.

    Le preoccupazioni sono rimbalzate anche a Washington: Hillary Clinton, senatore dello stato di New York spesso attenta ai problemi legati all'infanzia e agli adolescenti, ha osservato che ''si sta facendo un esperimento con i nostri figli, e non abbiamo alcuna idea di quali possono essere i risultati''.

    GENITORI PERMISSIVI SU USO MULTIMEDIA - Lo studio della Kaiser, pur notando un ''gap sociale'' basato sull'etnicita' e sullo stato economico, ha scoperto che in molte famiglie le stanze del figlio sono diventate ''palazzi multimediali''. Il 68 per cento di tutti i ragazzi americani ha la tv in camera, il 54 per cento ha il videoregistratore o il lettore Dvd (erano il 36 per cento sei anni fa) e il 37 per cento l'accesso al cavo o al satellite.

    Di fronte a questi ''palazzi'' l'atteggiamento dei genitori e' all'impronta del lasciar fare: la meta' delle famiglie americane non ha alcuna regola su quando si guarda la televisione; solo il 23 per cento dei genitori limita il tempo che un figlio puo' passare al computer e appena il 17 per cento pone un 'tetto' alle attivita' di videogiochi.

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    sono convinto che se questa ricerca é vera in futuro danneggierá notevolmente la societá statubitebse piú di quanto non lo sia ora!

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