gia..
e cmq adesso mi documento e posto tutto cosi la smettiamo..
anche perchè nel resto di europa si usa da una vita sta pillola..
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beh si chiaro llonina che non son un medico ma farmacologia e biochimica son materie che ho studiato. e tuttora mi occupo di sostanze biologicamente attive :roll: qualcosa credo di saperlo e leggo spesso articoli su riviste elettroniche famose...
Sono contraria alla pillola del giorno dopo, alla RU e all'aborto.......... io amo la vita, non la morte
La PILLOLA DEL GIORNO DOPO?
Quindi anche alla pillola anticoncezionale, e al condom, e al sesso orale e manuale,
al salto della quaglia, etc etc etc :lol:
anche la tachipirina è dannosa per il fegato ma non mi pare che sia vietata, idem per altri milleMILA sostanze... ochéi che nel caso di pillole si parla di ormoni ma... è solo una puntualizzazione
se semplifica l'atto dell'aborto ed è meno dannosa per la salute sono favorevole
Che poi, alla fine, il punto NON è per niente la dannosità della pillola.
L'unico problema è la legge 194 (che è fatta con i piedi) la quale da un lato prevede la possibilità di utilizzare per l'aborto le tecniche più avanzate e meno invasive disponibili, dall'altra impone l'aborto in strutture mediche specializzate (?).
E' questo che succede quando le leggi si fanno con i piedi e non si consultano esperti in materia; la pillola era già sperimentata al momento dell'approvazione della normativa, quindi non vedo come sia stato possibile non valutarne la possibilità di utilizzo.
Sorvolo sui commenti idioti :lol:
La legge è del '78, revisionata nell'81 con norme aggiuntive. Il Mifepristone (Ovvero la Ru) venne sintetizzato e sperimentato per l'aborto chimico dal 1980.
Nell'88 venne commercializzata in Francia.
Non era dunque fantascienza, ed è utilizzata da circa un decennio in praticamente tutti i Paesi dell'Unione.
Una normativa chiara e organica in proposito sarebbe dovuta essere stata il minimo.
Bè, però imporre sia le tecniche meno invasive e sia l'aborto in strutture mediche specializzate non crea conflitto :D
Anzi, la Ru486 è appunto una tecnica meno invasiva, e c'è l'obbligo di prenderla in ospedale....è perfetto :D
Tuttora non riesco a capire bene a cosa si stiano attaccando per non farla passare....guarda, sarebbe più coerente (pur se non condivisibile) un rifiuto della Ru in un ipotetico stato in cui l'aborto è illegale! Lì per lo meno ci sarebbe un filo logico....ma qui l'aborto è consentito! :lol: E ci sono pure quegli stralci di legge, quindi PERCHE' non è consentita, che *****! :lol:
Sì, ma infatti io il punto non l'ho capito. E' vietata, mi pare, solo in due Stati europei dove l'aborto è illegale.
In realtà credo che il punto su cui si fa leva sia che con le pillole sarebbe possibile abortire anche fuori da strutture ospedaliere.
Ma il fatto è che ciò è già possibile tuttora, in maniera più pericolosa e incontrollata!
Ricordo ancora il servizio delle Iene di qualche tempo fa sulla pillola contro la gastrite che provoca aborto.
Comunque, come al solito, c'è da rilevare che negli ultimissimi decenni i legislatori hanno fatto loro dei veri "aborti" in senso legislativo! E senza Ru! :lol:
Sacconi vorrebbe un ricovero ospedaliero di 3 giorni.
Senza questo niente RU.
E non lo so, francamente, negli altri paesi come funziona.
A parere mio basterebbero 3 giorni di riposo, eventualmente, e un po' di visite.
Cioè.. uno dei vantaggi di 'sta pillola è anche il costo sanitario.
Niente ricovero, niente pasti, niente lenzuola da lavare, niente questo, niente quello.
Secondo me se la produceva la Farmindutsria, 'sta RU la vendevano pure alla Coop.
Sono perfettamente d'accordo con Sacconi in questo caso. Se non tre giorni almeno 2, ma comunque non in "day hospital" tanto per chiarire :045: Non è una caramella, mettiamocelo in testa....ovvio, è molto meno fastidioso di un intervento chirurgico, ma non è una caramellina.....
Non saprei...magari hai ragione, chissà :D
In realtà io che effetti ha sull'organismo non lo so mica, un esperto sarebbe gradito.
Altrimenti non possiamo valutare oggettivamente se sia necessario o meno il ricovero post-assunzione.
Sarebbe sufficiente sapere come si comportano negli altri paesi ^^
Ma non riesco a trovare una cippa.
Da quanto leggo da Wiki
Quote:
Originariamente inviata da Wiki
Direi che ciò che è necessario è una visita e un ricovero dopo due giorni per un giorno intero (si parla di espulsione in mezza giornata).
C'è da aggiungere, però, che il rischio di emorragie pare non essere del tutto infondato; si potrebbe giustificare la proposta di tenere sotto osservazione per le 48 ore in questione la paziente.
Mmm... Forse il tenerla sotto osservazione è effettivamente consigliabile, non so.
stiamo parlando di ormoni. e con codeste molecole complesse non si scherza MAI :|
gli effetti sull'organismo son molteplici e difficili da spiegare in 2 righe...
basti sapere che gli ormoni regolano moltissimi e molteplici aspetti della nostra vita dalla nascita alla vecchiaia... testosterone e progesterone sono essenziali nel nostro sviluppo ma se presenti in dosi minori o maggiori del normale provocano modificazioni anche serie e a volte pericolose...
in alcuni casi gli ormoni vengono assunti per ovviare a mancanze o disfunzioni... un chiaro esempio è appunto quello in ambito ginecologico: alcune combinazioni di progesterone/estrogeno possono regolare il ciclo mestruale, portando o meno a modificazioni nel corpo della donna... maggior ritenzione idrica, maggior appetito, aumento delle mammelle, etc. oppure possono come nel caso della RU486 essere usate per l'interruzione di gravidanza... con tutti i side effects del caso tra cui l'emoraggia probabile... bisognerebbe leggere il foglietto illustrativo di tale farmaco...
E' una cosa "nuova" per Noi, non siamo sicuri dell'effetto a quanto ho capito..
Quindi un controllino male non farebbe.
Ma tanto l'hanno tolta adesso, no?
E poi se non vengono specificate le caratteristiche della pillola non si possono trarre conclusioni a modo XD
Sìsì è vero, però è un medicinale abbastanza invasivo rispetto a un Ketodol o ad un'Aspirina, quindi invece di rompere col Papa che era contro avrebbero dovuto spiegare meglio a chi è a casa, anche perché se poi si parla coi medici ognuno ha la propria visione.. i ricercatori invece magari sono meno di parte, penso..
Vabeh:D
Ma di solito gli effetti collaterali ed i rischi dei medicinali, o delle cure,
o degli interventi in genere, si conoscono quando bisogna ricorrere
all'utilizzo di 'ste cose.
Inutile farci sapere gli effetti collaterali PRIMA dell'approvazione.
Cioè.. non è il consumatore finale che deve approvare un prodotto di questo genere...
Il Consiglio Superiore di Sanità ha deliberato che la somministrazione della pillola abortiva RU486 in Italia possa avvenire soltanto a fronte di un ricovero ospedaliero ordinario.
Con il paradosso che la donna che abortirà chirurgicamente lo potrà farà in day hospital, mentre chi vuole evitare il bisturi dovrà restare in ospedale
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Il Consiglio Superiore di Sanità, organo pletorico e francamente poco autorevole, ha deliberato che la somministrazione della pillola abortiva RU486 in Italia può avvenire soltanto a fronte di un ricovero ospedaliero ordinario fino alla verifica dell'espulsione completa. Quindi, nel nostro Paese - diversamente da ciò che normalmente accade da anni in tutti i paesi della Ue (con l'eccezione dell'Irlanda e del Portogallo), negli Usa e in Canada - si autorizza una pillola che ha come funzione quella di evitare un costoso e gravoso ricovero ospedaliero, ma se ne vincola l'uso al suddetto ricovero ospedaliero. E si dice chiaramente alle regioni che avevano deciso di somministrare la RU486 in day hospital che il ricovero giornaliero non va bene. Con l'incredibile paradosso che la donna che abortirà chirurgicamente lo potrà farà in day hospital, mentre quella che avrebbe preferito evitare il bisturi e inghiottire una pillola lo dovrebbe invece fare restando chiusa in ospedale (senza motivo e con evidente stress psicologico) per almeno tre giorni. E con un inevitabile effetto boomerang: le donne decideranno di "firmare" l'uscita dopo aver preso la pillola e se ne andranno a casa sotto la propria responsabilità.
Chiunque dica che il ricovero "va fatto per tutelare la salute della donna", non ha letto la letteratura scientifica e non ha capito bene a cosa serva l'Aifa. Che è l'ente governativo preposto al controllo sui farmaci e, presumiamo, se autorizza un farmaco è perché ne ha verificato efficacia e sicurezza. Dunque, se l'Aifa ha autorizzato la RU486 non si vede perché un organo consultivo pletorico debba metterne in discussione la sicurezza. Il Css era chiamato quindi a esprimersi su un farmaco autorizzato a seguito di una delibera dell?Aifa pubblicata in Gazzetta Ufficiale dopo amplissime valutazioni sia scientifiche che giuridiche. Quella delibera si limita ad indicare che la RU 486 è un farmaco ospedaliero e che come tale da prescrivere solo in ospedale. Non entra volutamente nel merito del ricovero ordinario o del day hospital, lasciando tale scelta al prescrittore e alle sue valutazioni del caso.
Insomma, com'è logico, l'Aifa dice: ecco il farmaco, lo prescriva solo il medico ospedaliero perché è un presidio delicato e lo prescriva secondo scienza e coscienza, come sempre i medici possono e devono fare. Valuti lui se la donna ha problemi clinici che consigliano il ricovero o se non li ha e quindi se ne può andare a casa. Qualunque discussione medico scientifica è chiusa.
È quindi evidente che non c'è un problema medico, ma giuridico. Un problema che riguarda la legittimità o meno dell'uso in day hospital della pillola rispetto a quanto contemplato dalla legge 194 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza. Anche in questo caso, la lettura della legge in chiave restrittiva e anti day hospital cozza vistosamente con quanto effettivamente scritto e voluto dal legislatore del 1978. E questo perché in nessun comma della legge è detto che l'aborto debba avvenire obbligatoriamente in regime di ricovero ordinario in ospedale. Al contrario, è previsto che esso possa avvenire anche "presso poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati, funzionalmente collegati agli ospedali ed autorizzati dalla regione" (art.8). Ma anche presso case di cura autorizzate dalla regione (sempre art.8). Inoltre viene chiaramente detto che la degenza in ospedale per l'aborto è una eventualità ma non la prassi (articoli 8 e 10). E, infine, viene esplicitamente previsto che si debba promuovere "l?uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza" (art. 15). Insomma la 194 non pregiudica in alcun modo la possibilità di usare la RU 486 con protocolli di monitoraggio a distanza da parte dell'ospedale, consentendo alla donna di stare a casa nel periodo di attesa del processo abortivo. E qui si apre un altro incongruo: il Css dice che la donna deve stare in ospedale fino all'espulsione avvenuta. Quindi giorni e giorni, giacché, per lo più, la sola somministrazione della RU (mifepristone) non è sufficiente e dopo un paio di giorni necessita della somministrazione di prostaglandine: tutte pillole, s'intende, che la donna potrebbe prendere in ospedale e poi andarsene a casa sua a consumare in silenzio e tra i suoi cari la sua personalissima tragedia (giacché non va dimenticato: l'aborto è sempre una tragedia per una donna). Invece i Soloni del Css decretano che lei dovrà starsene in ospedale a piangere in solitudine occupando un letto prezioso e sprecando denaro pubblico. È ovvio che il vero motivo di tutta questa inutile manfrina è annullare di fatto ragioni e convenienza dell'aborto farmacologico. Ma proprio per questo è altrettanto ovvio che scatterà il "signora, se vuole, può firmare e andarsene". Ed è ovvio che la maggioranza delle donne lo farà. Punite due volte.
L'ultima beffa della pillola RU486 | L'espresso
A monte.
Via a antidolorifici-calmanti e raschiamenti a go-go.
Evviva!Evviva!
che roba ridicola, una legge fatta da ignoranti in materia medica