si infatti..non è che poi la pillola te la regalano..servirà prescrizione,ricetta etc etc..e di certo non la danno a caso..
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si infatti..non è che poi la pillola te la regalano..servirà prescrizione,ricetta etc etc..e di certo non la danno a caso..
E' già un'impresa farsi prescrivere la pillola del giorno dopo, in certi posti...
Figurarsi la Ru ..
magari intendeva le persone che ne fan parte no? gli esponenti...sicuramente non intendeva i mattoni che la compongono no?
lo so che i clericali non sono una razza...ma si capiva bene il concetto espresso..tutto li..anche se le parole non erano "perfette" ^^
ciò che forse ignori sono i significati connotativi che ha assunto il termine nella storia. si può parlare di razzismo anche per le discriminazioni nei confronti di omosessuali e mussulmani. dunque è più che lecito parlare di razzismo anche quando si tratta di culture e ideologie.
ma diciamocela tutta... quanti ormai sono credenti??? poi quel cavolo di papa nn lo sopporto... la chiesa è buona solo a mangiarsi i soldi e il papa cammina con le praga ai piedi... meglio abortire che lasciare morire un bambino nel sacchetto della spazzatura o in un cassonetto... dobbiamo essere liberi di scelta.. certo se chi non vuole bambini facesse più attenzione sarebbe meglio.. da non considerare magari la gravidanza successe x stupro.. allora li la donna dovrebbe essere libera di poter abortire come si fa a crescere un bambino che ti somiglia al tuo stupratore...?????? ci sono cose peggiori al mondo cerchiamo di risolvere quelle...
ma si è liberi di scelta infatti,mica ti vietano di abortire...
la chiesa è coerente e segue la sua logica. condivisibile o meno,è la sua logica. dal momento che ritiene l'aborto come peccato mortale,sarebbe incoerente se non scomunicasse chi ne fa uso o chi lo favoreggia.
se poi tanto non credete,càa ve ne frega della scomunica?
Ah.
Io ne sono solo felice.
Il mondo potrebbe andare avanti benissimo essendo popolato di cristiani non cattolici.
Però c'è una cosa abbastanza strana : chi abortisce viene scomunicato. I preti pedofili non vengono scomunicati ... :o
della scomunica importa..perchè essere battezzati credo significhi avere un certo legame con la chiesa..un legame non voluto..la scomunica me lo toglierebbe..^^
io non lo ho..mai avuto dalla nascita ^^ stavo solo cercando di interpretare quello che volevano dire gli altri
Roma, 8 ago. (Adnkronos/Ign) - Il via libera da parte dell’Agenzia italiana del farmaco alla pillola abortiva Ru486 scuote il mondo politico. Dopo l'attacco da parte del Vaticano, dissidi si registrano anche all’interno degli schieramenti e degli stessi partiti. Il capogruppo del Pdl a palazzo Madama Maurizio Gasparri chiede che sia il Parlamento a occuparsi della vicenda. Una proposta che provoca l’intervento dell’ex leader di An Gianfranco Fini, ora presidente della Camera. "Trovo originale pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull'efficacia di un farmaco. Ognuno ha le sue opinioni, anche io ho la mia, ma non è oggetto di dibattito politico. Poi ci sono le linee guida del governo, si è pronunciata l'Agenzia del farmaco, non vedo cosa c'entri il Parlamento" sottolinea Fini.
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:ok:
ma infatti... su che katzo si deve esprimere il parlamento se son per la maggior parte persone che non sanno un katzo di farmacologia né son medici né sanno moltre altre cose... ognuno ha sue opinioni ma è soggettiva la cosa, non oggettiva...
Fini è uno dei pochi politici in Italia
Stavolta Fini ha perfettamente ragione. Una volta che le Agenzie preposte alla valutazione e la sperimentazione di un farmaco hanno dato il via libera e le leggi ne consentono l'uso nel Paese, cosa vuoi che debba dirti il Parlamento?....
L'aborto è legale, e questo è assodato.
Fatta questa premessa devo capire cosa ci sia di male nel risparmiare ad una donna che decide di esercitare un suo diritto un intervento chirurgico.
Il vaticano e le forze di destra in generale sui temi etici di qualunque tipo non finiscono mai di scartavetrare i cogli*ni.
Gli spermatozoi e la cellula fecondata sono la stessa cosa.
Questa fesseria è fantastica. :lol:
Mò me la segno. :lol::lol:
fini è un uomo che da un po si è ricordato di avere un cervello
Ma tu non eri di destra abbastanza "spinta"?:|:lol:
Il problema non è cercare di dare un'etica, cosa che ritengo sacrosanta, ma il QUALE etica dare :040:
STAVOLTA ti do ragione....dopo qualche "defeillance", stavolta ci ha preso anche secondo me
A maggioranza, con un capolavoro d'ipocrisia e falsità, il Senato ha chiesto lo stop all’introduzione della RU-486 sul mercato, in attesa di un parere tecnico di congruità tra il farmaco e la legge 194. I rischi paventati, quando fin dal primo momento alcune reazioni politiche all’aborto chimico furono scomposte e aggressive, sono diventati impedimenti di fatto. Irragionevoli le motivazioni addotte e pericolosa l’esondazione di potere istituzionale sull’esercizio della libertà individuale. Vergognosa invece la genuflessione dei cosiddetti rappresentanti del popolo ai piedi dei vescovi, che nella vendita e nell'utilizzo del farmaco vedono la reincarnazione definitiva del suo diavolo peggiore: quello della libertà delle donne di disporre del proprio corpo.
Il parere tecnico, rivendicato impropriamente e fuori tempo massimo dal solito gruppetto di proibizionisti, è evidentemente di competenza dei tecnici ed è già stato dato dall’AIFA, organo deputato proprio a questo. Quanto al ruolo del Ministero della Salute, tanto invocato, sull’esame della congruità della pillola RU-486 con la legge 194, che ha liberalizzato l’aborto nel 1978, non è, come vogliono far credere, qualcosa ancora da dimostrare, semmai proprio tutto il contrario. La legge 194 è infatti la condizione preliminare e fondante per l’introduzione di opzioni alternative all’aborto chirurgico. Confondere le premesse con le conclusioni è un modo sporco di ragionare, facilmente smascherabile, una manovra per intorbidire le acque che tradisce quale sia il vero spauracchio dei moralizzatori: colpire proprio il diritto all’interruzione di gravidanza e il corpo della legge 194.
Gli oppositori più accaniti, tra cui l’on. Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, e quelli più timidi, fintamente neutrali come Dorina Bianchi, che ha rimesso il suo mandato a Tomassini, hanno utilizzato diverse strade per picconare un diritto già sancito dalla legge per le donne. Si è parlato di ritorno all’aborto domestico, quando invece il farmaco sarebbe stato somministrato in ospedale e sotto stretta sorveglianza. Si è parlato di danni alla salute delle donne e di un farmaco affatto indolore, come se qualcuno avesse omesso che ogni rimedio chimico allopatico ha controindicazioni ed effetti collaterali di cui la paziente deve essere ben informato e consapevole. Si è parlato di un nuovo modo di abortire molto più rischioso, come se la pillola RU486 - tra l’altro - fosse un obbligo imposto alle donne e non un’opzione alternativa al metodo chirurgico.
Soprattutto, e questo è il vero centro della polemica politica, si è visto nell’assunzione della pillola la banalizzazione di una scelta morale delicata e complessa quale quella dell’aborto. Ed è tutto qui il passo falso dei cari teodem e dei finti liberali. Basta leggere la legge 194 per rendersi conto che il corollario delle premesse, il comportamento indicato ai sanitari e agli psicologi, l’iter faticoso di riflessione che è imposto dallo Stato alle donne è proprio mirato a scongiurare la facilità e la comodità ad abortire, a non utilizzare mai l’interruzione volontaria di gravidanza come rimedio contraccettivo, a sentire la gravità della scelta. La legge 194 così come é ora é ben piantata, anche troppo, sul controllo e sulla sorveglianza delle donne nell’esercizio della loro libertà.
Rimane poi sempre vero che la maturità morale di una donna, come tutti, non è misurabile con l’incremento delle restrizioni legislative, ma con un’educazione progressiva e permanente per le giovanissime. Magari al posto dell’ora di religione, ad esempio. La scelta di una donna per la pillola piuttosto che per l’aborto chirurgico è una scelta che investe il campo della tecnica, del rimedio considerato più idoneo alla propria accettazione psico-fisica, non è mai una scelta morale. La scelta avviene prima, nel momento in cui si decide di abortire, non nel come. Con la Ru486 non è in questione l’aborto, ma il modo in cui abortire. Far saltare questa differenza significa proprio mettere le mani sulla 194.
Come mai nessuna commissione d’indagine conoscitiva si è aperta sulla commercializzazione frettolosa e a tappeto del vaccino per l’H1N1, di cui sappiamo poco o nulla e che ci è stato vivamente consigliato sui nostri figli? Forse perché c’è forte odore di soldi e perché si tratta di farmaci e commercio, punto? Anche nel caso della RU-486, della chimica e dei suoi effetti non importa a nessuno. Le ragioni di tanto clamore sono falsamente tecniche e sono invece tutte morali, tanto è vero che si torna a parlare della 194 che è proprio la legge che impedisce ogni deriva abortista tanto temuta. L’obiettivo è riscrivere e mettere le mani su quel testo, unico esile baluardo della libertà femminile nel nostro Paese.
Noi non siamo la Francia, né la Gran Bretagna, né la Spagna, né la Germania. L’Italia non è in Europa. E l’alleanza di potere e fede cattolica, unita al dominio dello Stato sul singolo, è un modo tutto italiano di predicare la libertà individuale, senza avere alcuna considerazione seria del suo inestimabile valore.
I senatori del Vaticano
Ci risiamo :roll: