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La politica è una cosa sporca. Anche il culo delle galline: ma l'uovo esce da lì (*)

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    Predefinito La politica è una cosa sporca. Anche il culo delle galline: ma l'uovo esce da lì (*)


    Un mio cognato in seconda è assessore a Infrastrutture, Trasporti, Zootecnia, Turismo, Eventuale e Varie – con delega alla festa del patrono – in un paese di circa 500 abitanti a circa 900 m.-s.l.m.. Porcherie non ne fanno: lo spazio per la porcilaia non c’è.
    Però la politica è politica: è una cosa sporca e bisogna che qualcuno le mani se le sporchi. Loro (quelli della maggioranza) porteranno quei 40/50 voti al candidato alle politiche; lui se vince gli porterà su in montagna la superstrada e il sexy-shop. La rielezione della Giunta è garantita.
    La voce è girata, perché la perpetua del curato ha intercettato per caso il sindaco che prometteva al parroco la tinteggiatura della facciata della chiesa se convince un po’ di gente a votare il loro candidato.
    C’è il problema del sexy-shop (che tira su i turisti il fine settimana e d'estate): lo apriranno solo dopo le 21 e venderà anche la Famiglia Cristiana e il bollettino parrocchiale; sui preservativi ci scriveranno: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE.
    Più il 5% dell’incasso per i poveri della parrocchia. Ce n’è più, ma le tradizioni sono sacre. Il vescovo ha telefonato e ha detto: va bene, ma lasciate che questi spiccioli vengano a me.
    Per fare su la superstrada devono tirare giù un paio di pollai: il rumore farebbe abortire le galline e il parroco è contro. Le galline, però, che sono stupide e non capiscono il progresso, non vogliono spostarsi e minacciano lo sciopero delle uova. Andranno avanti a culo duro. Loro le moroidi non gli vengono.
    Per convincerle senza spargimento di sangue, hanno chiamato Scelli, quello che prima guidava la Croce Rossa. Per non saper né leggere né scrivere (regolare: è un avvocato, il suo mestiere è solo parlare), lui si è calato nei panni del mediatore: si è travestito da gallo come aveva visto nei fumetti di Asterix.
    Le galline, che non saranno delle aquile ma non sono nemmeno delle oche, lo hanno riconosciuto subito e gli hanno chiesto l'autografo. Per non fare la figura dell'analfabeta, ha detto che si era dimenticato a casa la Mont-Blanc. Le galline gli hanno offerto le loro penne. Lui allora ha tentato l'ultimo dribbling: "Ragazze, io sono stato ambasciatore della Croce Rossa nel mondo e si sa: ambasciator non porta penna".
    Le galline, sentendosi prese per il culo, che già era duro, hanno emesso un urlo di dolore e trafitto Scelli con tante beccate da fargli vedere le stelle. Quel giorno sarà festeggiato come il giorno del 'Tu Scelli dalle stelle'.
    Siccome la politica ha i suoi tempi e le sue ragioni, il mio cognato in seconda ha importato delle galline turche e in poco tempo il pollaio è rimasto vuoto. Il progresso ha avuto la strada spianata e la superstrada ha avuto spianato il pollaio.
    Per il momento c'è solo il sexy-shop, perché prima tocca vincere le elezioni; come diceva il grande politologo Tocqueville: do utero des (io il francese non lo so, ma questa qui me l'ha detta mio cognato, che legge sempre la Gazzetta dello Sport e Cronaca Vera e c'ha Sky per vedere le partite).
    Il parroco la sera dopo le 21 sta sempre lì a vedere chi entra e se escono senza il bollettino parrocchiale e la Famiglia Cristiana minaccia la scomunica papale.
    Gli affari vanno bene e si dice che adesso venderanno anche delle radioline con la sintonia fissa su Radio Maria. Che è una stupidata, perché la senti ugualmente in tutti i buchi anche se non la cerchi.
    Il vescovo ha detto a radio Maria: "Se il sexy-shop stimola la copula e sui profilattici (i vescovi sono gente che ha studiato) c'è scritto che fanno male alla salute, è più facile che nascono i bambini. Allora è meglio che nascono figli di gente che legge la nostra stampa cattolica: comunisti, radicali e musulmani ce n'è già troppi".
    Per l'inaugurazione hanno invitato Eros Ramazzotti che ha cantato l' 'Ave Maria' e la 'Salve regina' arrangiate dal maestro Mazza, accompagnato dal coro dell'Antoniano. Non presentava il mago Zurlì e nemmeno Mara Venier, perché fa vedere troppe poppe.
    Mio cognato in seconda mi ha giurato che loro con il crack della Limon Bravars non c'entrano niente.



    (*) Dalì ce lo vedo bene come uovo, in quanto degenerazione ellissoide della sfera. Ho paura di ciò che ho scritto

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