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Che c**o essere vergini stolte!

  1. #1
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    Uomo 66 anni
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    Predefinito Che c**o essere vergini stolte!


    Da dove nasce il comico? Da un utero, come tutti gli altri. E’ il seme che è diverso: nasce il comico quando l’ovulo femminile viene fecondato da un seme di riso. Si va dal riso superfino giù giù fino al riso Scotti.
    La vox populi vuole che il riso abbondi sulle labbra degli stolti; vi andrò a narrare come ciò sia vero alla lettera - ma, per colmo d’ironia, falso nella realtà.
    E’ nota a tutti la parabola delle vergini stolte e delle vergini sagge (Mt 25,1-13)
    Cinque vergini stolte, “presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.”
    Il Vangelo, essendo ispirato al buonismo più assoluto, nulla di più ci dice sulle vergini; ma non è difficile ipotizzare che, se dovevano attendere le nozze altrui per sollazzarsi un attimo, tutto ‘sto sex-appeal non dovevano avercelo.
    Che succede, in quel frangente? Le vergini, poco avvezze a vegliare la notte, crollano per il sonno e, quando arriva lo sposo, vengono bruscamente svegliate per andargli incontro. Le vergini sagge, grazie alla scorta di olio, possono corrergli incontro con le lampade accese. Risultato: il tapino, vedendosi investito da quel rullo compressore di avvizziti ‘fiori mai colti’ (De Andrè), se la dà a gambe levate (per quanto, spiegatemi voi come si possa correre a … gambe levate …).
    Si imbatte allora nel quintetto delle stolte, che, nel buio della notte, si mimetizzano mica male. Rinfrancato e ringalluzzito, lo sposo gli fa: “ In verità vi dico: non vi conosco.” (era un avido lettore della Bibbia, lui).
    Quelle, di rimando: “C’è sempre una prima volta”.
    Lo sposo, uomo colto e raffinato – memore del principio hegeliano che di notte tutte le vacche sono nere – decide di approfondire la conoscenza e dà vita al rito dell’addio al celibato.
    Va da sé che a divertirsi e a ridere furono le vergini stolte, dando origine al detto che ‘il riso abbonda sulle labbra degli stolti’.
    Le vergini stolte persero la verginità; ma se ne fecero una ragione e non si recarono nemmeno all’ufficio oggetti smarriti per cercarla.
    Morale della favola: non esistono vergini sagge.




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