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La famiglia nasce come nucleo fondamentale della società, il primo mattone su cui si basa l'intera società; e questo perchè è un'aspetto naturale della vita umana che non può non esserci.
Il fatto che una donna ed un uomo (anche una coppia gay magari, ma il discorso non riguarderebbe lo stato primordiale della storia della società) si uniscano in un vincolo che li veda insieme nella cura e lo sviluppo del proprio figlio corrisponde alla prima realtà di società che l'uomo abbia conosciuto nella propria storia. Che poi le diverse famiglie, per rispettivi vantaggi abbiano deciso di riunirsi e di darsi regole e leggi vivendo in società formate da più famiglie è una conseguenza.
Probabilmente può esistere una società senza nuclei familiari, ma il punto è che l'uomo ha insito in sè il bisogno di occuparsi della propria prole o del proprio compagno, perchè c'è un legame d'amore e d'affetto su cui si basa (o almeno dovrebbe basarsi) il rapporto che poi porta al desiderio di formare una famiglia (anche senza prole).
Il discorso vale bene riguardo due adulti che si amino: il bisogno reciproco esula dal bisogno degli altri, e questa nonostante possa essere una condizione che viene a mancare nel tempo sicuramente è un elemento assolutamente presente quando giunge il desiderio di formare una famiglia con il proprio partner. La famiglia diventa quidi il primo stadio di società basata non su leggi o regole inspide, ma su affetti che dovrebbero riguardare poi ogni individuo (concetto che poi affermano alcune religioni come il cattolicesimo), ed è il primo luogo dove il bambino impara a vivere in società ed a rapportarsi con gli altri; e quando viene a mancare l'affetto ed il giusto indirizzamento all'interno del nucleo familiare si viene ad intaccare l'essenza stessa del comune vivere in società.
La società non può avere lo stesso affetto e lo stesso impatto sul bambino che ha una madre o un padre, non possiamo mica abolire la famiglia e gettare i bimbi nelle comuni come vorresti tu S@ve.
Il fatto che tu veda tutto questo marcio nella famiglia, magari anche perchè dalle tue esperienze personali hai tratto queste conclusioni, non deve portarti a voler abolire un istituzione così fondmentale ed essenziale, ma deve portarti a desiderare di essere in futuro un genitore migliore.
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Originariamente inviata da
nuvolablu
Concordiamo quindi sulla necessità di tentare di fare il bene dei bambini, l'unica ricchezza della nostra società:)
L'esempio che ti ho fatto del 14enne era per dire che, nonostante vi possa essere uno o alcuni casi di "realtà diverse", non possiamo prenderle come esempio per creare nuove leggi o sistemi di vita; quindi per ricollegarci al nostro discorso: 2 omosessuali possono dar ad un bimbo serenità e affetto, ma nn sono "programmati" per far loro da genitori.
E' come se una ragazza che adora la musica vorrebbe far la ballerina: puo' impegnarsi quanto vuole, ma se pesa 80 kg ed è alta 1,40m non riuscirà a realizzare il suo sogno.
E' un esempio banale per dire che alla base di un progetto di vita importantissimo come quello di far da genitori, è NECESSARIA una struttura psichica e perchè no, anche fisica ( pensa all'allattamento..), nn basta l'amore e la buona volontà.
la ragazza-balena è scontato che non abbia i prerequisiti per fare la ballerina. Nel caso dell'omosessuale non è altrettanto scontato. Non tirare in ballo l'allattamento, perché neanche moltissime donne allattano. Vado anche oltre: siamo sicuri che per allevare un piccolo debbano per forza essere necessarie due persone?
Ecco, analizziamo allora le nuove esperienze (intendo le nuove famiglie, quelle dei divorziati) anche da questo punto di vista. Oppure quelle dei vedovi/e. I riferimenti maschile e femminile si possono trovare ovunque. Molto spesso (perché nel computo della famiglia canoninca da te auspicata, ci devi mettere anche questo) i genitori sono due, ma come presenza e dedizione fanno 0,5 .
Diciamoci le cose come stanno: non si permette a un single di allevare un bambino solo perché si teme che possa esserci la possibilità che questi sia omosessuale. Ma son sicuro che, se ci fosse la garanzia (senza dirlo, perché poi c'è tanta ipocrisia) che i single che adottano fossero tutti eterosessuali, allora gli (anzi meglio "le", che c'è anche quest'altra grande pregiudiziale) sarebbe consentito.
Non ho le idee chiare di come si potrebbe sostituire o trasformare la famiglia canonica, ma butto là strampalate mie convinzioni:
1. la parola genitore andrebbe sostituita con tutore.
2. Il tutore può anche essere unico, anzi è bene che lo sia vista la precarietà delle coppie.
3. Il tutore deve avere un patentino di abilitazione; questo in virtù del fatto che:
4. I bambini devono avere tutti le stesse possibilità di crescita.
Ora, chiaramente non è da pensarsi che un giorno lo Zapatero di turno si sveglia e cambia tutte 'ste cose qua. I cambiamenti vanno fatti gradatamente e certe cose vanno anche sperimentate sul campo, salvo la possibilità di essere riviste se non convincono adeguatamente.
Comunque l'unica certezza è che è inutile continuare a dire: la coppia unita, l'uomo e la donna che si amano, si promettono per tutta la vita, etc. etc. perché tanto si sa che non è PIU' VERO e che certi discorsi non portano da nessuna parte.
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Originariamente inviata da
Godel
La famiglia nasce come nucleo fondamentale della società, il primo mattone su cui si basa l'intera società; e questo perchè è un'aspetto naturale della vita umana che non può non esserci.
Il fatto che una donna ed un uomo (anche una coppia gay magari, ma il discorso non riguarderebbe lo stato primordiale della storia della società) si uniscano in un vincolo che li veda insieme nella cura e lo sviluppo del proprio figlio corrisponde alla prima realtà di società che l'uomo abbia conosciuto nella propria storia. Che poi le diverse famiglie, per rispettivi vantaggi abbiano deciso di riunirsi e di darsi regole e leggi vivendo in società formate da più famiglie è una conseguenza.
Probabilmente può esistere una società senza nuclei familiari, ma il punto è che l'uomo ha insito in sè il bisogno di occuparsi della propria prole o del proprio compagno, perchè c'è un legame d'amore e d'affetto su cui si basa (o almeno dovrebbe basarsi) il rapporto che poi porta al desiderio di formare una famiglia (anche senza prole).
Il discorso vale bene riguardo due adulti che si amino: il bisogno reciproco esula dal bisogno degli altri, e questa nonostante possa essere una condizione che viene a mancare nel tempo sicuramente è un elemento assolutamente presente quando giunge il desiderio di formare una famiglia con il proprio partner. La famiglia diventa quidi il primo stadio di società basata non su leggi o regole inspide, ma su affetti che dovrebbero riguardare poi ogni individuo (concetto che poi affermano alcune religioni come il cattolicesimo), ed è il primo luogo dove il bambino impara a vivere in società ed a rapportarsi con gli altri; e quando viene a mancare l'affetto ed il giusto indirizzamento all'interno del nucleo familiare si viene ad intaccare l'essenza stessa del comune vivere in società.
La società non può avere lo stesso affetto e lo stesso impatto sul bambino che ha una madre o un padre, non possiamo mica abolire la famiglia e gettare i bimbi nelle comuni come vorresti tu S@ve.
Il fatto che tu veda tutto questo marcio nella famiglia, magari anche perchè dalle tue esperienze personali hai tratto queste conclusioni, non deve portarti a voler abolire un istituzione così fondmentale ed essenziale, ma deve portarti a desiderare di essere in futuro un genitore migliore.
la penso uguale. io penso sempre alla famiglia come "prima società" del bambino; se il bambino impara a comportarsi correttamente nella sua famiglia e i genitori, lo educano bene, (perchè è questo uno dei loro compiti maggiori) avremo un miglior cittadino nel futuro di tutti noi.
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Originariamente inviata da
Godel
La famiglia nasce come nucleo fondamentale della società, il primo mattone su cui si basa l'intera società; e questo perchè è un'aspetto naturale della vita umana che non può non esserci.
Il fatto che una donna ed un uomo (anche una coppia gay magari, ma il discorso non riguarderebbe lo stato primordiale della storia della società) si uniscano in un vincolo che li veda insieme nella cura e lo sviluppo del proprio figlio corrisponde alla prima realtà di società che l'uomo abbia conosciuto nella propria storia. Che poi le diverse famiglie, per rispettivi vantaggi abbiano deciso di riunirsi e di darsi regole e leggi vivendo in società formate da più famiglie è una conseguenza.
Probabilmente può esistere una società senza nuclei familiari, ma il punto è che l'uomo ha insito in sè il bisogno di occuparsi della propria prole o del proprio compagno, perchè c'è un legame d'amore e d'affetto su cui si basa (o almeno dovrebbe basarsi) il rapporto che poi porta al desiderio di formare una famiglia (anche senza prole).
Il discorso vale bene riguardo due adulti che si amino: il bisogno reciproco esula dal bisogno degli altri, e questa nonostante possa essere una condizione che viene a mancare nel tempo sicuramente è un elemento assolutamente presente quando giunge il desiderio di formare una famiglia con il proprio partner. La famiglia diventa quidi il primo stadio di società basata non su leggi o regole inspide, ma su affetti che dovrebbero riguardare poi ogni individuo (concetto che poi affermano alcune religioni come il cattolicesimo), ed è il primo luogo dove il bambino impara a vivere in società ed a rapportarsi con gli altri; e quando viene a mancare l'affetto ed il giusto indirizzamento all'interno del nucleo familiare si viene ad intaccare l'essenza stessa del comune vivere in società.
La società non può avere lo stesso affetto e lo stesso impatto sul bambino che ha una madre o un padre, non possiamo mica abolire la famiglia e gettare i bimbi nelle comuni come vorresti tu S@ve.
Il fatto che tu veda tutto questo marcio nella famiglia, magari anche perchè dalle tue esperienze personali hai tratto queste conclusioni, non deve portarti a voler abolire un istituzione così fondmentale ed essenziale, ma deve portarti a desiderare di essere in futuro un genitore migliore.
Ma sei così certo che per l'affetto e l'amore sia necessaria l'istituzione di una famiglia? :roll:
Io concordo che originariamente era così, però originariamente erano così anche una serie di circostanze che ora non sono più e che rendevano solidi tali nuclei familiari.
Ormai devi ammettere che è nell'ordine delle cose che due coppie nel tempo si possano scambiare i partner. Una volta la famiglia era indissolubile anche legalmente, c'era addirittura la licenza di uccidere chi ne attentava la solidità! Quindi occorre ragionare partendo da tali diversi presupposti.
E' chiaro che io, come nessuno altro, abbia la soluzione. Quando parlo di comuni, in parte faccio una provocazione, perché se ci pensi è comunque quanto di più solido ed equo la società potrebbe offrire a un bambino con le certezze che ci sono. Io non chiedo le comuni, ma la disponibilità di tutti a discutere e l'intento di tutti di trovare soluzioni che faccinao il bene dei più piccoli.
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Originariamente inviata da
obo
la penso uguale. io penso sempre alla famiglia come "prima società" del bambino; se il bambino impara a comportarsi correttamente nella sua famiglia e i genitori, lo educano bene, (perchè è questo uno dei loro compiti maggiori) avremo un miglior cittadino nel futuro di tutti noi.
E se i genitori lo educano male?? :roll:
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
la ragazza-balena è scontato che non abbia i prerequisiti per fare la ballerina. Nel caso dell'omosessuale non è altrettanto scontato. Non tirare in ballo l'allattamento, perché neanche moltissime donne allattano. Vado anche oltre: siamo sicuri che per allevare un piccolo debbano per forza essere necessarie due persone?
Ecco, analizziamo allora le nuove esperienze (intendo le nuove famiglie, quelle dei divorziati) anche da questo punto di vista. Oppure quelle dei vedovi/e. I riferimenti maschile e femminile si possono trovare ovunque. Molto spesso (perché nel computo della famiglia canoninca da te auspicata, ci devi mettere anche questo) i genitori sono due, ma come presenza e dedizione fanno 0,5 .
Diciamoci le cose come stanno: non si permette a un single di allevare un bambino solo perché si teme che possa esserci la possibilità che questi sia omosessuale. Ma son sicuro che, se ci fosse la garanzia (senza dirlo, perché poi c'è tanta ipocrisia) che i single che adottano fossero tutti eterosessuali, allora gli (anzi meglio "le", che c'è anche quest'altra grande pregiudiziale) sarebbe consentito.
Non ho le idee chiare di come si potrebbe sostituire o trasformare la famiglia canonica, ma butto là strampalate mie convinzioni:
1. la parola genitore andrebbe sostituita con tutore.
2. Il tutore può anche essere unico, anzi è bene che lo sia vista la precarietà delle coppie.
3. Il tutore deve avere un patentino di abilitazione; questo in virtù del fatto che:
4. I bambini devono avere tutti le stesse possibilità di crescita.
Ora, chiaramente non è da pensarsi che un giorno lo Zapatero di turno si sveglia e cambia tutte 'ste cose qua. I cambiamenti vanno fatti gradatamente e certe cose vanno anche sperimentate sul campo, salvo la possibilità di essere riviste se non convincono adeguatamente.
Comunque l'unica certezza è che è inutile continuare a dire: la coppia unita, l'uomo e la donna che si amano, si promettono per tutta la vita, etc. etc. perché tanto si sa che non è PIU' VERO e che certi discorsi non portano da nessuna parte.
Il punto è proprio quello invece: per te non è scontato che un omosessuale non possa far da genitore ad un bambino, per me invece è certo che proprio nn possa farlo!
Alla tua domanda rispondo: si, per me è necessario che un bambino venga allevato da DUE persone di sesso diverso, e se, come pensi tu, fosse allevato da 3-4-5-6- persone, nn riesco neanche a pensare a quale caos mentale andrebbe incontro sto piccolo:|
In una famiglia tradizionale sono presenti (spesso) fratelli o sorelle, quindi è naturale che il bimbo sia influenzato anche da loro, ma a livello psichico difficilmente si identificherà o verrà plasmato da loro, dai GENITORI si invece, per fortuna /sfortuna.
Tu addirittura proponi figure multiple di accudimento??:|
se ti sentisse uno psicologo dell'età evolutiva nn so che ti direbbe:|
mi spiace ma nn ti seguo affatto...
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
E se i genitori lo educano male?? :roll:
è sempre una famiglia, ma i suoi genitori hanno sbagliato.
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Originariamente inviata da
obo
è sempre una famiglia, ma i suoi genitori hanno sbagliato.
Scusa obo, ma che risposta è?
Si discute se la famiglia sia o no idonea all'educazione di un bambino; tu dici che la famiglia è il primo modello di società e "se" i genitori lo educano bene avremo un cittadino modello.
Ci metti un "se", quindi tu per primo poni il dubbio che potrebbe essere così...
la risposta te la do io: se lo educano male viene fuori un cittadino disastroso e pericoloso, a meno che non tiri fuori dal cilindro doti proprie... fatto sta che la famiglia non è più la soluzione!
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Originariamente inviata da
nuvolablu
Il punto è proprio quello invece: per te non è scontato che un omosessuale non possa far da genitore ad un bambino, per me invece è certo che proprio nn possa farlo!
Alla tua domanda rispondo: si, per me è necessario che un bambino venga allevato da DUE persone di sesso diverso, e se, come pensi tu, fosse allevato da 3-4-5-6- persone, nn riesco neanche a pensare a quale caos mentale andrebbe incontro sto piccolo:|
In una famiglia tradizionale sono presenti (spesso) fratelli o sorelle, quindi è naturale che il bimbo sia influenzato anche da loro, ma a livello psichico difficilmente si identificherà o verrà plasmato da loro, dai GENITORI si invece, per fortuna /sfortuna.
Tu addirittura proponi figure multiple di accudimento??:|
se ti sentisse uno psicologo dell'età evolutiva nn so che ti direbbe:|
mi spiace ma nn ti seguo affatto...
Io non ho parlato di 4-5-6 persone, ma di un tutore. Un sta per "1"!!!
Che poi, a ben pensarci, nella vostra auspicata famiglia anni '60, di fatto era sempre e soltanto una la persona che si occupava dell'educazione dei bambini, la madre! :lol:
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Scusa obo, ma che risposta è?
Si discute se la famiglia sia o no idonea all'educazione di un bambino; tu dici che la famiglia è il primo modello di società e "se" i genitori lo educano bene avremo un cittadino modello.
Ci metti un "se", quindi tu per primo poni il dubbio che potrebbe essere così...
la risposta te la do io: se lo educano male viene fuori un cittadino disastroso e pericoloso, a meno che non tiri fuori dal cilindro doti proprie... fatto sta che la famiglia non è più la soluzione!
nessuno è infallibile, però nonostante tutto io continuo a vederla cosi come scritto sopra.
poi comunque dicevo, prima società, non è detto che poi il figlio segua sempre l'esempio dei genitori. (sia in bene che nel male; uno educato bene uscito dalla famiglia può diventare delinquente, come può accadere il contrario)
serve come inizio, per gettare le fondamenta.
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Originariamente inviata da
obo
nessuno è infallibile, però nonostante tutto io continuo a vederla cosi come scritto sopra.
poi comunque dicevo, prima società, non è detto che poi il figlio segua sempre l'esempio dei genitori. (sia in bene che nel male; uno educato bene uscito dalla famiglia può diventare delinquente, come può accadere il contrario)
serve come inizio, per gettare le fondamenta.
Mi sembra un'ulteriore prova che non è la famiglia canonica la via da seguire... :roll:
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Io non ho parlato di 4-5-6 persone, ma di un tutore. Un sta per "1"!!!
Che poi, a ben pensarci, nella vostra auspicata famiglia anni '60, di fatto era sempre e soltanto una la persona che si occupava dell'educazione dei bambini, la madre! :lol:
veramente poco piu' su avevi detto: " siamo sicuri che per allevare un piccolo debbano per forza esser necessarie 2 persone"?
cmq a parte questo, hai detto poco? !!! appunto :LA MADRE allevava i figli!!!
dietro alla parola MADRE credo ci sia tantissimo a livello psicologico, sociale........ti pare lo stesso che dire TUTORE O RAGAZZO OMOSESSUALE SINGLE O LESBICA SINGLE O ACCOPPIATA?:roll:
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Mi sembra un'ulteriore prova che non è la famiglia canonica la via da seguire... :roll:
allora facciamo allevare un figlio da una lupa e fondiamo una nuova roma :D (scherzo eh :D )
non so, cosa proponi come alternativa alla famiglia canonica?
case famiglia con educatori "addestrati"? :roll: poi però, dal mio punto di vista, non sarebbe più una famiglia ma un lavoro, perchè quegli educatori sono li perchè pagati e non hanno fatto la scelta di dire: questo è mio figlio perchè l'ho voluto veramente io con il mio coniuge...
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Originariamente inviata da
nuvolablu
veramente poco piu' su avevi detto: " siamo sicuri che per allevare un piccolo debbano per forza esser necessarie 2 persone"?
cmq a parte questo, hai detto poco !! appunto LA MADRE allevava i figli!!!
dietro alla parola MADRE credo ci sia tantissimo a livello psicologico, sociale........ti pare lo stesso che dire TUTORE O RAGAZZO OMOSESSUALE SINGLE O LESBICA SINGLE O ACCOPPIATA?:roll:
Tu credi che io da solo non sarei in grado di dare a un bambino tutti gli strumenti di cui ha bisogno?
Ti garantisco del contrario! :)
lascia perdere per un attimo i gusti sessuali delle persone... :lol:
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Originariamente inviata da
obo
allora facciamo allevare un figlio da una lupa e fondiamo una nuova roma :D (scherzo eh :D )
non so, cosa proponi come alternativa alla famiglia canonica?
case famiglia con educatori "addestrati"? :roll: poi però, dal mio punto di vista, non sarebbe più una famiglia ma un lavoro, perchè quegli educatori sono li perchè pagati e non hanno fatto la scelta di dire: questo è mio figlio perchè l'ho voluto veramente io con il mio coniuge...
Be', non è che io abbia le certezze nel cappello a forma di cilindro.
Umilmente mi pongo dei dubbi e cerco delle soluzioni.
Alcune mie convinzioni le ho manifestate in questo lungo dialogo con nuvolablu...
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Tu credi che io da solo non sarei in grado di dare a un bambino tutti gli strumenti di cui ha bisogno?
Ti garantisco del contrario! :)
lascia perdere per un attimo i gusti sessuali delle persone... :lol:
credo che ti impegneresti tantissimo ma a livello psicologico resterebbe per tutta la vita nell'anima di tuo figlio un buco enorme: la mancanza della figura di riferimento materna; quindi, se tu lo amassi davvero, lo avresti concepito e allevato cn la tua donna e nn lo avresti avuto per altre vie...
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Be', non è che io abbia le certezze nel cappello a forma di cilindro.
Umilmente mi pongo dei dubbi e cerco delle soluzioni.
Alcune mie convinzioni le ho manifestate in questo lungo dialogo con nuvolablu...
si, le sto leggendo poco alla volta :D
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Originariamente inviata da
nuvolablu
credo che ti impegneresti tantissimo ma a livello psicologico resterebbe per tutta la vita nell'anima di tuo figlio un buco enorme: la mancanza della figura di riferimento materna; quindi, se tu lo amassi davvero, lo avresti concepito e allevato cn la tua donna e nn lo avresti avuto per altre vie...
Noooooo, non è vero, con me starebbe benissimo e non gli mancherebbe niente! :lol:
Dài, analizziamo le cose con ordine. Innanzitutto, ti sembra giusto che un bambino che nasca o capiti (adozione) con una coppia con ampie capacità educative abbia questo bel trampolino di lancio alla vita e un altro che capiti con una coppia di sfigati senza alcuno strumento utile all'educazione debba invece partire con la penalità e probabilmente portarsi questa palla al piede per tutta la vita????
Rispondano anche altri, ma con serietà!!
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Noooooo, non è vero, con me starebbe benissimo e non gli mancherebbe niente! :lol:
Dài, analizziamo le cose con ordine. Innanzitutto, ti sembra giusto che un bambino che nasca o capiti (adozione) con una coppia con ampie capacità educative abbia questo bel trampolino di lancio alla vita e un altro che capiti con una coppia di sfigati senza alcuno strumento utile all'educazione debba invece partire con la penalità e probabilmente portarsi questa palla al piede per tutta la vita????
Rispondano anche altri, ma con serietà!!
meno male che ti sei risposto da solo ridendo:lol:
io posso anche analizzare: ma che c'entra con il discorso che stiamo facendo?:roll:
le adozioni danno al piccolo famiglie ( nn naturali) ma sempre famiglia è; poi è logico che un bimbo possa capitare in una famiglia migliore di un altro piccolo..
proprio il delicato tema dell'adozione dovrebbe farti riflettere sul fatto che una famiglia è necessaria, i bambini non si autogestiscono nè a livello psicologico nè pratico....
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Originariamente inviata da
nuvolablu
io posso anche analizzare: ma che c'entra con il discorso che stiamo facendo?:roll:
le adozioni danno al piccolo famiglie ( nn naturali) ma sempre famiglia è; poi è logico che un bimbo possa capitare in una famiglia migliore di un altro piccolo..
proprio il delicato tema dell'adozione dovrebbe farti riflettere sul fatto che una famiglia è necessaria, i bambini non si autogestiscono nè a livello psicologico nè pratico....
Non mi sono spiegato: ho scritto "nasca o capiti (adozioni)" perché volevo analizzare la cosa nel più completo dei modi. Intendi nasca=genitori biologici o capiti=genitori adottivi
A meno che per te le due cose presuppongono già esse delle differenze...
Secondo me l'unica differenza è che ai genitori adottivi un esame lo si fa e una sorta di patentino di abilitazione all'educazione di un bambino lo conseguono e sotto questo aspetto sono preferibili ai genitori biologici, dando maggiori garanzie.
Comunque lasciamo perdere i genitori adottivi, così non si fa confusione: ti sembra giusto che se uno ha la sfiga di nascere da una coppia di genitori sfigati senza alcuno strumento adeguato per l'educazione di un bambino debba avere questo handycap che spesso te lo porti appresso per tutta la vita e che invece il bambino che nasce da due genitori in gambissima debba avere un ottimo trampolino di lancio alla vita???
Non mi tirare in ballo la volontà di Dio però, parliamo da terrestri... ma perché ci deve essere questa disparità????
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Originariamente inviata da
nuvolablu
meno male che ti sei risposto da solo ridendo:lol:
Ero tra il serio e il faceto... ma più serio che faceto!!! :)
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Non mi sono spiegato: ho scritto "nasca o capiti (adozioni)" perché volevo analizzare la cosa nel più completo dei modi. Intendi nasca=genitori biologici o capiti=genitori adottivi
A meno che per te le due cose presuppongono già esse delle differenze...
Secondo me l'unica differenza è che ai genitori adottivi un esame lo si fa e una sorta di patentino di abilitazione all'educazione di un bambino lo conseguono e sotto questo aspetto sono preferibili ai genitori biologici, dando maggiori garanzie.
Comunque lasciamo perdere i genitori adottivi, così non si fa confusione: ti sembra giusto che se uno ha la sfiga di nascere da una coppia di genitori sfigati senza alcuno strumento adeguato per l'educazione di un bambino debba avere questo handycap che spesso te lo porti appresso per tutta la vita e che invece il bambino che nasce da due genitori in gambissima debba avere un ottimo trampolino di lancio alla vita???
Non mi tirare in ballo la volontà di Dio però, parliamo da terrestri... ma perché ci deve essere questa disparità????
Ero tra il serio e il faceto... ma più serio che faceto!!! :)
allora: no, nn mi sembra giusto ma è inevitabile, come inevitabili sono le malattie...
nn ho capito cosa proporresti per evitare cio':roll:
proponi il patentino?
tu lo chiami patentino, io lo chiamerei educazione alla maternità /paternità, svolta da gente competente, se ti riferisci a questo ok, ma di far allevare un piccolo da una coppia gay nn se ne parla eh?!:lol:
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Originariamente inviata da
nuvolablu
allora: no, nn mi sembra giusto ma è inevitabile, come inevitabili sono le malattie...
nn ho capito cosa proporresti per evitare cio':roll:
proponi il patentino?
tu lo chiami patentino, io lo chiamerei educazione alla maternità /paternità, svolta da gente competente, se ti riferisci a questo ok, ma di far allevare un piccolo da una coppia gay nn se ne parla eh?!:lol:
Mettiamo da parte le adozioni gay.
In realtà l'educazione alla paternità/maternità che tu dici non esiste.
Se esistesse di sicuro sarei molto più ben disposto (anche se non convinto) nei confronti di una famiglia canonica. Però a patto che si stabilisca con chiarezza che cosa succede nel caso in cui questa coppia risulti refrattaria all'educazione impartitagli. Che si fa in quel caso? Le alternative accettabili sono:
1. Gli si impedisce di procreare
2. qualora lo facessero, il bambino viene abortito o assegnato a un'altra coppia abilitata, come più preferisci, l'importante è che non si lasci sotto le grinfie di tale coppia inadatta.
Riguardo alla coppia gay invece ti chiedo:
sei contraria perché sostieni che una coppia adeguata all'allevamento di un bambino debba essere costituita da un maschio e una femmina. Qual è la differenza fra un maschio e una femmina?
Considera anche qui che i tempi sono enormemente cambiati rispetto a mezzo secolo fa e che certe cose che erano vere una volta ora non lo sono più.
E' una differenza solamente di sesso, che in realtà è l'unica che riesco a vedere... ? Una differenza di ruoli non c'è più, entrambi lavorano, entrambi sanno accudire a un bambino in termini pratici, quali lavarlo, vestirlo, etc.
Una volta c'era una differenza di ruoli intesa come che la madre dava apprensione e comprensione mentre il padre dava autorità, ma anche questa cosa mi sembra che sia bella e stravolta: quindi la domanda è: che cosa dà una femmina vera che un maschio che si sente femmina non può dare a un bambino? Oppure che cosa dà un maschio vero che una femmina che si sente maschio non può dare a un bambino? :roll:
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dai abel...sono tutte domande alle quali ti ho già risposto in questo lungo dialogo....nn farmi ripetere;)
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Originariamente inviata da
nuvolablu
dai abel...sono tutte domande alle quali ti ho già risposto in questo lungo dialogo....nn farmi ripetere;)
In realtà no.
Soprattutto sulla differenza fra una coppia gay e una non gay.
la differenza fra ciò che può dare una mamma femmina e una mamma maschio che si sente femmina (o viceversa).
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
In realtà no.
Soprattutto sulla differenza fra una coppia gay e una non gay.
la differenza fra ciò che può dare una mamma femmina e una mamma maschio che si sente femmina (o viceversa).
una mamma maschio che si sente femmina è definibile come persona transessuale che , nn accettando la propria natura biologica, si sottopone ad un intervento chirurgico per cambiare sesso.
Dietro a questo disturbo dell'identità di genere vi è una sofferenza psicologica profonda che ha le sue radici in tanti anni precedenti della vita del soggetto.
Ora , mi spieghi tu come un soggetto simile possa garantire al suo bambino serenità psicologica quando non ne è capace di averne per se stesso/a?:|
Anche dopo l'operazione, i disagi rimangono e inevitabilmente il figlio ne risentirebbe.
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Originariamente inviata da
nuvolablu
una mamma maschio che si sente femmina è definibile come persona transessuale che , nn accettando la propria natura biologica, si sottopone ad un intervento chirurgico per cambiare sesso.
Dietro a questo disturbo dell'identità di genere vi è una sofferenza psicologica profonda che ha le sue radici in tanti anni precedenti della vita del soggetto.
Ora , mi spieghi tu come un soggetto simile possa garantire al suo bambino serenità psicologica quando non ne è capace di averne per se stesso/a?:|
Anche dopo l'operazione, i disagi rimangono e inevitabilmente il figlio ne risentirebbe.
Veramente mi riferivo a un maschio che non intende sottoporsi a interventi chirurgici, che ha raggiunto un'accettazione di sé e che si piace come è.
Sentirsi femmina nel senso quindi che ha molti interessi e quant'altro propri delle femmine e che convive con un altro maschio.
Io non trovo niente che una femmina femmina può dare a un bambino più di un maschio femmina.
L'unico problema è far sentire un bambino figlio di una tale coppia un diverso, ma lì ad andarsi a curare dovrebbe essere l'intera società e non la coppia o il piccolo... immaginando una società dove ciò è consuetudine, non vedo problemi.
Quando parlavo di educazione (e analisi) di una coppia in procinto o desiderosa di avere un figlio, mi riferivo anche a problematiche dello stesso genere che hai proposto tu. L'accettazione si sé per esempio, se è un problema per crescere un figlio, perché ce lo poniamo come problema se si parla di coppie omosessuali però non lo prendiamo in considerazione nel caso di coppie eterosessuali?
Viviamo in un mondo di insoddisfatti eppure l'unico problema è l'omosessualità...
Riguardati il thread dell'insoddisfazione sul lavoro, tanto per fare un esempio...
Mi sta bene il tuo discorso, ma allora non diamo l'opportunità di avere un figlio a tutti coloro che sono insoddisfatti della loro vita.
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Veramente mi riferivo a un maschio che non intende sottoporsi a interventi chirurgici, che ha raggiunto un'accettazione di sé e che si piace come è.
Sentirsi femmina nel senso quindi che ha molti interessi e quant'altro propri delle femmine e che convive con un altro maschio.
Io non trovo niente che una femmina femmina può dare a un bambino più di un maschio femmina.
L'unico problema è far sentire un bambino figlio di una tale coppia un diverso, ma lì ad andarsi a curare dovrebbe essere l'intera società e non la coppia o il piccolo... immaginando una società dove ciò è consuetudine, non vedo problemi.
Quando parlavo di educazione (e analisi) di una coppia in procinto o desiderosa di avere un figlio, mi riferivo anche a problematiche dello stesso genere che hai proposto tu. L'accettazione si sé per esempio, se è un problema per crescere un figlio, perché ce lo poniamo come problema se si parla di coppie omosessuali però non lo prendiamo in considerazione nel caso di coppie eterosessuali?
Viviamo in un mondo di insoddisfatti eppure l'unico problema è l'omosessualità...
Riguardati il thread dell'insoddisfazione sul lavoro, tanto per fare un esempio...
Mi sta bene il tuo discorso, ma allora non diamo l'opportunità di avere un figlio a tutti coloro che sono insoddisfatti della loro vita.
...ma infatti io sono d'accordo sul fatto che potrebbero essere creati dei corsi fatti da gente competente, ai quali ogni uomo e donna potrebbero partecipare prima di concepire un figlio.
IL problema sta nel buon senso di ogni potenziale futuro genitore e , ahimè, credo sia un'utopia poter costringerli a parteciparvi...
Ok, tu ti riferivi ad un maschio che nn intende sottoporsi a intervento chirurgico, ma che succede se un giorno decide di farlo??
e suo figlio come reagirà psicologicamente a vederlo trasformato da Mario a Maria??
nn puoi negare che questa eventualità è molto probabile, appunto per la sofferenza psichica che queste persone provano nel nn accettare il proprio sesso biologico...
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Originariamente inviata da
nuvolablu
...ma infatti io sono d'accordo sul fatto che potrebbero essere creati dei corsi fatti da gente competente, ai quali ogni uomo e donna potrebbero partecipare prima di concepire un figlio.
IL problema sta nel buon senso di ogni potenziale futuro genitore e , ahimè, credo sia un'utopia poter costringerli a parteciparvi...
Ok, tu ti riferivi ad un maschio che nn intende sottoporsi a intervento chirurgico, ma che succede se un giorno decide di farlo??
e suo figlio come reagirà psicologicamente a vederlo trasformato da Mario a Maria??
nn puoi negare che questa eventualità è molto probabile, appunto per la sofferenza psichica che queste persone provano nel nn accettare il proprio sesso biologico...
Sulla prima parte ecco dov'era quel che non andava nella nostra intesa fasulla...: io dico che a tali corsi gli aspiranti genitori non è che "potrebbero" partecipare, ma devono essere costretti a partecipare e gli deve essere impedito di procreare se non li superano!!
Solitamente gli omosessuali hanno le idee di se stessi molto più chiare degli eterosessuali. Se un omo si opera è perché l'ha programmato e sta solo lavorando per realizzare questo suo progetto (mancanza di denaro, preparazione delle persone intorno, difficoltà burocratiche, sul lavoro, etc.) e finché non l'ha realizzato non credere che penserebbe ad adottare un bimbo. Insomma io son convinto di una stabilità e conoscenza di se stessi degli omosessuali superiore alla media. Ti poni un falso problema.
Dovresti frequentare degli omosessuali: conoscere per allontanare la paura! :lol: Considera poi che a tutte le coppie che vogliono adottare viene fatta una dettagliata analisi per ottenere l'idoneità e quindi a ciò sarebbe sottoposta anche la coppia omosessuale. Non è che TUTTI gli omosessuali devono poter adottare, così come non TUTTI gli etero possono.
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Sulla prima parte ecco dov'era quel che non andava nella nostra intesa fasulla...: io dico che a tali corsi gli aspiranti genitori non è che "potrebbero" partecipare, ma devono essere costretti a partecipare e gli deve essere impedito di procreare se non li superano!!
Solitamente gli omosessuali hanno le idee di se stessi molto più chiare degli eterosessuali. Se un omo si opera è perché l'ha programmato e sta solo lavorando per realizzare questo suo progetto (mancanza di denaro, preparazione delle persone intorno, difficoltà burocratiche, sul lavoro, etc.) e finché non l'ha realizzato non credere che penserebbe ad adottare un bimbo. Insomma io son convinto di una stabilità e conoscenza di se stessi degli omosessuali superiore alla media. Ti poni un falso problema.
Dovresti frequentare degli omosessuali: conoscere per allontanare la paura! :lol: Considera poi che a tutte le coppie che vogliono adottare viene fatta una dettagliata analisi per ottenere l'idoneità e quindi a ciò sarebbe sottoposta anche la coppia omosessuale. Non è che TUTTI gli omosessuali devono poter adottare, così come non TUTTI gli etero possono.
mi spiace ma sei tu che nn capisci:?
SONO D'ACCORDO nel sottoporre i futuri genitori a questi corsi, in tal modo si farebbe prevenzione primaria di possibili seri sbagli educativi, ma se ti dico che mi sembra un'utopia nn capisco perchè parli di intesa fasulla:|
Poi, non mi piace che usi la frase : "conoscere gli omosessuali allontana la paura", io nn ho alcuna paura di loro, su questo puoi metterci la mano sul fuoco e ci tengo che nn si faccia credere il contrario.
Poi sul fatto che conosci cosi' bene la psiche degli omosessuali, nn posso che congratularmi cn te, io questa pretesa, ad un passo dalla laurea in Psicologia, nn l'ho, buon per te allora.
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Originariamente inviata da
nuvolablu
mi spiace ma sei tu che nn capisci:?
SONO D'ACCORDO nel sottoporre i futuri genitori a questi corsi, in tal modo si farebbe prevenzione primaria di possibili seri sbagli educativi, ma se ti dico che mi sembra un'utopia nn capisco perchè parli di intesa fasulla:|
Poi, non mi piace che usi la frase : "conoscere gli omosessuali allontana la paura", io nn ho alcuna paura di loro, su questo puoi metterci la mano sul fuoco e ci tengo che nn si faccia credere il contrario.
Poi sul fatto che conosci cosi' bene la psiche degli omosessuali, nn posso che congratularmi cn te, io questa pretesa, ad un passo dalla laurea in Psicologia, nn l'ho, buon per te allora.
Vabbè non te la prendere, ma quando parlo di paura le parole vanno ben valutate. E' vero che hai paura ad affidargli un bambino e questa è pur sempre paura...
Frequento un buon numero di omosessuali avendone alcuni per amici e credo di conoscerli adeguatamente... :)