sia che dichiarassi 15 sia 100 mi darebbe realmente fastidio il fatto che estranei possano sapere le mie entrate.
soprattutto dal momento che stranei comprende anche parecchia gente malata.
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sia che dichiarassi 15 sia 100 mi darebbe realmente fastidio il fatto che estranei possano sapere le mie entrate.
soprattutto dal momento che stranei comprende anche parecchia gente malata.
questo che dice puff è vero. Ho appena letto l'articolo.
Si, però mi sembra che devi dare i tuoi dati (carta identità e via dicendo)per saperlo.
Mentre da internet, non eri obbligato.
Eh insomma, voglio vedere chi, tra i tuoi vicini curiosi ha il coraggio di andare in comune a chiedere la tua dichiarazione dei redditi :roll:
si ok però come dice rum essendo una cosa un pò più impegnativa sarebbe penso anche meno utilizzata e un pò più "gestita".
mettere il tutto accessibile anche ad internet non mi piace molto come idea :)
preferisco che rimanga accessibile ma solo direttamente in comune
mah! il problema è per me a questo punto e scegliere cioè meglio proteggere la privacyo meglio la trasparenza a tutti i costi, e chiaro che qui bisogna far quadrare la capra con i cavoli :roll:?
E che soluzioni adottare a questo punto?
secondo me la privacy è un principio da difendere sempre...xò in un periodo come questo in cui l'italia va a rotoli, la gente praticamente muore di fame e guadagna 2 lire per 10 ore di lavoro al giorno, forse la verità degli stipendi da capogiro di gente che nn fa un bel niente spiattellata in rete non è proprio un male....speriamo solo che nessun folle li usi per qualcosa di sbagliato.....
Non credo che le bande di rapitori abbiano bisogno di leggere le dichiarazioni dei redditi per decidere chi rapire... altrimenti rapirebbero solo i figli dei lavoratori dipendenti...
:lol:
C'è gente che ostenta ciò che non ha.
E c'è gente che fa una vita normale, pur guadagnando una palata di soldi.
Tu non te lo immagini perchè magari è il tuo vecchio vicino di casa che abita in una catapecchia e gira col pandino scassato.
Poi però guardi la dichiarazione dei redditi e scopri che è arciplurimilionario e che magari non ha eredi.
A me fa paura la gente malata. Sopratutto per i soldi.
Cazzο così tutti hanno visto che sono un morto di fame :roll:
Volevo vederle anch'io le dichiarazioni dei redditi di qualcuno però, uffa -.-
Me ne sono state riferite alcune da amici che le hanno scaricate.
Non credevo che i miei prfo. fossero così ricchi...:roll:
non avendo nulla da nascondere non ho nulla in contrario alla pubblicazione dei dati online.
Per il fatto della sicurezza secondo me si sta esagerando un po troppo...
Beh anche qui potevi vederli.
Si ma loro lo sanno lo stesso cosa dichiarano, non c'è bisogno che lo sappia anche l'universo. Cosa cambia adesso che lo sai tu??
Se non ti fidi di quella persona puoi fargli una denuncia al 117 (tipo se è un professionista ed evade) e fine.
Il pubblicarlo non cambia una virgola :)
Ecco come chiedere i danni
Articolo
ma danni per cosa? per la privacy? quindi posso chiedere i danni per ogni telecamera posta nel mio paesino sperduto nel culo al mondo che mi riprende ogni volta che passo con la macchina, ad ogni incrocio?
Cioè che danni mi arreca il mio reddito online? Se sono onesto, tutti sapranno che sono onesto. Se rubo, tutti sapranno che rubo. Il fatto che tutti sanno che rubo, è questo il danno?
e con questo la storia della publicazione dei redditi e chiusa
Illegittima diffusione online dei redditi»
Il Garante per la privacy: «Lo stop è definitivo».
La Procura di Roma acquisirà presto la risoluzione
ROMA - L'iniziativa della Agenzia delle Entrate di pubblicare online gli elenchi dei contribuenti è «illegittima». È quanto ha stabilito il Garante per la provacyu in merito alla diffusione online delle dichiarazioni dei contribuenti relative al 2005. «La modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima» spiega il Garante perché «la decisione dell'Agenzia contrasta con la normativa in materia». L'Autorità Garante per la privacy ha concluso così l'istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell'Agenzia, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi degli italiani.
STOP DEFINITIVO - «Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la pubblicazione online, - continua il Garante - ha stabilito che la modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima. L'Agenzia delle entrate dovrà quindi far cessare definitivamente l'indiscriminata consultabilità, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l'anno 2005».
«INIZIATIVA IN CONTRASTO CON LA NORMATIVA» - La decisione dell'Agenzia secondo il Garante contrasta con la normativa in materia dei dati personali. «In primo luogo - spiega l'Autorità - perchè il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell'Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente - sottolinea il Garante -, per le dichiarazioni ai fini dell'imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell'Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali».
«SENZA "FILTRI"» - «L'inserimento dei dati in Internet, inoltre, appare di per sè non proporzionato rispetto alla finalità della conoscibilità di questi dati. L'uso di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L'immissione in Rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti "filtri" per la consultazione online) da parte dell'Agenzia delle Entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno. L'Autorità ha poi rilevato che non è stato chiesto al Garante il parere preventivo prescritto per legge».
«CONSEGUENZE DI CARATTERE CIVILE E PENALE» - L'ulteriore diffusione online delle dichiarazioni dei redditi «può esporre a conseguenze di carattere civile e penale». Il Garante della privacy dunque, dopo aver stabilito «illegittima» la modalità di diffusione dei redditi da parte dell'Agenzia delle Entrate, avvisa che dovrà essere bloccata la diffusione su tutta la rete Internet. Secondo l'Autorità, «va ritenuta illecita anche l'eventuale ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisiti, anche indirettamente, dal sito Web dell'Agenzia».
MEDIA - Tra le altre cose l'Autorità stabilisce che i mezzi d’informazione potranno rendere noti i dati dei contribuenti che, per il ruolo svolto, sono di sicuro interesse pubblico, a patto che le informazioni vengano reperite secondo la legge, cioè presso i Comuni.
PM ROMA ACUISIRA' RISOPLUZIONE DEL GARANTE - La Procura di Roma intanto fa sapere che acquisirà presto la risoluzione del Garante della privacy. Gli inquirenti potrebbero entro breve procedere all’iscrizione sul registro degli indagati della persona o delle persone che hanno dato il via libera all’immissione on-line. Dopo questo passaggio il pm Francesco Polino ed il procuratore aggiunto Franco Ionta, che hanno ipotizzato sinora il reato di violazione della privacy, potrebbero avviare l'attività istruttoria con la convocazione di chi è parte in causa. Lunedì la polizia postale aveva trasmesso un primo rapporto sulla questione.
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Sì, sentito.
ma in fin dei conti era ovvio... :D finchè la privacy è richiamata per le stronzate + grandi, mi sembrava ridicolo non chiamarla in causa proprio in questo caso :lol: (indipendetemente dal fatto che uno sia favorevole o no)
Un po' di dati resi pubblici alla radio stamattina:
Gli italiani più poveri sono i commercianti:
Un negoziante di calzature guadagna mediamente 11.000 euro l'anno lordi.
Anche i ristoratori non se la passano molto meglio:
Dichiarato medio di un ristorante: 15.000 euro l'anno lordi!
Liberi professionisti: 30000 euro l'anno lordi.
Se penso a un povero ingegnere o un povero avvocato dover tirare avanti con 1500 euro al mese, mi viene da piangere... :cry:
I più onesti i notai, che dichiarano 430.000 euro l'anno e a seguire i farmacisti con 110.000: per l'attività che fanno sono obbligati a dichiarare...
Io non capisco come possiate preoccuparvi che i fatti vostri vengano resi pubblici quando ci sono queste realtà!
Io continuo a ripetere che renderli pubblici sarebbe stata la genialata più grande del secolo.
Vero, non pagare le tasse e in generale fregare il loro paese e' una cosa gravissima per loro. e' una cosa che porta forte vergogna nei familiari di chi evade
Ho scritto piu' volte e sono andato personalmente... ma nulla.
Finche' uno vuole vedere il mio reddito probabilmente lo fanno vedere ma quando chiedi quello di una persona pubblica ed influente della tua citta' fanno orecchie da mercante (almeno nel mio caso)