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Originariamente inviata da
Abel Balbo
I rom sono un po' come gli ebrei.
E' dal 1400 che stanno qua e non si sono ancora integrati (be', gli ebrei hanno avuto ancora più tempo, dal 300! :lol:) .
Secondo me in casi a così lungo termine senza risoluzione, le dinamiche sono molto complesse per poter essere liquidate con un "sono estranei alla nostra cultura e ai nostri valori".
Sarebbe come se due naufraghi in un'isola deserta che parlano uno unicamente tedesco e uno unicamente italiano, dopo 50 anni di vita in comune ancora non si capiscono...
Una semplice differenza di lingua non è un esempio capace di rendere l'idea....stiamo parlando di differenze di MODI DI VIVERE, di CULTURA....di VALORI FONDAMENTALI.....cose su cui non si può e soprattutto non si deve passar sopra, e che vanno difese con ogni mezzo, pugno di ferro compreso.
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Quali sarebbero le "comodità" a cui ti riferisci, presenti in un campo nomadi? :roll:
Quel piccolo a cui ti riferisci è morto a seguito di un incendio scaturito per far fronte al problema di difendersi dal freddo, a proposito di comodità.
Le comodità intendevo proprio quelle necessarie, cioè l'acqua, la luce, il riscaldamento. In quelle situazioni, come detto nel post precedente, non dobbiamo stupirci se poi succedono incidenti. Com'è possibile vivere in quelle situazioni? Io mi riferivo a quello. Se volessero lavorare, avere una casa,ecc...allora così si integrano, cioèpuò inizare un processo di integrazione. Ma finchè rimangono nel loro mondo io voglio che rimaniano nel nostro. Se loro vengono qui devono essere loro a fare il primo passo!
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Cerchiamo di essere seri, se un rom potesse scegliere fra la sua roulotte e una villa Hollywooddiana, sceglierebbe quest'ultima, come noi tutti... e di morti per ripararsi dal freddo ce ne sono tantissime tutti gli inverni, anche tra di noi, però sempre tra le classi più povere, sempre per via di una stufetta o di un fuoco che si mangia tutto l'ossigeno.
Ma scusa hai detto tu stesso che sono nomadi, che vanno di qua e di la, che hanno le loro abitudini ecc... :| :roll:
Se sono veramente nomadi la villa la rifiutano perchè ci starebbero troppo. Se la accettano (cioè accettano una casa) allora possono anche mettersi a lavorare :)
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Loro sono fastidiosissimi con i loro furtarelli, è innegabile, e un eventuale processo di integrazione durerebbe molti anni. Però se mai si comincia... e per cominciare dobbiamo non abbandonare la diffidenza che c'è in loro nel senso di abbassare la guardia, se no sai come ti fottono; però si aumentare in disponibilità nei confronti di un cambiamento che preveda sforzi reciproci.
Accettare un loro candidato è un segno di disponibilità, significa dire: siamo disposti ad ascoltare i vostri problemi e le vostre proposte per un'integrazione nella società e iniziare così un dialogo costruttivo.
L'emarginazione e l'intolleranza non hanno mai portato niente di buono.
C'è anche da dire (mi allego alla risposta che hai dato a darkness) che loro sono 200.000 mi sembra una percentuale bassettina per avere addirittura un parlamentare :| Ci sono perfino italiani non rappresentati (magari certe categorie di lavoratori, o certe zone -.- ).
Aggiungendo poi il fatto che loro non mi sembra siano tanti convinti da integrarsi e convivere con le "regole" che ci sono qui non vedo proprio il caso di dargli anche un parlamentare. :roll:
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i nomadi.... o rom cm li chiamano al giorno d'oggi.. sn 1 popolo a tutti gli effetti... sl che nn hanno bisogno di 1 stato territoriale cm gli altri popoli europei e non..... sn sempre esistiti e nn hanno mai dato problemi.. anzi erano fonte di giubilio xkè erano noti cm saltimbanchi e portavano notizie da tutto il mondo........quelli che ci facciamo problemi siamo noi......principalmente...
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Originariamente inviata da
lakeofire
Le comodità intendevo proprio quelle necessarie, cioè l'acqua, la luce, il riscaldamento. In quelle situazioni, come detto nel post precedente, non dobbiamo stupirci se poi succedono incidenti. Com'è possibile vivere in quelle situazioni? Io mi riferivo a quello. Se volessero lavorare, avere una casa,ecc...allora così si integrano, cioèpuò inizare un processo di integrazione. Ma finchè rimangono nel loro mondo io voglio che rimaniano nel nostro. Se loro vengono qui devono essere loro a fare il primo passo!
Ma scusa hai detto tu stesso che sono nomadi, che vanno di qua e di la, che hanno le loro abitudini ecc... :| :roll:
Se sono veramente nomadi la villa la rifiutano perchè ci starebbero troppo. Se la accettano (cioè accettano una casa) allora possono anche mettersi a lavorare :)
C'è anche da dire (mi allego alla risposta che hai dato a darkness) che loro sono 200.000 mi sembra una percentuale bassettina per avere addirittura un parlamentare :| Ci sono perfino italiani non rappresentati (magari certe categorie di lavoratori, o certe zone -.- ).
Aggiungendo poi il fatto che loro non mi sembra siano tanti convinti da integrarsi e convivere con le "regole" che ci sono qui non vedo proprio il caso di dargli anche un parlamentare. :roll:
Accetterebbero una villa hollywooddiana nel senso che accetterebbero un cambiamento se questo fosse vantaggioso. Come è logico per qualsiasi essere umano. Considera anche che per molti di loro il nomadismo è ormai solo fittizio, essendo essi relegati a vivere stanzialmente in campi nomadi. Di fatto è un principio di integrazione anche questo.
Non si parla di dare a loro un rappresentante in parlamento, ma un candidato alle elezioni. Qui ci si è scandalizzati perché in una lista elettorale è presente un rom. Qualsiasi cittadino italiano ha diritto a presentarsi in una lista elettorale e loro anche. Il fatto che non si voglia è emblematico dell'emarginazione che c'è, anche se Wittman dice che non è così... Se poi tale candidato dovesse venire eletto, dovremo accettarlo, se i numeri non ci sono, non verrà eletto (come è moltissimo probabile).
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la questione è che ogni politico fa solo i propri interessi...ora prodi è caduto...certo che se deve cadere un fesso per salire al potere qualcuno che gioca solo sulle proprie prerogative...mah,vedremo...elezioni ad aprile...io compio gli anni a maggio...niente voto
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Originariamente inviata da
brizio89
i nomadi.... o rom cm li chiamano al giorno d'oggi.. sn 1 popolo a tutti gli effetti... sl che nn hanno bisogno di 1 stato territoriale cm gli altri popoli europei e non..... sn sempre esistiti e nn hanno mai dato problemi.. anzi erano fonte di giubilio xkè erano noti cm saltimbanchi e portavano notizie da tutto il mondo........quelli che ci facciamo problemi siamo noi......principalmente...
:|:|:|:|:|
E io che credevo a quei bugiardi che venivano violentati/derubati ecc..
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Originariamente inviata da
Abel Balbo
Accetterebbero una villa hollywooddiana nel senso che accetterebbero un cambiamento se questo fosse vantaggioso. Come è logico per qualsiasi essere umano. Considera anche che per molti di loro il nomadismo è ormai solo fittizio, essendo essi relegati a vivere stanzialmente in campi nomadi. Di fatto è un principio di integrazione anche questo.
Non si parla di dare a loro un rappresentante in parlamento, ma un candidato alle elezioni. Qui ci si è scandalizzati perché in una lista elettorale è presente un rom. Qualsiasi cittadino italiano ha diritto a presentarsi in una lista elettorale e loro anche. Il fatto che non si voglia è emblematico dell'emarginazione che c'è, anche se Wittman dice che non è così... Se poi tale candidato dovesse venire eletto, dovremo accettarlo, se i numeri non ci sono, non verrà eletto (come è moltissimo probabile).
ora che ci penso nei dintorni di milano e di rho i nomadi si sono fatti delle ville sfarzose su demanio pubblico e non c'e sindaco o sfratto che li faccia sloggiare , una volta costruita la villa, da quei terreni su cui hanno costruito abusivamente.
In sostanza comprono un terreno come agricolo per la sosta dei caravan e poi si mettono a costruire , vengono i vigli a contestare la costruzione abusiva, appena incominciata, pagano gli zingari la multa e poi in 2 o 3 notti chiamano una squadra di 50 operai e muratori e si fanno costruire la villa fino al tetto e poi se ne sbattano delle ingiunzioni che il sindaco di Rho o milano con il quale si ordina di demolire, tanto loro sono nomadi e nesuuno puo demolire una casa in cui ci sono persone che vivono la dentro e dato che il proprietario è irreperibile per notificare l'atto di demolizione la situazione è in stallo .
Risultato: 1) i carabinieri e polizia hanno le mani legate perchè c'e un vuoto legislativo e non posso agire 2) non pagano gli zingari nessuna tassa come ici , o oneri di urbanizzazione 3) nel frattempo il sindaco di rho ha dichiarato che da due ville che erano sta sorgendo un piccolo villaggio visto che hanno comprato altri terreni agricoli.
Se qualcuno fa il pendolare tra milano e novara e passa con il treno vicino a Rho riuscirà a vedere queste ville e secondo alcuni italiani che ci sono stati dentro sono veramente lussuose .
Questa situazioni è stata raccontata e documentata da il giornale
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Truffa alla Tav: i rom incassano 300mila euro ma non vanno via
Finalmente, ci eravamo rassegnati al fatto che lo Stato avesse gettato la spugna!». Erano increduli l’altra mattina i cittadini di Lucernate di Rho quando hanno visto, protette da poliziotti in tuta mimetica, arrivare le ruspe chiamate a demolire la prima villa abusiva dei rom. Già, perché proprio a Lucernate da anni le istituzioni avevano dato forfait, e la frazione della città della Fiera era diventata terra di conquista dei figli del vento. Che avevano comprato terreni agricoli, costruendovi di notte chalet, case e ville, contando sulla benevolenza della giunta di sinistra, sempre disponibile a chiudere un occhio. Soprattutto coi nomadi. Le denunce dei cittadini avevano però costretto la giunta di Rho a sopralluoghi, contestazioni, verbali e denunce per abuso edilizio. Alle quali gli zingari insediatisi in fondo a via Magenta, al confine con Cornaredo, avevano replicato con richieste di condono edilizio e coi vari ricorsi al Tar. Insomma sfruttando i canali della burocrazia, quella che consente di tenere le bocce ferme per anni, anche a fronte della più palese illegalità.
«Su questi terreni hanno fatto quel che hanno voluto - racconta la gente del posto -; nessuno si azzarda ad avvicinarsi, neppure il postino. E quando ci vanno i carabinieri, ci arrivano in forze. Figurarsi se l’ex sindaco Pessina si preoccupava di loro. Ha contestato gli abusi e si è affidata agli avvocati, aspettando i tempi biblici, così sono passati anni e anni». Ma nel 2006 l’iter relativo all’abusivismo è giunto a conclusione, con la vittoria del Comune. Così sono arrivate le ruspe e i rom abusivi sono stati sgomberati. Ma, anziché essere puniti, il Comune ha pensato bene di «premiarli». Hanno ottenuto nuove case nell’accampamento di via Sesia, costruito per loro con i soldi dei cittadini, con una spesa di circa 700 mila euro, dall’amministrazione di centrosinistra. Quattro famiglie invece, una ventina di persone in tutto resistono ancora nell’accampamento denominato «Campolazzo». Di andarsene non ci pensano proprio, anche perché un paio hanno super ville con giardino e piscina, videosorvegliate e rifinite con accessori non comuni. Ville costruite illegalmente a pochi metri dall’autostrada Milano-Torino, e proprio nella fascia di rispetto di cui ha bisogno la Tav che sta realizzando le infrastrutture per il treno ad alta capacità. Il comune di Rho per la famiglia che risiede sul proprio territorio e quello di Cornaredo per le altre, hanno provato più volte a farle sloggiare ma senza risultato. Ci ha provato anche la società che gestisce la Tav, liquidando ai nomadi una somma che dovrebbe aggirarsi attorno ai 300 mila euro, stando a quel che raccontano in zona. Ma le lussuose ville abusive valgono molto di più e quindi i rom, che gravitano sul territorio di Cornaredo, hanno alzato il prezzo. Oltre ai quattrini presi, pretendono di avere anche una casa popolare per sistemare i loro numerosi nuclei familiari, altrimenti da lì non si muoveranno né ora, né mai.
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Le baracche solo «spostate». Il prefetto: tempi lunghi Bovisasca, «salta» sgombero del campo rom Il Comune: entro dieci giorni i nomadi non ci saranno più. Gli agenti per primi hanno indicato dove posizionare le nuove «casette» -----------corriere della sera----20.03.08
Un divano. Sta lì, per caso, al posto giusto, a tre quarti del campo: perché non usarlo come punto di partenza della linea divisoria? E infatti: chi è a nord del divano, può restare. Chi è a sud, è pregato di smontare la baracca e ricostruirla a settentrione. Alle 10, l'operazione di «sgombero» — tra virgo-lette, capirete presto perché — è terminata. Giù una trentina di casette, che a sera i cinquanta inquilini avranno riedificato dall'altra parte. E oplà, ecco lo «sgombero» di via Bovisasca, sopra il pratone ex Montedison, di proprietà del Comune e in concessione a Milano Santa Giulia, il sottosuolo di amianto e arsenico, il suolo un immondezzaio che al confronto le vere discariche son le Maldive. In ogni modo: 800 erano, i romeni, in gran parte rom. E 800 son rimasti. Unica rivoluzione, un cambiamento geografico delle locazioni. I residenti della Bovisa, preparatisi dall'alba alla massiccia offensiva, tornano a casa mogi mogi: «Che vergogna. Che presa in giro».
C'era il leghista Matteo Salvini, furioso: «Qual è il senso?». Già. Qual è il senso. I vigili, armati di mascherina sul volto— misura innocua dinanzi al lezzo, sarebbe meglio la maschera da palombaro — sono stati i primi a indicare agli sloggiati dove posizionarsi: «Di là, insieme agli altri». Dirà poi il vicesindaco Riccardo De Corato: «Gli allontanamenti continueranno inesorabilmente». Pardon: per continuare, devono iniziare, cosa che non è successa. Risposta: «Tempo dieci giorni, e gli immigrati non ci saranno più». Il prefetto Gian Valerio Lombardi non vuol parlare di scadenze: «I tempi si prospettano lunghi. Bisogna camminare un passo alla volta». D'accordo. Supponiamo che, un bel dì, i romeni scompariranno. E dove si sistemeranno? Un onesto De Corato: «Cercheranno una nuova area. Andranno in un nuovo quartiere e l'emergenza si riproporrà... ». Certo, a monte, «il governo Prodi ha fatto di tutto per ostacolare gli allontanamenti coatti», le espulsioni. Palazzo Marino sostiene di trovarsi con le armi spuntate, come sottolineato dall'assessore Mariolina Moioli.
Dice il vecchietto appoggiato alla rete per vedere le ruspe nel frattempo entrate in azione — abbattuti gli scheletri delle baracche rimaste in piedi, smossa un sacco di terra e chissà quanti veleni son saltati fuori — che «a Milano gente così conciata io non ne avevo mai vista». Il vecchietto, dopo un risveglio al passaggio d'una morettina, «uè, bela tusa », torna allo smarrimento- disgusto manifestato da un sonoro sputo: «Mi spiegano perché questo cinema?». A proposito di cinema: il pratone, che nella sua galassia di rifiuti conta un catalogo che nemmeno in un centro commerciale — da Barbie a un liquido per pulire il cruscotto fino a una canoa — presenta una collezione, abbastanza sterminata, di videocassette porno, dicono abbandonate dal titolare d'un sexy shop andato in fallimento. Student Stoicolescu, 45 anni e 4 figli, inciampa in una videocassetta, si rialza, ed essendo uno dei 50 sfrattati corre come un dannato, prende tre assi, uno specchio rotto, un materasso sfondato, li carica sul suo Fiat Iveco che per farlo partire lo spingono in cinque, «dai, dai», uno sforzo ancora, ci siamo, adesso siamo a nord del divano. Salvo. Sopravvissuto. Sfuggito al tremendo «sgombero».
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domanda perchè le procedure sono sempre piu rapide o piu incisive solo con gli italiani ? non è forse questi episodi un incentivo a comportarsi illegalmente?
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Originariamente inviata da
Usher
ora che ci penso nei dintorni di milano e di rho i nomadi si sono fatti delle ville sfarzose su demanio pubblico e non c'e sindaco o sfratto che li faccia sloggiare , una volta costruita la villa, da quei terreni su cui hanno costruito abusivamente.
In sostanza comprono un terreno come agricolo per la sosta dei caravan e poi si mettono a costruire , vengono i vigli a contestare la costruzione abusiva, appena incominciata, pagano gli zingari la multa e poi in 2 o 3 notti chiamano una squadra di 50 operai e muratori e si fanno costruire la villa fino al tetto e poi se ne sbattano delle ingiunzioni che il sindaco di Rho o milano con il quale si ordina di demolire, tanto loro sono nomadi e nesuuno puo demolire una casa in cui ci sono persone che vivono la dentro e dato che il proprietario è irreperibile per notificare l'atto di demolizione la situazione è in stallo .
Risultato: 1) i carabinieri e polizia hanno le mani legate perchè c'e un vuoto legislativo e non posso agire 2) non pagano gli zingari nessuna tassa come ici , o oneri di urbanizzazione 3) nel frattempo il sindaco di rho ha dichiarato che da due ville che erano sta sorgendo un piccolo villaggio visto che hanno comprato altri terreni agricoli.
Se qualcuno fa il pendolare tra milano e novara e passa con il treno vicino a Rho riuscirà a vedere queste ville e secondo alcuni italiani che ci sono stati dentro sono veramente lussuose .
Questa situazioni è stata raccontata e documentata da giornalisti di Dnews Milano un giornale free-press
Anche se si facessero un capannone orribile il problema è che non hanno nessuna autorizzazione e li vanno puniti, per costruire una casa hai bisogno di permessi e pianificazioni da presentare. Se c'è questo buco legislativo perchè non vanno a chiuderlo?? (sbaglio o anche la mafia fa le stesse cose?? se chiudono il buco si prendono molti piccioni con una fava).
Abel parlava di case ma non abusive, quelle legali che inizino una vita onesta, perchè so se vai dai privati non sempre accettano di darti la casa in affitto (ci han rifiutato in parecchi l'appartamento con un bel: " non affittiamo la casa ai neri").
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Bè, in tutta sincerità, se mi vedo arrivare un'intera famiglia, solitamente MOLTO numerosa, di zingari, manco io darei loro in affitto una casa......molti di loro le prime parole che imparano a pronunciare sono nomi falsi e piagnistei per impietosire......