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Titolo cercasi

  1. #1
    FdT svezzato apetta
    Donna 28 anni da Bari
    Iscrizione: 7/3/2010
    Messaggi: 209
    Piaciuto: 9 volte

    Predefinito Titolo cercasi

    E' un progetto al quale stiamo lavorando io e un paio d'amici..io sono la penna,loro mi aiutano nel contenuto... questo,a mio parere,è una della parti meglio riuscite.. buona lettura!








    E' strano il modo con cui l'amore faccia notare la propria presenza. E altrettanto strana è la modalità con la quale noi ci accorgiamo di essere Sue vittime. Un treno,o meglio due treni,che tendono ad accelerare per poi dividersi al primo bivio,o anche un treno,anzi,sempre due treni che dal bivio si uniscono per seguire lo stesso binario. Il proprio binario,precedente a quello comune, è il vero fautore della nostra più intima decisione di lasciarci condurre a quello comune o,al contrario,a tirarci indietro,lasciando credere agli esperti che ci sia un guasto tecnico.
    Il vero guasto,tuttavia,coincide con quello che è,nel luogo comune,indicato come "cuore infranto".
    Non ci sono esperti capaci di riparare questo irreversibile danno. Eppure,ci sono persone,persone come tante,persone che incontri ogni giorno per la strada,persone che saluti con un cenno del capo,persone che non riconosci o con le quali intrattieni piacevoli conversazioni..beh,queste persone non hanno nulla a che vedere con gli "esperti",ma fra queste persone,una può rimediare al tuo guasto.
    La particolarità sta nell'involontarietà del gesto e nell'ingenuità con cui avviene.
    Lei sembrava non ricordare la prima volta che si innamorò di quello che era solita definire il suo "grande amore",ma ricordava benissimo la seconda volta che uno sconosciuto le marchiò il cuore.
    L'estate era finita da molto e andando via aveva portato con sè rancori,delusioni e indifferenze,lasciando un retrogusto amarognolo sulla pelle di quanti l'avevano vissuta in questo modo.
    La pioggia aveva ormai spodestato il caldo soffocante e sollevava dal suolo polvere,pulviscolo e malinconia. Quella malinconia che riporta indietro ricordi,voci,profumi.
    Era solita poggiarsi a peso morto al vetro della finestra della sua stanza e osservare distrattamente la pioggia che scivolava su quella lastra vetrata e picchiettava sul pavimento del balcone. Inerme in quella posizione vegetale sperava che quella pioggia terminasse presto,così avrebbe allontanato la sua nostalgia.
    Sua madre si impegnava nel renderle queste giornate,tanto pesanti di per loro,ancora più sconfortanti. Un continuo dito puntato contro e le stesse squallide parole che le echeggiavano nei timpani.
    "Ti prego,basta,basta,basta!" - Lo ripeteva a bassa voce,o forse,lo confessava al suo vetro per farsi coraggio,per darsi un alibi che giustificasse il suo esser sorretta da un'impalcatura tanto più fragile di lei.
    Non ricordava bene i pensieri rievocati da quello stato parassitario,ma ricordò bene quella chiamata : -"Ehi,preparati. Sono quasi arrivato"- Indossò rapidamente il suo cappotto,afferrò la sua borsa a tracolla,così straordinariamente comoda e dopo aver chiuso la porta di casa,si precipitò giù per le scale cercando di allontanarsi quanto più potesse dalle urla di quell'isterica.
    Lo vide. Era in auto, le lampeggiò. Reggeva la borsa sospesa sul suo capo,per proteggersi dalla pioggia battente e a passi svelti si affrettò a salire in auto.
    Conosceva quell'auto più di quanto conoscesse casa sua.
    E ancora meglio conosceva il ragazzo alla guida di quell'auto. Non era il suo grande amore,era solo il suo "chiodo".
    Era il ragazzo con cui aveva fatto sesso la prima volta,era il ragazzo che le aveva regalato piccoli ma intensi piaceri quando ne aveva voglia e,ora,era il ragazzo che dopo averla fissata,le chiese:
    -Devi dirmi qualcosa?
    Lei non rispose. Si limitò a dirgli no con un movimento del capo e iniziò a cercare il suo pacchetto di sigarette nella borsa. Lucky Strike,rosse. Pacco da dieci. Si nascondevano sempre ottimamente fra le cianfrusaglie che portava con sè nella sacca, e spesso impiegava quei soliti due minuti per trovare quel pacchetto.
    Il nervosismo di quella sera fece in modo che i minuti diventassero quasi tre.
    Prese il pacchetto,compiaciuta,tirò fuori la quarta sigaretta della giornata e l'accese.
    Lui mise in moto e si diressero al solito posto. Giunti lì,questa volta,non abbassò i sedili. Continuava a fissarla. Non voleva fare l'amore con lei,voleva capirla,aiutarla.
    Lei,dal canto suo,iniziò ad innamorarsi di lui quella sera stessa,semplicemente non se ne rendeva ancora conto.
    -Ok,va bene! Appena finisco di fumare ne parliamo,ma smetti di tenermi gli occhi puntati addosso!
    Cercò di far durare quella sigaretta quanto più potesse. Non voleva parlarne. Non voleva sembrargli così fragile,non voleva esporsi. Ma si sa,per fumare una sigaretta ci vogliono in media quattro minuti,e anche meno a volte,ecco perchè dopo quei quattro minuti fu costretta a rivolgersi a lui ed iniziare a raccontargli la causa del suo malessere:
    - Stavo ricordando il giorno in cui scoprii che il mio ex ragazzo mi aveva tradita. Ricordo le mie vertigini quando seppi con chi mi aveva tradita. Ricordo ogni cosa di quel giorno,ogni minimo particolare. Ma,è anche vero,che non ricordo nessuna delle belle esperienze vissute con lui. Al suo nome,la mia mente associa solo brutti episodi. Tristi,privi di vitalità. Io non so perc..
    -Ne sei ancora innamorata
    -No,che domande fai!?
    -Non è una domanda- Il volto di lui delineava una durezza mista a paura di non poterla mai del tutto avere.
    -Domanda o no,la riposta a quanto hai appena detto rimane la stessa : non sono innamorata di lui!- Era sincera -Quello che mi manda in bestia e mi rovina la giornata è questo tempo di merda!
    Lui inarcò il sopracciglio. Lei adorava vederlo in quell'espressione. Riprese: -Cioè,odio quando in una brutta giornata come questa,con i brutti pensieri che fa tornare in mente,quella che dovrebbe essere mia madre,indifferente come sempre,esalta tutti i miei aspetti negativi. Sono la solita menefreghista di turno. La solita che non è mai in casa,anzi,è sempre in giro con amici incogniti,frequentando posti incogniti. Sono la solita che vive nella sua camera e che non si rende conto delle gioie e dei dolori che avvengono nel resto della casa.
    Sono la solita a non avere una madre quando ne ha bisogno..
    Riuscì ad inserire in quel discorso di vittimismo la sua solita ironia con cui affrontava ogni amarezza,ma questo non bastò per non trasformare le immagini chiare e nitide del lampione e del cartellone pubblicitario in un insieme di punti indefiniti che sembravano fondersi e riallontanarsi. Aveva gli occhi lucidi. Lo sguardo rivolto verso il finestrino dell'auto. Durante il suo discorso di era voltata di tre quarti,per evitare che lui notasse quegli occhi sommersi dal dolore.
    -Sei la solita che non si rende conto che io,invece,ci sono sempre!
    La voce di lui interruppe quel momento di angoscia. La tirò a sè e la strinse. Lei sentiva il suo odore farsi largo fra le sue narici e invadere la sua memoria,persino. Non avrebbe mai più scordato quell'odore. Sentì un forte bisogno di ricambiare quell'abbraccio,ma era vincolata dalle sue possenti braccia e si limitò a stringergli forte il bicipite,rischiando di sprofondare con le unghie nel tessuto della sua maglia. Gli pareva di avvertire la sua pelle. Sentiva il suo respiro scandire un ritmo lento,rilassante e rassicurante.
    In quell'abbraccio le sembrò di ricevere la sicurezza che qualora lui l'avesse mai vista in lacrime,non avrebbe mai approfittato della sua debolezza. Si lasciò andare ad un pianto silenzioso. Le lacrime gli rigavano il volto in maniera netta. Facilmente si staccavano dal suo occhio e con la stessa facilità ricadevano sulla manica della maglia del ragazzo.
    Lui le accarezzò i capelli,le baciò il capo e poggiandovi sopra la sua guancia le trasmise quel calore materno di cui tanto ne avvertiva la mancanza. La veemenza del suo abbraccio le restituì l'affetto di un padre sempre più distante,del quale non parlava mai,perchè,diceva "non è possibile parlare di persone che non si conoscono. Non è eticamente corretto ed è immaturo".
    In quel solo abbraccio e in quei piccoli,dolci gesti le diede tutto quello che le mancava : l'amore che solo una famiglia può donare. La sicurezza di proteggerla da qualsiasi triste realtà,la garanzia di non abbandonarla mai.
    Aveva bisogno di lui. Realizzò che quel ragazzo era diventato tutto per lei e il suo buon odore contribuì a trasformare quella necessità razionale in bisogno sentimentale. Si era innamorata di lui,nel tempo di un abbraccio. Tutto in un abbraccio.
    Cosa c'è di più realistico? E lei aveva bisogno di certezze.
    Cosa c'è di più sconvolgente del sapore che immagini di avvertire da un abbraccio in grado di perforarti l'anima e ricucirti il cuore?
    E lei aveva bisogno di un cuore sano. Aveva bisogno di essere amata. Aveva bisogno di ricominciare ad amare.

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  3. #2
    Temperance
    Donna
    Iscrizione: 15/1/2006
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    Un testo dovrebbe colpirti fin dalle prime parole, ma già il primo capoverso non mi ha tarsmesso nulla e forse neanche ho capito cosa vuol dire/trasmettere. E mi sono fermata.

  4. #3
    FdT svezzato apetta
    Donna 28 anni da Bari
    Iscrizione: 7/3/2010
    Messaggi: 209
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    dovrei postarti le altre 8 pagine per farti capire qualcosa...

  5. #4
    FdT-dipendente
    Uomo 32 anni da Lucca
    Iscrizione: 27/7/2009
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    si,posta pure! )

  6. #5
    FdT svezzato apetta
    Donna 28 anni da Bari
    Iscrizione: 7/3/2010
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    Quote Originariamente inviata da mmgianmarco Visualizza il messaggio
    si,posta pure! )
    ook,allora posto!

    inizia da qui : LUI

    ..Mi ritrovo a contemplare il soffitto,in attesa di risposte,in attesa di domade,in attesa di capire. Capire quale via o sentiero o stradina mi abbia condotto qui,ora,in questo particolare e affascinante momento della mia vita. Ho pensato potesse esser frutto di miei comportamenti,ho pensato fosse merito delle mie scelte,ho pensato.. e ho deciso di eliminare da questa circostanza la variante della razionalità e concentrami sulle sensazioni,sulle emozioni. L'emozione più grande,in questo momento credo proprio sia tu. Non so spiegarti,nè so spiegarmi bene il perchè...e non mi interessa darti e darmi una motivazione. Lo sento a pelle....e la mia pelle fa ancora parte di quei pochi "qualcosa" di cui posso fidarmi. Ti ho vista,per la prima volta,passare accanto alla vetrina di un bar. Il solito bar. Il bar in cui ho incontrato i miei amici. I soliti amici,gli amici di sempre. Ora da questo solito bar,vedo te. Bellissima. Sono trascorsi 2 giorni,ti rivedo... per la strada,con le tue amiche,credo anche loro,le solite..almeno per te. Sempre bella,semplice,ma bella. Ancora una settimana,e non ho il coraggio di fermarti,eppure sei così vicina che quasi potrei toccarti,o almeno provarci. Così vicina da poter sentire il profumo della tua pelle,ma tu non mi vedi,ancora. Passeggi disinibita,ondeggi i tuoi fianchi in maniera disinvolta mentre io,da lontano,da timido e sconosciuto spettatore,quale sono,rimango incantato dal ritmo del tuo corpo;in perfetta sincronia muovi un passo e poi l'altro,agiti i tuoi capelli,li sposti con una mano e l'odore del tuo shampoo mi stringe le narici. Mi ubriachi,eppure non lo sai,ancora.
    Circostanze,contrattempi,attimi. Riesco a raggiungerti,almeno per telefono,almeno tramite una tastiera e un display,e per me è già abbastanza. Ti cerco,non rispondi. Ti cerco..ecco,un tuo segnale. Sei frigida.. tranquilla,ti capisco,non ti fidi,ma io mi conosco,consapevole di sapere quello che voglio. Riesco ad ottenere un incontro. Mi preparo,ed eccoci. Il nostro primo appuntamento. Ridi venendomi incontro,muovo un sorriso anche io e penso che non sei poi così irraggiungibile. Il tuo corpo non sembra così armonioso,e i tuoi capelli odorano di umidità...sarà colpa della pioggia. Eccoti. Qui,davanti a me..non sei poi così speciale! Una conoscenza ad armi pari. Siamo all stesso livello,io forse più forte perchè mi rendo conto che è il desiderio che mi spinge verso di te,semplice desiderio di possederti,mi accorgo di non essere coinvolto. Continuiamo a vederci e mi sento sempre un gradino più in alto,mentre tu sembri dventare sempre più partecipe,continui ad essere sempre più presa,e io lo so,me ne accorgo in qualità di distante e prepotente spettatore della nostra conoscenza. Siamo uguali ora. Così credevo...e poi. E' stato un attimo. Ti ho vista,sei ritornata ad essere quell'armonica ballerina,aromincamente perfetta, mentre passeggia. Con una marcia in più,con un'arma in più.Anzi due. I tuoi occhi. Non li avevo mai notati. Non avevo mai guardato te guardarmi con quegli occhi. Ti prego,non guardarmi così. Occhi grandi,sognanti,spaventati. Occhi che parlano quando non riesci a dar voce ai tuoi pensieri,occhi che descrivono quello che sei in realtà. Danzatrice,e incantatrice d'anime. Corpo e occhi in totale accordo,che ti rendono semplicemente perfetta,assolutamente adorabile. Abbiamo fatto sesso,non era la prima volta..ma per la prima volta ho visto i tuoi occhi mentre lo facevamo;mentre spingevo continuavo a guardare quegli occhi grandi,sognanti,spaventati e ti sento. Sento il tuo odore. Decisamente migliore di quello che immaginavo di percepire quando ti ammiravo da lontano. Posso toccarti,ora posso farlo,e hai la pelle soffice,liscia. Profuma. Ti stringo e il tuo profumo mi penetra l'anima,mi perfora la testa e mi inebria. Sento l'odore del tuo shampoo..dov'è l'odore dell'umidità?.. dov'è quella ragazza che non "era poi così irraggiungibile",che non era poi così speciale? Non sei tu,perchè se fossi stata tu non avrei pensato a divertirmi,ma avrei cercato di farti innamorare di me. Sei coinvolta,si.. ma non sono stato capace di farti perdere la testa,perchè mentre ora io mi accascio su di te e ascolto il battito del tuo cuore,capisco che il suo ritmo più veloce,dipende solo dallo sforzo lascivo e non da alcun sentimento. Stupido io,stupido a pensare a me..quando avrei potuto pensare a noi,a te. Lo rifacciamo dopo una settimana e i tuoi occhi sono sempre più belli,il tuo profumo sempre più gradevole,il tuo corpo mantiene intatta quell'armonia e quella disinvoltura tua propria.Sembra esser preda di una musica che solo tu puoi sentire,e dalla quale non sono capace di distrarti. Non sono pienamente convinto di volerlo fare,perchè quando balli a ritmo della tua musica riesci a rendermi preda dei tuoi movimenti e mi confondi con le tue anche,con le tue gambe che si stringono,con il tuo seno così piccolo e con i tuoi sospiri. Tutto che segue un tempo e una melodia rigorosamente serrata ma che riesci a far sembrare libera e soave. Danziamo insieme tutta la notte. Sei stanca,ti raggomitoli fra le mie braccia e basta una carezza sul tuo volto per farti addormentare. Guardando il movimento rilassato del tuo addome,mentre respiri,mi addormento anch'io, per un pò.Ti muovi,io mi sveglio. Mi allontano dal letto per raggiungere quella lampadina lontana,cosìcchè possa accenderla,senza svegliarti.. Mi rivesto mentre tu ti chiudi ancora di più per non far prendere freddo al tuo corpo nudo. Guarda,amore..le tue guance! Dolcemente rosee... amore,sei bellissima. Amore...ti chiamo amore. Che mi hai fatto? Come hai fatto? Maledetta adorabile strega,i tuoi occhi e il colore delle tue guance si impossessano di me. Non voglio,non puoi. Troppo tardi... ora ho solo un rimpianto. Non sei innamorata. Io si...io!Il distante e prepotente spettatore,vittima del tuo modo di guardare,del tuo modo di amare. Riapro gli occhi,mi ero addormentato guardando quel soffitto. Mi volto,sei qui,che dormi fra le mie braccia,sei qui...amore mio,sei ancora qui.



    LEI
    Rieccomi,rieccoci,stessa scena,stessa situazione,stessa notte. Non ho idea di che ore siano,ma sono su un letto,anzi,sul solito "divano-letto" con lui che mi dorme accanto. Come accade spesso ultimamente,le mie serate si consumano velocemente nello sconforto totale e ogni sera mi piace credere che una scopata possa sistemare l'irrimediabile. Ma anche queste sono illusioni di una diciasettenne,preda e vittima dei suoi ormoni in disordine. Ripenso spesso a ciò che ho deciso di lasciarmi alle spalle,ma.. pechè continua a tornarmi in mente,perchè non mi lascia respirare con i miei polmoni,perchè,perchè continuo a risentire,ricordare "vieni con me?" ? "VIENI CON ME?" Non c'è frase peggiore che possa confermare i tuoi dubbi. Non c'è comportamento peggiore che si possa assumere in conseguenza alla situazione imbarazzante e confusionaria appena abbozzata fra i miei ricordi. Non è semplice mandar via dalle orecchie il tono di voce con cui il tuo primo amore chiede alla ragazza alla sua destra "vieni con me".E la ragazza alla sua destra,come è ovvio che sia,non sei tu. Non è semplice. Non lo è affatto. Intanto l'estate continua a bruciare le ore e trascorre così velocemente che manca poco al ritorno fra i banchi,al ritorno in classe,con la tua grande e storica amica di banco che,splendente e solare come non mai,ti chiederà "Amica mia,come hai passato l'estate?".... Estate fra terzo e quarto superiore. Un liceo scientifico per l'esattezza. Una sola parola a riguardo : LACERANTE.
    E non guardarmi con quella faccia sconvolta,amica di banco,perchè non servirà a ridarmi l'estate che dovevo e volevo godermi,e vivere.O almeno,avrei dovuto e avrei voluto. Vuoi realmente sapere come l'ho trascorsa? Vuoi davvero sapere che inizialmente sembrava essere una di quelle estati che la tua pelle ricorderà anche a distanza di 3 quadrimestri,decorata da compleanni,festini e uscite con i soliti,grandi amici,vuoi sapere che il divertimento sembrava assicurato? Vuoi sapere che ho ripreso ad allenarmi? Vuoi relamente sapere che ho deciso di rendere l'acol il mio vizio,poichè il fumo è diventato ormai mio fratello? Vuoi sapere che mi sono sballata alla grande? Vuoi sapere che ho poi saputo,scoperto,intuito che davvero "niente è per sempre"? E allora sappi che a quel punto è cambiato tutto. Mi sono regalata al primo ragazzo che mi corteggiava e,sai,non è affatto stimolante scopare con qualcuno mentre nella tua testa e nei tuoi timpani esiste ancora un "vieni con me?". Non so cosa si provi nel farlo con il ragazzo di cui sei innamorata,ma quando fai sesso,per la prima volta,con un perfetto sconosciuto,solo per vendetta,riesci a sentire solo il vuoto allo stomaco e i brividi lungo la schiena. Ma resti comunque impassibile. Non ti cambia un *****,e non ti senti affatto donna,ma un'ipocrita. L'unico lato positivo è la nuova dipendenza che ti crea. Ti entra nel sangue e percorre il tuo corpo,provocandoti desiderio,voglia,nostalgia. Ma non amore. E' puro e sfrenato sesso,consumato su un lurido divano e sui sedili posteriori di un'auto che non è nemmeno la sua. Ogni volta hai ancora più voglia di farlo,e inizia a non bastarti una sola botta,inizi a prentenderne anche due o tre nella stessa sera. E' il tuo corpo che lo richiede. Fino a quando non arriva l'orgasmo. E' ancora il tuo corpo il protagonista ed è il bottino dei tuoi istinti. Entra in frenesia e i sensi si mescolano fra loro lasciando che il tuo guscio si rompi e tu possa sentirti leggera. Ma,di nuovo,non sei innamorata, Quindi tutto questo non crea in te neanche una singola emozione,frattanto che stai ancora riparando il tuo cuore dal rumore di quel "vieni con me". Era questo che volevi sapere,giusto?

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