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QUESTA è arte
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QUESTA è arte
e cosa trova Lei di artistico nell'opera di Kandinsky da Lei postata,qualcosa che dimostri la bravura e la capacità dell'artista nel tenere il pennello in mano?
semplicemente la capacità di suscitarmi un emozione ogni volta che la guardo.
Quello era il periodo in cui iniziarono ad attecchire le avanguardie che se da un lato hanno portato una certa "degenerazione", dall'altro proprio no. Visto che conosci tanto bene il suddetto pittore da avanzargli una critica, penso che tu sappia tutto l'ambaradan teorico dietro i suoi quadri astratti.
http://www.riaonweb.it/Immagini/pica...nto%201907.jpg
http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth...ch.madonna.jpg
http://www.futureofthebook.org/blog/...i.lastrada.jpg
questi autori del novecento ti stanno supplicando di essere buttati nel cesso.=) prego!
holly,quella robaccia meriterebbe di esserci buttata davvero nel cesso.
l'ambaradan teorico non basta se non c'è sostanza. ragionamenti,ragionamenti e teorici ragionamenti,ma quello che vedo è un quadro che un po' chiunque saprebbe fare,qualcosa che se svuotato da tutto quest'ambaradan teorico diventa una crosta.
prendi la liberà che guida il popolo,invece..toglici pure tutto il significato politico e sociale e resta un ottimo dipinto,un capolavoro.
l'emozione non c'entra niente,pure un disegno di un bambino può emozionarmi..
che c'entra,dal mio punto di vista è robaccia. a me piacciono i pittori che sanno tenere il penello in mano. bisogna ripetere "dal mio punto di vista" ogni volta che si scrive qualcosa?
ma puoi dire che dal tuo punto di vista un quadro è brutto! non che picasso non sapesse tenere il pennello!!! solo perché va oltre la tradizione "classica", non puoi dire che non avesse tecnica.
a questo punto devi buttare nel cesso:
- il flusso di coscienza di joyce, non usa punteggiatura
- il futurismo, che a me personalmente fa cagare, ma di cui non nego il valore. è un susseguirsi di pum, pam, bang. come i miei messaggi personali di msn, ma io non sono futurista.
- il verso libero di Ungaretti
- la linea antinovecentista di saba
- i quadri di picasso
- i colori innaturali di munch
- l'inverosimilità dei romanzi di pirandello
- la tecnica narrativa della coscienza di zeno
- la frenesia dei romanzi della beat generation
- il 900 tutto.
solo perché qualcosa va oltre degli schemi classici non vuol dire che manchi di tecnica. l'errore di migliaia di artisti fino all'800 è quello di considerare arte il classicismo, e di imitarlo fino alla nausea.
e penso che dopo 1700 anni, era il caso di mandarlo a ******* sto principio di imitazione... che, suppongo, tu sappia essere alla base della formazione della cultura italiana.
L'arte è soggettiva, mooolto soggettiva.
Tempo fa sono stata ad un museo di arte contemporanea con mia zia.
C'era una tela tutta bianca con in solo puntino rosso al centro.
Secondo l'autore era "un bagno nell'infinito". secondo me era un puntino rosso in mezzo ad una tela bianca :|
- essendo un flusso di coscienza rende molto meglio senza punteggiatura
- interessante ma non lo considero arte,e ormai ha fatto il suo tempo.
- non conosco purtroppo. il verso libero,non ungaretti. ma da uno che scrive "m'illumino d'immenso" capirai che beltà che può venir fuori.
- purtroppo conosco molto poco anche di saba,sulla letteratura sono parecchio carente.
- picasso per me dipingeva croste.
- munch altrettanto. non per i colori,che possono pure essere innaturali quanto vuoi (pure dalì usava colori innaturali e realtà completamente distorta ma lui era un Signor Artista. questo per dire che non considero arte solo il classicismo sputato.)
- pirandello era inverosimile con stile,la coscienza di zeno è un'opera stupenda e incredibilmente difficile da comprendere pure da persone colte e letterate.
- non ho presente nemmeno molto questo movimento per poter dire. come già detto,nella letteratura sono piuttosto carente.
- no,del '900 molte cose sono da salvare. il già citato dalì,magritte,escher,whelan,warren,giger,frazetta ...altre come basquiat e matisse sono tele imbrattate.
non considero arte solo la pura imitazione poichè apprezzo molto anche i suddetti artisti che (apparte frazetta e whelan) sono molto surreali nelle loro opere. certo,puoi obbiettare che è realtà distorta ma pur sempre realtà. io sono disposta a rivalutare il concetto di arte se mi dovessi trovare davanti a un'opera astratta che valga quanto un caravaggio,ma non ne ho mai trovate.
ecco,quel tizio che fa i puntini rossi sulle tele o anche fontana che tagliava la tela sono due deficenti e ancor più deficente chi li considera artisti,questi tizi che contribuiscono ad affossare l'arte moderna.
a me una tela squarciata dice tanto. più di un quadro di caravaggio di cui ammiro la tecnica, ma la tela squarciata mi dice di più ^^
comunque, il principio d'imitazione non è una mia invenzione, è proprio alle fondamenta di tutto quello cui va contro l'arte moderna.
una tela squarciata non è classica. non imita nulla. anche io sono capace di squarciare una tela, ma io penso che dietro una tela bianca lacerata ci sia tanto.
e mi sa che un po' di basi umanistiche ti mancano, ecco perché parli così.
se hai carenze letterarie penso ti sia impossibile comprendere a pieno il modernismo. saluti.
che ha di così profondo una tela squarciata? cosa c'è di artistico? se ci vedi non so quali profondità chiamala allora espressione,non Arte.
il 90% dell'arte moderna ormai è una scusa per chi non sa tenere il pennello in mano.
andare contro il principio di imitazione poteva avere senso ai tempi delle prime avanguardie artistiche,il voler scoprire qualcosa di nuovo,dei nuovi sistemi di creare,ma ogni avanguardia fa il suo tempo. oggi il periodo futurista è passato,così come quello degli altri movimenti. tutti questi artisti sarà il caso che inventino qualcosa di nuovo?
il modernismo esprime crisi. crisi di tutto. a me una tela squarciata quella crisi me la trasmette in pieno.
non solo il bello è arte. anche il brutto è arte.
sai com'è, ci vuole un minimo di sensibilità ad uscire fuori da schemi prefissi.
ah, dopo il primo novecento, c'è stato il neorealismo, dopo la sua crisi. e pasoli, povero, gettiamolo via. niente di nuovo.
se il brutto è arte allora senza dubbio artisti siamo tutti visto che uno scarabocchio lo sappiamo fare tutti. prendo un sasso,ci attorciglio del filo spinato e dico che è la guerra. è arte? sono dunque un'artista o una cialtrona?
i movimenti espressionisti,cubisti,astratti e quant'altro rappresentavano una rottura con i precedenti movimenti classicisti,un rigetto dell'insegnamento accademico per un tipo di produzione più "libera". ora,dopo anni e anni di urli,guerniche,tagli di fontana,tele scarabocchiate di pollock e robaccia simile sembra che si richieda un nuovo ritorno all'opera accademica tradizionale,un ritorno all'arte fatta da chi sa tenere il pennello in mano. per fortuna ancora qualcuno c'è.
se bastasse questo per fare arte saremmo bravi tutti
l'arte per me non deve essere giudicata solo per la bravura di un artista o di un cantante, un pittore,in generale.... bisogna vedere realmente quanto impegno ci ha messo, quanto amore, l'anima che ha messo lui dentro la sua opera....secondo me oggi non esistono quasi piu artisti o cantanti/pittori/scrittori cosi...guardano tutti al commerciale
Ti stanno sul cheiz i critici eh?
Effettivamente anche a me perché vogliono imporre una visione oggettiva di un qualcosa che per sua natura è soggettiva. L'arte in qualsiasi sua forma nasce come espressione di sentimenti e/o stati d'animo e/o altre infinte cose che ognuno di noi ha dentro la testa. Se compongo una canzone, per esempio, non lo faccio con l'intenzione di creare un bel brano ma di creare un brano che racchiuda dentro di se il mio malessere o la mia gioia, il mio dolore o la mia malinconia.. insomma ciò che un critico spesso ricerca è la bellezza, l'originalità, la qualità.. però sono cose che l'artista vero e proprio non pone nella propria opera perché vuole dare spazio a ciò che ha dentro di sè.
Jimi Hendrix non aveva conoscenze musicali di nessun tipo, semplicemente conosceva il giro blues e aveva un buon orecchio, per il resto si strafaceva e suonava ciò che provava. E io adoro jimi hendrix!
La musica è proprio l'esempio di questo.. pensa ad uno come malmsteen.. è oggettivamente bravo, per carità, ma soggettivamente fa cagare e non trasmette NULLA. Eppure è idolatrato da un sacco di gente..
Mettici le analisi oggettive di vario tipo come, che so.. la tecnica usata, le influenze, lo stile, aspetti dell'artista che si ritrovano nel modo di lavorare.. mettici tutto quello che vuoi, ma quando critichi un qualcosa lo fai sempre attraverso i TUOI occhi ed è comunque una combinazione di emozioni filtrate da una forzata visione oggettiva dell'opera che la snatura.. vedi ciò che in realtà non vedresti se ti lasciassi trasportare.
L'esempio di malmsteen calza se ci pensi.. non ha originalità, ha tanta tecnica, la sua musica è bella perché non è altro che una sorta di metal neo classico scopiazzato da beethoven, vivaldi e compagnia bella e in più è tecnicamente mostruosamente bravo. Insomma è musica a tutti gli effetti, però non trasmette una cippa, così come john petrucci, stessa trippa (faccio esempi musicali perché mi vengono più facili e sinceramente sono i più semplici da capire senza avere chissà quali conoscenze).
Ho scritto che un critico spesso ricerca bellezza, originalità e qualità perché sono degli aspetti oggettivi che danno valore ad un'opera. Per bellezza intendo perfezione, per originalità intendo qualcosa che prima non c'era e che è leggermente diverso da tutto il resto, per qualità intendo tutta una combinazione di fattori (tecnica, abilità, capacità artistiche etc..). Non dirmi che un critico non guarda queste cose (oltre a tutti gli aspetti "culturali" e non del caso).
PS: ho scritto jimmy anziché jimi :? correggo subito
Non so risponderti cosi facilmente perchè è sbagliato dire che l'arte è solamente soggettiva come è sbagliato dire che è esclusivamente oggettiva.
Io faccio l'esempio del pianoforte, perchè è l'arte che mi sta piu vicina e perchè quando suono cerco di farlo bene.
La mia insegnante mi dice che si suona bene quando quel che si suona è bello.
Non vuole dire che se suono un pezzo più difficile all'ascolto di un altro suono male.
Vuole dire che suono bene quando rendo i particolare di ogni pezzo, sottolineo i passaggi importanti all'asccolto.
Questa non è una cosa così soggettiva, anzi. E' la base per cominciare a suonare.
Uno che suona senza interesse, senza attenzione, senza capacità anche se mette le note tutte a posto non suona oggettivamente bene.
Quando due suonano già bene sono distinti dal gusto personale di ognuno di loro.
E lì entra in gioco il soggettivismo. Mi piace quello piuttosto che un altro.
è ovvio che lo faccio attraverso i miei occhi, l'autore di qualsiasi forma d'arte ne perde possesso non appena la termina, e va tutta in mano allo spettatore. le interpretazioni non spettano all'autore, lui deve essere interpretato da chi lo legge/studia/ammira.
il musicista da te citato - ammetto la mia ignoranza - non lo consco, mi fido sulla parola. ma anche qui, c'è da dire che quello che trasmette a me non è detto che trasmetta a te. c'è gente che si emoziona con jovanotti (c'è una mia amica che sta provando a farmelo ascoltare, ma per me fa proprio musica terrificante, brutta e inutilmente superficiale), io invece mi emoziono con ben altro (ma io sono artisticamente una snob di prima categoria).
un critico deve guardare quelle cose, ma un'opera densa di significato e al tempo stesso brutta è inutile e l'artista quando crea si sforza di creare qualcosa di bello, non gli interessa soltanto creare qualcosa di nuovo o di trasmettere quello che ha in testa. fra l'altro, permettemi di contestarti, ma sull'originalità ormai anche la critica post-modernista comincia ad avere dei dubbi, dal momento che uno dei "precetti" del postmodernismo è proprio l'impossibilità del nuovo...
l'arte è insieme trasmettere qualcosa ma è anche trasmetterlo bene. abbiamo autori perfetti formalmente (vincenzo monti ne è l'esempio più palese! un autoruncolo da quattro soldi a livello di contenuti!), ma quelli che passano alla storia sono quelli che sanno trasmettere qualcosa con i mezzi adeguati.
se poi l'arte sia soggettiva o meno, io non lo so. posso dire cosa mi trasmette, perché ci sono artisti che mi trasmettono più di altri, ma non è detto che quello sia oggettivamente bravo. purtroppo in materia di estetica sono un'ignorante, anche se è una branca della filosofia a cui volevo interessarmi, ma non ho potuto perché la sapienza è il regno dei disguidi burocratici :069:
Partiamo dal presupposto che l'arte é comunicazione, di conseguenza non si può dare in alcun modo un valore oggettivo all'arte.
Per quanto riguarda i critici ti do ragione sul fatto che spesso i loro giudizi non sono obiettivi ma arbitari, basta pensare al film di Gandhi che ha vinto 8 premi oscar, eppure é un film sterile di una lentenzza spaventosa, totalmente privo di interpretazione (un film storico deve compiacere due aspetti: l'attinenza storica ma anche quella artistica, e Gandhi secondo me dal punto di vista artistico della reinterpretazione é decisamente arido).
Però é anche vero come disse Wilde "Bene o male purché se ne parli", percui anche se é un controsenso cercare di dare un valore all'arte, il valore della critica sta nella promozione dell'arte stessa.
Se l'arte continua a esistere é anche grazie alla critica (anche voi siete critici per la cronaca) che ci ricorda che essa esiste.
Tutta via anche se é impossibile dare un valore al "messaggio" lo si può sempre dare al "mezzo" con cui noi comunichiamo.
Per esempio la musica esprime sicure emozioni, ma certo é che un baccano insensato non la si può certo definire di valore anche se qualcuno potrà intervenire dicendo "é proprio perché é un baccano senza senso che é arte di valore, perché esprime il caos della vita" al che io risponderei "mavvac****e.." :lol:
In definitiva la mia risposta é :
si é soggettiva e il valore è quello che noi li diamo nel momento in cui ci fermiamo ad assaporarla, però il mezzo é tranquillamente oggettivo, nel senso che tra un quadro del Caravaggio e una schifezza post moderna con uno strappo cucito e due chiodi attaccati non é difficile stabilire quale sia l'opera migliore :)
Una volta gli artisti si ammazzavano per fare un quadro sostenendo ritmi impensabili e lavorando con attrezzature antiquate e in condizioni impensabili, spesso sotto l'incerta illuminazione di un lume, eppure davano vita a opere che ancora oggi riescono a togliere il fiato. Forse é proprio quando un'uomo supera se stesso che dimostra il suo talento conferendo all'opera d'arte qualcosa di veramente unico, mi sembra troppo comodo l'approccio degli artisti di oggi secondo cui basta prendere un vater e dipingerlo di rosso per affermare che sia arte e che valga 100.000$, gli artisti di oggi non sanno più cosa significa ammazzarsi di lavoro.
Secondo me c'è il fattore obiettivo e quello soggettivo.
Obiettivamente Canaletto è un grande artista, soggettivamente non mi dice proprio nulla!