Fondi ai terremotati: una beffa per L'Aquila?
Da una lettura attenta del decreto legge sul terremoto, è emerso nei giorni scorsi che i soldi all'Abruzzo saranno in gran parte trovati grazie a nuove lotterie e a fumosi provvedimenti anti-evasione. Insomma sono tutt'altro che certi. Inoltre le risorse saranno spalmate su un periodo lunghissimo (fino al 2033)
E così il tam tam ("Berlusconi ci inganna!") è iniziato sui blog e su Facebook, ma anche sui giornali. In una lettera al Messaggero, una cittadina terremotata de L'Aquila ha fatto i conti e ha concluso che "mai nella storia dei terremoti italiani avevamo assistito a un'ingiustizia tanto grande e a un tale cumulo di menzogne che ha ricoperto L'Aquila più di quanto non abbiano fatto le macerie".
Il cash che Tremonti mette subito a disposizione si aggira sul miliardo di euro. Tolte le spese per l'emergenza, restano 700 milioni di euro, destinati alla costruzione delle casette temporanee. Circa 400 milioni saranno spesi per edificarle nel 2009 e 300 milioni nel 2010. Se ne deduce che la totalità delle case provvisorie sarebbero a disposizione entro l'anno prossimo - e non prima dell'inverno 2009. Queste casette temporanee sono definite dal decreto "a durevole utilizzazione". Insomma possono quindi durare decenni. E sono le uniche costruzioni ad avere pronta una linea di finanziamento. Piccole e sparse new town.
E le new town vere, promesse da Berlusconi? A scorrere gli allegati al decreto sembra che sia molto difficile costruirle. Infatti a leggere il decreto pare che Berlusconi non possa concedere più di 150 mila euro per la ricostruzione dell'abitazione di ogni famiglia terremotata: 50 mila euro concessi cash dal governo, 50 mila in credito di imposta (anticipato dalla famiglia terremotata e ammortizzato in 22 anni), altri 50 mila con un mutuo a tasso agevolato a carico sempre della famiglia.
Insomma, casette di legno per tutti (ma non subito: molte arriveranno dopo l'inverno...) e pochissimi soldi veri per costruirsi la casa nuova, quella definitiva.
Da specificare tuttavia che i dettagli della legge non sono ancora stati definiti, e alcune cose potrebbero cambiare, si spera in meglio.
Resta il fatto che i cittadini dell'Abruzzo ora si chiedono se dopo i sorrisi, le promesse e le pacche sulle spalle, il governo non li stia beffando.
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hai capito i grandi provvedimenti previsti dal governo ?! :roll:
be per trovare i fondi si potrebbe (per esempio) annullare il ponte sullo stretto, ma sembra cosi importante per l'umanita e per far mangiare un altro po di soldi alla mafia che proprio non si puo fare di meno a sto ponte...
L'Aquila, la protesta dei residenti "No alle crociere, rivogliamo le case"
L'Aquila, la protesta dei residenti
"No alle crociere, rivogliamo le case"
Forte tensione a L'Aquila dove alcune centinaia di cittadini aderenti al comitato 'L'Aquila un centro storico da salvare', hanno cercato di entrare in corteo nella "zona rossa" del centro storico rivendicandone la "proprietà". Il sindaco, Massimo Cialente, ha bloccato la folla e spiegato che non era possibile accedervi per motivi di sicurezza viste le scosse di questa notte. Alla fine si è tenuto un piccolo corteo che però non ha calmato la rabbia degli aquilani. E si ironizza sull'ultima promessa del premier: "Rinunciamo alle crociere per rientrare nelle nostre case"
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(foto Amalia Matteucci)
Momenti di tensione all'Aquila in occasione del corteo organizzato dall'associazione "L'Aquila un centro storico da salvare". I proprietari delle case hanno cercato di entrare in corteo nella "zona rossa" del centro storico rivendicandone la "proprietà". Il sindaco, Massimo Cialente, ha bloccato la folla parlando da un megafono e spiegando che non era possibile accedere al centro per motivi di sicurezza, viste anche le continue scosse. Alla fine si è tenuto un piccolo corteo che però non ha calmato la rabbia degli aquilani. E si ironizza sull'ultima pormessa del premier: "Rinunciamo alle crociere per rientrare nelle nostre case".
AUDIO "Rivogliamo le nostre case, le crociere ci fanno sorridere"
Sono state circa 500 le persone del comitato che si sono date appuntamento nei pressi della Fontana Luminosa per dare vita a una manifestazione. Di qui, in corteo, avrebbero dovuto raggiungere via Strinella, senza percorrere le strade del centro. Poi hanno cambiato idea e cercato di violare la zona rossa.
Il sindaco, Massimo Cialente, ha cercato di convincerli ricordando pure che, date le ultime scosse di questa notte, non è possibile entrare nel centro storico per motivi di sicurezza. I manifestanti, tutti muniti di casco, hanno quindi urlato all'indirizzo di Cialente "La città è nostra!".
Appellandosi ai manifestanti, Cialente ha fatto sapere, tra l'altro, che la scossa di 3.5 registrata questa notte alle 4.55 ha provocato ulteriori danni nella cosiddetta "zona rossa". Nella notte infatti sono state registrate altre 6 scosse, tutte al di sotto dei 3 gradi di magnitudo, che non sono state avvertite dalla popolazione.
Dopo l'iniziale stop, le forze dell'ordine insieme al sindaco, alla presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, al deputato Giovanni Lolli e a esponenti della Fiom-Cgil, hanno quindi organizzato dei cordoni di sicurezza intorno ai manifestanti ed è partito un corteo che dalla Fontana luminosa attraverso corso Federico II e i Quattro cantoni, è arrivata alla piazza del Municipio per poi tornare indietro.
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I manifestanti - compresi sindaco e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane - si sono poi riuniti nel parco del castello dove si susseguono interventi per discutere le richieste da presentare al Governo e alla Protezione Civile.
"Le crociere ci fanno sorridere - ha commentato Luisa Leopardi, la presidentessa dell'associazione "L'Aquila un centro storico da salvare" -. Noi rivogliamo le nostre case. Occorre spendere i soldi per ricostruire il centro dell'Aquila. Rinunciamo volentieri alle vacanze. Anche oggi le aspettative di rientrarvi sono state frustrate, sebbene ci sia stato concesso un breve corteo. Qui ocorre ancora mettere in sicurezza le principali strade della città perché si possa ragginugere le nostre case".
(30 maggio 2009)
L'Aquila, la protesta dei residenti "No alle crociere, rivogliamo le case" | il Centro
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Speciale Terremoto - Il sindaco de L'Aquila: ''Se non cambia il ddl perdiamo tutto''
Speciale Terremoto - Il sindaco de L'Aquila: ''Se non cambia il ddl perdiamo tutto'' http://www.antimafiaduemila.com/temp...pdf_button.png http://www.antimafiaduemila.com/temp...rintButton.png http://www.antimafiaduemila.com/temp...mailButton.png http://www.antimafiaduemila.com/cont...ruzzo-web0.jpg
di Pietro Orsatti su Terra - 2 giugno 2009
Parla il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, denunciando le tante pecche e i tanti ritardi causati dal decreto.
Dopo il consenso verso l’azione della Protezione civile oggi emergono i timori di una ricostruzione parziale.
Sabato scorso a L’Aquila è definitivamente cambiato il clima nei confronti del governo da parte delle popolazione locale. Un migliaio di persone, con alla testa il sindaco Massimo Cialente e la presidente Stefania Pezzopane, per qualche minuto sono riuscite a forzare il blocco delle forze dell’ordine e a entrare nel centro storico della propria città dopo quasi due mesi di chiusura totale. Atto estremo di protesta contro il decreto del governo e contro la militarizzazione del territorio. «Noi possiamo tenere, finora abbiamo tenuto - racconta il sindaco a due giorni di distanza - ma ormai non è più possibile fermare l’incertezza che sta montando. E l’incertezza è la cosa più grave. Come il dolore distrugge il malato, l’incertezza ci sta distruggendo».
http://www.antimafiaduemila.com/cont...assimo-web.jpgLa convince l’azione del governo a quasi due mesi dal sisma?
Direi proprio di no. Il decreto prevede indennizzi solo per la casa primaria, quella di residenza, quando qui si è sempre pensato a una “città territorio”, dove, ad esempio, molti abitanti de L’Aquila vivono e lavorano in centro mentre hanno, casomai, la residenza nella casa di famiglia in qualche borgo della zona. E poi, per le altre case, è rimasto il limite dei 150mila euro. Si rischia una ricostruzione a macchia di leopardo che snaturerà completamente il territorio. Un territorio che, anche grazie alla presenza dei Parchi nazionali e regionali ha delle caratteristiche e delle prerogative particolari. Così, se non si cambia, perdiamo tutto.
Mancano i soldi, manca la copertura. Questo dice ora l’esecutivo dopo le promesse iniziali.
Bertolaso mi rassicura che in un modo o nell’altro i soldi li troverà. Ma non ci bastano le rassicurazioni.
Carta canta?
Esatto, carta canta. Anche il presidente del Consiglio Berlusconi ha più volte cercato di rassicurarmi, arrivando perfino a dirmi che se mancavano i soldi di copertura ce li metteva direttamente lui. Per intenderci, lui su questa vicenda ha fatto un investimento politico enorme.
Poi il problema del centro storico. Come lo si sta affrontando?
Enorme. Fra pochi giorni renderemo pubblico un nostro studio e una nostra valutazione da consegnare in sede di Unione europea che individua danni per più di 10 miliardi di euro. Tre miliardi per intervenire solo sul patrimonio monumentale. Poi tutto il resto. Stiamo parlando di 1.800 edifici tutelati dalla sovrintendenza. Queste sono le dimensioni.
Poi tutti i borghi da ricostruire nella Valle dell’Aterno.
Sono decine, tutti colpiti in maniera gravissima a partire da Onna fino a Villa S. Angelo, Fossa, e poi il centro di Paganica: anche lì la situazione è drammatica. Sono parte fondamentale della storia e dell’economia di questo territorio.
Avete paura che non intervenendo sulla ricostruzione dell’esistente si smembrino le comunità locali?
Certo. è proprio questo il nostro timore più grande. E per come è disegnato per ora il decreto, non c’è molto da essere ottimisti. Anche per questo è cambiato il clima a L’Aquila.
Antimafia Duemila - Speciale Terremoto - Il sindaco de L'Aquila: ''Se non cambia il ddl perdiamo tutto''
o be tanto vanno in crociera....