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Originariamente inviata da
Wittmann
Mmh io mi preoccupavo non solo per l'aspetto didattico/grammaticale, mi riferivo proprio alla possibile, ulteriore difficoltà che potrebbe incontrare un professore nel doversi rapportare con numerosi studenti che magari hanno proprio difficoltà con la lingua: se da un punto di vista la verginità di tutti li mette alla pari, il dover preliminarmente insegnare la lingua parlata e "perdere tempo" solo per farsi capire correttamente è sicuramente un elemento da tenere in considerazione.
Chiaro che se lo "straniero" è in realtà semplicemente figlio di immigrati ma vive qui da anni e parla abbastanza bene italiano il problema non si pone; ma mettiamo un bambino di 6 anni che è qui solo da 2 o 3 anni, che in casa sente parlare per lo più la sua lingua e che si trova ad affrontare lezioni in una lingua che non padroneggia..e mettiamo che di queste situazioni nella stessa classe ce ne siano - a diversi livelli - 5, 6, 10, che i bambini delle diverse nazionalità tendano a fare gruppetti e magari a parlare in modi incomprensibili agli altri gruppi, ecc.
Sui genitori di bergamo e sulle loro intenzioni ti posso dar ragione, l'avevo messo tra le varie eventualità possibili :D
Questo problema esisterebbe solo se il bambino straniero in questione fosse in Italia da pochissimo tempo. Nell'esempio che hai fatto tu, di un seienne che sta in Italia da 2 o 3 anni, son sicuro che parla un italiano più fluente del mio... A quell'età i bambini sono spugne x quel che riguarda l'apprendimento, gli basterebbero pochi mesi. Non passano tutto il tempo in famiglia, vanno alla materna, giocano in cortile con gli altri bambini, vengono introdotti da connazionali che li hanno preceduti nell,'immigrazione...
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Alcuni problemi di apprendimento forse all'inizio ci sarebbero stati, ma secondo me i genitori hanno fatto peggio portando via i bambini. Per me hanno pensato più ai loro pregiudizi nei confronti degli stranieri che alle verie cose.
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Ognuno si cresce i figli come minchia crede,pero poi non ci lamentiamo se siamo un popolo in generale di ignoranti e di razzisti
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Originariamente inviata da
Wittmann
Sì, è vero, il "messaggio" del gesto è sbagliato, ma la situazione potrebbe nascondere problemi effettivi.
Non era stato fissato un tetto tendenziale del 30% di alunni stranieri in una classe?
Siete sicuri che gestire una classe (una prima, quindi bambini alla prima esperienza scolastica) in cui 2/3 degli alunni potrebbero potenzialmente avere problemi anche a comprendere la lingua ed a comunicare con gli altri bambini sarebbe così agevole?
Il compito del professore già è difficile perchè ogni bambino ha sue capacità, affrontare e dover portare avanti lo stesso programma non solo con persone di diverse capacità ma anche con diverse conoscenze della lingua è ancora più difficile.
Il rischio di una difficoltà nel seguire il programma e la preoccupazione per rallentamento dello stesso, dato che ovviamente i professori non potrebbero lasciare indietro 10/15 bambini stranieri e procedere spediti con i 7 italiani, può essere legittimo.
Questo in teoria, magari tutto è dovuto a motivi politici, fuori dalla scuola c'è il presidio leghista, tutti i bambini sono figli di stranieri da anni in italia e parlano il dialetto bergamasco meglio degli italiani, ecc., non so.
ho quotato questo post ma è una risposta in generale..
Prima cosa da considerare è che lo straniero arrivato in Italia inizia a frequentare corsi di italiano proprio per compensare le lacune che indubbiamente ha! Quindi il problema che poni c'è ma in maniera lieve rispetto a quanto immagini. Io stessa ho detto che è difficile per un maestro/docente seguire ragazzi con cultura e lingua diversa (perchè -che sia chiaro- gli stranieri, spesso, preferiscono la loro lingua e solo in alcuni casi si confrontano con italiani), ma questo è un problema del docente, della scuola; è giusto che la famiglia del bambino italiano che non riceve una buona formazione si lamenti e sia preoccupato ma trasferire il proprio figlio non risolve il problema: prima di tutto non è detto che nell'altra scuola la formazione sia migliore solo perchè ci sono meno stranieri, secondo passa il messaggio sbagliato: il bambino imparara che bisogna stare alla larga dagli stranieri.
Io madre di un bambino che frequenta una scuola con tanti stranieri, risolverei in modo diverso: cercherei di fare dei corsi pomeridiani per tutti in cui migliorare/approfondire la lingua italiana, magari anche come volontariato.. E questo è solo un esempio: insomma modi per affrontare la questione ci sono, loro hanno scelto il peggiore. Ma vista la nostra società non mi aspetto nulla di diverso!
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Indipendentemente dalle ragioni dei genitori, che potrebbero essere razzisti o aver paura che l'insegnamento possa subire rallentamenti o chissà cosa, doveva essere compito del Direttore scolastico, che in genere gestisce più plessi, organizzare le classi diversamente.
Dopo la protesta, pare abbia provveduto a smistare i bambini stranieri, anche nelle seconde classi....
No alla classe di soli stranieri I bambini divisi in altre scuole - Corriere Bergamo
La questione del tetto del 30 % di stranieri sarebbe da rivedere In questo caso sono tutti nati in Italia e parlano italiano. O forse andrebbe ridefinito il concetto di "straniero".. O forse la cosa è stata decisa anche per non ghettizzare i bambini stranieri che sono in italia da poco... Se in una classe c isono 10 bambini di origine rumena, tra loro con molta probabilità parlerebbero rumeno ... Idem tra marocchini. Più che altro bisognerebbe cercare di creare classi miste, come in questo caso che c'erano rumeni bosniaci africani vari.
In genere cmq i bambini che escono da una classe dell'asilo, si ritrovano nella stessa classe elementare, specie in centri così piccoli, per cui i genitori dovevano già "sospettare" che poteva verificarsi una cosa del genere. E' possibile anche che delle problematiche ci siano e loro ne siano a conoscenza proprio perché le hanno vissute anche durante la scuola materna.
Quindi non so , ripeto. Genitori mpo stronzi, ma in primis ha sbagliato il direttore non osservando una direttiva che purtroppo o per fortuna, c'è, e funziona da alibi per quelle persone alle quali questa storia non va bene.
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Beh che dire, l'organizzazione scolastica ha sbagliato e quei genitori si sono mostrati degli ignoranti di prima qualità. Perchè di certo non discriminavano lo straniero perchè potesse rallentare lo studio "anche se penso, cosa impossibile soprattutto se vivono qui da anni", ma discriminavano lo straniero semplicemente perchè straniero. Ciò mostra l'arretratezza della nostra nazione e dovremmo solo vergognarcene.
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si ma io credo che se un bambino italiano andasse a scuola all'estero,lo tratterebbero in questo modo.
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Si è verificato di nuovo ma stavolta si tratta di un bambino autistico.
Quindi il pensiero del "Rallenterà le lezioni" ci può stare.
L'insegnante di sostegno dovrebbe esserci. Cioè, dovrebbero essercene di più, magari al posto di quelli di religione :lol:
L'insegnantedi sostegno è utile sia al bambino straniero che non sta dietro l'italiano,
sia al bambino autistico che non farà mai le espressioni aritmetiche ma passerà il tempo a costruire castelli di carte,
sia al bambino autistico che finisce il compito di matematica in 20 minuti ma durante l'ora di italiano preferirebbe, anziché gironzolare per la classe disturbando gli altri, fare le fotocopie in segreteria, o rivedere la contabilità dell'istituto :lol:
In fin dei conti i casi non sono centinaia per istituto. Nemmeno decinE. Basterebbe davvero ottimizzare le risorse !