Originariamente inviata da
Bécassine
No, non hai capito. Ribadisco il concetto: favorire gli ingressi regolari necessari per l'Europa è una misura per ostacolare gli ingressi clandestini. Quindi, perchè si insiste sempre sull'aspetto repressivo?
Ma 18 mesi di detenzione è un tempo spropositato e del tutto inutile.
Forse non hai idea di come si vive nei Cpt, forse ignori che gli uomini che vi sono rinchiuso sono sottoposti ad arbitrii, a violenze tanto fisiche quanto psicologiche, a privazioni.
Secondo un rapporto di Amnesty, a chi è detenuto in un Cpt devono essere giustamente garantiti i diritti fondamentali. Oltre al diritto di ricevere cure mediche, tre pasti al giorno e oltre al diritto di vivere in condizioni di igiene adeguate sono previsti ovviamente il diritto di avere varie informazioni (motivazione della detenzione, diritto di presentare ricorso, diritto ad un avvocato, durata della detenzione, possibilità di presentare domanda d'asilo, diritto a richiedere e ricevere visite ecc.). Diritti sacrosanti, insomma (non il "vai dove vuoi e fai quello che ti pare" di cui parli), che però sono spesso ignorati.
Ti è forse sfuggito il reportage di quel giornalista de L'Espresso che si è finto curdo per entrare nel Cpt di Lampedusa e ha riferito le condizioni disumane in cui vivono i detenuti?
Ah, dimenticavo, i clandestini che noi mandiamo in Libia, paese di transito, ovviamente in cambio di vantaggi economici, vengono identificati con il metodo "manette e manganello".
Ma sì, dai, bagatelle...