Originariamente inviata da
Godel
Suppongo tu sia un non credente.. Quello che ho detto prima non c'entra molto con questo discorso, ma volendo riprendere ciò che dici, il mio ex professore di chimica - non credente - diceva che chi dice che si può credere solo in ciò che si tocca, dice una cavolata. E faceva l'esempio del fatto che tutti credono nell'esistenza di New York, ma pochi l'hanno visitata.
Quello che sembra un discorso scemo in realtà ha una logica inespugnabile, e se lui lo usava per dirci che nella chimica spesso molto di quello che accade ci sfugge, io posso usarlo altresì per dirti che di tutte le cose in cui credi, la fiducia incondizionata in una fede non è poi tanto strana rispetto a queste.
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PUNTO 1
quello che asserisci poco sopra, non è nient'altro che la disputa tra la "certezza" universale del metodo deduttivo....che pero non porta a forme di conoscenza superiore...e il processo di "cumulabilità" della conoscenza del metodo induttivo attraverso il dato empirico........che ha una validità,discutibile,è come scoprire l'acqua calda.
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Tu crederai nell'evoluzione, ma non è una teoria scientifica come non è qualcosa di comprovato e di tangibile, eppure probabilmente basi molte delle tue convinzioni su questa teoria. Magari credi in un partito politico, in un ideale sociale, nell'affetto di qualcuno, in una teoria matematica; eppure la maggior parte di queste cose possono rivelarsi delle sciocchezze.
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PUNTO2
Si, io credo(inteso come CREDO=CREDO e non come CREDO=FEDE) nell'evoluzione, credo nel partito politico, credo nell'ideale sociale, credo in una teoria matematica e credo nell'affetto di qualcuno,con una differenza. Che dell'evoluzione, del partito politico ecc.. so tutto, vita morte miracoli. Mentre i credenti(religiosi, chiaramente) non sanno quasi niente, o spesso niente del tutto, dell’oggetto della loro fede. E nei casi in cui lo sanno, non ci credono.(questo è un dato che si può riscontrare in 7 pazienti su 10 e largamente dimostrato nel mio lavoro da Psicologo)
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La fede in questo tipo di visione pratica non fa molta differenza. C'è chi si proclama ateo e crede che l'universo intero sia nato dal nulla, cosa ovviamente assurda ma comunque teoria che oggi è accettata ciecamente dai più; e c'è chi si proclama credente e crede in un entità soprannaturale creatrice, in un paradiso, nei santi negli angeli e così via, cose che magari a te sembrano assurde.
Il pensare che una visione di tipo religioso sia molto diverso ai fatti o per razionalità dal credere che degli amminoacidi formatisi per caso si siano uniti per caso in una proteina che a sua volta casualmente unendosi ad altre proteine ha formato il primo organismo procariote sul pianeta terra, indica semplicemente che la gente o non si preoccupa di indagare sulla propria conoscenza, oppure che tutti siamo credenti come dici tu, allo stesso modo. O meglio, quasi.
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PUNTO3
Quello che asserisci nelle prime righe era un concetto ideologico dei vecchi credenti, i credenti in buona fede, che sono scomparsi con la rivoluzione scientifica. I vecchi credenti erano degli ingenui, che pensavano che Dio avesse creato il mondo in sei giorni. I nuovi credenti non credono a queste storie, ma pretendono di credere, il che, mi pare, equivale a essere in malafede, a credere di credere. E di conseguenza la nostra è proprio una religione di ritorno, la gente pensa al ritorno, non necessariamente solo politico o economico, anche semplicemente di tranquillità, di pace dell’anima, che viene dalla conformità sociale, dal pensare (pubblicamente) come tutti. Il ritorno della religione è, a mio parere, nella stragrande maggioranza dei casi il piacere del conformismo.
"C’è chi dice che c’è una zona del sacro nel nostro cervello. Non lo so, non me ne intendo, forse ho una menomazione. Ma ammesso e non concesso che ci sia una zona del sacro nel nostro cervello, e riconosciuto il fatto, indubbio, che la storia è piena di religioni, non è un argomento a vantaggio della religione (e poi, quale? Cristianesimo? Buddismo? Satanismo?)
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La nocività che vedi tu nelle convinzioni di chi crede infatti è frutto di un idea atea forviante, di cui non mi spiego l'esistenza, perchè a ben vedere, il credente ha tutto il diritto di credere in Dio come in Babbo Natale per fede, il non credente no. Il non credente dovrebbe credere come dici tu solo a ciò che tocca, ed in quest'ottica la miriade di cose che formano le convinzioni di molti non credenti, come l'idea di amore, alcuni valori della vita e della società, la stessa teoria dell'evoluzione, non hanno alcun senso.
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PUNTO4
Quello che asserisci fa parte della coerenza di ogni uomo cioè COERENZA in rapporto alla COSCIENZA" (a seconda del livello di coscienza che si ha raggiunto si può giungere a una propria coerenza personale certo mai assoluta ovviamente, proprio perkè sempre in base al livello di coscienza certe dinamike nostre di ragionamento o di comportamento che per noi sono certissimamente coerenti alla vista di altri esaminatori potrebbero apparire totalmente incoerenti).
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Un ateo ad esempio, non ha nessuna argomentazione plausibile per opporsi ad una visione morale di tipo nietzscheano, anzi, dovrebbe desiderarla come il punto più alto possibile per un mondo privo di Dio. Eppure non mi sembra che gli atei siano a favore dell'uccisione di malati e vecchi come sono a favore del sesso prematrimoniale. Il problema è, come direbbe anche S@ve, che la nostra società è talmente intrisa di cattolicesimo che lo si rinnega prendendone tuttavia gran parte degli insegnameni.
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PUNTO5
Ci sono cristiani fervidi credenti (pochi), cristiani ipocriti (tanti), probabilmente anche cristiani matti, come in ogni risma di persone. La cosa interessante, però, è che se uno dice che tal dei tali, che è ateo, è anche matto, il messaggio che passa è semplicemente: “tal dei tali è matto”. Mentre se si dice che tal dei tali, che è cattolico, è anche matto, la Chiesa si indigna, e sostiene che si sta attaccando il cattolicesimo
Il mio discorso comunque era incentrato su ben altre considerazioni: il credente non crede per conoscenza, crede per fede, cosa che sente intimamente come tu senti l'amore per la tua ragazza; e questo lo porta a legittimare le proprie convinzioni circa una vita dopo la morte, e circa un entità soprannaturale, senza dover dimostrare nulla e senza accampare diritti di scientificità.
Il credere non è solo fiducia in Dio, come la conoscenza di Dio non comporta il credere. Rispondendoti con le parole di Sant'Agostino, chi dice di conoscere Dio e non lo ama, non lo conosce affatto. E rifacendoci al cattolicesimo ed al messaggio cristiano, Dio è amore, credere significa amare Dio; il resto della conoscenza a suo carico può quasi essere superfluo.
Il cristiano che crede non può essere visto come un tizio che decide di dar fiducia al Papa o alle Scritture, o come uno che si è studiato la teologia ed ha deciso di credere, o come uno che ha paura della morte e decide di credere in modo da non abbattersi; il vero credente crede per ciò che sente dentro di sé. E ahimé, questo qualcosa è probabilmente incomprensibile per i non credenti, come è non trasmettibile ad altri;
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PUNTO6
faro riferimento al vangelo di Giovanni citato da Leopardi all’inizio della Ginestra: “gli uomini preferirono le tenebre alla luce”. Che però, messa così, sembra la prevalenza del cretino. La spiegazione è che abbiamo a che fare con una alleanza tra superstizione (tendenza mai morta nell’uomo), fastidio per la scienza, incapace di trasmettere certezze, e tecnologia a go go. Come risultato, si va dal medico, e ci si va in macchina, ma si tiene il santino di padre Pio, non si sa mai. Non dobbiamo illuderci sul fatto che il progresso tecnologico sia anche sviluppo razionale. Giorni fa viaggiavo su un volo easyjet proveniente da Parigi, le hostess vendevano ai passeggeri dei gratta e vinci, non si ha idea di quanti ne hanno comprati, e magari se li comprava anche il pilota.
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perchè come tu non puoi trasmettermi l'amore incondizionato che provi per la tua donna, come non puoi farmelo capire appieno dato che non lo provo, il credente non può trasmettere l'amore che prova per Dio ad altri in modo da farli credere a loro volta, e non può forse neanche farlo comprendere appieno al non credente.
Sono molto prolisso anch'io, e sono anche piuttosto svoiato nello scrivere :roll: questi argomenti per me non hanno grande attrattiva qui, credo siano tutte cose piuttosto ovvie.