Riflettendo:verso la notte letteraria
premetto che cerchero di farla breve:
Quasi 100 anni fa,per l'esattezza 97, un certo G.A. Borghese usava per la prima volta in ambito letterario la parola "crepuscolare".
Con l'uso di questo aggettivo il critico d'arte di quei tempi definiva il grigiume e l'aspetto smorto che le poesie e le opere di narrativa di quei tempi stavano assumendo.
Ora a noi nelle scuole,nelle università e in tutti i luoghi squisitamente pedagogici che voi sarete soliti frequentare ci parlano di letteratura come parlassero di una scienza arcana,parlano della letteratura alla stregua dell'alchimia! qualcosa di cui DIFFICILMENTE si potrebbe essere partecipi!
questo modo di approcciarsi al fantastico mondo della carta stampata non fa altro che distaccarci ancora di piùdall'idea di "pensare".
Ma qual'è il nocciolo della questione direte voi? ecco la risposta...se 100 anni fa eravamo al crepuscolo dell'arte,non credete che ora inizzi a fare veramente tardi?
....non voglio aggiungere altre righe...non mi piace parlare da solo...ma se vedo un minimo di interesse...avrei qualcos'altro da dire!
Re: Riflettendo:verso la notte letteraria
Quote:
Originariamente inviata da chaoz
Ma qual'è il nocciolo della questione direte voi? ecco la risposta...se 100 anni fa eravamo al crepuscolo dell'arte,non credete che ora inizzi a fare veramente tardi?
....non voglio aggiungere altre righe...non mi piace parlare da solo...ma se vedo un minimo di interesse...avrei qualcos'altro da dire!
no, qui ti sbagli,
i crepuscolari erano un gruppo di poeti e scrittori che facevano arte sommessa e silenziosa, cupa, per certi versi. Il crepuscolare è quello che si accorge della propria inettitudine nei confronti del mondo, si accorge di essere ed essersi emarginato, ma protesta in silenzio, distaccandosi dalla società.
Il contrario del crepuscolare è d'annunzio, e il superomismo, che risponde alla propria inettitudine costruendo il mito dell'uomo perfetto.
CREPUSCOLARE non è decadenza. E' silenziosa, ma raffinata accettazione delle proprie condizioni.
E io adoro i poeti crepuscolari..
Re: Riflettendo:verso la notte letteraria
Quote:
Originariamente inviata da grimmy
no, qui ti sbagli,
i crepuscolari erano un gruppo di poeti e scrittori che facevano arte sommessa e silenziosa, cupa, per certi versi. Il crepuscolare è quello che si accorge della propria inettitudine nei confronti del mondo, si accorge di essere ed essersi emarginato, ma protesta in silenzio, distaccandosi dalla società.
Il contrario del crepuscolare è d'annunzio, e il superomismo, che risponde alla propria inettitudine costruendo il mito dell'uomo perfetto.
CREPUSCOLARE non è decadenza. E' silenziosa, ma raffinata accettazione delle proprie condizioni.
E io adoro i poeti crepuscolari..
Si capisco quello che vuoi dire,anche se non sono pienamente d'accordo in quanto il crepuscolarismo non è una vera e propia corrente letteraria ed è quindi difficile individuare un gruppo di artisti da etichettare univocamente con questo nome.Anche io adoro Gozzano,che notoriamente è definito "crepuscolare",ma non voleva essere questo il nocciolo del discorso.
La mia voleva essere una riflessione sul mondo di oggi,e volevo farlo partendo dall'arte,in quanto l'arte è lo specchio ANCHE etico e morale dell'individuo.
Io credo che il generale vuoto artistico dei nostri giorni,non sia nient'altro che la riflessione del generale vuoto morale!
*con "generale" non intendo "propio a tutti" ma intendo più "mediamente propio".