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non e cosi
papa francesco ha un elasticita mentale di un giovane di trentanni..lui e giovane dentro.quando parla di poverta si riferisce alla poverta di spirito all umilta che si deve avere ,e a cio che si deve donare agli altri,non si riferisce al problema della fame nel mondo o a come e distribuita la ricchezza.questo papa ha fatto ritornare ad molti giovani grazie al suo modo di pensare........
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Originariamente inviata da
angel7
papa francesco ha un elasticita mentale di un giovane di trentanni..lui e giovane dentro.quando parla di poverta si riferisce alla poverta di spirito all umilta che si deve avere ,e a cio che si deve donare agli altri,non si riferisce al problema della fame nel mondo o a come e distribuita la ricchezza.questo papa ha fatto ritornare ad molti giovani grazie al suo modo di pensare........
Non prendere in giro te stesso Angel7 sai benissimo che non è vero...
Se vuoi qualche delucidazione in merito ti invito a leggere con apertura mentale il mio articolo sul mio blog:
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dai, chissà quante volte chiunque ha modificato il vangelo... XD siamo presi in giro da tutti u.u
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Già l'esistenza di dio è una presa in giro,poi ogni papa fa e dice ciò che vuole
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Non vedo che male ci sia a proporre una lettura diversa a dei testi di dubbia origine. Sta comunque proponendo gli stessi testi, non li sta certo scrivendo di suo pugno o sta proponendo per caso il kamasutra.
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Originariamente inviata da
Sedna
Non vedo che male ci sia a proporre una lettura diversa a dei testi di dubbia origine. Sta comunque proponendo gli stessi testi, non li sta certo scrivendo di suo pugno o sta proponendo per caso il kamasutra.
Per un Papa i testi del Vangelo sono Parola di Dio, e non sono dubbia origine, visto che sono riconosciuti come canonici (ispirati da Dio) dalla Chiesa Cattolica. Perciò il Papa deve riportare fedelmente il vero significato delle Parole di Gesù...
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Originariamente inviata da
novaragiacomo2
Per un Papa i testi del Vangelo sono Parola di Dio, e non sono dubbia origine, visto che sono riconosciuti come canonici (ispirati da Dio) dalla Chiesa Cattolica. Perciò il Papa deve riportare fedelmente il vero significato delle Parole di Gesù...
Mi spieghi dov'è che stravolgerebbe il vangelo? E non spammare il tuo blog, al prossimo link ti banno. A parole tue.
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Quote:
Originariamente inviata da
Holly
Mi spieghi dov'è che stravolgerebbe il vangelo? E non spammare il tuo blog, al prossimo link ti banno. A parole tue.
Basta solo dire che invece di dire povero in spirito usa solo il termine povero ... già questo è uno stravolgimento... perché c'è una bella differenza tra i due termini...
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.” Mt 5, 3
La parola ebraica adoperata da Gesù per indicare i poveri era anawîm: questi ultimi sono i “poveri di Dio”, nel senso di persone con una particolare spiritualità, le persone che si fidano di Dio e si affidano a lui. Il concetto di anawîm, tipicamente semitico, non è assolutamente reso bene in greco con ptochòs (povero); si tratterebbe di una traduzione “a calco”, una parola che ne rende un’altra meccanicamente; ma cambiando cultura non si può fare questo passaggio meccanico. Ecco allora che il redattore greco di Matteo, proprio per essere fedele all’originale, deve aggiungere qualcosa e decide di aggiungere un dativo di relazione: poveri to pneumati. Quello “spirito” è inteso proprio in senso greco: “poveri in spirito” indica una ben precisa specie di povertà, dove lo spirito determina la condizione, l’ambiente, il pensiero. Non è un discorso di tipo economico o sociale, non è una povertà determinata dal conto in banca o dalla condizione sociale, dal mestiere o da altre situazioni del genere: è una povertà “in spirito”, cioè il riconoscimento della propria povertà personale. Il concetto di anawîm dunque è quello di colui che, riconoscendo la propria povertà e debolezza, riconosce di dipendere da Dio.
Direi che la differenza è evidente...
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Mi hai fatto copia-incolla dal blog.
So usare google, se lo fai ancora ti banno.
La tua spiegazione in merito di filologia biblica mi fa impallidire. Manchi completamente di cognizione di causa. E sinceramente io non conosco l'ebraico, quindi devo alzare le mani e dirti che ho sempre consultato - per ragioni di studio, mi occupavo di medievistica - o la Bibbia dei Settanta o la Vulgata di San Girolamo. E, te lo dico con estrema sincerità, questo discorso lo puoi fare se hai come minimo un dottorato, perché non c'è niente di più complicato della filologia biblica. E visto che io conosco il latino, conosco il greco, ma non conosco l'ebraico evito di argomentare su cose che non so. Dovresti farlo anche tu.
In realtà se tu fai questo discorso slegando dalle parole del papa circa due millenni di tradizione.
Dovresti dire allora che era un massone stravolgi-vangelo anche San Francesco, o, per esempio, Dante quando lo elogia in Par. XI ("Oh, ignota ricchezza! Oh ben ferace" v. 83, ma Francesco e Povertà sono amanti, e per povertà Dante intende sicuramente povertà di beni materiali); dovremmo tacciare di massoneria anche numerosissima agiografie medievali, la produzione poetica religiosa del duecento dell'Italia centrale è a sua volta massonica (pure Jacopone da Todi, massone pure lui!), e se non sbaglio anche nel Novellino ci sono qui e lì sprazzi di massoneria.
Questo per citarti i primi testi che mi vengono in mente.
Insomma, il massone era San Francesco.
Non hai cognizione di causa.
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Originariamente inviata da
Holly
Mi hai fatto copia-incolla dal blog.
So usare google, se lo fai ancora ti banno.
La tua spiegazione in merito di filologia biblica mi fa impallidire. Manchi completamente di cognizione di causa. E sinceramente io non conosco l'ebraico, quindi devo alzare le mani e dirti che ho sempre consultato - per ragioni di studio, mi occupavo di medievistica - o la Bibbia dei Settanta o la Vulgata di San Girolamo. E, te lo dico con estrema sincerità, questo discorso lo puoi fare se hai come minimo un dottorato, perché non c'è niente di più complicato della filologia biblica. E visto che io conosco il latino, conosco il greco, ma non conosco l'ebraico evito di argomentare su cose che non so. Dovresti farlo anche tu.
In realtà se tu fai questo discorso slegando dalle parole del papa circa due millenni di tradizione.
Dovresti dire allora che era un massone stravolgi-vangelo anche San Francesco, o, per esempio, Dante quando lo elogia in Par. XI ("Oh, ignota ricchezza! Oh ben ferace" v. 83, ma Francesco e Povertà sono amanti, e per povertà Dante intende sicuramente povertà di beni materiali); dovremmo tacciare di massoneria anche numerosissima agiografie medievali, la produzione poetica religiosa del duecento dell'Italia centrale è a sua volta massonica (pure Jacopone da Todi, massone pure lui!), e se non sbaglio anche nel Novellino ci sono qui e lì sprazzi di massoneria.
Questo per citarti i primi testi che mi vengono in mente.
Insomma, il massone era San Francesco.
Non hai cognizione di causa.
Se tu avessi letto il mio articolo avresti capito che il problema non è che si parla di povertà materiale, come tra l'altro tu confermi, ma il problema è che il Papa riferendosi alla Parabola del Fariseo e del Pubblicano doveva parlare di povertà in spirito di cui significato ho dato spiegazione nel mio post precedente...