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Sembra di rivivere, un secolo dopo, quanto accadeva quando andare a scuola era un'opportunità per imparare l'italiano anziché doversi esprimere nell'unica lingua praticata: il dialetto della propria regione.
D'altra parte, per far si che essere europeo voglia dire qualcosa di diverso e di più dell'essere schiavi economici della Germania, anche utilizzare tutti lo stesso linguaggio è un passaggio essenziale.
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E' il minimo per un ente formativo che ambisce ad offrire ai propri allievi una carriera stimolante ed internazionale. Tralaltro, se non sbaglio, al Poli di Mi i criteri richiesti per l'ingresso ai percorsi triennali sono abbastanza elevati e per gli studenti ammessi ai percorsi di laurea magistrale non dovrebbe essere un problema seguire i corsi in inglese. Lo studio della lingua straniera applicata alle materie di studio è un'opportunità eccezionale. Può comprenderlo davvero soltanto chi, congedato dall'università, zoppica da auto-didatta o spende quattrini in scuole di inglese private per migliorare nella professione.
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Originariamente inviata da
Sedna
E' il minimo per un ente formativo che ambisce ad offrire ai propri allievi una carriera stimolante ed internazionale. Tralaltro, se non sbaglio, al Poli di Mi i criteri richiesti per l'ingresso ai percorsi triennali sono abbastanza elevati e per gli studenti ammessi ai percorsi di laurea magistrale non dovrebbe essere un problema seguire i corsi in inglese. Lo studio della lingua straniera applicata alle materie di studio è un'opportunità eccezionale. Può comprenderlo davvero soltanto chi, congedato dall'università, zoppica da auto-didatta o spende quattrini in scuole di inglese private per migliorare nella professione.
non sbagli, nella pagina precedente ho messo anche il link alla pagina del Polimi che lo dimostra. ;)
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Originariamente inviata da
Rocknrolf
non sbagli, nella pagina precedente ho messo anche il link alla pagina del Polimi che lo dimostra. ;)
Sì ho visto, mi riferivo anche ai criteri di cultura generale richiesti al test di accesso ai corsi triennali ed alla media maturata. Condivido in pieno il tuo punto di vista.
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L'errore è nel non dare la scelta, a mio parere.
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illusione
L'errore è nel non dare la scelta, a mio parere.
Io credo che come ovunque partirà un "progetto pilota".... almeno secondo logica..
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Originariamente inviata da
Rocknrolf
A me pare una cazzata quello che hai detto tu, anche se infarcita di tanti bei termini per fare il figo. Quando gli ingegneri italiani avranno a che fare con i sottoposti italiani parleranno in italiano. Gli ingegneri non sono noti per il multitasking mentale ma se imparano l'inglese non vuol dire che debbano dimenticare l'italiano o non riescano a scegliere quale delle due lingue sia più appropriato utilizzare. Italia, Paese di allenatori, politici e professionisti della critica fine a se stessa.
Critica fine a sé stessa potrebbe anche essere il tuo intervento, se è per questo. Per quanto mi riguarda, qui non si tratta di dimenticare l'italiano ma i termini tecnici in italiano. Che sì, le parole giuste servono più che altro a fare i fighi, così come fa figo parlare inglese, ma a volte è anche necessario capirsi, specie in un campo dove l'esattezza delle nozioni comunicate è fondamentale. Oltre a questo ovvio motivo di buonsenso, non trascurerei il fatto che l'Italia ha una grande tradizione scientifica e non vedo nessun motivo per insegnare soltanto in inglese, come se l'italiano fosse una lingua indegna od inadeguata per la disciplina.
In Francia, dove non sono così pronti a rinnegare la loro lingua e la politica si fa coi fatti e non col beauty case, alla facoltà di scienze si fanno tutti i corsi in francese e per chi ha smanie di globalizzazione ci sono dei corsi di inglese mirati ed efficaci. Un esempio a caso di come si farebbero le cose in un paese normale.
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Originariamente inviata da
Rocknrolf
A me pare una cazzata quello che hai detto tu, anche se infarcita di tanti bei termini per fare il figo. Quando gli ingegneri italiani avranno a che fare con i sottoposti italiani parleranno in italiano. Gli ingegneri non sono noti per il multitasking mentale ma se imparano l'inglese non vuol dire che debbano dimenticare l'italiano o non riescano a scegliere quale delle due lingue sia più appropriato utilizzare. Italia, Paese di allenatori, politici e professionisti della critica fine a se stessa.
ma nessuno dice che debbano dimenticare l'italiano :/
un ragazzo a ventanni l'italiano lo ha imparato bene.
E -comunque- se un italiano sta studiando in inglese è perchè conosce bene l'italiano.
Nel momento in cui impari o stai usando una seconda lingua, la rapporti comunque ad un vocabolario italiano xD
Nessuno sta dicendo che l'italiano è una lingua di secondo livello.
Gli ingegneri che saranno a capo di operai italiani devono padroneggiarlo bene, come mi aspetto lo padroneggi uno che fino a ventanni ha fatto scuole italiane e che comunque vive in italia.
Ma la figura dell'ingegnere, come molti altri professionisti scientifici, dovrà confrontarsi con pubblicazioni in inglese, centri di ricerca in inglese etc.
L'inglese è la lingua della comunicazione e tra ingegneri di diversi paesi si parla quello.
Perchè non associare l'impronta dell'università fatta all'italiana - a mio parere una delle migliori nel mondo- con la conoscienza di una lingua ugualmente importante e che non è accessibile a tutti?
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Qui però non si sta parlando di politicanti ma di professionisti che lavorerebbero in centri di ricerca e aziende dove il confronto internazionale è routine. Non possiamo lamentare un'Italia umanistica che non cresce se non siamo pronti ad affrontare un'innovazione linguistica in campi tecnici che potrebbero rappresentare un'importante fonte di crescita economica per il nostro Paese. Non me ne intendo di economia, ma sono certa che se un'università avverte l'esigenza di sperimentare dei corsi tecnici in lingua inglese è perchè ragiona in un'ottica di lungimiranza dei propri allievi. Tralaltro come è stato scritto sarebbe un programma curriculare da sperimentare, non credo che già dal primo anno tutti gli insegnamenti di tutti i corsi di laurea saranno in lingua inglese.
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illusione
L'errore è nel non dare la scelta, a mio parere.
La scelta c'è, è quella di studiare al POLITO o al POLIBA se proprio si vuole studiare in un politecnico.
Io sono convinto che sia un buon passo per il POLIMI che ha da anni una certa posizione a livello europeo ed una discreta posizione a livello mondiale. Aspirano soltanto a migliorare nel contesto internazionale e fanno bene! Peccato che non ci sia il CdL di informatica, a me di ingegneria informatica, almeno momentaneamente, non mi interessa molto... Per fortuna che ci sono l'Università di Trento e la Libera Università di Bolzano, per non parlare poi dell'USI a Lugano.
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Originariamente inviata da
Sedna
Qui però non si sta parlando di politicanti ma di professionisti che lavorerebbero in centri di ricerca e aziende dove il confronto internazionale è routine. Non possiamo lamentare un'Italia umanistica che non cresce se non siamo pronti ad affrontare un'innovazione linguistica in campi tecnici che potrebbero rappresentare un'importante fonte di crescita economica per il nostro Paese. Non me ne intendo di economia, ma sono certa che se un'università avverte l'esigenza di sperimentare dei corsi tecnici in lingua inglese è perchè ragiona in un'ottica di lungimiranza dei propri allievi. Tralaltro come è stato scritto sarebbe un programma curriculare da sperimentare, non credo che già dal primo anno tutti gli insegnamenti di tutti i corsi di laurea saranno in lingua inglese.
Se non vado errato, il corso di architettura è disponibile anche interamente in lingua inglese.
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Gordon_Gekko
Se non vado errato, il corso di architettura è disponibile anche interamente in lingua inglese.
Non lo so però mi sembra una buona cosa.
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C'è e ne sono quasi sicuro. Quando ero interessato al POLIMI per ingegneria informatica, ho visto un po' di quei video di presentazione sul tubo ed è presente anche l'intervista di una studentessa italiana iscritta al CdL di Architettura insegnato interamente in lingua inglese.
Io continuo a pensare che è un'ottima mossa.
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Originariamente inviata da
Gordon_Gekko
Io continuo a pensare che è un'ottima mossa.
un'ottima mossa per diventare sempre più servi del potere angloamericano.
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e se io l'inglese non lo volessi ne imparare ne parlare?
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Lucien
Critica fine a sé stessa potrebbe anche essere il tuo intervento, se è per questo. Per quanto mi riguarda, qui non si tratta di dimenticare l'italiano ma i termini tecnici in italiano. Che sì, le parole giuste servono più che altro a fare i fighi, così come fa figo parlare inglese, ma a volte è anche necessario capirsi, specie in un campo dove l'esattezza delle nozioni comunicate è fondamentale. Oltre a questo ovvio motivo di buonsenso, non trascurerei il fatto che l'Italia ha una grande tradizione scientifica e non vedo nessun motivo per insegnare soltanto in inglese, come se l'italiano fosse una lingua indegna od inadeguata per la disciplina.
In Francia, dove non sono così pronti a rinnegare la loro lingua e la politica si fa coi fatti e non col beauty case, alla facoltà di scienze si fanno tutti i corsi in francese e per chi ha smanie di globalizzazione ci sono dei corsi di inglese mirati ed efficaci. Un esempio a caso di come si farebbero le cose in un paese normale.
Parlare inglese non serve a fare i fighi serve per essere competitivi in un mercato che ha scelto la lingua inglese, a breve forse affianca dal cinese, per comunicare e scambiarsi le informazioni. I termini tecnici con il passare del tempo stanno diventando tutti in inglese e in ogni caso si presuppone che durante la triennale riesca ad impararli.
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Echoes
ma nessuno dice che debbano dimenticare l'italiano :/
un ragazzo a ventanni l'italiano lo ha imparato bene.
E -comunque- se un italiano sta studiando in inglese è perchè conosce bene l'italiano.
Nel momento in cui impari o stai usando una seconda lingua, la rapporti comunque ad un vocabolario italiano xD
Nessuno sta dicendo che l'italiano è una lingua di secondo livello.
Gli ingegneri che saranno a capo di operai italiani devono padroneggiarlo bene, come mi aspetto lo padroneggi uno che fino a ventanni ha fatto scuole italiane e che comunque vive in italia.
Ma la figura dell'ingegnere, come molti altri professionisti scientifici, dovrà confrontarsi con pubblicazioni in inglese, centri di ricerca in inglese etc.
L'inglese è la lingua della comunicazione e tra ingegneri di diversi paesi si parla quello.
Perchè non associare l'impronta dell'università fatta all'italiana - a mio parere una delle migliori nel mondo- con la conoscienza di una lingua ugualmente importante e che non è accessibile a tutti?
Hai detto la stessa cosa che ho detto io. :b11:
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kunoichi
un'ottima mossa per diventare sempre più servi del potere angloamericano.
ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaahahahahaha hahahahahahahahahahahahha
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
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Originariamente inviata da
kunoichi
e se io l'inglese non lo volessi ne imparare ne parlare?
Ti confesso che anche a me sta molto antipatica l'idea che ci si debba piegare alla lingua inglese e non a un'altra della nostra comunità (che cosa hanno le lingue neolatine di meno dell'inglese, almeno in una scelta di idioma nell'ambito europeo?).
Sta di fatto che un linguaggio comune va necessariamente adottato se vogliamo far parte di una realtà più ampia dei nostri confini nazionali (l'Europa) e c'è da ammettere che la lingua più diffusa sia proprio l'inglese.
Dobbiamo vedere l'inglese non come la lingua degli angloamericani, ma come un protocollo di comunicazione internazionale.
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kunoichi
e se io l'inglese non lo volessi ne imparare ne parlare?
NEssuno ti obbliga a farlo..
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kunoichi
e se io l'inglese non lo volessi ne imparare ne parlare?
Hai una vasta scelta tra le altre università. Credo che tu avresti l'imbarazzo della scelta.
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Originariamente inviata da
kunoichi
e se io l'inglese non lo volessi ne imparare ne parlare?
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Originariamente inviata da
kunoichi
un'ottima mossa per diventare sempre più servi del potere angloamericano.
sei serio? se non vuoi impararlo sono problemi tuoi, cambi università.. per l'altro commento non rispondo nemmeno, è un insulto all'intelligenza..
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Originariamente inviata da
kunoichi
un'ottima mossa per diventare sempre più servi del potere angloamericano.
Purtroppo schiavi o no l'inglese e lo spagnolo sono le lingue piu parlate al mondo quindi ti danno modo di viaggiare e di lavorare con piu facilità fuori dalla nazione...
Tu puoi benissimo stare a parlare il dialetto del posto per tutta la vita e lavorare "nella tua terra", nessuno ti obbliga ad espatriare!
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Calmi eh, l'essere servi dell'inglese con sta cosa non c'entra un cazzo. Non è che se non la fanno, l'inglese smette di essere imparato. Tanto più che - non ci vuole un genio - l'università presuppone che tu quando arriva là, l'inglese lo sai già quasi alla perfezione. Quindi, in questo senso, non contribuisce a favorire l'inglese, semmai è già una conseguenza del fatto che sia la lingua più parlata.
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Originariamente inviata da
Gordon_Gekko
La scelta c'è, è quella di studiare al POLITO o al POLIBA se proprio si vuole studiare in un politecnico.
Della serie: se in Italia non c'è lavoro puoi sempre andare da qualche altra parte. -.-' Che ragionamento è?
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Originariamente inviata da
Gordon_Gekko
Io continuo a pensare che è un'ottima mossa.
Impariamo l'Inglese e lasciamo i congiuntivi al POLIBA e POLITO?
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Il mio ragionamento è che se si vuole studiare in un politecnico in lingua italiana, restano ancora gli altri due politecnici. Per chi vuole studiare ingegneria a Milano, ci sono la Statale e la Bicocca.
Per quanto riguarda i congiuntivi, chiedo umilmente scusa, ma non sono madrelingua italiano a tutti gli effetti quindi qualche errore in italiano me lo posso pure concedere. Parlo meglio l'inglese per fortuna.
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Originariamente inviata da
Gordon_Gekko
Il mio ragionamento è che se si vuole studiare in un politecnico in lingua italiana, restano ancora gli altri due politecnici. Per chi vuole studiare ingegneria a Milano, ci sono la Statale e la Bicocca.
Per quanto riguarda i congiuntivi, chiedo umilmente scusa, ma non sono madrelingua italiano a tutti gli effetti quindi qualche errore in italiano me lo posso pure concedere. Parlo meglio l'inglese per fortuna.
Quella del congiuntivo era chiaramente una provocazione.
In merito al discorso principale, io trovo più sensato il ragionamento inverso: chi volesse studiare in un politecnico in lingua inglese, può sempre scegliere di studiare in un paese anglofono.
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Magari i costi sono proibitivi per molti, poi mettici quelli che non sapevano che la domanda si deve fare entro metà gennaio e chi non lo sa rimane fregato. In America addirittura un anno prima in molte università e college.
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A giudicare dal tuo nickname credevo che tu volessi imparare il giapponese:roll:
Comunque il kebab è molto buono, a me piace.