è molto bello quello che dici ;) peccato molta gente si metta delle regole persino ad una cosa così spontanea, in teoria. ma è questa l'idea di amore.. :)
Visualizzazione stampabile
vabbè va..scusate per la sclerata di la sopra ma nn sopporto certe cose
Non capisco proprio come si faccia a dire che omosessuali si nasce.. Accettare questa ipotesi significa accettare l'idea che l'omosessualità sia dovuta a fattori genetici indipendenti dalla volontà dell'individuo, e significherebbe approvare l'idea che la tendenza omosessuale sia dovuta ad una malformazione genetica, si tornerebbe ai tempi del Dottor Morte insomma.
Secondo me semplicemente l'omosessualità è frutto del vissuto psichico dell'individuo, non c'è nulla di strano in questo, ed è l'ipotesi più verosimile. Sono le esperienze ed i vissuti che riguardano il profondo della psiche di ogni individuo a guidarne le scelte, anche in campo sessuale, non informazioni genetiche di cui non si è a conoscenza e di cui non si è dimostrata l'esistenza.
Vabè, ora non sputtaniamo Carlo Magno però. Non era omosessuale, anzi emanò un editto che esortava i parroci a porsi energicamente contro i costumi omosessuali che prendevano piede all'epoca tra la gente; inoltre l'omosessualità nell'antica Roma come tra i greci era una cosa ben diversa da quello che è oggi, come già detto in molti altri topic.
appunto Lord, ti sei risposto da solo. io sono gay eppure i miei genitori non sono froci. per la cronaca non intendevo la condizione sessuale della famiglia quando intendevo che si può diventare gay per scelta.
talvolta è meglio tacere e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio. :lol:
Io non appoggio troppo nè al tesi del "si nasce" nè quella del "si diventa" ma non vedo perchè se gay si nascesse dovrebbe essere considerata una "malformazione genetica" .. è un po' come se uno ha i capelli biondi per una malformazione genetica.. O_o è sufficiente accettarla come caratteristica di una persona...
L'omosessualità nell'antica grecia era considerata più elevata dell'eterosessualità.
Questo lo so tranquillo, e cmq nn e' un modo per s*******re carlo magno...e ti assicuro che ci sono scritti che lo dicono che aveva rapporti omosessuali quindi nn so se ne sai piu' te che un critico del tempo. Che era visto in un altro modo nn ti do' torto anzi, ma mi pare di averlo detto gia' prima anche se potrei sbagliarmi, e poi la trovo una forma di razzismo quella di schernare gli omosessuali...il problema qui e' uno solo..o si e' all'antica o si e' moderni..
Si Divx, ma dire che l'omosessualità ha cause genetiche, da un lato porterebbe a considerarla come una mutazione non negativa, ma dall'altra (considerando che l'omosessualità ad uno stato naturale non porta vantaggi alla specie) si giustificherebbe chi pensa che sia una malformazione nociva, che va quindi combattuta.
E' come se si tornasse ai tempi in cui veniva considerata veramente una malattia inguaribile da debellare.
Circa l'omosessualità nell'antica Grecia, come già detto in altri topic, non era affatto vista come oggi. Il rapporto omosessuale che riguardava il maestro (ruolo attivo nel rapporto) ed il seguace (ruolo passivo) era elevato rispetto al rapporto eterosessuale, perchè il maestro con il suo seme fecondava la propria idea nel seguace; mentre il rapporto etero riguardava unicamente la procreazione con la donna.
Inoltre va detto che l'omosessualità non era vista di buon occhio, o meglio, il seguace una volta scoperta la sua omosessualità, veniva schernito e privato addirittura degli incarichi pubblici e dei diritti che avevano gli altri cittadini; cosa che non avveniva con il maestro perchè egli avendo un ruolo attivo menteneva la sua dignità, il suo onore di uomo e cittadino.
La cosa era talmente discriminante che furono i romani stessi - che praticavano anch'essi l'omosessualità - addirittura a bandire con leggi apposite i rapporti omosessuali di questo genere.
E dico, non è la prima volta che te le ripeto queste cose, se magari leggi eviti di ritornare su questioni già discusse -.-
Non c'entra l'essere moderni, e non c'entrano fonti che non sai riportare quando dici che Carlo Magno era gay. Io non è che ti parlo di aria, io ti parlo di un editto emanato da lui stesso contro l'omosessualità, fatto storico, non chiacchiere storiche.
allora, rispondendo alla tua domanda, gay si nasce, io ci sono nato, non l'ho scelto, come gli etero non scelgono di essere etero...
essere etero o omo è una condizione, una cosa che si è, come biondi, castani, mori...
mi sento dire che essere gay è contro natura, che è una malattia, che è sbagliato..ma cerco di fregarmene, per quanto possibile, un giorno spero che questa ignoranza svanirà..
Anche io spero che questa ignoranza sparirà e che in futuro le tendenze sessuali ( etero, omo, bi ) siano tutte accettate senza scandalo, indignazione, pettegolezzi...
Purtroppo questo non accadrà in tempi brevi.
essere omosessuale non è una scelta. Tu non scegli che ti piacciano i fagioli e che ti piacciano le fragole, c'è a chi queste cose piacciono e a chi non piacciono.
un omosessuale prova attrazione per una persona del suo stesso sesso, anche se volesse essere ''normale'' e amarne una del sesso opposto.
non puoi decidere di chi innamorarti.
e comunque se ti ''innamori'' di una persona, anche del tuo stesso sesso, non significa che sei omosessuale perchè è un bene estremo che vuoi a qualcuno. può essere l'unica che ti attrae mentre solo l'idea di baciare qualcuno del tuo stesso sesso ti fa schifo...
comunque è una cosa naturale essere omosessuali, tanto è vero che anche fra gli animali esiste l'omosessualità.
La ricerca Omosessuali per natura o per scelta? Una risposta da Stoccolma
Studiato il «cervello gay» È simile a quello delle donne.
Condividono lo stesso tipo di organizzazione dei collegamenti fra neuroni
MILANO — Dopo il gene gay, ecco il cervello omosex: gli uomini omosessuali condividono con le donne etero caratteristiche cerebrali simili. Stesso discorso per le lesbiche: i loro due emisferi assomigliano più a quelli di un uomo che di una donna etero. E si riapre così il dibattito fra chi sostiene che l’omosessualità è una questione puramente biologica e chi invece la interpreta come il prodotto di un condizionamento ambientale. La nuova ricerca, appena pubblicata sulla rivista scientifica Pnas, parla in generale di forma del cervello e, in particolare, di una sua zona, l’amigdala, legata alle emozioni e all’umore.
Così, secondo un gruppo di ricercatori svedesi dello Stockholm Brain Institute, il cervello delle donne omosessuali e degli uomini etero è leggermente asimmetrico, con l’emisfero di destra lievemente più largo di quello di sinistra, mentre il cervello di uomini omosessuali e donne etero non lo è. Non contenti, poi, di aver sottoposto 90 volontari alla risonanza magnetica per ottenere questi risultati (l'esame permette di «fotografare » con estrema precisione un organo), Ivanka Savic e Per Lindstrom hanno pensato anche di ricorrere alla Pet (la tomografia a emissione di positroni che invece consente di vedere il funzionamento di un organo) per valutare l'amigdala, una piccola zona del cervello che è coinvolta nelle reazioni allo stress.
E hanno dimostrato che gay e donne etero condividono lo stesso tipo di organizzazione dei collegamenti fra neuroni, così come lesbiche e uomini etero ne condividono altri, il che potrebbe spiegare come i gay siano emotivamente più simili alle donne. Se però queste differenze siano responsabili dell’orientamento sessuale o ne siano la conseguenza è ancora tutto da verificare. E le numerose ricerche condotte fino a oggi non sono mai riuscite a dimostrare definitivamente una vera diversità biologica fra omosessuali ed eterosessuali. Nel 1993 aveva fatto scalpore uno studio pubblicato su una rivista di tutto rispetto, l’americana Science, a firma di Dean Hamer, secondo il quale esisteva un gene dell’omosessualità, ma nessuno lo ha poi confermato.
Due anni prima un altro ricercatore, Simon LeVay ( che ha poi scritto il libro «Sexual brain», il cervello sessuale) aveva sostenuto che gay e donne presentavano una certa area del cervello più piccola rispetto agli uomini etero e aveva scatenato polemiche a non finire. Oggi la maggior parte degli scienziati pensa che alla base di molti comportamenti umani (compreso quello sessuale) esista un fattore biologico (forse anche genetico), sul quale poi interviene l’ambiente sia fisico, che culturale. Gli stessi ricercatori svedesi si chiedono se le differenze fra i due emisferi cerebrali abbiano origine già nell’utero o si sviluppino poi dopo la nascita e alla fine concludono che probabilmente l’ambiente uterino prima e l’ambiente in cui poi vive il bambino abbiano entrambi la loro influenza. Del resto c’è anche chi ha ipotizzato che i gay raramente sono figli unici, ma più spesso sono secondogeniti (per questi ultimi la probabilità di essere omosessuali è del 30 per cento) o terzogeniti (in questo caso la probabilità aumenta ancora): sarebbe lo stesso organismo materno a «difendersi» contro i maschi, creando condizioni «femminilizzanti».( corriere)
Questo tipo di topic lo avevo già aperto io!
http://forum.fuoriditesta.it/amore-e...ssuali-ma.html
Com'è che adesso il tuo topic è dentro il mio?
secondo me c'è una stragrande minoranza che ci nasce, e la maggioranza per noia curiosità o semplicemente perchè alla Tv sembra che ormai essere gay vada di moda diventano gay
è ovvio che omosessuali si nasce,dai siamo nel 2008,dovrebbe essere una cosa totalmente risaputa...
non è una scelta,è la natura.
Dovete sapere che non esistono geni dell'omosessualità quindi gay non si può nascere, ma si può essere più predisposti a diventarlo.
Secondo me chi si sente gay non fa nessuna scelta, ma per le persone che hanno qualche dubbio sulla propria omosessualità come ad esempio i bisessuali, loro secondo me devono scegliere....
Inoltre ciò che non capisco io e che se un etero dopo 30 anni si dichiara gay è tutto ok è nella normalità, invece nella situazione contraria cioè se un omosessuale dopo 30 anni si sente cambiato e si dichiara etero succede il finimondo, e nessuno riesce ad accettare e a capire.
Scoperti i geni dell’omosessualità. Un modello matematico elaborato all’Università di Padova dimostra come si tratti di selezione darwiniana
18 giugno 2008
Perché si diventa gay? Al di là delle motivazioni che si ascrivono alla sfera delle scelte personali e sociali, esiste quella che si potrebbe definire una “predisposizione genetica” all’omosessualità?
Esiste.
Lo dimostra lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista «PloS_ONE», di un gruppo di ricercatori italiani composto dai professori Andrea CAMPERIO CIANI, Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova, Giovanni ZANZOTTO, Dipartimento di Metodi e Modelli matematici dell’Università di Padova, e Paolo CERMELLI, Dipartimento di Matematica Università di Torino.
I ricercatori hanno finalmente identificato un modello matematico in grado di chiarire l’origine evoluzionistica e il mantenimento dell’omosessualità maschile nelle popolazioni umane, ipotizzando la presenza di un insolito effetto di “selezione sessualmente antagonistica” (selezione darwiniana che avvantaggia un sesso e svantaggia l’altro) nella specie umana. Questo tipo di evoluzione, che è uno dei fattori che contribuiscono al mantenimento di una alta variabilità genetica, era stato dimostrato negli insetti, negli uccelli e in alcuni mammiferi ma, fino ad oggi, mai nell’uomo.
«In sostanza – spiega il professor Camperio Ciani, docente di Etologia e Psicologia evoluzionistica – il nostro modello matematico dimostra tutti e quattro gli assunti da cui eravamo partiti. Ovvero: l’omosessualità maschile è sempre presente in tutte le popolazioni della terra; nessuna popolazione è totalmente composta da gay; l’eredità è asimmetrica, legata al ramo materno; i gay hanno da parte materna femmine (nonne, zie, cugine etc) che fanno più figli rispetto alla media».
«Questa scoperta – continua Camperio Ciani – in qualche modo rovescia gli stereotipi comuni per i quali gli omosessuali sono discriminati perché contro-natura. Il nostro studio sembra invece spiegare che fanno parte di un disegno evoluzionistico assolutamente naturale, che punta ad aumentare la fecondità. Siamo di fronte a una sorta di “strategia di selezione fra geni ” da parte della natura».
Per arrivare alla scoperta i ricercatori hanno dovuto analizzare un vasto numero di modelli matematici, fino a identificare quell’unico modello che spiega tutti i dati raccolti nelle popolazioni, ed è quello appunto della “selezione sessualmente antagonistica”, nel quale almeno un fattore genetico deve essere contenuto nel cromosoma sessuale X, ovvero quel cromosoma trasmesso ai maschi solo dalle madri. Ma i geni trasmessi devono essere due, uno appunto nel cromosoma X, e un secondo contenuto in un altro cromosoma non sessuale.
In sostanza, sembra che la natura “metta in naturale conto” alcuni casi di omosessualità maschile pur di garantirsi un alto numero di probabilità di avere femmine feconde che mantengono e diffondono la specie.
( uni padova)
---------------------
In questo periodo fioccano ricerche scientifiche sui gay.
Un modo per capirli o per discriminarli ulteriormente?
-------------
discriminarli ulteriormente...
modello matematico o meno credo sia l'ennesima ricerca meritevole d un igNobel USA...
c son problemi genetici più importanti... invece d cercare questi peli nell'uovo... s dedichino a ricerche serie sull'AIDS ad esempio :x
Se dici così vuol dire che in realtà l'articolo non l'hai letto......oltre a dimostrare predisposizioni genetiche, nell'articolo è scritto che è stato dimostrato che non sono un qualcosa di innaturale (come io invece penso) o un errore genetico ma fanno parte di un progetto naturale ben preciso.
Io stesso non sono riuscito bene ad entrare nel merito, mi auguro che un qualche biologo (uno a caso....killuminato:040:) riesca a chiarirmi le idee:lol: