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L’Opus Dei seleziona il personale per l’azienda di smaltimento rifiuti

  1. #1
    Mai più senza FdT RudeMood
    Donna 38 anni
    Iscrizione: 3/2/2009
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    Predefinito L’Opus Dei seleziona il personale per l’azienda di smaltimento rifiuti




    L’edizione romana di Repubblica di sabato 13 giugno titolava “AMA, bufera sul bando da 544 assunti – Società dell’Opus Dei farà la selezione”.
    Curiosi di capire il rapporto tra l’Opus Dei e l’azienda romana di smaltimento dei rifiuti - cui Repubblica non accenna se non per ciò che concerne le modalità del bando e le tipedide reazioni dei sindacati - siamo andati a indagare su internet. E, senza bisogno di grandi ricerche, si aperta una realtà che ci è parsa a dir poco inquietante, quella dell’entrismo confessionale nelle aziende.

    In particolare, parliamo di una società - l’AMA - con 176 milioni di euro di fatturato (dato 2008) e 12,4 milioni di euro di patrimonio netto (dato 2007) che ha affidato alla Elis, un’opera apostolica dell’Opus Dei, la selezione di 324 operai, 200 autisti e 20 addetti al servizio cimiteriale.
    Iniziamo dal dire cos’è la Elis: “L’Associazione Centro ELIS, nata nel 1962 e riconosciuta dal Presidente della Repubblica nel 1965, è il risultato degli sforzi di un gruppo di persone dell’Opus Dei, istituzione alla quale il Beato Giovanni XXIII affidò il compito di mettere a frutto i donativi ricevuti da Pio XII per il suo ottantesimo compleanno […] San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, promosse con grande impegno la costruzione e la gestione del Centro, alla quale contribuirono anche non cattolici. Paolo VI lo inaugurò il 21 novembre 1965.


    L’associazione dichiara nei suoi “principi educativi” che si occupa di formare lavoratori con o senza esperienza a prescindere da sesso, razza e religione attraverso vari servizi quali tutoring, mentoring, coaching, counselling. Al di là dei termini usati, che necessiterebbero di un dizionario di inglese per la maggioranza degli italiani, la neutralità nei confronti dell’orientamento religioso si manifesta poche righe più in là: Per coloro che sono cattolici, è offerta liberamente la possibilità di frequentare attività specifiche e di ricevere direzione spirituale da sacerdoti della Prelatura dell’Opus Dei. A tutti si insegna che la professionalità può essere trasformata in santificazione e che quest’ultima non può prescindere dalla serietà di un impegno lavorativo o di studio. Occorre allora concludere che è indispensabile trasformare il lavoro in preghiera: il lavoro manuale o intellettuale, che costituisce il tessuto del vivere quotidiano di milioni di uomini e donne, può, con l’aiuto della Grazia, diventare per ognuno di loro l’ambito di quella conversazione con Dio che è sete di ogni anima contemplativa”.

    Ma c’è di più. Luciano Cedrone, direttore centrale Personale e Organizzazione di AMA, è, guarda caso, citato nei “Fellow” della Elis, ossia tra quei “manager e professionisti d’impresa di elevata competenza professionale e riconosciute qualità umane” che collaborano con l’associazione. Idem dicasi per Giovanni Fiscon , direttore Operazioni di AMA.La fortuita combinazione è quantomeno curiosa, soprattutto per una società, la Elis, che si dichiara non profit. O forse è solo il frutto del motto che la Elis stessa sbandiera sul suo sito: “Se hai avuto successo nella vita è merito tuo, ma devi restituire qualcosa alla società che te lo ha consentito“? Alla faccia del non profit, verrebbe da commentare.


    Con tale corpo dirigente, sotto lo stretto controllo dell’Opus Dei, non stupiscono le attività confessionali dell’AMA, dichiarate anche sul sito dell’azienda romana: dal presepio dei netturbini, allestito in una delle sedi territoriali AMA e meta annuale di visite cardinalizie se non papali, alla disponibilità di un “parroco ufficiale”; dalle funzioni religiose in orario di lavoro alla festa della “Madonna della strada” (sulla quale è stato pubblicato anche un libro) in occasione della quale per anni i dipendenti hanno goduto di permesso retribuito - pagato dai contribuenti - per recarsi alla messa.


    Già, ora forse il motto della Elis è un po’ più chiaro: se hai successo devi dare qualcosa a chi te lo ha consentito. In pieno stile Opus Dei.


    Fonte
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    La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi.

    I cinici sono tutti moralisti, e spietati per giunta.





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  3. #2
    Sempre più FdT
    32 anni
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    Piaciuto: 1 volte

    Predefinito

    bhè puliranno divinamente!
    "Che cosa abbiamo imparato da tutta questa storia?" "A non farlo più, il problema è che non sappiamo che c*zzo abbiamo fatto."

  4. #3
    SS-Hauptsturmführer Wittmann
    Uomo 36 anni da Reggio Emilia
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    Messaggi: 5,371
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    Predefinito

    Verloren ist nur, wer sich selbst aufgibt.

  5. #4
    Mai più senza FdT RudeMood
    Donna 38 anni
    Iscrizione: 3/2/2009
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    Piaciuto: 1043 volte

    Predefinito Dietro la crisi mondiale c’è la Chiesa cattolica

    Due le anime che si contrappongono – ora, come al tempo del breve pontificato di papa Albino Luciani – all’interno della Chiesa:
    da un lato la potente Opus Dei, che proprio da Wojtyla ottenne il riconoscimento della prelatura personale.
    Sul fronte opposto i gesuiti, tradizionali depositari del potere politico fra i cattolici.
    L’Opus Dei ufficialmente è una prelatura personale, in pratica è un’autonomia giuridica dentro la Chiesa, anche detta Octopus Dei, “la piovra di Dio”, in riferimento alla struttura mafiosa dell’istituzione quanto mai segreta.

    In un’intervista a Panorama il socialista Rino Formica dichiarò che sarebbe un centro di potere parallelo e può diventare eversivo. Nel 1993 Giuseppe Corigliano, portavoce romano della setta, a chi gli chiedeva se il Vaticano avesse dato un particolare incarico all’Opus Dei, rispondeva con un capolavoro di sintesi: “l’obiettivo 1° è l’Europa. Già negli ultimi anni, secondo quanto essa stessa ha sostenuto, l’organizzazione ha esponenti che lavorano presso oltre 600 giornali, riviste e pubblicazioni scientifiche sparsi in tutto il mondo e presso oltre 50 stazioni televisive e radiofoniche. Ma non solo. Un’autentica multinazionale della fede, l’Opus Dei, a gennaio 2005, ha aggiunto un importante tassello all’imponente geografia del suo patrimonio immobiliare in ogni angolo del pianeta: il nuovo polo oncologico annesso al Policlinico del Campus Biomedico (una delle due università dell’Opus nella capitale), costato oltre 7 milioni di euro «messi a disposizione – precisano i comunicati ufficiali – dalla Regione Lazio e da un pool di donatori». Ignoti i loro nomi, così come segrete restano le lunghe liste degli affiliati e la nomenclatura interna, ad eccezione del vertice massimo, il prelato Javier Echevarría, e del suo stretto entourage.
    A fine dicembre, intanto, era stata varata un’intesa di cooperazione scientifica ai massimi livelli tra l’Università Campus Biomedico, il Weizmann Institute France Europe of Science e la Fondazione per le Bioscienze. Tre i progetti messi in campo, per un valore iniziale di tre milioni di euro. Il patto era stato sottoscritto a Palazzo De Carolis, sede di Capitalia, e presentato da Giancarlo Elia Valori, all’epoca presidente di Confindustria Lazio e della Fondazione per le Bioscienze, alla presenza, fra gli altri, di Francesco Cossiga, del presidente del Campus Paolo Arullani e di Massimo Vari, vice presidente emerito della Corte Costituzionale. Con il sistema bancario l’Opus ha per tradizione sempre intrattenuto stretti rapporti. A cominciare dalla parentela fra Mariano Fazio, rettore dell’altro ateneo opusdeista nella capitale, la Pontificia Università della Santa Croce (con facoltà di Teologia, Diritto Canonico, Filosofia e Comunicazione Sociale Istituzionale) ed Antonio Fazio, all’epoca nominato da Silvio Berlusconi presidente “a vita” della Banca d’Italia.


    Antonio Fazio fra i leader di un’altra “creatura” tutta business & chiesa: si tratta della fondazione Sorella Natura, che si ispira alle prescrizioni evangeliche del poverello di Assisi per fondare una Banca etica, acquistare e ristrutturale immobili come la Chiesa di Santa Croce ad Assisi, stringere intese con partner come la Popolare di Lodi, ma anche colossi del calibro di Unicredito, Sanpaolo Imi, Monte Paschi di Siena e Banca Sella, per citarne solo alcuni.
    Lo IOR (ufficialmente “Istituto per le Opere di Religione”) nel 2006 ha presentato una memoria in cui si dice che lo IOR stesso non ha controlli esterni, essendosi auto delegato all’auditing interno. I revisori dei conti dello IOR sono gli stessi che li falsificano. Lo IOR assolve la stessa funzione criminosa, all’interno della monarchia del Vaticano, che assolvono le banche centrali nei confronti dei governi degli altri Stati europei: la manipolazione del potere attraverso il controllo della moneta e dell’economia.
    Nonostante i pomposi e rituali discorsi contro l’usura del Papa di turno, lo IOR rimane assolutamente indipendente ed al di fuori del controllo del monarca porporato.


    La Chiesa vive parassitariamente del signoraggio derivante dalla stampa delle monetine denominate in euro, della tassa dell’otto per mille sull’IRPEF, e, presumibilmente, dei proventi del meccanismo della riserva frazionaria. Ma non basta: chiedono pure l’elemosina. Se il Vaticano non fosse così profondamente corrotto, eserciterebbe la sua sovranità stampandosi la propria moneta. Potrebbe così, attraverso una moneta sociale, realizzare la dottrina sociale della Chiesa.


    Nel concreto, le parrocchie potrebbero stampare la moneta e distribuirla la domenica, così come avveniva negli Stati Uniti tra il 1830 ed il 1860. Invece no, i cinque cavalieri dell’usura che gestiscono lo IOR preferiscono continuare così fino a quando non verranno travolti dallo scandalo. Ma chi sono questi magnifici cinque? Il presidente è Angelo Caloia, uomo dell’Opus Dei. Il vice-presidente è un americano, Cavaliere di Colombo legato alla CIA, che si chiama Virgil Dechant.
    Il terzo è un uomo della Deutsche Bank, Theodor Pietzcker. Il quarto è José Angel Sánchez Aslain, dello spagnolo Banco Bilbao-y-Vizcaya. Il quinto è Robert Studer dell’UBS, Unione Banche Svizzere. Ecco chi comanda veramente in Vaticano, il vero potere forte.


    21 conti neri che lo IOR ha presso la banca di compensazione internazionale Clearstream Bank. Tutti conti residenti in Lussemburgo, chissà perché. Di questi 21 conti, venti sono cointestati con altre banche che fanno parte dei cosiddetti “signori del signoraggio“. Banche che traggono il loro profitto dai soldi che creano dal nulla, a danno degli ignoranti popoli europei. Stiamo parlando della BNP-Paribas, della banca DEPFA, della Deutsche Bank, della Lazard Brothers, della Merryll Lynch (che è quasi un’operazione proprietaria della CIA), della Royal Bank of Scotland, della Salomon Brothers, della Morgan Stanley, della Unione Banche Svizzere e della Lehman Brothers!
    Quest’ultima, come tutti sanno, è la società che ha distrutto l’economia mondiale.


    Vorremmo sapere che tipo di opere di religione si possono attuare attraverso dei conti bancari segreti, un sistema introdotto da Roberto Calvi quando Clearstream si chiamava ancora CEDEL. La prima cosa che viene in mente è il riciclaggio del signoraggio. Ma le possibilità sono praticamente infinite. Questo sistema non è solo praticato dalla banca centrale del Vaticano, ma anche da tante altre banche comprese quelle che hanno sottratto i cento miliardi di euro di cui sopra. Ma nel caso del Vaticano la cosa assume una dimensione dissonante e dissacrante rispetto al ruolo moralizzatore che la Chiesa dovrebbe svolgere all’interno della società. Non vi pare? E come se tutto ciò non bastasse, adesso la Chiesa ha anche la faccia tosta di ostentare falsa pietas, dichiarando di voler sfamare i meno abbienti con la Caritas!
    Tutte le strutture cosiddette “caritatevoli” della Chiesa sono un’ulteriore fonte di speculazione economica; dietro ogni pasto consegnato al cittadino ci sono migliaia di euro che vengono sottratti al cittadino stesso dalla Chiesa cattolica. Sarebbe come se io venissi a svaligiarvi casa, vi rubassi la macchina, vi svuotassi il conto in banca, privandovi quindi di tutti i vostri averi, e poi vi lasciassi 5 euro di mancia sul tavolo… Sarebbe una “buona azione” o sarebbe un’azione da condannare?
    Fonte
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    Quote Originariamente inviata da Don Rodriguez Visualizza il messaggio
    bhè puliranno divinamente!
    Sei simpatico.
    Ma non riesco a ridere -.-
    La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi.

    I cinici sono tutti moralisti, e spietati per giunta.





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