Popolari o impopolari che siano, sono provvedimenti che mi trovano d'accordo....anche se temo che non passeranno. Vedremo la quantità di palle della Lega Nord, e quella di Berlusca....
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Popolari o impopolari che siano, sono provvedimenti che mi trovano d'accordo....anche se temo che non passeranno. Vedremo la quantità di palle della Lega Nord, e quella di Berlusca....
Ma invitassero a denunciare mafiosi ed evasori fiscali :lol:
Definisci "estremismo" il voler pretendere REGOLARITA' all'interno dei propri confini?
Se è così, scusami ma mi sa che hai un concetto un po' sballato di estremismo....l'Italia è stata considerata il "Paese dei balocchi" troppo a lungo dagli stranieri....è ora di cominciare a far cambiare loro idea.
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no ma leggete qui ora :| neanche a farlo apposta :|
si potrà dire tutto della lega, ma qui ha pienamente ragione Maroni eh :|Quote:
Appalti, il Pdl cambia l'anti-racket
"No all'obbligo di denuncia"
ROMA - Maroni da una parte, Alfano dall'altra. Lega e Pdl divisi su appalti e mafia. Dopo la rottura su ronde, Cie, medici-spia, la manovra del governo sulla sicurezza segna lo scontro sull'obbligo per l'imprenditore titolare di appalti pubblici di denunciare un'estorsione pena la perdita della commessa e l'interdizione dalle gare per tre anni.
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Da una parte c'è la norma esistente, contestata alla Camera dall'Ance, che tra le cause di esclusione da una gara inserisce la mancata denuncia dell'estorsione che il pm scopre in un'indagine su terzi. L'imprenditore non è indagato, ma il pm dovrà segnalare l'anomalia all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Manlio Contento dice no: "È una procedura di dubbia costituzionalità perché l'imprenditore non è direttamente sotto inchiesta". Con la correzione il pm segnalerà solo imputati di falsa testimonianza o favoreggiamento. Caliendo è d'accordo: "Se un imprenditore è minacciato dell'uccisione del figlio e non la denuncia per paura di perderlo, poi non può perdere l'azienda. Se vieni chiamato da polizia e pm e non collabori è diverso". Mantovano è sul fronte opposto: al Senato si è battuto per una norma che obbliga a un maggior dovere di lealtà chi lavora con lo Stato. Norma vantata da Maroni all'Antimafia come strumento per costringere gli imprenditori alla denuncia. Prevale la linea garantista. Al Viminale sono in collera: "Evidentemente sono tutti contenti che la Salerno-Reggio sia un'autostrada a una corsia" dicono alludendo al peso della mafia sulle gare.
Appalti, il Pdl cambia l'anti-racket "No all'obbligo di denuncia" - cronaca - Repubblica.it
Denunciate, denunciate, denunciate, tutti denunciano tutto e tutto denuncia tutti.
Ma perchè questo voler delegare la giustizia e il far rispettare la legge ai liberi cittadini?
E le forze dell'ordine?
(Col PDL non serve la sfera di cristallo, basta un minimo di conoscenza della natura umana per sapere dove va a parare)
Il principio dell'insistere sul fatto che l'inizio del'iter giudiziario, ovvero la denuncia, spetta al cittadino, non sarebbe sbagliato, specie in Italia dove è stato inventato il termine "omertà". Le forze dell'ordine fanno le loro indagini, ma senza le denunce raccolte i delitti resterebbero per la maggior parte sommersi.
Quel che è del tutto sbelinato secondo i canoni del buonsenso, ma che è del tutto comprensibile pensando a certi esponenti che vi governano, è la tipologia dei rei che si pensa di costringere a denunciare. Evidentemente, stando alla loro priorità, i clandestini arrecano molto più danno a beni e persone del popolo italiano che non i mafiosi, classe benemerita, fiore all'occhiello del Paese nel mondo ed ampiamente ed efficacemente rappresentati nel parlamento.
La mafia non esiste, l'evasione non è un problema: ma per rendere effettivo l'oblio su questi fatti, bisogna fornire un nuovo nemico alla gente, una nuova emergenza assoluta contro cui scatenare le ire e le forze dei cittadini. Per fortuna che c'è la manna dei clandestini, che sono malvestiti, maleodoranti e vengono in Italia solo per uccidere e rubare. Così a quelli che in Italia ci vivono e che rubano ed uccidono dieci volte di più, nessuno ci penserà più.
Per fortuna che talvolta i partiti satellite del Patto d'Acciaio scoprono l'inghippo.
bene!Quote:
Passo indietro dopo l'altolà di Fini
Maroni: non temo il voto segreto
Ritornano le misure anti-racket
TORINO
La maggioranza torna sui suoi passi, dopo la lettera del presidente della Camera Gianfranco Fini, e riformula la norma sui "presidi-spia", ammettendo l'iscrizione dei figli di immigrati clandestini a scuola e ritornando alla versione uscita dal Senato della norma sugli appalti.
È quanto emerso da un vertice a cui hanno partecipato i ministri della Giustizia Angelino Alfano, dell’Interno Roberto Maroni, della Semplificazione Roberto Calderoli, dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito, della Difesa Ignazio La Russa, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, il presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, Nicolò Ghedini, i capogruppo Pdl del e della Camera Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto e il capogruppo della Lega a Montecitorio Roberto Cota. Incerta ancora la possibilità che il governo ponga la questione di fiducia, anche se in Transatlantico molti esponenti di maggioranza la considerano una scelta inevitabile.
«Il preside - ha spiegato La Russa - non potrà fare la spia» perchè non è tenuto a sapere se il bambino iscritto alla scuola dell’obbligo sia o meno figlio di genitori clandestini. Quanto alla norma antiracket, ha spiegato Maroni, «abbiamo concordato di reintrodurre il testo del Senato» con la «precisazione che sia possibile escludere la punibilità per lo stato di necessità».
Al momento non si è parlato di porre la questione di fiducia sul provvedimento sicurezza perchè, ha detto ancora il ministro, «sono stato rassicurato dai colleghi della maggioranza e sono pienamente soddisfatto del chiarimento che c’è stato: c’è una piena condivisione del testo e nella maggioranza c’è unità totale. Alla domanda dei giornalisti che chiedevano se la Lega non temesse i voti segreti sul testo, Maroni ha risposto: »il mio unico timore è che il testo sia approvato rapidamente«.
L’opposizione apprezza la decisione sui presidi spia, ma torna all’attacco sulle ronde e critica l’ipotesi di fiducia. »È un messaggio devastante: lo Stato non riesce a difendervi con le forze che ha, polizia, carabinieri, per cui ci affidiamo alle spie, medici e insegnanti, e alle ronde. Un messaggio di giustizia "fai da te", è uno Stato che getta la spugna contro la criminalità« ha affermato il leader Udc Pier Ferdinando Casini.
«La maggioranza è allo sbaraglio su un provvedimento importante e delicato che coinvolge i diritti umani dei migranti. Non è bastato neanche l’ennesimo vertice tra Pdl e Lega per fargli trovare un accordo» ha detto Livia Turco, Pd. «La massima confusione che regna nel Pdl e tra il Pdl e la Lega blocca i lavori del Parlamento e della unità totale di cui ha parlato Maroni non si è vista traccia in Aula. Sarebbe garvissimo se per occultare lo stato confusionale in cui versa la maggioranza, il governo ponesse la questione di fiducia»
Salta la norma sui presidi spia - LASTAMPA.it.
addirittura porre la fiducia :|Quote:
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha autorizzato la fiducia sul disegno di legge sicurezza, all'esame della Camera. "I tre emendamenti sono pronti e sono
già al vaglio degli uffici della Camera e del Presidente per l'ammissibilità, ora nulla osta a che si ponga oggi la questione di fiducia e possa votare da domani pomeriggio" ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine di un vertice di maggioranza sul ddl sicurezza. Ancora però non c'è nessuna decisione da parte della maggioranza per votare da domani. La decisione fa seguito alle pressioni del titolare del Viminale, che ieri aveva accettato di abolire la norma sulla scuola dell'obbligo vietata ai figli dei clandestini, contestata tra gli altri dal presidente della Camera Gianfranco Fini.
La decisione di mettere la fiducia è stata contestata da diversi esponenti dell'opposizione. Il segretario del Pd, Dario Franceschini, attacca duramente il governo: "Con le norme contenute nel ddl sicurezza la destra vuole tornare alle leggi razziali". Un riferimento diretto ad alcune norme del ddl, a partire dall'introduzione del reato di immigrazione clandestina. In particolare, il leader Pd ha messo in guardia dal rischio che le norme sui 'presidi-spia', "uscite dalla porta possono rientrare dalla finestra". E ricorda: "C'è già stato un tempo in Italia in cui i bambini venivano cacciati dalle scuole per la loro religione. E' immorale usare strumentalmente la legittima domanda di sicurezza per tornare 70 anni dopo alle leggi razziali nel nostro Paese".
Per il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, le fiducie sui disegni di legge su sicurezza e intercettazioni sono "un vergognoso tentativo di regime, per far passare leggi ignobili". Per l'ex magistrato i provvedimenti sono anche da bocciare nel merito perchè "non viene messo un euro per la sicurezza, mentre i poliziotti rincorrono i delinquenti mettendo la benzina coi propri risparmi".
Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha replicato che "non c'è alcuna ferita alla Costituzione", e che "sono state recepite alcune richieste di modifica e il provvedimento è stato sistemato in tre filoni: immigrazione, sicurezza e criminalità", e pertanto si vuole procedere "ad una sollecita approvazione".
E lo stesso ministro Maroni ha spiegato così il voto di fiducia: "Si pone fine ad una vicenda contorta: c'è una ritrovata compattezza di governo e maggioranza. La fiducia è lo strumento migliore per evitare rischi". Così, ha spiegato, ci sarà l'approvazione del ddl "senza rischi e possibilità di modifiche attraverso imboscate".
Maggioranza va sotto. La maggioranza, votando a Montecitorio un emendamento del decreto sicurezza per la ratifica del trattato di Prum (che istituisce la banca dati del Dna), è andata sotto: 229 no, contro 224 sì. Dall'opposizione spiegano che la maggioranza contava su 222 deputati, quindi avrebbe avuto 7 franchi tiratori.
Ddl sicurezza, autorizzata la fiducia Franceschini: "Sono leggi razziali" - Politica - Repubblica.it
bha.. stiamo messi male
Ora, visto che si continua a criticare parlando di "leggi razziali", "lager" e "regime", vorrei sapere a quali disposizioni ci si riferiscie.
Alla permanenza nei cie? Ad altro? A tutto?
PS: quella dei presidi-spia è veramente demenziale. DAl punto di vista pratico è assurdo; un apparato dello Stato che viene a conoscenza di una situazione ILLECITA non può comunicarlo all'altro?!? Roba da matti.
Come dire che un finanziere che indaga su riciclaggio di denaro e venga a sapere di un omicidio non ne debba informare i carabinieri! Ovviamente è un esempio paradossale, ma il principio è lo stesso. Visto che non è compito di un tizio trovare un clandestino, se lo trova per altre ragioni non può nemmeno informare chi lo dovrebbe trovare istituzionalmente. Nice!
Un CLANDESTINO, per definizione, non dovrebbe neanche stare sul territorio..E contemporaneamente si fanno andare a scuola regolarmente i figli, chiudendo occhi e orecchie in nome di cosa? Di una finta integrazione, che non ci sarà mai impedendo lo status di clandestino tutte le normali attività quotidiane,di una solidarietà di facciata o semplicemente ideologia? C'è+ da ridere quando magari a metà anno i genitori (che essendo clandestini non avranno nemmeno residenza, nè lavori regolari, nè niente, nè contributi, nè pagheranno tasse scolastiche) vengono beccati ed espulsi...il figlio avrà veramente tratto grande giovamento da queste norme!
E' lo stesso modo di ragionare demenziale che consente che in Italia si possa ritirare la pensione e far le ricette mediche ai morti, con i vari apparati totalmente incapaci di comunicare..."ah ma non era di mia competenza, ah ma doveva pensarci un altro, ah ma non è mia responsabilità". Proprio eccezionale!
Ma cacchio dovrebbe essere l'opposto, come principio generale quando un qualsiasi apparato riceve informazioni utili a qualsiasi altra branca dell'amministrazione dovrebbero comunicarlo a chi di competenza, soprattutto per quanto riguarda la legalità ed il rispetto delle leggi..e invece tutti in camere stagne, impossibilitati a comunicarsi informazioni.
Presidi-spia..è ridicola anche la definizione! Neanche fossimo alle elementari con il bambino che dice "spione" all'altro! Sarebbe semplicemente un funzionario pubblico che, arrivato a conoscenza di qualcosa, lo comunica a chi di dovere. Perchè vietare la collaborazione tra uffici, rendendo monca e molto più inefficace qualsiasi cosa?!? Il fatto che trovare i clandestini è compito di un altro organo dello stato perchè dovrebbe impedire ad altri organi che vengono a conoscenza di fatti importanti di comunicare le informazioni e funzionare da ausilio? Che diavolo di principio sarebbe?
Poi volendo potrei anche chiedermi: io mi faccio il cul0, pago le tasse per ottenere servizi pubblici.Il clandestino se va bene lavora in nero, non versa tasse nè contributi; a parte garantirgli le eventuali cure mediche nel periodo di tempo in cui si trova sul territorio, tutte le altre cose con che diritto le pretende? L'immigrato regolare ha gli stessi identici diritti che ho io di mandare proprio figlio a scuola, ma quello clandestino, che non dovrebbe neppure essere qui, no! Non è razzismo o xenofobia o altre ******te, ma un minimo di rispetto delle leggi.
Bah.
Tanto quella dei presidi spia è stata bloccata u.u
Maroni, la passione per le ronde.
Nel '96 reclutava le Guardie padane
Della serie "Se non puoi risolvere un problema con la legge, cambiala !!"
Quote:
sì della camera ai tre maxiemendamenti
Ddl Sicurezza, c'è la fiducia
Cei: "Ignorato obiettivo integrazione"
L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo approvando i tre maxiemendamenti al disegno di legge in materia di sicurezza.
Via libera della Camera ai tre maxiemendamento del Governo - con le norme sull'immigrazione - che ha posto la fiducia sul ddl sicurezza. Nel primo sono stati 316 i voti a favore, 258 quelli contrari. Nel secondo dei tre maxiemendamenti dell'esecutivo al ddl sicurezza i voti a favore sono stati 315, 247 quelli contrari. Nella terza fiducia dove figura, tra l'altro, la norma sulle ronde i sì sono stati 315, mentre contro hanno votato 237 deputati.
"Sono soddisfatto perchè si tratta del completamento di un percorso iniziato a maggio dell'anno scorso". Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni, durante la puntata di Matrix, ha commentato il voto di fiducia alla Camera sul disegno di legge sulla sicurezza. "Abbiamo impiegato un anno ad approvarlo - ha aggiunto - ma in quelle norme ci sono tutti gli strumenti per combattere la criminalità organizzata e l'immigrazione clandestina".
"Siamo assolutamente soddisfatti del ddl sicurezza" e "non c'è nessuna gara con la Lega sulla primogenitura" delle misure contro l'immigrazione clandestina. Lo dice Ignazio La Russa in una conferenza stampa a Montecitorio convocata per chiudere le polemiche di questi giorni con gli alleati e nella quale ha voluto ricordare, agenzie alla mano, che "la proposta di introdurre il reato di immigrazione clandestina l'ha avanzata An nel 2000". "C'è piena condivisione nel Pdl su questo provvedimento, neanche un parlamentare è contrario", ha assicurato il ministro della Difesa, il quale ha voluto precisare inoltre che "per il reato di immigrazione clandestina per il quale all'inizio era previsto il carcere ora invece c'è una pena non detentiva".
Il Tempo - Ddl Sicurezza, c'è la fiducia
"Cei: Ignorato obiettivo integrazione"
E piacere a sti ***** :lol::lol:
Quote:
Ddl sicurezza, via libera della Camera tra le polemiche
Monito di Napolitano: «Troppa retorica xenofoba»
Il governo incassa il sì definitivo della Camera: 297 i voti a favore, 255 i contrari, 3 gli astenuti. Durante la seduta bagarre tra maggioranza, governo e opposizione, Franceschini chiama in causa i «bambini fantasma» e Maroni replica seccato: «Basta falsità». In mattinata le parole del Capo dello stato, Berlusconi scaccia le critiche: «Noi contro la xenofobia, dai vescovi nessuna critica e gli italiani sono con noi». Domani il ministro dell'Interno incontra il rappresentante dell'Unhcr per l'Italia, il Consiglio Italiano per i Rifugiati (video) commenta la proposta del governo per il riconoscimento in Libia dei migranti.
Via libera dall'Aula di Montecitorio al ddl sicurezza, che ora passa al Senato per l'esame definitivo: il "pacchetto sicurezza" ha ottenuto la fiducia della Camera con 297 sì, 255 no e 3 astenuti. Una votazione svolta in un clima di assoluta tensione tra la maggioranza, insieme con i rappresentanti del governo, e l'opposizione dopo una seduta caratterizzata da un acceso scontro verbale. Dopo una provocazione lanciata dal capogruppo della Lega Roberto Cota - «Il governo Berlusconi ha finalmente attuato l'accordo con la Libia. È qui la differenza tra chi le cose le dice e chi invece le fa. Invece in Italia ci sono da una parte la Lega che è il partito della gente e voi di sinistra che difendete i clandestini», ha detto il leghista -, si infiamma lo scontro tra il leader del Pd Dario Franceschini e il ministro dell'Interno Roberto Maroni: nel suo intervento il numero uno democratico contesta i provvedimenti sull'immigrazione inseriti nel ddl attraverso cui il governo ha «impedito di fatto il matrimonio tra irregolari, reso impossibile l'iscrizione all'anagrafe di bambini di genitori non in regola, bambini invisibili». A queste parole Maroni esplode e polemizza dai banchi del governo, per poi calmarsi al richiamo della vicepresidente dell'Aula Rosy Bindi. A proseguire le polemiche è il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, che inveisce contro l'esponente pd e continua la polemica. Gli insulti e le proteste piovono poi dagli scranni dell'opposizione per interrompere ripetutamente l'intervento del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto.
La polemica si sposta poi fuori dall'Aula e il leader leghista Umberto Bossi torna ad attaccare il segretario del Pd, accusandolo di non avere una reale comprensione delle esigenze della popolazione: «Io ascolto la gente, non come Franceschini. Il suo mi è sembrato un suicidio in diretta, lui non ascolta la gente».
Oltre al voto la giornata è stata caratterizzata dalle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervienuto nel dibattito sull'immigrazione in maniera decisa. «Si diffonde una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza e xenofobia», ha detto il Capo dello stato all'assemblea annuale delle Fondazioni europee, sottolineando come lo stretto nesso tra povertà e disuguaglianza imponga che le «misure rivolte a ridurre la povertà e quelle contro l'esclusione sociale» vadano «di pari passo». «Solo in questo modo si può evitare che coloro che si trovano in fondo alla scala sociale rimangano confinati in quella posizione», ha affermato Napolitano.
Il premier Berlusconi è però convinto che le frasi del Presidente della Repubblica non riguardino il governo: «Noi siamo contro la xenofobia», ha affermato ai giornalisti il presidente del Consiglio, cercando di spegnere sul nascere ogni polemica con il Quirinale. Un colpo di spugna anche sulle critiche giunte in questi giorni dai vescovi della Cei riguardo i respingimenti dei migranti: «Non ho conoscenza di critiche da parte dei vescovi. Ho parlato spesso con i responsabili della Cei e sui nostri provvedimenti ho sempre trovato accoglienza positiva. Berlusconi ha quindi difeso il ddl varato dal suo governo: «Il 76% degli italiani condivide l'operato del governo. La differenza tra noi e la sinistra è che loro vogliono le porte spalancate per chiunque, noi le vogliamo chiuse e vogliamo socchiuderle solo per chi vuole venire in Italia per trovare lavoro e rispettare le nostre leggi».
Il tema dei respingimenti sarà di nuovo al centro del dibattito venerdì, il ministro Maroni sarà a confronto diretto con Laurens Jolles, delegato dell'Unhcr per l'Italia, in cui esporrà la proposta di creare una struttura in Libia per valutare sul posto i requisiti per la richiesta di asilo. La posizione dell'Alto Commissariato per i rifugiati è però nota: «Se le persone vengono intercettate dall'Italia - ha detto Jolles -, non possono essere valutate in Libia. Non si possono automaticamente rimandare in Libia le persone che vengono intercettate in Europa», anche perché l'Unhcr la «piccola capacità» Unhcr nel paese africano non permette di «vedere tutti e avere accesso a tutte le strutture».
(ami) Agenzia Multimediale Italiana - Ddl sicurezza via libera della Camera tra le polemiche
non siamo xenofobi però siamo contro il multiculturalismo :roll:
c'è qualcosa che non mi torna :lol:
dai vescovi nessuna critica? :roll: ah si, quello che ho letto ieri è stata tutta un'invenzione della sinistra :lol:
ah, napolitano ovviamente si riferisce al fantasma formaggino!