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IMPORTANTE: Istituzione del Premio Calderoli

  1. #1
    FdT svezzato
    Iscrizione: 4/1/2005
    Messaggi: 174
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    Predefinito IMPORTANTE: Istituzione del Premio Calderoli

    IMPORTANTE: Istituzione del Premio Calderoli


    Credo sappiate tutti che da tempo ormai e’ stato istituito:
    IL PREMIO CALDEROLI
    http://www.onemoreblog.org/calderoli.html
    Che viene assegnato a chiunque si esibisce in stronzate di tale portata da poter tentare di emulare questo Grandioso Dentista Verde casualmente prestato alla politica.

    Al momento risultano
    Premi assegnati
     17/02/2006 - Maria Antonietta Cannizzaro
     15/02/2006 - Rocco Buttiglione
     10/02/2006 - A tutti gli itagliani
     10/02/2006 - Maurizio Baruffi
     09/02/2006 - Mario Adinolfi
     07/02/2006 - Pierferdinando Casini
     06/02/2006 - Unico e inimitabile
     01/02/2006 - Monica Guerzoni
     25/01/2006 - Sandro Bondi
     23/01/2006 - Martino Pillitteri
     19/01/2006 - Antonio Serena
     18/01/2006 - Vittorio Feltri
     17/01/2006 - Marcello Pera
     14/01/2006 - Carlo Giovanardi
     14/01/2006 - Elisabetta Gardini

    (continua sul Sito…)

    http://img115.imageshack.us/img115/5...lderoli8nz.jpg
    Calderoli attende con serenita’ le reazioni islamiche…


    IPSE DIXIT:

    "E' evidente che a Berlusconi i principi della democrazia siano insopportabili al punto da provocargli uno shock allergico. Sarebbe auspicabile - e lo dico da medico quale sono - che il dottor Berlusconi si facesse visitare da un buon internista. Sono a sua disposizione per consigliargliene qualcuno, anche gratuitamente"
    (Roberto Calderoli, Ansa, 19 febbraio 1996).

    "Apprendiamo che Berlusconi si lamenta con Dini accusandolo di aver 'copiato' il programma di Forza Italia del 1994. Strano, mi risultava che fosse Berlusconi ad aver copiato il 'programma' di qualcuno. Un tale che abita in Toscana, Licio Gelli. Vien da dire: chi la fa l'aspetti"
    (Roberto Calderoli, Ansa, 28 febbraio 1996).

    Zoo padano:
    «Sto dando da mangiare ai miei lupi».
    Lupi?
    «Sì, lupi, lupi. Ne ho due in affidamento. Sono abituato, so come gestirli. Qui in villa a Bergamo ho tenuto per un anno una tigre.
    Ho dovuto darla via dopo che aveva divorato un cane»
    (Roberto Calderoli, ministro delle Riforme, la Stampa, 29 agosto 2005)


    «Ritengo sia necessario insistere sulla mia proposta di introdurre come pena per chi commette reati sessuali la castrazione chimica. Personalmente, e lo ribadisco, reputo che la castrazione chirurgica sia la più idonea a funzionare, anche da un punto di vista della prevenzione».
    (Roberto Calderoli, ministro per le Riforme, Ansa 28 novembre 2005)
    D

    «Con i terroristi non si tratta, i terroristi si eliminano. Per ogni giorno di prigionia dei nostri connazionali, 1000 islamici provenienti dai cosiddetti paesi canaglia siano sbattuti fuori e rimandati a casa». Questa frase è stata detta da Roberto Calderoli in occasione della vicenda degli ostaggi italiani in Iraq.


    Aldo Vincent
    LE CASSATE DEL GELATAIO
    http://guide.supereva.it/satira

  2. # ADS
     

  3. #2
    Vivo su FdT
    Uomo 35 anni
    Iscrizione: 29/9/2004
    Messaggi: 4,776
    Piaciuto: 6 volte

    Predefinito

    Io dico...

    che secondo me la "provocazione del ministroNZO Calderoli è stata molto eccessiva, certo mai come i libanesi e che si vengano a lamentare in modo civile, voglio entrare anch'io nel tuo premio calderoli, perciò ti lascio con una domanda, perchè noi ci sforziamo di fare del bene se questi poi alla minima cosa si rivoltano contro? Sono animali? forse dei cani rabbiosi che appena gli fai qualcosa impazziscono? Oppure ho trovato! Semplicemente, avevano le loro "cose" allora erano piuttosto irascibili e nervosette... aspetta un attimo.. erano uomini allora ritorno sulla prima ipotesi... Loro fanno di tutto hanno un sacco di pretese, e che cazzo vogliono di + che ci mettiamo una scopa nel culo e gli puliamo le città? Nn so che dire, nn so neanche se vogliono la democrazia o no, e se nn la vogliono che cazzo ci stiamo a fare la? forse è il tempo di ritonare ai vecchi tempi dividere di nuovo il mondo fra buoni e cattivi, occidente e oriente, america e comunisti, li sfruttiamo gli fottiamo le loro madri e trombiamo le loro figlie, ricchi sempre + ricchi, evvai! aumentiamo il prezzo del petrolio così magari un giorno il prezzo del barile sarlirà a 70 $ al pezzo + una trombata con una gnocca, rendiamo gli sceicchi + ricchi, poverini eh, il sultano del brunei deve risparmiare.. Massì il popolo? lasciamolo analfabeta e a morir di fame.. allora abbiamo fatto bene a scendere o abbiamo fatto una gigantesca enorme fantasmagorica cassata?

    vabbè cvaro Aldo per sta volta mi piacerebbe stracciatella, cioccolata e crema


    ciao!

  4. #3
    FdT svezzato
    Iscrizione: 4/1/2005
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    Carissimo,
    la questione si e' cosi' incancrenita che non si riesce piu' a capire chi ha torto e chi ha ragione.
    Certo e' che noi abbiamo cominciato per primi...

    Un abbraccio

  5. #4
    Overdose da FdT
    Donna
    Iscrizione: 24/2/2005
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    Predefinito

    ma che denti ha calderoli??? non può fare il dentista... non scherziamo.
    è uno degli esseri più ignoranti del pianeta

  6. #5
    FdT svezzato
    Iscrizione: 4/1/2005
    Messaggi: 174
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    Nel mirino gli albanesi, i gay e i «nazisti rossi» della sinistra Le mille sparate del padano più fedele al Senatur L’autoironia del chirurgo-ministro: su di me non avrei scommesso una lira STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
    «Non leggo le cose sui nostri giornali, figuriamoci le cose saudite». E’ tutta qui, in questa frase buttata lì su Libero, la sostanza politica di Roberto Calderoli. Il quale da anni espelle tutte le cose che gli passano per la testa, a dispetto dei ruoli via via assunti fino allo spropositato incarico di ministro per le Riforme istituzionali, come fosse ancora all’osteria Ceresola, in valle Imagna, dove tra i fumi dell’alcool tenne la sua prima arringa padana superando (parole sue: è un letterato) «l’impeachment della timidezza».
    Potete scommettere infatti che perfino ieri, dopo aver visto il disastro combinato con le sue avventate spiritosaggini, dopo l’intimazione di dimettersi lanciatagli da Berlusconi, dopo le pesanti accuse interne e internazionali, lui si è sentito come quei personaggi dei cartoni animati che, fatta crollare una città intera, escono dalle macerie spolverandosi la manica: «E non fatela tanto grossa!». Che gli importa del resto del mondo se il suo solo orizzonte sono la Val Brembana, la polenta taragna, il prato di Pontida, il matrimonio celtico con calice di sidro, il Dio Taranis e le odi ai «Poveri padani oppressi» del sommo poeta Archimede Bontempi?

    Bergamasco, rampollo di una famiglia dove nonni e fratelli e cugini sono tutti dentisti al punto che sul tema c’è un detto insulso in italiano (se il tuo dente ha il vermicello, devi andar dai Calderoli), ma meraviglioso in bergamasco («Se ol to dént al gh’à ’l careul, te gh’è de ’ndà dai Caldereul»), cresciuto sciando e sgommando nei rally, laureato in chirurgia maxillo-facciale, ci tiene a presentarsi da anni come il più fedele dei fedelissimi bossiani. Fino a dire: «Io ho un capo, si chiama Bossi, è l’unica guida che riconosco e se mi dice "buttati da questo ponte" io mi butto. Sissignore, magari mi dispiace, ma mi butto. Se lui mi spiega che è utile alla Lega, io mi sacrifico».
    Uso a obbedir sbraitando, ai tempi della scelta secessionista (da lui confermata fino a un attimo prima del contrordine: «Io mi onoro di essere secessionista! ») arrivò a espellere non solo il cognato Luigi Negri e sua moglie Elena, colpevoli di tradimento per avere scelto l’alleanza col Cavaliere e la destra con anni di anticipo sul Senatùr, ma perfino la loro cagnetta Gilda, il cui quotidiano ingresso a palazzo Marino al seguito della padrona, quando questa era consigliere, fu proibito su disposizione calderoliana dal sindaco Marco Formentini in persona.
    Infettato da qualche vanità letteraria dopo aver «letto quattro volte i Promessi Sposi», è autore di un libro dal titolo Mutate mutanda (ispirato al latino «mutatis mutandis») dall’incipit indimenticabile: «"Muta Mutanda!", cambia ciò ce deve essere cambiato! Ho coniugato poi, al plurale, questo mio personale imperativo per poterlo rivolgere a voi dalla copertina del libro, perché esso rappresenta la terapia al mio morbo personale, terapia che ho individuato dopo una faticosa autopsia di me stesso e la conseguente diagnosi. Questo lavoro è un sofferto dissezionamento della mia sfera cosciente e del mio iter emozionale e culturale ».

    Dotato di un’autoironia che sarebbe ingeneroso non riconoscergli, confidò un giorno: «Su di me non avrei scommesso una lira». Chi lo conosce annuì: giusto, non una lira. Bossi, che si picca di essere uno scopritore di statisti (da Erminio «Obelix» Boso a Mario Borghezio) individuò invece in lui l’uomo giusto per farne prima il vicepresidente del Senato, poi uno dei «saggi» addetti a dare una sistemata allo Stato costruito da Cavour e infine il ministro per le Riforme istituzionali. Incarichi guadagnati seminando lungo tutta la carriera (destinata nelle ultime settimane a subire perfino l’onta di voci fastidiose in seguito alle presunte rivelazioni di Giampiero Fiorani) preziose pillole di britannica sobrietà.
    «Dove collocare i confini della Padania? Da medico so che se la cancrena avanza occorre amputare alto: mi fermerei a Pesaro», spiega nei giorni in cui teorizza che la secessione è ormai cosa fatta: «Un anno e ci arriveremo ». «La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni», discetta raccomandando all’Ulivo, reo di «una politica estremamente permissiva nei confronti dei musulmani e degli omosessuali», di fondare «il partito dei finocchi anziché delle margherite ». «Si ricordino i vescovi che oltre a mantenere l’esercito di parassiti del meridione, i padani mantengono anche loro», sentenzia auspicando «il realizzarsi di una Chiesa Cristiana finalmente libera e padana», chiedendo gli elenchi di tutti gli insegnanti meridionali e di tutti i capistazione del Bergamasco e barrendo contro le assunzioni alle poste «ennesimo esempio di colonizzazione meridionale».

    E via così. Per anni. Un giorno propone che tutti i consigli comunali lombardi varino una «taglia di un milione per chi denunci un albanese irregolare ». Un altro avverte che «un dì, di fronte al tribunale del popolo padano, siederanno molti personaggi che oggi sono ai vertici delle istituzioni con l’accusa di genocidio». Un altro ancora incita a «sparare sugli scafisti, una volta che abbiano lasciato il carico», «usando cannoni o colubrine: ciò che importa è restituire l'Adriatico alla civiltà». E barrisce che «la Padania saprà rispondere al manganello tricolore». E ringhia che «l’Italia è stata ridotta a una riserva albanese». E accusa gli avversari di sinistra di essere «nazisti rossi».E propone la castrazione chimica dei pedofili anche se personalmente dice di essere «per un bel colpo di forbici». E denuncia gli immigrati di «imbastardire la nostra identità». E chiama sprezzante in tivù la giornalista palestinese Rula Jebreal «quella signora abbronzata».

    E mai una volta che, espellendo questo o quel pensiero, si sia posto il problema non dico del rispetto per gli altri (ieri «il mafioso Berlusconi» o oggi «l’Omoparlamento europeo») ma dei danni che l’uso bombarolo di certe parole, in bocca a un ministro che sulla carta rappresenta tutti gli italiani, anche chi lo considera uno scriteriato, possono avere a livello interno e internazionale. Il fatto è che per anni, via via che si alzavano i decibel dello schiamazzo politico, pareva che gli stranieri non prendessero sul serio certi nostri capipopolo neanche quando dicevano cose mostruose come le parole di Bossi sulla «razza padana, razza pura, razza eletta». E quelli come Roberto Calderoli pensavano di avere la franchigia quando sputavano ridendo cose oscene tipo «il mio maialino non vede l’ora di fare la pipì sulla moschea ». Che poi qualcuno cavalchi pretestuosamente e perfino in malafede certe cose, come è successo con le vignette su Maometto, è un altro discorso. Ma l’odonto-statista bergamasco pensa davvero che la nostra identità culturale e religiosa si difenda con battute come quella sul maialino? Ora lo sa: pare impossibile, mac’è chi lo prende sul serio. Purtroppo.

    Gian Antonio Stella
    19 febbraio 2006

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