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SINDACO CORAGGIOSO: “Gli stranieri sono troppo favoriti! Ora basta”

  1. #1
    Pesciolino nell'acquario. Half shadow
    Uomo 30 anni
    Iscrizione: 20/7/2008
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    Piaciuto: 815 volte

    Predefinito SINDACO CORAGGIOSO: “Gli stranieri sono troppo favoriti! Ora basta”

    Il sindaco di Miane, Angela Colmellere, scrive alla ministra Kyenge.

    MIANE - “Mi hanno accusata di razzismo. Ma io non sono affatto razzista. Da insegnante, sono più che mai sensibile ai temi del rispetto, dell’educazione, dell’integrazione. Però a un certo punto bisogna far sentire la propria voce…”Angela Colmellere (in foto), sindaco di Miane, spiega perché. Perché, un paio di giorni fa, ha preso carta e penna (si fa per dire, ovviamente) per chiedere alla ministra Kyenge di pensarci bene prima di “assumere provvedimenti a favore degli extracomunitari”. “Non ci continui – aveva scritto Colmellere alla Kyenge – a chiedere di togliere servizi ai nostri concittadini, in primis anziani, per darli a persone certamente bisognose di aiuto, ma che non possono venire sempre prima di noi. Non dico dopo, ma almeno non prima. Non possiamo privare i nostri anziani di aiuti per darli agli extracomunitari. Non è eticamente giusto.”

    Prima di esplicitare il motivo della missiva, il sindaco di Miane, aveva spiegato alla Kyenge di trovarsi “troppo spesso di fronte alla situazione di minori, quasi esclusivamente extracomunitari, a carico del bilancio comunale” e per segnalare “l’incongruenza di provvedimenti presi a Roma”. “Lasciare le frontiere aperte con gli sbarchi triplicati in pochi mesi o proporre lo ius soli, mette in gravissima difficoltà noi Sindaci, che stiamo contemporaneamente subendo tagli paralizzanti ai nostri bilanci – ha precisato il sindaco di Miane -. Da un lato lo Stato impone nuove incombenze per far fronte al problema migratorio, e dall’altro ci toglie risorse.”





    Nella lettera (che ha già suscitato diverse reazioni, Colmellere si dichiarava “impotente e sempre più intollerante di fronte all’ingiustizia di chi avrebbe bisogno e magari viene scavalcato dai nuovi arrivati, che sono sì nel bisogno ma che spesso passano davanti a chi per l’Italia ha lavorato una vita”. La lettera del sindaco di Miane suonava insomma come un atto di accusa verso un governo che sembra – a suo dire – privilegiare gli stranieri. All’indomani della lettera a Kyenge (la quale per altro ha risposto che per lei i cittadini sono tutti uguali), la Colmellere smorza i toni. “Quello che volevo dire – spiega – è che se il governo finora ha finanziato tanti interventi e risorse per gli stranieri, ora dovrebbe pensare anche a chi in questo paese ha sempre pagato le tasse. Io rispetto il ministro, ma sono io che devo incontrare la gente che non ce la fa più, che non sopporta più queste persone che in modo a volte arrogante affollano il pronto soccorso, le corsie degli ospedali, gli uffici pubblici e che alzano la voce. La maggior parte degli stranieri quando viene in comune dice sostanzialmente questo: “Tu devi dare a me”. E non è giusto che io debba impiegare le poche risorse del comune per gli immigrati, quando ho concittadini che faticano ad arrivare alla fine del mese e che magari solo perché hanno una vecchia casa non possono accedere ai benefici regionali o statali. Sa quanto costa un bambino in affido al comune? 516 euro al mese. Una cifra che si moltiplica per due se il bambino è un adolescente dai 15 ai 18 anni. E sa quanti ragazzi ho in affido? 13!” Angela Colmellere precisa che, per sua scelta, il comune di Miane non dà contributi economici in caso di necessità o indigenza. “Da educatrice, voglio fare in modo che la gente si responsabilizzi, che si dia da fare per ottenere ciò di cui ha bisogno. Ma non è possibile che su 51 domande per avere un bonus sull’energia elettrica, 50 siano di stranieri e una sola di un residente italiano!”.



    Ma questo – facciamo notare – significa che gli stranieri hanno imparato la lezione, che “sanno fare per ottenere”.

    “Il fatto è che rientrano nei requisiti di legge in modo privilegiato rispetto a un residente, che magari a causa di un piccolo patrimonio, come una casa o un pezzo di terra, è escluso dal bando. Dovrebbero essere fatte leggi chiare e concrete. Oggi assistiamo a un “razzismo al contrario”, perché sono i residenti a essere penalizzati, anche sul fronte dei rapporti”.

    In che senso?

    “Gli stranieri pensano che tutto gli sia dovuto e non fanno sforzi per integrarsi davvero. Nel comune abbiamo organizzato corsi di alfabetizzazione per le mamme straniere perché possano seguire i figli, presentarsi ai colloqui con gli insegnanti: crede che quei corsi siano frequentati?. No: è come se non volessero integrarsi. Altra cosa: probabilmente per mentalità, per una cultura più semplice, i genitori tendono a lasciare i bambini a se stessi, al contrario di noi che siamo forse anche troppo protettivi. Sono modi diversi di intendere l’educazione.”

    Modi inconciliabili?

    Diciamo che il processo di integrazione va fatto, va promosso (e io nel mio piccolo ci ho sempre dedicato risorse e energie), ma ci vuole tempo.

    E’ contraria allo ius soli, cioè al diritto di cittadinanza per bambini, figli di stranieri, nati o cresciuti in Italia?

    Dovremmo guardare agli altri paesi, alla Francia, per esempio.

    Ma visto che la questione ius sangunis- ius soli è al centro del dibattito politico italiano, lei che pensa?

    Che lo ius soli è uno sbaglio. Ci mancherebbe solo questo. Il governo sta pensando di eliminare o rivedere la legge Bossi-Fini… Non sono in grado in grado di parlare di politica internazionale.

    Ma la Bossi-Fini è una legge italiana.

    Però riguarda i flussi migratori che avvengono a livello mondiale. Io non sono una giurista, non ho competenze in materia. Della questione devono occuparsi gli esperti di diritto che tra l’altro guadagnano molto e dovrebbero mettere a frutto le loro abilità, visto che vengono compensati a dovere.

    Secondo lei è giusto che ci sia un ministro dell’integrazione? La Kyenge le piace? Avrebbe preferito un ministro nato in Italia?

    Non conosco la Kyenge. Se è diventata ministro vuol dire che probabilmente aveva i requisiti necessari. Io la rispetto e non mi piacciono gli attacchi violenti che le vengono rivolti. Quanto al colore della pelle, non mi turba. Non guardo certo queste cose.

    Visto che nella sua lettera-sfogo, parla di difficoltà dei comuni a gestire situazioni di povertà, non avrebbe dovuto scrivere anche ad altri ministri? Luigi Calesso di Impegno civile di Treviso, suggerisce che l’eventuale proposta di “far assistere” i minori stranieri dallo stato anziché dai comuni avrebbe potuto essere inviata al ministro dell’Interno (che fino a qualche tempo fa era il leghista Maroni, un esponente del suo partito). Perché ha scelto proprio la Kyenge?

    Perché quello che mi preme è che gli stranieri non vengano prima. Non dico dopo, ma neanche prima.

    FONTE: “Gli stranieri sono troppo favoriti! Ora basta” | Oggi Treviso | News | Il quotidiano con le notizie di Treviso e Provincia: Oggitreviso

    Condivido pienamente. Questa non è uguaglianza. Anche quando si parla dei diritti alle case popolari, gli immigrati ottengono più punteggio anche se il nucleo familiare è identico ad uno italiano, per condizioni e reddito. La Kyenge comunque finirà male, sta aizzando il popolo italiano al razzismo, perchè vedere favorita una tipologia di persone ammazza il principio di uguaglianza, non è possibile vedere identiche delle persone che hanno più diritti, che non pagano le tasse e che appena arrivate passano avanti a persone che invece hanno contribuito una vita alle casse italiane. é ingiusto dal punto di vista etico e dovrebbe esserlo anche dal punto di vista costituzionale.
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    Un forte desiderio può far vincere.

  2. # ADS
     

  3. #2
    Matricola FdT fogart
    Uomo 24 anni
    Iscrizione: 4/2/2014
    Messaggi: 6
    Piaciuto: 0 volte

    Predefinito

    La storia non la conoscevo. Io non conosco la legislazione nello specifico. Ma quali sono le leggi che favoriscono persone straniere? Di solito chi non ha la cittadinanza italiana ha dei diritti limitati, non riconosciuti. Dipende anche comunque dalle autorità locali. Ci sono comuni che sicuramente potrebbero dare le case popolari ai nulla tenenti e spesso queste persone sono extra-comunitari. Secondo me c'e' bisogno di equilibrio nelle decisioni di chi ci governa.

  4. #3
    Se muoio rinasco P S Y C H O
    da Estero
    Iscrizione: 6/12/2005
    Messaggi: 17,135
    Piaciuto: 1389 volte

    Predefinito

    Io la distinzione, piuttosto che fra "comunitari" ed "extracomunitari" la farei fra residenti in Italia che hanno qualcosa da perdere e residenti in Italia che non hanno niente da perdere.
    Gli extracomunitari poi, nella quasi totalità, rientrano nell'insieme di coloro che non hanno niente da perdere.
    Quelli che non hanno niente da perdere in Italia sono super-tutelati, gli è concesso troppo. Per essi si travisa il principio filosofico nel quale noi italiani siamo cresciuti di aiutare il più debole, permettendo a quest'ultimo di non ottemperare a degli obblighi che in un paese civile sono essenziali.
    Faccio alcuni esempi:
    - Chi non ha niente da perdere sale su un treno o autobus senza biglietto, tanto se lo scoprono fa un bel pernacchio.
    Chi ha da perdere e fa la stessa cosa, se lo scoprono paga biglietto e multa se no gliela iscrivono a ruolo.
    - Chi non ha niente da perdere taccheggia nei supermercati, se lo prendono non gli fanno niente; seppure lo denunciano due ore dopo è libero.
    Chi ha da perdere se lo beccano a taccheggiare e lo denunciano, si ritrova un mare di spese da affrontare che non può non pagare, per avvocati, danni, etc.
    - Chi non ha niente da perdere può minacciarti, aggredirti, stuprarti; nella peggiore delle ipotesi affronta un processo a costo zero con conseguenze penali relative.
    Se chi ha da perdere incappasse in un reato qualsiasi si dovrebbe vendere casa per affrontarne le conseguenze economiche.
    Aggiungi a questo una serie di altre situazioni, mi viene in mente la sanità, che dovrebbe essere un diritto sacrosanto per tutti, mentre chi non ha da perdere non paga ticket e chi ha qualcosa li paga salati al punto spesso di rinunciare a controlli di routine. Mi viene in mente che se chi ha da perdere dà in locazione un immobile a chi non ha niente da perdere, corre il serio rischio di non rivederlo più per un tempo infinito senza che gli venga riconosciuto l'affitto. Che chi non ha niente da perdere può guidare indisturbato senza patente e senza assicurazione, altro pernacchio se lo fermano; chi invece ha da perdere poi paga salatissime conseguenze, etc.
    Tutto ciò fa si che chi ha da perdere qualcosa si sente continuamente vessato e identifica l'altra categoria negli extracomunitari, che la rappresentano al 90% .

    Se invece ci fosse maggior rigidezza verso chi non rispetta delle regole che dovrebbero essere punto fermo in un paese civile, questa forma di insofferenza nei confronti degli extracomunitari non ci sarebbe e di ciò si potrebbero avvantaggiare anche tutte quelle persone che da extracomunitari o italiani poveri vivono comunque nel rispetto delle stesse.
    A Half shadow piace questo intervento
    Eres nube. Eres mar, eres olvido. Eres tambien aquello que has perdido.

    E la mia stella è quella stella scialba mia lenta morte senza disperazione.



  5. #4
    Can che dorme Wolverine
    Uomo 34 anni
    Iscrizione: 3/4/2006
    Messaggi: 43,734
    Piaciuto: 2782 volte

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Abel Balbo Visualizza il messaggio
    Io la distinzione, piuttosto che fra "comunitari" ed "extracomunitari" la farei fra residenti in Italia che hanno qualcosa da perdere e residenti in Italia che non hanno niente da perdere.
    Gli extracomunitari poi, nella quasi totalità, rientrano nell'insieme di coloro che non hanno niente da perdere.
    Quelli che non hanno niente da perdere in Italia sono super-tutelati, gli è concesso troppo. Per essi si travisa il principio filosofico nel quale noi italiani siamo cresciuti di aiutare il più debole, permettendo a quest'ultimo di non ottemperare a degli obblighi che in un paese civile sono essenziali.
    Faccio alcuni esempi:
    - Chi non ha niente da perdere sale su un treno o autobus senza biglietto, tanto se lo scoprono fa un bel pernacchio.
    Chi ha da perdere e fa la stessa cosa, se lo scoprono paga biglietto e multa se no gliela iscrivono a ruolo.
    - Chi non ha niente da perdere taccheggia nei supermercati, se lo prendono non gli fanno niente; seppure lo denunciano due ore dopo è libero.
    Chi ha da perdere se lo beccano a taccheggiare e lo denunciano, si ritrova un mare di spese da affrontare che non può non pagare, per avvocati, danni, etc.
    - Chi non ha niente da perdere può minacciarti, aggredirti, stuprarti; nella peggiore delle ipotesi affronta un processo a costo zero con conseguenze penali relative.
    Se chi ha da perdere incappasse in un reato qualsiasi si dovrebbe vendere casa per affrontarne le conseguenze economiche.
    Aggiungi a questo una serie di altre situazioni, mi viene in mente la sanità, che dovrebbe essere un diritto sacrosanto per tutti, mentre chi non ha da perdere non paga ticket e chi ha qualcosa li paga salati al punto spesso di rinunciare a controlli di routine. Mi viene in mente che se chi ha da perdere dà in locazione un immobile a chi non ha niente da perdere, corre il serio rischio di non rivederlo più per un tempo infinito senza che gli venga riconosciuto l'affitto. Che chi non ha niente da perdere può guidare indisturbato senza patente e senza assicurazione, altro pernacchio se lo fermano; chi invece ha da perdere poi paga salatissime conseguenze, etc.
    Tutto ciò fa si che chi ha da perdere qualcosa si sente continuamente vessato e identifica l'altra categoria negli extracomunitari, che la rappresentano al 90% .

    Se invece ci fosse maggior rigidezza verso chi non rispetta delle regole che dovrebbero essere punto fermo in un paese civile, questa forma di insofferenza nei confronti degli extracomunitari non ci sarebbe e di ciò si potrebbero avvantaggiare anche tutte quelle persone che da extracomunitari o italiani poveri vivono comunque nel rispetto delle stesse.
    Su questo si può tranquillamente essere d'accordo, discorso sensato
    A Half shadow piace questo intervento
    That is not dead which can eternal lie, and with strange aeons even death may die

    (Abdul Alhazred)

  6. #5
    Ghajarya Annie Lennox
    Donna 142 anni
    Iscrizione: 20/9/2010
    Messaggi: 17,421
    Piaciuto: 7509 volte

    Predefinito

    Ma io non credo che sia colpa degli extracomunitari, in quanto loro approfittano soltanto di una situazione.
    Dovrebbero essere lo stato la tutelare i cittadini tutti, anche gli extracomunitari con lavoro e con permesso di soggiorno, invece vengono tutelati gli extracomunitari che non hanno nulla perchè non lavorano o perchè clandestini, o perchè vivacchiano con mezzi non proprio legali. Ecco, se lo stato avesse la forza di far rispettare quelle poche leggi che ci sono, magari per i clandestini non ci sarebbero oneri per lo stato, non ci sarebbero tempi lunghissimi per l'espatrio, quindi ci sarebbero meno oneri per lo stato italiano e quindi meno disuguaglianza tra extracomunitari ed italiani.
    Parliamo dei cittadini comunitari dell' est (ROM) che per me sono una piaga sociale, mi dispiace, non sono razzista, per la maggiorparte andrebbero cacciati:

    I diritti alla libera circolazione e al soggiorno possono essere limitati in due tipi di ipotesi.
    A) La prima ipotesi è disciplinata a livello comunitario dagli artt. 14 e 15 della Direttiva
    2004/38, e riguarda le situazioni in cui il cittadino dell’Unione non possiede o non possiede
    più le condizioni per avere diritto al soggiorno.

    1) ogni cittadino dell’Unione europea ha diritto all’ingresso sul territorio di un
    altro Stato membro dell’Unione europea e al soggiorno fino a tre mesi dall’ingresso
    se è munito di una carta d'identità o di un passaporto in corso di validità (art. 6 e 7)
    2) ogni cittadino dell’Unione beneficia del diritto al soggiorno fino a tre mesi
    dall’ingresso finché non diventa un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale
    dello Stato membro ospitante
    (art. 14, comma 1).
    3) ogni cittadino dell’Unione europea e i suoi familiari beneficiano del diritto al
    soggiorno per un periodo superiore a tre mesi dall’ingresso finché soddisfano le
    condizioni fissate negli artt. 7, 8 e 12 della direttiva (art. 14, par. 2);
    (si veda la scheda sull’ingresso e soggiorno dei cittadini dell’Unione europea)
    B) la seconda ipotesi, in cui l’allontanamento è motivato da ragioni di ordine o sicurezza
    pubblica
    , è disciplinata a livello comunitario dagli artt. 27 – 33 della Direttiva 2004/38, riguarda
    l’ipotesi in cui il cittadino dell’Unione o il suo familiare è allontanato per motivi
    di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica
    . In particolare, il
    primo comma dell’art. 27 prevede che gli Stati membri possono limitare la libertà di circo -
    lazione di un cittadino dell’Unione o di un suo familiare, qualunque sia la sua cittadinanza,
    per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica, ma non possono
    invocarli per fini economici.


    Poi:

    "..In secondo luogo il diritto di libera circolazione, soggiorno e stabilimento è regolato
    anzitutto da una direttiva comunitaria (Direttiva 2004/38/ce del Parlamento europeo e del
    Consiglio del 29 aprile 2004 relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di
    circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il
    regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE,
    72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e
    93/96/CEE) che prevede che soltanto per il periodo entro i tre mesi dall’ingresso nello
    Stato i cittadini degli altri stati membri dell’Unione sono ammessi a circolare e soggiornare
    quasi liberamente e senza dover motivare il motivo del soggiorno
    .
    Dopo i primi tre mesi il cittadino comunitario ha il diritto di soggiorno in un Paese membro diverso da quello di cui
    alla cittadinanza non soltanto se possiede la cittadinanza dell’Unione, ma anche se dimostra
    il possesso di uno dei quattro presupposti per il diritto di soggiorno (lavoro, studio, unità
    familiare, autosufficienza)
    e il rispetto delle condizioni previste dalla legge.."


    Da questo cosa si evince?
    Che un cittadino europeo può entrare in Italia con documento valido e può restarci 3 mesi alla cazzo di cane, magari facendo perdere le sue tracce.
    Dopo 3 mesi deve rimostrare che di avere un lavoro o che sta lì per motivi di studio etc. e non deve essere un onere per lo stato che lo ospita.
    Quindi se un cittadino comunitario, ad esempio uno dei paesi dell'est viene in Italia regolarmente, poi si nasconde magari in uno dei tanti campi rom abusivi, le autorità italiane dove lo vanno a cercare?
    Questi soggetti sono la rovina di quelle persone comunitarie che vengono in Italia in modo regolare e ci restano in modo leggittimo.
    Questo cosa provoca? Che gli italiani si scagliano su TUTTI gli stranieri non tenendo conto che la maggiorparte di essi sono Italia perchè li abbiamo fatti entrare regolarmente, ma poi le stesse autorità italiane ne hanno perso tracce.
    Poi ci stanno anche i comunitari che si stabiliscono, trovano un lavoro, pagano le tasse, ma perchè sono rumeni vengono definiti "extracomunitari". Ecco toccherebbe fare delle distinzioni che la gente non fa..magari non le fa perchè non sa nemmeno quali stati dell'est sono nell'UE.
    Que me face isto amor, toda a vida a navigar, todas as velas a rasguear, todas as islas a descubrir a praia sud de todos os ventos, a praia sud de toto o mar, pra enfrentar todas as ondas e navigar multo mais a frente..

  7. #6
    Pesciolino nell'acquario. Half shadow
    Uomo 30 anni
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    Predefinito

    Infatti il problema non sono gli extracomunitari in sè, ma chi li serve in tutto coi soldi degli italiani che invece manco la sanità medica possono permettersi. Però spesso e volentieri vieni considerato razzista per questo.
    Un forte desiderio può far vincere.

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