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Risultati del sondaggio: Quale testo preferite?

Votanti
15. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Ed è subito sera.

    1 6.67%
  • Un fiume che scorre nel vento

    8 53.33%
  • La forza del vento è infinita

    6 40.00%
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Visualizzazione risultati da 1 a 10 su 15
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Gruppo A - TEMA: VENTO - scrittura creativa 2012

  1. #1
    cheshire cat Artemisia
    Uomo 69 anni da Firenze
    Iscrizione: 11/7/2006
    Messaggi: 34,745
    Piaciuto: 5412 volte

    Predefinito Gruppo A - TEMA: VENTO - scrittura creativa 2012

    Ed è subito sera.
    <<Tesoro guarda cosa ho trovato in soffitta!>>
    << Cos’è papà?>>
    << E’ il vecchio diario di tuo nonno. Qui dentro sono racchiusi tutti i suoi pensieri, le sue idee e le favole con cui si dilettava>>
    << Leggimene una Papà!>>
    << Ok, ma poi fila subito a letto!>>

    Viveva una volta in un bosco una piccola ma ben organizzata comunità di Marmotte. Ogni giorno la marmotta più anziana, ritenuta per tradizione la più saggia, organizzava un gruppo di spedizione per la raccolta delle erbe aromatiche e delle piante che sarebbero servite al sostentamento di tutti.
    Quel giorno toccò andare a cerca di cibo alla famiglia 5 della comunità, composta dalla madre marmotta rimasta vedova da poco, e dai due figlioletti.
    La mamma marmotta seguì attentamente le indicazioni dell’anziana Marmotta, che aveva delineato un percorso preciso e sicuro durante il quale cercare le erbe aromatiche. I due figlioletti seguivano a passi più lenti la madre che andava in avanscoperta per assicurarsi che l’area fosse libera da predatori.
    Quel giorno qualcosa andò storto. La mamma Marmotta si alzò improvvisamente in piedi sulle due zampe e rimase immobile per qualche istante; poi urlò, urlò ai propri figli di scappare.
    Quegli artigli, in un colpo, tolsero una vita.
    Passarono molti anni dall’accaduto, le due piccole marmotte ormai cresciute furono accudite dall’intera comunità. Qualche pomeriggio di inverno i due fratelli si fermavano al sole guardandole foglie giallastre cadere dagli alberi trasportate dal vento. Una volta la loro mamma gli disse:
    << Figlioli, se mai mi capiterà qualcosa sappiate sempre che io non vi abbandonerò. Sarò il sole che vi riscalderà i cuori, sarò la pioggia che vi rinfrescherà gli animi, sarò il vento che vi accarezzerà le guance>>.

    Quasimodo scrisse: “Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera”.

    << Papà tornerà mai la mamma?>>
    << Tornerà piccola mia, tornerà.>>

    Un fiume che scorre nel vento
    Non ho mai pensato che un singolo atto, oggetto, essere vivente, qualcosa che lasci una segno, una traccia di vita possa mai scomparire del tutto. Un corpo può marcire, un gesto perdere significato, un oggetto deteriorarsi eppure ciò che rappresentano continua ad esistere, vaga chissà dove senza che qualcuno possa nuovamente ricordarsene o cogliere il significato della sua esistenza. Tutto si può definire entità e non cesserà mai di occupare uno spazio fino a che non ci sarà più un posto che possa ospitare il suo perdersi in mezzo a ricordi, rivoluzioni e date.
    Quel bambino che passaggia mano nella mano con una giovane donna sorridente, porta con sé un orsacchiotto scuro e osservandolo, tutto attorno sembra diventare grigio. L'animale di pezza è diventato il centro dell'universo: ha un padrone che lo ama e che lo ripone al suo posto ogni notte prima di dormire. Lui sa di essere importante e questo è ciò che conta.
    Nell'aria rimbomba il suono dei proiettili, la terra è disseminata di cadaveri e il cielo oscurato da funeste nubi, quand'ecco che un singolo contatto, un collegamento mette fine alla carneficina e segna l'inizio della pace: una stretta di mano. Un attimo fugace, del quale verranno ricordate più che altro le conseguenze, eppure quell'unico gesto, per una frazione di secondo, è stato essenziale.
    Il taglio di un nastro, la nascita di un bambino, il ruggito di un leone, tutto ha avuto il suo collocamento nella schacchiera dell'universo. Non ostante ciò, il tempo scorre e l'orsacchiotto viene gettato, il neonato cresce, il leone perde la grinta. Dov'è finita la loro essenza? Cosa avviene quando un'entità comincia a vagare? La risposta è semplice: il bambino cresce e adesso cammina assieme ad un'altra giovane donna con un bebé in braccio; la guerra è finita, tutti imbracciano libri, zappe e martelli e lavorano per la famiglia; del taglio del nastro non sono rimasti che una foto e un edificio. L'entità lascia un segno grazie alle conseguenze, negative o positive, che si manifestano in seguito alla sua esistenza, per poi lasciare che altre ne prendano il posto. Che un'entità sia stata consapevole o meno del suo destino, durante il cammino eterno non avrà rimorsi, perchè sa di aver raggiunto il massimo scopo che possa mai aver desiderato.
    Talvolta osservando l'esterno mi fermo a pensare se, come tutto ciò che esiste e accade attorno a me, un giorno anche io o quello che faccio o dico avranno un senso, un fine. E come sempre senza dare risposta il vento mi carezza il viso, portando con sé l'insieme di entità che definiamo storia.

    La forza del vento è infinita.
    Due vortici d’ aria che si incontrano possono creare un tornado e distruggere intere città. Il vento può rendere più sopportabile una giornata afosa. Ilvento può portare odori e aromi che non sentivamo da tempo e far riaffiorare ricordi ormai caduti nell’ oblio della memoria.
    La forza delvento è infinita. Come quel giorno che il male veloce come un tornado ti portò via. Era un giorno di marzo e ilvento soffiava forte, troppo forte. La neve marzolina era ancora a terra, e donava al paesaggio quell’ aspetto candido che difficilmente c’ era in questo periodo. Quando varcai la porta di casa e mi resi conto che era già tutto successo, che non si poteva più tornare indietro, ebbi un brivido lungo la schiena. Mi misi seduta sul divano, che quotidianamente ospitava il tuo riposo, ma tu non c’ eri. Te ne eri andato senza avvertirci, e faceva dannatamente male. Era troppo presente la tua assenza. Non ho avuto nemmeno la possibilità di salutarti, il male in un colpo di vento dalla forza infinita ti ha portato via.
    Molte volte quando sono nel letto, ad occhi chiusi, mi immagino di sentire un soffio divento che porta il tuo odore, lo stesso che sentivo ogni giorno, ma alla cui presenza non avevo mai dato troppa importanza.. A dire la verità, quell’ odore forte di dopo barba e acqua di colonia era fastidioso, troppo forte. Bastava una sola spruzzata e una finestra aperta che quell’ aroma si espandeva in tutta la casa. Ma adesso è diverso, quell’ odore non esiste nella realtà, non può più esistere davvero, ma esiste il suo ricordo che è ancora capace di trasmettermi la tua presenza.
    Come fa un solo spiffero d’ aria a creare così tante emozioni dentro me?
    La forza del vento è infinita.
    Ultima modifica di Artemisia; 13/6/2012 alle 0:25
    The smallest feline is
    a masterpiece.
    Leonardo da Vinci



  2. # ADS
     

  3. #2
    Overdose da FdT Jean Grey
    Donna 27 anni da Modena
    Iscrizione: 12/4/2008
    Messaggi: 8,445
    Piaciuto: 3494 volte

    Predefinito

    Sinceramente nessuna mi è particolarmente piaciuta..

  4. #3
    Sei colori in cerca di autore Randy Mellons
    Uomo 119 anni
    Iscrizione: 6/2/2011
    Messaggi: 6,944
    Piaciuto: 5297 volte

    Predefinito

    Io voto un fiume che scorre nel vento. E' quella che ho letto con maggior piacere. Soprattutto l'inizio.

  5. #4
    Spotless Echoes
    Donna 27 anni da Roma
    Iscrizione: 21/6/2009
    Messaggi: 9,072
    Piaciuto: 2972 volte

    Predefinito

    Quella che mi ha colpita di piu, forse anche per l'argomento trattato, è Un fiume che scorre nel vento.




    [..e l'aria delle cose diventava irreale]

  6. #5
    nestuno
    Utente cancellato

    Predefinito

    La seconda piuttosto evocativa

  7. #6
    Gio
    Gio
    Uomo 22 anni
    Iscrizione: 20/7/2011
    Messaggi: 2,388
    Piaciuto: 1075 volte

    Predefinito

    Mi sono piaciute davvero tutte e tre.
    Un fiume che scorre nel vento però mi ha emozionato un minimo di più rispetto agli altri.
    Non potendo schivare il pericolo, vi corse incontro.
    [Alessandro Manzoni]

  8. #7
    Ghajarya Annie Lennox
    Donna 142 anni
    Iscrizione: 20/9/2010
    Messaggi: 17,421
    Piaciuto: 7509 volte

    Predefinito

    Il fiume che scorre nel vento! Ma anche la prima mi è piaciuta xD
    Que me face isto amor, toda a vida a navigar, todas as velas a rasguear, todas as islas a descubrir a praia sud de todos os ventos, a praia sud de toto o mar, pra enfrentar todas as ondas e navigar multo mais a frente..

  9. #8
    *of the Moon* The Dark Side
    Donna 34 anni
    Iscrizione: 23/5/2011
    Messaggi: 4,522
    Piaciuto: 2878 volte

    Predefinito

    A me è piaciuta Ed è subito sera..
    E quando ti sarai consolato [ci si consola sempre], sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo.

  10. #9
    Moderatrice Holly
    Donna 30 anni
    Iscrizione: 1/4/2006
    Messaggi: 35,153
    Piaciuto: 10104 volte

    Predefinito

    Non voglio essere la solita rompiscatole esigentissima ma non mi è piaciuta fondamentalmente nessuna delle tre XD

    Nella prima non capisco l'utilità di scomodare Quasimodo XD Chi l'ha scritto dovrebbe stare attento al lessico (nessuno userebbe il verbo dilettare in un dialogo xD). L'idea era carina ma non mi ha convinta.

    Il secondo boh, ha qualcosa che non mi convince. La forma non mi ha particolarmente entusiasmata. Ma anche il contenuto stesso non mi ha convinta, non ho visto niente di che.

    Voto il terzo. Non è scritto in modo eccellente, ma era l'unico in cui ho "visto" qualcosa, soprattutto nella parte finale. Più che altro era l'unico che mi ha creato un'immagine nitida in mente, voto questo. Non è da poco riuscire a creare immagini. Anche se la mano era inesperta, direi che il punto di partenza c'era.
    Difficile dire se il mondo in cui viviamo sia una realtà o un sogno.

  11. #10
    Pakko
    Uomo 23 anni
    Iscrizione: 28/1/2009
    Messaggi: 953
    Piaciuto: 103 volte

    Predefinito

    Voterei la seconda perché effettivamente esprime un concetto interessante, ma per quanto riguarda il modo in cui è stato sfruttata la parola vento preferirei la terza. Anche la prima si legge piacevolmente, ma credo andrò per la seconda. Mi sembra un concetto un po' meno banale.
    With fists flying up in the air, like we're holding onto something thats invisible there. 'Cause we're living at the mercy of the pain and the fear, until we dead it, forget it, let it all dissapear.

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